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Internet, riservatezza e privacy


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titolo:I DIRITTI FONDAMENTALI SU INTERNET
anno:2017
pagine: 161 in formato A4, equivalenti a 274 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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Ricercatore in diritto privato comparato presso l’Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza

Introduzione

Come già osservato, Internet ha modificato il rapporto di ciascun individuo con lo spazio e con il tempo, ma anche con se stessi: al fine di essere sicuri del proprio valore, del proprio rapporto con il mondo esterno parrebbe essere indispensabile venire segnalati nei risultati delle ricerche dei Search Engines quali Google e Yahoo! nonché risultare tra i più apprezzati su Facebook.

Va sottolineato che Internet svolge il ruolo di cassa di risonanza esponenziale, dove gli effetti e le conseguenze del materiale diffuso sulla Rete si riverberano nella sfera personale degli individui anche dopo molto tempo e a grande distanza dal luogo della realizzazione degli stessi.

Internet parrebbe quindi la concretizzazione del racconto dello scrittore argentino Jorge Louis Borges, "Funes o della memoria" [1], quando racconta dell'incapacità del protagonista di vedere gli alberi del bosco, ma solo le foglie, anzi: «Noi, in un'occhiata, percepiamo: tre bicchieri su una tavola. Funes: tutti i tralci, i grappoli e gli acini d'una pergola». Il racconto prosegue illustrando l'incapacità di Funes di vivere il futuro, coinvo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a dalla ricostruzione della conoscenza del passato.

Anche se si tenderebbe ad escludere che ciò possa accadere alla Rete, perché in essa per ora manca la capacità complessiva di vivere i ricordi [2], che invece è presente in questa immagine e rende evidente la doppia natura di Internet. Da un lato l'appiattimento della dimensione temporale degli episodi di vita imbrigliati in Rete, come ad esempio gli archivi giornalistici o un blog tenuto regolarmente, prolungano nel tempo l'attualità della narrazione delle vicende dei soggetti coinvolti: questi non possano più essere accantonati nella memoria, ma vivano perennemente grazie ad un click; dall'altro lato Internet rappresenta una delle più allettanti opportunità di cambiamento e progettazione del futuro a disposizione dei suoi utenti.

Come gestire questa apparente schizofrenia?

Uno degli strumenti messi a disposizione da tutti gli ordinamenti giuridici è la tutela della riservatezza, che rappresenta anche uno dei bisogni umani più senti... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la protezione della propria intimità. A questo proposito, si ricorda che il diritto alla riservatezza è sorto come diritto umano nel momento in cui l'individuo ha percepito un bisogno di separazione fisica ed emotiva dai propri simili: i diritti umani dipendono sia dal possesso di sé e del proprio corpo, sia dal riconoscimento che tutti gli individui "siano padroni di se stessi" [3].

Si tratta di una nozione profondamente presente nella storia giuridica occidentale che concerne il continuo innalzamento della soglia del pudore sull'espletamento delle funzioni fisiche, corporali e sessuali: con il tempo infatti le persone iniziarono a dormire o a mangiare da sole o soltanto con i familiari [4]. Dall'estromissione degli altri individui dalla vita personale si giunse infine all'estromissione delle autorità statali.

L'esperienza comparatistica suggerisce che esista un diritto dei singoli a definire la propria esistenza senza interferenze da parte delle autorità statali. È giunto a queste conclusioni il Bundesverfassungsgericht tedesco con una sentenza emanata il 27 febbraio 2008 [5], il quale riconosce l'esistenza di un principio relativo al c.d. "[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olor: rgb(128, 0, 0);">habeas data", ovvero che ciascun fruitore delle tecnologie telematiche ha diritto alla propria libertà digitale in quanto espressione di una personalità digitale [6] e quindi anche di un domicilio digitale dove si racchiudono le comunicazioni digitali, siano esse raccolte in una casella di posta webmail o il laptop di uso quotidiano.

Per siffatte ragioni gli utenti informatizzati ovvero telematici hanno diritto alla tutela della riservatezza e della privacy tanto nel mondo virtuale quanto in quello reale. Va tuttavia osservato che il pericolo di violazione della propria personalità digitale è tornato alla ribalta in recenti episodi di cronaca [7]. Si registra infatti che un gruppo di hacker berlinesi [8] ha denunciato la diffusione di spyware rudimentali e infestanti i programmi Windows degli internauti, installati da parte della polizia statale di alcuni Land, tra cui la Baviera [9], nonostante i principi stabiliti dal Bundesverfassungsgericht.

