ESPROPRIAZIONE PER P U

Stai vedendo 248-240 di 492 risultati

Natura (non) recettizia della dichiarazione di pubblica utilità

La mancata notificazione della dichiarazione di pubblica utilità non costituisce vizio di legittimità ma influisce soltanto sul decorso dei termini per l'impugnazione.

La fonte della dichiarazione di pubblica utilità

La dichiarazione di pubblica utilità può configurarsi solo in presenza di uno specifico progetto di un'opera pubblica, non in presenza di accordi aventi ad oggetto mere dichiarazioni di intenti progettuali.

Dichiarazione di pubblica utilità e progetto preliminare

Ai sensi dell’art. 12 del d.P.R. n. 327/2001 (in sostanziale continuità con l’art. 14 della l. n. 109/1994), all’approvazione del progetto preliminare non può connettersi il significato di dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.

Progetto definitivo e dichiarazione di pubblica utilità

A norma dell'art. 1 L. n. 1/1978 ed art. 12 DPR 327/2001, la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera da realizzare consegue implicitamente dall'approvazione del progetto definitivo.

Progetto dell'opera e dichiarazione di pubblica utilità

L’art. 97, comma 1 bis, D.Lg.vo n. 163/2006 (aggiunto dall’art. 52, comma 1, lett. b, D.L. n. 1/2012 conv. nella L. n. 27/2012), prevede espressamente che, quando vengono accorpate più fasi progettuali, la dichiarazione di pubblica utilità “può essere disposta anche quando l’Autorità espropriante approva a tal fine il progetto esecutivo dell’opera pubblica o di pubblica utilità”; tale disposizione non può essere invocata qualo ...

Indagini catastali: la documentazione comprovante la proprietà del bene

La prova della piena e libera proprietà di un bene immobile ha una grande rilevanza, riguardando la sua commerciabilità. Proprio per tale ragione, il compimento di verifiche ipocatastali, come mezzo di reperimento di tale prova nel contesto dell’attività preparatoria degli atti traslativi, è intimamente correlato alla funzione del notaio, diretta ad autenticare e realizzare concretamente le finalità economico-sociali perseguite dalle parti, garantendo serietà e certezza nei traffici giuridici

Sviluppi della giurisprudenza di legittimità e il dialogo con la CEDU in materia espropriativa

Dopo le note sentenze 348 e 349 della Corte Costituzione, alcuni studiosi, ottenuta l’eliminazione dei criteri riduttivi di calcolo degli indennizzi espropriativi relativi alle aree con destinazione edificatoria, hanno considerato appianato o definitivamente risolto ogni problema nella materia; mentre altri, interessati soprattutto alla mortificazione dell’occupazione espropriativa, non hanno nascosto la delusione per la rinascita dell'istituto, avvallato ora dall'art.2 della legge 244/2007

Sviluppi della giurisprudenza di legittimità e CEDU: le occupazioni permanenti di immobili

La Corte ha escluso con fermezza dalla declaratoria di incostituzionalità, le occupazioni permanenti di immobili, costituenti illecito di diritto comune, perché attuate al di fuori di una procedura ablativa, e quindi in assenza (anche solo giuridica) di una dichiarazione di PU. Ciò in quanto per esse il giudice ordinario aveva attribuito al proprietario la tutela piena e completa equiparabile a quella postulata dalla Corte europea, che comprende anzitutto il diritto alla restituzione del bene

Sviluppi della giurisprudenza di legittimità e CEDU: occupazione appropriativa e trasformazione del fondo

Le Sezioni Unite si sono inserite nel capitolo prescrizione con riguardo proprio alla fattispecie che più si avvicinava già ai parametri della CEDU, costituita dal provvedimento espropriativo successivamente annullato dal giudice amministrativo, comportante il ripristino del diritto di proprietà nella situazione giuridica antecedente all’atto annullato; e quindi il verificarsi dell’occupazione espropriativa ove nelle more l’immobile fosse stato radicalmente trasformato dall’opera pubblica

Sviluppi della giurisprudenza di legittimità e CEDU: l'indennità d'esproprio

Per le espropriazioni di aree edificatorie in corso da diversi decenni si profilava una situazione paradossale: avevano conseguito il diritto al controvalore dell’immobile stimato quale area edificabile; per poi veder drasticamente ridotto il relativo importo per il sopravvenire dell’art.5 bis, ad una frazione compresa tra il 33% ed il 50% di detto valore, quindi ottenerne la riespansione al prezzo di mercato e appena due mesi dopo ne veniva operata la riduzione al 75% dalla finanziaria 2007

Cassazione e Consiglio di Stato: la retroattività dell'art.43

La giurisprudenza amministrativa ha, più volte, affermato che l’art.43 trova applicazione a tutti i casi di occupazione sine titulo, anche antecedenti alla data di entrata in vigore del TU, utilizzando diversi argomenti di carattere sostanziale. L’affermazione dell’applicabilità retroattiva troverebbe infatti giustificazione nell’esigenza, rimarcata dalla giurisprudenza amministrativa, di radiare dall’ordinamento l’occupazione appropriativa, occasione di reiterate condanne da parte della CEDU

Procedura espropriativa: la non annullabilità del provvedimento ex art.21 octies legge 241/1990

Uno dei tratti qualificanti della riforma del 2005 è stato infatti l'inserimento nella legge 241/1990 del Capo IV-bis, rubricato «Efficacia e invalidità del provvedimento amministrativo. Revoca e recesso», all'interno del quale il legislatore, per la prima, volta ha codificato la categoria della nullità del provvedimento amministrativo, disciplinando anche in chiave sostanziale le tradizionali 3 categorie di illegittimità dello stesso, ovvero: incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere

Pagina 20 di 41 20 40