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Il termine di trenta giorni fissato dall'art. 27, secondo comma, del D.P.R. 327/2001 non è perentorio ma dilatorio


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anno:2018
pagine: 978 in formato A4, equivalenti a 1663 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> TERMINE DECADENZIALE --> RAPPORTO CON IL TERMINE EX ART. 27.2 DPR 327/2001

Mentre il termine ex art. 54, comma 1, TUES, di trenta giorni dalla comunicazione del deposito della relazione di stima, di cui al D.P.R. 327, art. 27, comma 2, è solo dilatorio, imponendo a tutti di agire per la determinazione giudiziale dell'indennità almeno un mese dopo la comunicazione del deposito della relazione di stima, il potere di agire fino al termine perentorio di cui del D.Lgs. n. 150 del 2011, art. 29, comma 3 decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della relazione di stima, se successiva all'atto ablatorio; tale secondo termine rientra tra quelli perentori di cui all'art. 152 c.p.c.. Ne consegue che il termine di decadenza inizia il suo decorso solo allorché siano compiute tutte le formalità previste per la messa a conoscenza delle parti dell'avvenuta determinazione amministrativa dell'indennità: questa (2^ ipotesi) o preceda (1^ ipotesi, c.d. patologica, introdotta nel regime precedente dalla giurisprudenza di legittimità) l'adozione del decreto ablativo.

L'art. 54 DPR 327/2001, impone a tutti di agire per la determinazione giudizia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ennità almeno un mese dopo la comunicazione del deposito della relazione di stima, fermo restando tale potere di agire fino al termine perentorio di cui all'art. 54, comma 2, che decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della relazione di stima se successiva all'atto ablatorio, termine che non corrisponde in alcun modo a quello dilatorio di cui al D.P.R. n. 327 del 2001, art. 27, comma 2 e art. 54, comma 1, ed è comunque diverso da quello che la legge stessa pone, a pena di decadenza, nel secondo comma di tale norma, a decorrere dalla notificazione degli atti previsti nella norma e che rientra quindi tra quelli perentori di cui all'art. 152 c.p.c

Il termine di trenta giorni fissato dall'art. 27, secondo comma, del D.P.R. 6 agosto 2001, n. 327, non è perentorio ma dilatorio: le parti possono agire per la determinazione giudiziale dell'indennità almeno trenta giorni dopo la comunicazione del deposito della relazione di stima, e fino alla scadenza del termine perentorio di cui all'art. 54, secondo comma, del D.P.R. 6 agosto 2001, n. 327 citato.

La natura dilatoria del termine dato alle parti per l'opportuna valutazione della stima amministrativa rende inammissibile il ricorso presentato prima che il termine sia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...'art. 54 DPR 327/2001 stabilisce infatti che l'impugnazione della stima fatta dai tecnici possa essere proposta "decorsi trenta giorni dalla comunicazione prevista dall'art. 27 c. 2.". Qualora il termine di trenta giorni non sia ancora interamente decorso, l'opposizione va dichiarata inammissibile.

La natura dilatoria del termine di trenta giorni dato alle parti per l'opportuna valutazione della stima amministrativa ex art. 27 DPR 327/2001, rende inammissibile il ricorso che non ne ha atteso il decorso. Il termine è inequivocabilmente diverso da quello di decadenza del 29 D.Lgs. n. 150 del 2011 decorrente dalla notificazione dell'atto ablatorio ovvero, se successiva, della stima. La notificazione è il procedimento formale inequivocabilmente individuato dal D.P.R. n. 327 del 2001 (se ne vedano per esempio gli art. 20 e 23) attraverso il richiamo degli atti processuali civili sicché la mera comunicazione del deposito della relazione peritale, fatta con raccomandata, non può ritenersi equivalente.

Il termine di cui all'art. 27 secondo comma, del D.P.R. n. 327 del 2001, è solo dilatorio, imponendo a tutti di agire per la determinazione giudiziale dell'indennità almeno un mese dopo la comunicazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...osito della relazione di stima, fermo restando tale potere di agire fino al termine perentorio di cui al secondo comma dell'art. 54, che decorre dalla notificazione del decreto di esproprio o della relazione di stima se successiva all'atto ablatorio, termine che non corrisponde in alcun modo a quello dilatorio di cui al secondo comma dell'art. 27 e a, primo comma dell'art. 54 del D.P.R. n. 327 del 2001 ed è comunque diverso da quello che la legge stessa pone, a pena di decadenza, nel secondo comma di tale norma, a decorrere dalla notificazione degli atti previsti nella norma e che rientra quindi tra quelli perentori di cui all'art. 152 c.p.c.



 
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