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La condanna della P.A. al risarcimento del danno per occupazione con equivalente monetario

Nella domanda di condanna dell'Amministrazione al risarcimento del danno per equivalente monetario conseguente all'annullamento degli atti della procedura, va ravvisata una implicita ma inequivocabile rinuncia ad avvalersi dell’effetto caducante provocato dall'annullamento che avrebbe invece consentito di formulare eventuale richiesta di un risarcimento in forma specifica (restitutio in integrum), qualora ne sussistessero i presupposti.

Attribuzione degli interessi legali sulla somma liquidata a titolo di risarcimento danni per occupazione illegittima

Gli interessi legali sulla somma liquidata a titolo di risarcimento del danno decorrono di diritto ed il giudice può attribuirli d'ufficio in assenza di una specifica domanda della parte, senza incorrere nel vizio di ultra petizione, quando questa abbia chiesto il risarcimento integrale del danno.

L'impugnazione di atti provvedimentali e non per l'esproprio di pubblica utilità

La disposizione del Piano Comunale di localizzazione degli impianti di teleradiocomunicazioni è una norma attinente all’assetto urbanistico del territorio comunale ed agli standards urbanistici ex D.M. n. 1444 del 2.4.1968 ed è direttamente lesiva dell’interesse del privato.

L'accordo di programma è al sicuro da vizi riferibili ai tempi e alle modalità delle procedure

Qualora l’approvazione di accordo di programma abbia riguardato un progetto preliminare e non definitivo, avendo come finalità non ancora la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle opere bensì soltanto l’adeguamento al progetto del piano regolatore, quale presupposto di una futura azione espropriativa, non è possibile rapportare a tale fase prodromica vizi riferibili ai tempi e alle modalità delle procedure di occupazione d’urgenza o a carenze progettuali

Legittimati gli intestatari del terreno ad impugnare il provvedimento acquisitivo dell'immobile

Alla proprietà del terreno accede per regola generale (art. 934 cod. civ.) quella delle opere sullo stesso esistenti, sicché, in assenza di elementi in contrario, le risultanze catastali concernenti il terreno devono considerarsi sufficienti a dimostrare il diritto anche sull'edificio su di esso esistente; sussiste pertanto la legittimazione degli intestatari del terreno all’impugnazione del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001 dell'intero immobile.

Impugnabilità della delibera di riadozione dell'acquisizione sanante

Inammissibile per carenza di interesse è l'impugnativa del provvedimento consiliare con cui è stabilito di procedere con successivo provvedimento del responsabile dell'Ufficio Tecnico all'acquisizione sanante degli immobili illegittimamente occupati; ciò in quanto non vi è, nell’attualità, il provvedimento finale del procedimento, produttivo degli effetti acquisitivi della proprietà del bene in favore dell'Amministrazione.

La legittimazione attiva e passiva all'impugnazione del provvedimento sanante l'occupazione sine titulo

Ai fini dell'impugnazione del provvedimento adottato dall’Amministrazione ai sensi dell’art. 43 del DPR 327/01, risulta assolutamente irrilevante il fatto che lo stesso soggetto ricorrente non fosse anche parte nel giudizio che ha condotto all’annullamento degli atti della procedura espropriativa; gli atti che ne formano l’oggetto, infatti, sono del tutto autonomi e sono esplicazione di un potere amministrativo del tutto nuovo e diverso, anche se correlato alla medesima opera pubblica

Restituzione del bene o risarcimento danni? Quando la scelta tocca all'espropriato

Qualora il privato abbia proposto innanzi al giudice ordinario un'azione di restituzione del terreno, e successivamente la p.a. disponga, ai sensi e per gli effetti dell'art. 43 DPR 327/2001, l'acquisizione del bene al proprio patrimonio (riconoscendo contestualmente un risarcimento del danno) e tale provvedimento sia impugnato dalla stessa parte privata dinanzi al Tar, è infondata l'eccezione di pregiudizialità rispetto al giudizio amministrativo, ai sensi e per gli effetti dell'art. 295 cpc

I soggetti interessati alla conservazione del provvedimento di autotutela del titolo edilizio

Nel giudizio di impugnazione del provvedimento di annullamento, in sede autotutela, di un permesso di costruire e/o di una concessione edilizia, non sono configurabili soggetti controinteressati.

Ammissibilità dei ricorsi contro gli atti di approvazione di un progetto per la realizzazione di un'opera pubblica

Va dichiarato inammissibile il ricorso avente ad oggetto comunicazioni ed atti endoprocedimentali privi di autonoma efficacia lesiva.

L'impugnazione degli atti del procedimento ablatorio dopo l'accettazione dell'indennità

Una volta emanato il decreto di esproprio a seguito di accettazione e corresponsione dell'indennità, i soggetti espropriati non possono sollevare avverso il medesimo contestazioni relative ad atti e fatti, antecedenti all’accettazione dell’indennità; ne consegue l’inammissibilità del ricorso, per intervenuta acquiescenza alla procedura espropriativa e carenza di interesse a far valere tali profili di illegittimità formale antecedenti all’accettazione dell’indennità

La formula contenuta nell'epigrafe del ricorso? Mero stile

Per costante giurisprudenza, la formula contenuta nell'epigrafe del ricorso, con cui si estende l’impugnazione, anche gli atti presupposti, connessi e conseguenti, ecc. ecc. assume il carattere di una clausola di mero stile, come tale è del tutto inconferente.

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