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La Corte d'Appello può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento dell'indennità?


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2018
pagine: 978 in formato A4, equivalenti a 1663 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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Avvocato, Responsabile Servizio Espropri Amministrazione provinciale di Catanzaro

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> CONDANNA AL PAGAMENTO O AL DEPOSITO

Anche l'indennità spettante per il periodo di occupazione legittima, riconosciuta in esito al giudizio di opposizione, deve essere versata presso la Cassa depositi e prestiti, a garanzia di eventuali diritti di terzi, restando preclusa la possibilità di una condanna dell'espropriante al pagamento diretto in favore dell'espropriato; eguale disciplina vige per le occupazioni temporanee disposte ai sensi della L. n. 219 del 1981, art. 80, comma 6 atteso l'ineguivoco richiamo del R.D. n. 2892 del 1895, art. 12 (cui il menzionato art. 80 fa riferimento) alla L. n. 2359 del 1865, art. 72, comma 3.

I giudizi, devoluti alla competenza in unico grado della Corte di appello, di determinazione giudiziale delle giuste indennità di espropriazione e di occupazione temporanea o di opposizione alla stima dei medesimi indennizzi, sono circoscritti alle questioni relative all'ammontare di dette indennità nei rapporti tra espropriante ed espropriati e che ove sia liquidato in sede giudiziaria un maggiore importo indennitario la Corte non deve pronunciare condanna dell'espropriante al relativo pagamento, ma limitarsi ad ordinare il depos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mporti differenziali presso la Cassa depositi e prestiti.

L'indennità spettante per il periodo di occupazione legittima deve essere versata presso la Cassa depositi e prestiti, a garanzia di eventuali diritti di terzi, restando preclusa la possibilità di una condanna dell'espropriante al pagamento diretto in favore dell'espropriato. Come precisato in proposito da Sez. Un. n. 135 del 1999 questo principio trova il suo fondamento nell'esigenza "di tutelare al tempo stesso possibili pretese di terzi, titolari di diritti reali o di credito, i quali potrebbero opporsi al pagamento della somma depositata in favore dell'espropriato, e la posizione dell'espropriante di fronte ai rischi ed oneri di eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti".

Anche la Corte di Appello, quando decide sull'opposizione alla stima, non puó pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento dell'indennità di esproprio, ma deve limitarsi ad ordinare il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti della differenza tra il superiore importo liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa; l'indennità di esproprio deve essere versata presso la Cassa depositi e prestiti, a garanzia di eventuali diritti di terzi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...preclusa la possibilità di una condanna dell'espropriante al pagamento diretto in favore dell'espropriato.

Della somma determinata in sede giudiziale a titolo di indennità di espropriazione va ordinato il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti, detratto quanto già versato per le stesse causali, maggiorata degli interessi legali sino alla data del deposito, con decorrenza dalla data di emissione del provvedimento ablatorio.

L'obbligo posto dalla L. n. 2359 del 1865, di procedere al deposito delle indennità presso la Cassa Depositi e Prestiti risponde alla duplice esigenza di tutelare i diritti dei terzi e di non esporre l'espropriante ai rischi ed oneri di eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti; per cui esso deve comprendere non soltanto l'indennità di occupazione temporanea ma anche qualsiasi maggiore somma che a tale titolo e per indennità di espropriazione - quale che ne sia la denominazione - siano liquidate in favore dell'espropriato in esito al giudizio di opposizione a stima, o di determinazione delle indennità (allorché la stima manchi e siano già emessi i decreti ablatori).

Il giudizio di opposizione alla stima attiene alla sola determinazione de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà dovute e non anche alla "condanna" dell'ente o degli enti convenuti alla corresponsione della somma, senza tuttavia che ciò comporti l'inammissibilità o improponibilità della (eventuale) domanda "di condanna" formulata dalle parti attoree. Infatti, ciò che viene inibita è la condanna al pagamento diretto dell'indennità, al duplice fine di "tutelare i diritti dei terzi e di non esporre l'espropriante ai rischi e oneri di eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti" con la conseguenza che le domande di condanna proposte possono spiegare il più limitato effetto, consentito dalla legge, di far ordinare il deposito presso la cassa depositi e prestiti.

In tema di indennità spettante al privato per il periodo di occupazione legittima di un suo fondo, è preclusa al giudice l'adozione di un provvedimento di condanna dell'amministrazione al relativo pagamento direttamente in favore del primo, essendone consentito il solo ordine di deposito presso la Cassa depositi e prestiti.

Della somma determinata in sede giudiziale va disposto il deposito, con gli interessi decorrenti dalla data del decreto di esproprio ed al netto di quanto già versato, ne... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...epositi e Prestiti.