Occorre dunque definire cosa sia "privacy" e co... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ervatezza", trattandosi di espressioni che nel linguaggio colloquiale vengono interscambiate, ma sotto il profilo giuridico indicano la protezione di beni differenti.

Da un lato la privacy garantisce l'autodeterminazione delle scelte di vita, mentre dall'altro la riservatezza riguarda la non ingerenza di terzi nella propria sfera personale [10]. L'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea dispone al secondo comma che i dati di carattere personale riguardanti la persona devono essere trattati secondo il principio di lealtà e in base al consenso della persona interessata o in circostanze previste dalla legge.

Il comma prosegue affermando che ogni persona ha il diritto di accedere ai dati raccolti che la riguardano e di ottenerne la rettifica. Su questo punto in dottrina si è affermato che una violazione di tale disposto può costituire una lesione alla sfera di libertà e dignità dell'individuo ed interferire con la formazione della sua identità [11]. In ogni caso occorre osservare che è alquanto d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... per ciascuna persona riuscire a seguire tutte le tracce di sé lasciate durante i percorsi della sua quotidianità: dai dati relativi all'uso delle carte di credito, alle passeggiate sui marciapiedi cittadini trapuntati di telecamere, dall'uso di chip nelle carte magnetiche del trasporto urbano all'uso di Internet.

In questa occasione si cercherà di tratteggiare alcuni itinerari tematici su diritto alla realizzazione di sé e cattura dei dati personali da parte di istituzioni pubbliche o private.


Il diritto all'oblio in Rete

Sempre più frequentemente i giornali ci raccontano di persone che hanno avuto ripercussioni sulla vita privata o lavorativa perché dal mare magnum di Internet è stata pescata una notizia imbarazzante o poco lusinghiera nei loro confronti.

Uno degli ultimi casi, alquanto eclatante, riguardava un signore torinese, come riportato dal quotidiano di Torino, La Stampa il 26 agosto 2011, "Il passato torna dal web e castiga". Si racconta che un signore è stato abbandonato dalla moglie perché costei ha ritrovato attraverso il motore di ricerca dell'archivio storico online delle copie del giornale un articolo che riportava una... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ziativa amorosa del marito compiuta vent'anni prima. Costui «aveva tappezzato una cittadina della provincia di Torino con la fotografia della sua ex fidanzata per gridarle che il suo cuore era irrimediabilmente infranto e lei, la legittima, non ci ha più visto. Ha fatto le valigie e lo ha lasciato».

Anche sul luogo di lavoro l'uso disinvolto della Rete, di Facebook in particolare, può creare conseguenze sgradite, come il licenziamento. Si tratta di una situazione non infrequente, come riportato dai giornali [12] e dalla dottrina [13], la quale osserva che «fin dalle origini dell'umanità, dimenticare è stata la norma e ricordare l'eccezione. Oggi con l'avvento della tecnologia digitale e dei network globali questo equilibrio si è ribaltato, tanto che dimenticare è diventata l'eccezione e ricordare la norma».

Ma in cosa consiste il diritto all'oblio? È ragionevole chiedere che vengano cancellati dati relativi ad accadimenti realmente accaduti inerenti al vissuto di una persona? Inoltre, è tecnicamente possibile? Offline il discorso si pone dai tempi in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to della tecnologia fotografica e la diffusione dei primi giornali di massa provocò sdegno in un importante esponente della alta società del New England, tal Samuel D. Warren, il quale, dopo aver sposato la figlia di un noto senatore, conduceva una vita di fasto mondano che per il suo carattere dispendioso e lussuoso aveva suscitato la critica dei giornali e la curiosità morbosa dei lettori.

Per protestare contro quella che considerava una indebita intrusione nella sua vita privata, un vero attentato alla libertà, egli si era associato al vecchio compagno di studi Louis Brandeis (poi divenuto giudice della Corte Suprema) per chiedere che nei tribunali (in conformità al metodo del "case law") si prendesse in considerazione il right to privacy fornendo ad esso una tutela giuridica. [14] Questi due studiosi, per la prima volta, formularono secondo i canoni tipici dei concetti giuridici una nuova esigenza di libertà personale, sconosciuta alle generazioni precedenti e insieme caratteristica dell'età contemporanea: il diritto alla tutela della riservatezza ovvero il right to be alone di Warren & ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e parole utilizzate dai due autori sono rimaste un inevitabile punto di riferimento per le generazioni di giuristi a loro successive: «Recent inventions and business methods call attention to the next step, which must be taken for the protection of the person and for securing what Judge Cooley calls the right to be alone».