La somma determinata in sede giudiziale a titolo di indennità di espropriazione, detratto quanto già depositato per lo stesso titolo, deve essere depositata dall'Amministrazione presso la Cassa Depositi e Prestiti con gli interessi al tasso legale dalla data decreto di esproprio alla data del deposito.

Dell'indennità di espropriazione e di occupazione determinata a seguito di opposizione alla stima, va disposto il deposito oltre gli interessi legali e previa detrazione di quanto eventualmente già versato.

La Corte d'appello non può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento delle determinate indennità ma deve limitarsi ad ordinare il deposito presso la Cassa depositi e prestiti della differenza tra il superiore importo liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa, in applicazione di norme che rispondono a precise esigenze a tutela del pubblico interesse per eventuali diritti vantati dai terzi sull'indennità e per non esporre l'espropriante ad eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti.

L'indennità spettante per il periodo di occupazione legittima deve essere versato presso la Cassa depositi e prestiti, a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i eventuali diritti di terzi, restando preclusa la possibilità di una condanna dell'espropriante al pagamento diretto in favore dell'espropriato

La Corte d'Appello, nel decidere sull'opposizione alla stima, non può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento dell'indennità di esproprio, ma deve limitarsi ad ordinare il deposito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, Servizio Gestione Depositi, della differenza fra l'importo maggiore liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in sede amministrativa.

Dell'indennità di occupazione determinata in sede giudiziale, come per ogni indennità, non può esserne disposto il pagamento in favore dell'istante, ma il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti, al netto di quanto già eventualmente depositato a tale titolo.

Nel decidere sull'opposizione alla stima, la Corte d'Appello non può pronunciare condanna dell'espropriarne al pagamento dell'indennità di esproprio, ma deve limitarsi ad ordinare il deposito presso la Cassa depositi e prestiti della differenza tra il superiore importo liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa.

E' principio consolidato che, nel decidere s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione alla stima, la Corte d'appello non può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento delle indennità (di esproprio e/o di occupazione legittima), ma deve limitarsi ad ordinarne il deposito presso la Cassa depositi e prestiti, atteso che anche a tale liquidazione sono applicabili i principi generali posti dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, artt. 48 e 55, trattandosi di norme che rispondono a precise esigenze di tutela del pubblico interesse, per eventuali diritti vantati dai terzi sull'indennità, e per non esporre l'espropriante ad eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti.

Le maggiori somme determinate in sede giudiziale rispetto a quelle già depositate, devono essere depositate - senza rivalutazione trattandosi di debiti di valuta, ma con gli interessi legali - presso la Cassa Depositi e Prestiti.

Dell'indennità di occupazione determinata in sede giudiziale va disposto il deposito in favore degli aventi diritto presso la Cassa DD.PP. con l'aggiunta degli interessi legali, decorrenti, su ciascuna annualità, dalla data della sua scadenza sino al saldo effettivo.

A seguito della determinazione giudiziale dell'indennità, va disposto il deposito presso la Cassa DD. e PP.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... dell'avente diritto, di una somma pari alla differenza fra l'indennità liquidata in sede giudiziale e la somma già depositata per il medesimo titolo, oltre agli interessi legali, decorrenti, sull'intera somma, dalla data di emissione del decreto definitivo di esproprio sino al saldo effettivo.

Dell'indennità di occupazione determinata in sede giudiziale e dei relativi interessi non può esser disposto il pagamento diretto agli attori, ma deve esser disposto il deposito presso tale Cassa DDPP.

Della somma determinata a titolo di indennità di esproprio in sede giudiziale, deve disporsi il deposito presso la Cassa DD.PP., oltre agli interessi al tasso legale con decorrenza dalla data del decreto di esproprio fino al momento dell'effettivo deposito.

Dell'indennità di occupazione determinata in sede giudiziale, non può esser disposto il pagamento diretto alla ricorrente, ma deve esser disposto il deposito presso la Cassa DD.PP., comprensivo degli interessi dovuti a su ciascuna annualità al tasso legale dalla relativa maturazione sino al momento del deposito della somma presso la Cassa.

Sia nel quadro normativo antecedente che in quello successivo all'entrata in vigore d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...2001, l'Amministrazione soccombente nel giudizio civile di opposizione alla stima deve eseguire il giudicato con il versamento della somma presso la Cassa Depositi e Prestiti ed il creditore non può legittimamente pretendere il pagamento nelle proprie mani.

Della sorte capitale ed interessi relativi all'indennità di occupazione legittima determinati in sede giudiziale, va disposto il deposito presso la competente Cassa DD.PP., non essendo possibile un pagamento diretto in favore dell'avente diritto.