Fino a quando la questione è rimasta offline, essa riguardava il bilanciamento tra la libertà di stampa e il diritto alla riservatezza, neanche l'avvento della televisione e del cinema ha mutato più di tanto la questione poiché in ogni caso i materiali diffusi tanto in forma cartacea quanto con l'etere avevano quale destinazione finale un archivio difficilmente raggiungibile dal pubblico, una volta trasmessi i materiali.

Con l'avvento di Internet tutto cambia: la possibilità di accedere in qualsiasi momento a qualsiasi notizia diffusa attraverso la Rete rende perenne il concetto di attualità, quindi si potrebbe affermare che l'unica salvezza dalla memoria imperitura della Rete è non venirne intrappolati. Questa soluzione però non è praticabile per la [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...-di-manifestazione-del-pensiero/" target="_blank">svolta "social" intrapresa dall'evoluzione di Internet, perché attraverso l'uso di massa delle piattaforme di interazione sociale a venire rivelati non sono solo le notizie inerenti alla persona, ma l'intera sua connessione di rapporti e, attraverso questi, la ricostruzione della vita personale del soggetto.

Quali possono essere i rimedi che efficacemente riescano ad arginare la pubblicizzazione della vita privata di chiunque?

Come accennato, nel parlamento italiano è depositato un disegno di legge concernente proprio la cancellazione dei dati dalla Rete trascorso un determinato periodo dalla loro pubblicazione [15], ma non è una soluzione praticabile poiché si scontra con una serie di diritti fondamentali, quali quello di libertà di manifestazione di pensiero, che a differenza degli yogurt, non ha scadenze e anche un più sfuggente diritto alla ricostruzione genuina della memoria collettiva. Se un determinato soggetto è stato condannato per un certo reato, è vero che ha diritto alla riabilitazione ai sens... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 27 della Costituzione, ma anche la collettività ha diritto di ricordare e la vittima di mantenere viva la sua memoria.

Poi dal punto di vista tecnico non è possibile cancellare informazioni, stracciandole come se fossero carta perché si minerebbe il principio di neutralità della Rete da un lato, e non sarebbe possibile in forza della più volte citata caratteristica strutturale di Internet, ovvero il principio E2E.

Sul punto si è pronunciata la giurisprudenza di merito che con una pronuncia isolata, ma condivisibile, ha affermato che «(I)n tema di tutela della riservatezza, laddove non vi sia stata nessuna ripubblicazione o nuova divulgazione di notizie risalenti ormai nel tempo e non più d'attualità, ma mero inserimento dell'articolo, e della relativa pagina di quotidiano, nell'archivio telematico con agevole individuazione anche del giorno di pubblicazione della notizia siccome riportato in calce alla copia dell'articolo, non sussiste alcuna lesione della privacy e/o del diritto all'oblio. Pertanto, se una notizia in pa... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tata legittimamente divulgata, non può mettersi in discussione la facoltà della società editrice di tenerla nel proprio archivio on line, la cui più agevole ed estesa accessibilità rispetto alla più comune emeroteca cartacea non può certo riflettersi, per ciò solo, in termini di lesione dei diritti alla privacy e/o all'oblio» [16].

La soluzione più ragionevole sembrerebbe quella proposta dalla dottrina più autorevole in materia di tutela della riservatezza [17], anche se elaborata nei tempi ormai remoti della sola coesistenza di stampa e televisione, ovvero: «controllare, modificare, gestire e cancellare da sé le informazioni che riguardano ciascuno e decidere quando come e dove comunicare queste informazioni ad altri».

In altri termini, autodisciplinarsi e usare responsabilmente la Rete, diventare la fonte principale delle informazioni relative a sé. Potrebbe sembrare una soluzione di natura pilatesca, ma a parere di chi scrive è la più efficiente possibile, perché concerne il controllo delle fonti a partire dalla loro origine, cioè da ciascuno degli utenti di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... social network.