Nel decidere sull'opposizione alla stima dell'indennità di occupazione legittima, la Corte di Appello deve tener conto della somma originariamente versata presso la Cassa depositi e prestiti dall'espropriante, e disporre che solo il maggior importo riconosciuto in sede di opposizione venga, parimenti, versato presso la predetta Cassa.

Dell'indennità liquidata in sede giudiziale, va disposto il versamento alla Cassa DD.PP., con esclusione della condanna al pagamento diretto.

Dell'indennità di occupazione determinata in sede giudiziale non va disposto il pagamento diretto, ma il suo deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti.

Dell'indennità di espropriazione e di occup... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rminate in sede giudiziale, va disposto il deposito presso la a Cassa Depositi e Prestiti, detraendo le somme già depositate per i medesimi titoli.

La Corte d'appello, nel decidere sull'opposizione alla stima, non può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento dell'indennità di esproprio, ma deve limitarsi a ordinare il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti della differenza tra l'importo maggiore liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in sede amministrativa.

Il giudizio di opposizione alla stima non può chiudersi con la condanna dell'Ente a pagare direttamente al ricorrente principale le somme liquidate a titolo di indennità, potendosi solo disporre l'eventuale deposito delle somme ancora dovute per detti titoli presso la Cassa Depositi e Prestiti.

Nel decidere sull'opposizione alla stima, il giudice adito non può pronunziare condanna dell'espropriante al pagamento dell'indennità di esproprio, ma deve limitarsi ad ordinare il deposito, presso la Cassa Depositi e Prestiti, della differenza fra l'importo liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa; ciò anche nell'ipotesi in cui la parte abbia chiesto il pagamento diretto.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dennità determinata giudizialmente va ordinato il deposito presso la Cassa DD.PP, previa decurtazione di quanto già depositato, oltre agli interessi legali fino al deposito, dalla data del decreto di espropriazione per l'indennità di esproprio e dalla scadenza di ciascun anno di occupazione per l'indennità di occupazione.

A seguito della determinazione giudiziale dell'indennità, l'espropriante è tenuto a versare presso la Cassa DD. PP., la differenza rispetto alla somma già oggetto di deposito, oltre gli interessi legali che decorrono dalla data del decreto di esproprio a quella del versamento della differenza.

A seguito della determinazione giudiziale dell'indennità di occupazione l'Amministrazione è tenuta al versamento sulla Cassa DD.PP. di tale somma, oltre interessi legali dalle singole scadenze annuali, detratto quanto allo stesso titolo eventualmente già versato.

Della differenza tra le indennità liquidate in sede giudiziale e quelle eventualmente già depositate, va ordinato il deposito presso la Cassa depositi e prestiti; detto deposito costituisce modalità obbligatoria dell'adempimento sia del debito indennitario che degli accessori, in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ne dei principi posti dalla L. 2359/1865 e L. n. 865/71.

L'espropriante è tenuto a depositare presso la Cassa DD.PP la somma cui sia stato condannato in sede giudiziale a titolo di indennità di espropriazione ed occupazione detratto quanto già versato, oltre rivalutazione ed interessi legali sulle somme rivalutate di anno in anno, sempre a decorrere dalla medesima data.

Nel decidere sull'opposizione alla stima, la Corte di Appello non può pronunciare la condanna dell'espropriante al pagamento dell'indennità di esproprio, ma deve limitarsi ad ordinare il deposito presso la Cassa depositi e prestiti, atteso che anche a tale liquidazione sono applicabili i principi generali posti dagli artt. 48 e 55 L. 25 giugno 1865 n. 2359.

A seguito di determinazione giudiziale dell'indennità l'Ente espropriante va condannato al versamento della differenza tra l'importo già depositato presso la Cassa DDPP e quello liquidato, oltre gli interessi al tasso legale sulla indennità di espropriazione fino alla data di deposito e sull'indennità di occupazione calcolati su ciascuna annualità dalla relativa scadenza sino alla data del deposito.

Il Giudice, in esito al giudizio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione, non può ingiungere il pagamento diretto a favore dell'espropriato, dovendo comunque disporre il deposito delle somme dovute, a nulla rilevando che l'espropriante abbia avanzato richiesta di pagamento diretto dell'indennità e non abbia formulato domanda di deposito.

Nell'ipotesi di determinazione giudiziale dell'indennità di occupazione, il soggetto obbligato è tenuto al versamento di detta somma alla Cassa DD.PP., detratto quanto a tale titolo già versato, oltre gli interessi legali dalla singole scadenze annuali all'effettivo versamento.

L'ordine di deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti dell'indennità giudizialmente determinata, deve intendersi riferito alla somma spettante a titolo di indennità di espropriazione ed occupazione sottratto quanto già depositato per quelle indennità; all'importo così ottenuto devono essere aggiunti gli interessi legali fino alla data del disposto deposito.