Tuttavia, questa soluzione non garantisce la cessazione delle violazioni della privacy, che comunque verranno poste in essere, ma se l'autodisciplina è utile a ridurne quantità e portata, occorrono dei rimedi giurisdizionali. Solo l'intervento delle corti può rendere efficace la tutela dei diritti fondamentali online nei casi concreti.

L'esperienza più significativa del funzionamento del case law method arriva dagli Stati Uniti.

Ad esempio, in un caso di ricatto dove una imputata aveva ricattato una potenziale teste con la rivelazione attraverso una mailing list di foto che ritraevano costei in pose sessualmente esplicite, la Corte [18] ha affermato che il fatto che fossero già pubbliche da cinque anni non mutava la circostanza intimidatoria posta in essere: questa consisteva nella minaccia di provocare uno shock sul coniuge e sui conoscenti della vittima, i quali sarebbero venuti a conoscenza di tali foto ignorate e compromettenti attraverso il ricevimento di una mail personale.



Riservatezza e social networking

Come accennato in precedenza, il rapporto tra uso dei social network, riservatezza [19] e diritto all'oblio si fa sempre p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tretto e l'analisi della casistica giurisprudenziale consente di coglierne la portata concreta.

A questo proposito è interessante analizzare il caso giudiziario conosciuto come "Google Video contro Vividown" inerente alla tutela della riservatezza e della dignità della vittima di un atto di cyberbullismo. I fatti si possono riassumere come segue. Nell'autunno 2006 veniva caricato su Google Video un video realizzato con un videofonino che illustrava un ragazzo disabile oggetto di denigrazione da parte dei suoi compagni in orario scolastico. Oltre allo sdegno dell'opinione pubblica tale fatto ha provocato l'interesse della magistratura inquirente che ha formulato il rinvio a giudizio alcuni manager di Google per due capi di imputazione: il primo relativo all'integrazione di una fattispecie di diffamazione per violazione degli artt. 110, 40, 595, commi 1 e 3, dalla quale gli imputati sono stati assolti poiché al momento tale fattispecie non è prevista qua... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nale, mentre il secondo relativo alla violazione del codice della privacy (D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196) relativamente alla diffusione online di dati sensibili della vittima, ovvero il suo stato di salute.

Il Tribunale di Milano ha condannato a 6 mesi di reclusione i dirigenti di Google con la condizionale [20] esclusivamente in riferimento alla seconda incriminazione. Nella sua lunghissima motivazione, il giudice monocratico di prime cure ha ricostruito la serie di comunicazioni avvenute tra gli operatori di Google sulla cancellazione del video, al fine di dimostrare come i gestori del website cercassero di guadagnare delle posizioni sul mercato del video-sharing, e quindi appetibilità dei loro spazi pubblicitari, trascurando gli adempimenti di legge in materia di privacy.

Tale sentenza ha suscitato diverse perplessità tra gli operatori e tra i commentatori in relazione alla condanna del provider per la pubblicazione da parte di terzi online di materiali lesivi della privacy altrui. I commentatori critici della sentenza si basano sull'art. 15 della Direttiva 2000/31/CE rubricato "Assenza dell'obbligo generale di sorveglianza". Tuttavia si osserva da un lato che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lina è limitata al commercio elettronico, mentre dall'altro si nota che Google Video (e servizi assimilabili, come la medesima YouTube, controllata di Google), non possono più essere considerati fornitori di servizi neutri, in quanto essi svolgono un vero e proprio ruolo di natura editoriale relativamente ai materiali pubblicati con classifiche di gradimento, inserzioni pubblicitarie e di intervento sui materiali.

Un dato oggettivo emerge da questa sentenza, ovvero l'assenza di espliciti riferimenti comunitari in tema di privacy, nemmeno la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, seppur già vincolante al momento della pubblicazione del dispositivo, è stata citata per richiamare la necessarietà della protezione della parte lesa, nonostante l'esplicito riferimento contenuti nella medesima alla riservatezza dei dati sensibili dei soggetti sottoposti a quel tipo di riprese.

A questo proposito soccorre il diritto comparato, dove, in un caso analogo, ovvero la pubblicazione di commenti denigratori e ingiuriosi consistenti in [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...(128, 0, 0);">hate speech, la Court of Appeal of the State of California ha statuito che trattandosi di cyberbullismo, tale azione non può avvalersi delle garanzie di libertà di espressione fornite dal First Amendment del Bill of Rights della Costituzione americana poiché il contenuto diffamatorio configura un reato [21]. Ne conseguirebbe quindi che la tutela del soggetto debole dalla pubblicazione di dati ovvero immagini diffamatorie online implicherebbe un aspetto delicato, ancora più profondo della rivendicazione del diritto all'oblio, inerente alla tutela della dignità della vittima.

Si tratta di un elemento essenziale del dovere di solidarietà verso i più deboli, dovere che non viene meno neanche sul web.

Il problema diventa di gestione ancora più difficile sul... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...yle="color: rgb(128, 0, 0);">piattaforme di condivisione sociale dei contenuti come Facebook, lo svelamento non autorizzato dei propri dati o materiali (come fotografie, video, commenti, note e così via) avviene generalmente senza il consenso dell'avente diritto, tuttavia questo comportamento non è da considerarsi pienamente illegale poiché nel momento in cui ci si iscrive alla piattaforma si accettano le condizioni d'uso nonché il rischio ad essa connesso, ovvero la possibilità che dati personali inerenti all'utente vengano dispersi.

È tuttavia difficile verificare come i rimedi a disposizione degli utenti lesi nella loro privacy vengono posti in essere perché relativamente alle piattaforme di social networking, come Facebook, le decisioni giurisprudenziali sono ancora rare.

Per quanto concerne l'ordinamento nazionale, secondo la giurisprudenza di merito [22] è tenuto al risarcimento a titolo di danno morale, colui il quale leda diritti e valori costituzionalmente garantiti, quali la [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...get="_blank">reputazione, l'onore o il decoro altrui, mediante l'invio di messaggi offensivi condivisi su "Facebook". Nel caso di specie si trattava della condivisione su Facebook da parte dell'ex-boyfriend di una ragazza di frasi canzonatorie dei difetti fisici della giovane. La giurisprudenza di legittimità [23] ha considerato integrata la condotta tipica del delitto di atti persecutori (art. 612 bis c.p.), le molestie perpetrate attraverso il reiterato invio alla persona offesa di "sms" e di messaggi di posta elettronica o postati sui cd. "social network" proprio come Facebook, nonché con la divulgazione attraverso questi ultimi di filmati ritraenti rapporti sessuali avuti con la medesima.

L'esperienza comparatistica fornisce un interessante parametro di confronto: i giudici federali americani [24] hanno iniziato a delineare che cosa costituisca violazione della privacy su Facebook, e quindi sia censurabile, da cosa sia semplicemente inopportuno o disgustoso, e quindi sia tutelato dalla libertà di manifestazione del pensiero.

Nel caso di specie, un gruppo di allievi infermieri aveva s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...orso in ostetricia e ginecologia presso un ospedale di Olathe, nel Kansas. Alla fine del corso alcuni di loro avevano chiesto di potersi fotografare con la placenta di una paziente rilasciata durante il parto. Una di essi pubblicò la sua foto sulla sua pagina di Facebook, provocando la sua espulsione dal corso. La ragazza fece causa per venire riammessa argomentando che non era stato rispettato il suo diritto al Due Process poiché sanzionata senza contraddittorio, domanda accolta dai giudici. Per quanto concerne il merito della vicenda, la Corte ha enucleato due argomenti di interesse:

  • dal momento in cui il docente concede il permesso di fotografare le persone che tengono in mano la placenta questi deve fondatamente supporre che poi le immagini verranno postate sul più popolare social network del mondo;

  • fotografare tale materiale umano non viola la privacy di alcuno perché dalle immagini non è possibile risalire a chi appartenesse la placenta stessa.


In altra causa, giudici statali [25] hanno affermato che non è necessario il consenso per venire taggati in una foto caricata su Facebook. La deci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ve; stata presa all'interno di un procedimento di affido di minori. Il padre ha portato quale prova giudiziaria una foto pubblicata su Facebook che rappresentava la madre mentre beveva alcoolici, nonostante la controindicazione medica correlata all'assuzione di psicofarmaci per la cura di un disturbo comportamentale della signora. Le difese della donna, rigettate della corte, argomentavano che essa è stata fotografata e taggata su Facebook senza il suo consenso.

Questo provvedimento pone due questioni: da un lato quale sia la possibile difesa della privacy su Facebook, completamente negata in questo caso; dall'altro fino a quando le foto digitali potranno venire considerate come affidabili mezzi di prova per la rappresentazione della realtà, considerata la facile reperibilità di software in grado di modificarle.