La Corte di Appello, nel decidere sull'opposizione alla stima, non può pronunciare la condanna dell'occupante al pagamento dell'indennità di occupazione, ma deve limitarsi ad ordinare il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti della somma liquidata,... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...altro, incorrere, così statuendo, nel vizio di ultrapetizione o di extrapetizione per il fatto che l'interessato abbia domandato siffatta condanna direttamente in suo favore, atteso che quel deposito integra un quid minus rispetto alla richiesta dell'opponente e costituisce una mera modalità obbligatoria per l'adempimento del debito indennitario.

Dell'indennità di occupazione legittima determinata in sede giudiziale non è consentito il pagamento diretto, ma va disposto il deposito presso la Cassa DD.PP., dovendo questo intendersi ricompreso nella richiesta di condanna al "pagamento" formulata dal ricorrente.

A nulla rileva che l'espropriante abbia avanzato richiesta di pagamento diretto dell'indennità o non abbia formulato domanda di deposito, dovendo in entrambi i casi il giudice comunque disporre il deposito, quale tipica forma prevista dal legislatore per concretizzare la condanna, in riferimento al procedimento espropriativo.

Nel decidere sull'opposizione alla stima, la Corte d'appello non può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento dell'indennità di esproprio, ma deve limitarsi a ordinare il deposito presso la Cassa depositi e prestiti della differenza tra il superiore ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa, atteso che anche a tale liquidazione sono applicabili i principi generali posti dalla L. 25 giugno 1865, n. 2359, artt. 48 e 55, trattandosi di norme che rispondono a precise esigenze a tutela del pubblico interesse, per eventuali diritti vantati dai terzi sull'indennità e per non esporre l'espropriante ad eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti.

Nel decidere sull'opposizione alla stima, la Corte d'Appello deve limitarsi - anche se l'opponente abbia chiesto la condanna della controparte al pagamento diretto - ad ordinare il deposito presso la cassa DDPP della differenza tra il superiore importo liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa, a garanzia di eventuali diritti vantati dai terzi sull'indennità, e per non esporre l'espropriante ad eventuali azioni di recupero per pagamenti indebiti.

Nel decidere sull'opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione, la corte di appello deve tener conto della somma originariamente versata dall'espropriante presso la Cassa Depositi e Prestiti e limitare la propria statuizione al solo maggior importo riconosciuto in sede di opposizione.

Il differenziale tra l'indenni... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iudiziale e quella depositata deve essere depositato e non pagato.

Il giudice in esito al giudizio di opposizione alla stima non può ordinare il pagamento diretto della somma all'espropriato, ma è tenuto a disporne il deposito in Cassa Depositi e Prestiti. La somma da depositare è pari all'eventuale differenza con quanto già precedentemente depositato.

A seguito dell'opposizione alla stima il giudice dell'opposizione deve provvedere alla determinazione della giusta indennità spettante agli espropriati e limitarsi a disporre il deposito presso la Cassa Depositi e Prestiti ex art. 48 della legge n. 2359 del 1865; ne consegue che è irrilevante che gli espropriati abbiano chiesto la condanna dell'Amministrazione al pagamento diretto dell'indennità.

La Corte di appello non può pronunciare condanna dell'espropriante al pagamento delle suindicate indennità in favore dell'espropriato, ma deve limitarsi ad ordinare il deposito, presso la Cassa Depositi e Prestiti della differenza tra il superiore importo liquidato in sede giudiziaria e quello fissato in via amministrativa

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> CONDANNA AL PAGAMENTO O A... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...--> BENE INDIVISO

Allorché si procede all'espropriazione di un bene indiviso, l'opposizione del singolo comproprietario alla stima dell'indennità effettuata in sede amministrativa estende i suoi effetti anche agli altri comproprietari, con la conseguenza che il giudice deve determinare l'indennità in rapporto al bene considerato nel suo complesso ed unità e non alle singole quote spettanti ai compartecipi, e l'opponente ha diritto a richiedere il deposito dell'intera indennità giudizialmente determinata (o della differenza fra quest'ultima e quella che sia stata eventualmente già depositata), salvo che vi siano posizioni di comproprietari già definite.

Fatti salvi il diritto dell'opponente di vedere determinare le indennità di espropriazione ed occupazione con riferimento all'intero valore del bene, in ipotesi in cui la posizione di alcuni comproprietari sia stata, comunque, già definita, avendo essi optato per la cessione volontaria delle rispettive quote oppure accettato l'indennità provvisoria, il giudice deve disporre il versamento presso la Cassa DDPP della sola parte corrispondente alla quota di pertinenza del medesimo opponente.



 
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