In Inghilterra, invece, le vicende giudiziarie che, destando molto scalpore, hanno coinvolto la protezione della privacy attraverso Internet e i social network sono principalmente due: da un lato il contenzioso giudiziario conosciuto come "Mosley case" e dall'altro il "Twitter case".

Nel primo caso, Max Mosley, allora presidente della Fédération Internationale de l'Automobile, agì pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Court of Justice [26] di Londra relativamente alla violazione della privacy da parte di un noto tabloid inglese, il News of the World, ora chiuso per un scandalo ancora più grave [27], che pubblicò sul proprio sito internet un video raffigurante il ricorrente mentre era coscientemente coinvolto in pratiche sessuali di tipo sadomasochistico con ambientazione nazista.

Lo scandalo fu mondiale, considerata la rilevanza della posizione pubblica del ricorrente diffamato. Questi adì la High Court di Londra chiedendo una prima injunction affinché la diffusione del video venisse bloccata in quanto lesiva del suo diritto alla riservatezza. La Corte rigettò quell'istanza in quanto, nonostante l'assenza di pubblico interesse nel contenuto del video, questo ormai era stato disvelato e la richiesta di un oscuramento al fine di tutelare la riservatezza era futile e quindi il ricorrente avrebbe potuto agire solo in punto danni. Infatti, successivamente, la High Court of Justice di Londra ritenne fondata la doglianza di violazione della riservatezza avanzata dal ricorrente e, fondandosi sul precedente della Corte di Strasburgo, Hannover vs. Germania [28], liquidò al ricorrente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento danni di 60.000 sterline, circa 68.000 sterline attuali, per aver avuto la sua vita sessuale rivelata al mondo e la sua vita privata devastata da questa vicenda.

Mr Mosley, insoddisfatto per la soluzione del caso, si è rivolto alla Corte europea dei diritti umani [29] per far condannare il Regno Unito di Gran Bretagna per non aver predisposto uno strumento di controllo preventivo della pubblicazione delle notizie relative alla vita privata di una persona, soprattutto se famosa. La Corte ha dichiarato l'istanza di Mosley ammissibile, ma l'ha rigettata nel merito alla violazione dell'art. 8 CEDU affermando che non possono essere predisposti strumenti preventivi di controllo sulla pubblicazione di materiali su Internet senza cadere in pratiche censorie, lesive dell'art. 10 CEDU e che la valutazione del danno ex post è un rimedio sufficiente.

Il "Twitter gate" riguarda [30] una vicenda giudiziaria partita da un caso di gossip relativo ad un campione del Ma... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ited scoperto mentre intratteneva una relazione extraconiugale con una starlette del Big Brother inglese. Per proteggere la privacy della sua famiglia, il campione sportivo si è rivolto alla giustizia inglese, notoriamente molto severa in materia, ottenendo una ingiunzione che proibisse a qualsiasi organo di stampa, cartaceo ovvero online, di pubblicare il suo nome. Tuttavia questo provvedimento è rimasto inefficace perché da un lato i giornali si sono limitati a pubblicarne le fotografie senza didascalie che ne indicassero il nome, mentre gli utenti di Internet hanno divulgato il suo nome attraverso Twitter.

Al momento la vicenda è ancora in corso e vede due ulteriori spunti di dibattito: la continua violazione della riservatezza della vita privata dell'ormai smascherato calciatore, al centro di un continuo turbinio di rivelazioni piccanti, e l'incapacità degli strumenti giudiziari tradizionali di arginare la curiosità del pubblico senza cadere in pratiche censorie.

Twitter è oggetto dell'attenzione giudiziaria anche negli Stati Uniti, in relazione al c.d. Cablegate, scandalo inter... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rovocato da Wikileaks con la pubblicazione dei dispacci del Dipartimento di Stato americano. A questo proposito, una corte federale [31] ha intimato a Twitter di rivelare alle autorità giudiziarie i dati personali di quattro collaboratori di Wikileaks.

Tali dati concernono: il nome dell'utente, indirizzo, Internet Protocol, la registrazione della localizzazione della connessione telefonica, la registrazione della durata delle conversazioni, la lunghezza e i tipi di servizio utilizzati, il numero di telefono e il nome del suo titolare, compreso il numero temporaneamente assegnato dal provider e la traccia dei mezzi di pagamento per il servizio fruito da ciascun utente. Secondo il giudice federale dell'Eastern District of Virginia, questi dati non sono meritevoli delle garanzie previste dal I e dal IV Emendamento poiché concernono informazioni volontariamente cedute dai titolari a Twitter nel momento della sottoscrizione del servizio.

Ma al centro dell'attenzione non vi sono solo Facebook o Twitter, infatti, onde fronteggiare il successo di questi, Google aveva predisposto un social network, Buzz, fruibile direttamente da Gmail. Tuttavia gli utenti immediatamente protestarono ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; a tal fine erano stati utilizzati liste di contatti e di dati sensibili provenienti dai dati conservati nelle email senza l'autorizzazione dei titolari.

Le lamentele furono generalizzate in tutto il mondo (ove è possibile accedere a Gmail), mentre negli Stati Uniti venne promossa una causa collettiva per violazione della privacy. [32] Detta causa si è conclusa con un accordo che garantisce all'Electronic Privacy Information Center (EPIC), promotore dell'iniziativa insieme alla Federal Trade Commission (FTC), un risarcimento di 500.000 dollari. La richiesta iniziale era di 8,5 milioni di dollari da versare in un fondo comune a favore di enti che promuovessero la formazione in materia di privacy su Internet, ma il giudice federale ha ridotto il numero di beneficiari e gli importi.



I Google You: motori di ricerca e diritto alla riservatezza

Uno dei principali ambiti dove il diritto alla riservatezza è bisognoso di tutela concerne l'uso dei motori di ricerca nelle indagini nominative.

Come è ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ri di ricerca sono essenziali nella ricerca di informazioni online, infatti senza di loro non è possibile utilizzare efficacemente Internet. Tecnicamente, secondo la versione in lingua inglese di Wikipedia un motore di ricerca è: «A web search engine is designed to search for information on the World Wide Web and FTP servers. The search results are generally presented in a list of results and are often called hits. The information may consist of web pages, images, information and other types of files. Some search engines also mine data available in databases or open directories. Unlike web directories, which are maintained by human editors, search engines operate algorithmically or are a mixture of algorithmic and human input» [33].

Ma qual è il rapporto tra i motori di ricerca e la protezione dei diritti fondamentali?

Nonostante i motori di ricerca siano diversi, la posizione dominante del mercato è di Google che, attraverso la creazioni di altri servizi ad esso collegati, come il servizio di posta elettronica Gmail, il social network G+, il browser Chrome, il servizio di ricerca immagini Google Images, il servizio di divulgazione di libri... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttp://www.exeo.it/internet-e-la-liberta-di-manifestazione-del-pensiero/" target="_blank">Google Books (oggetto di contenziosi sul diritto di riproduzione dei libri ancora coperti dal diritto d'autore ma indicizzati dal motore di ricerca), il servizio di document sharing Google Documents, la piattaforma di blogging Blogger e molto altro ancora sta concretamente realizzando la trasposizione della personalità dei suoi utenti in Rete.

Seppure i problemi giuridici di ciascuno di questi aspetti sono stati trattati in questa sede alla luce del diritto fondamentale ad esso inerente, va osservato che la dottrina maggioritaria, soprattutto statunitense, cerca di inquadrare Google nel suo complesso dedicando al tema variegate, ma interessanti monografie [34]. Tuttavia l'oggetto di questo specifico paragrafo concerne il rapporto tra i diritti fondamentali e l'utilizzo dei motori di ricerca online, in particolare per quel che concerne la tutela della riservatezza e anche dell'onorabilità. Infatti, ciascuno può digitare il proprio nome sulla maschera bianca di Google e verificare quale sia la propria reputazione online, si tratti di una persona famosa o meno.

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e del Pew Research Center evidenzia che la percentuale di persone le quali "googlino" il loro nome a quattro anni di distanza sia cresciuto dal 47% del 2006 al 57% del 2010 [35]. Quali sono le implicazioni giuridiche attinenti a questo tema? La questione più importante concerne la veridicità delle informazioni raccolte e indicizzate dal motore di ricerca, e quindi del diritto all'identità personale. Già in passato il Garante della Privacy si è rivolto direttamente a Google affinché informazioni false o vetuste non vengano più prese in considerazione nelle ricerche online. I responsabili di Google hanno risposto sottolineando che «la caratteristica del motore di ricerca è quella di mettere a disposizione degli utenti Internet contenuti dei quali non è responsabile, ma hanno comunque espresso la disponibilità della società statunitense a rendere più agevole e comunque più tempestiva possibile la cancellazione delle pagine cache (copie delle pagine originali), titoli e sommarietti reperibili con il motore di ricerca, quando queste non sono più presenti presso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sorgente (i siti dai quali sono estratte le copie cache) [36]».

Di fronte a queste richieste non si può non osservare che anche le notizie sul passato personale di un individuo, qualora genuine, sono parte di una verità storica e quindi fonte di formazione e di informazione sull'identità personale. È corretto richiedere la rettifica di errori ovvero la cancellazione di falsità, ma non è condivisibile la cancellazione delle notizie genuine.

Vi è un ulteriore elemento che influisce in modo determinante su questo sistema, ovvero l'utilizzo di page ranking utilizzato dal search engine di Google. Si tratta di un software introdotto da Google nelle proprie ricerche, in precedenza i search engines erano neutrali. Esso consente di classificare i risultati della ricerca a seconda del numero dei click ottenuti da ciascun singolo risultato. In questo modo, i risultati vengono elencati secondo un criterio di natura "democratica", ovvero dal più cliccato (o votato) a discendere.

Siffatta tecnologia viene u... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a Google per vendere gli spazi pubblicitari collegati ai risultati delle ricerche [37]. Questo tipo di organizzazione dei risultati della ricerca potrebbe provocare situazioni di discriminazione nella presentazione dei risultati, poiché la votazione degli utenti non è oggettiva come criterio, al contrario dei criteri alfabetico ovvero cronologico.

Tale organizzazione della presentazione dei risultati sembrerebbe concentrarsi solo sulla maggior efficiente, e quindi redditizia, modalità di classificazione. Permangono alcuni problemi, ad esempio, la configurabilità della violazione della proprietà intellettuale relativi a prodotti brandizzati [38] nonché di asimmetria delle informazioni e quindi di trasparenza della raccolta dei dati. L'esperienza dei tribunali ha portato alla luce due casi: uno occorso in Italia, il secondo in Spagna.

Nella prima fattispecie il Tribunale di Milano [39] ha ritenuto diffamatoria «la semplice associazione al nome di una persona con le parole "truffa" e "truffatore", oper... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ore di ricerca attraverso il servizio web search denominato Suggest/Autocomplete». Infatti, afferma il Tribunale «l'utente che legge tale abbinamento è indotto immediatamente a dubitare dell'integrità morale del soggetto il cui nome appare associato a tali parole ed a sospettare una condotta non lecita da parte dello stesso. Né appare idonea a svuotare l'abbinamento in oggetto del ritenuto contenuto lesivo, la circostanza che i risultati di ricerca correlati ai due suggerimenti di ricerca di cui si tratta - una volta attivata la ricerca stessa - siano obiettivamente del tutto privi di contenuti offensivi.

Il software che consente l'accesso al servizio "Suggest/Autocomplete" costituisce unicamente un'agevolazione offerta da Google ai suoi utenti, la cui eventuale modifica e/o eliminazione non comprimerebbe in alcun modo la libertà degli stessi di accedere alle ricerche offerte dal motore di ricerca Google - alla stessa maniera di quanto accade per gli altri motori di ricerca . Per tale ragione è il risultato improprio ottenuto con l'applicazione di detto sistema a determinare la responsabilità di chi dello stesso si avvale - irrilevante essendo, in ta... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iva, l'assenza di ogni intenzionalità lesiva nel provider che lo utilizza.

La ritenuta valenza diffamatoria dell'associazione di parole che riguarda il reclamato è innegabilmente di per sé foriera di danni al suo onore, alla sua persona ed alla sua professionalità. La potenzialità lesiva della condotta addebitata alla reclamante - suscettibile, per la sua peculiare natura e per le modalità con cui viene realizzata, di ingravescenza con il passare del tempo stante la notoria frequenza e diffusione dell'impiego del motore di ricerca Google - giustifica il legittimo accoglimento, da parte del giudice di prime cure, del ricorso in via d'urgenza pure sotto il profilo del "periculum in mora"; anche in considerazione della difficoltà obiettiva di provare e quindi liquidare il danno nella sua effettiva consistenza, avuto riguardo altresì alla circostanza che il reclamato utilizza il web per la propria attività professionale».

La vicenda spagnola [40] riguardava una lesione al prestigio personale e della realizzazione di una pubblicità negativa sotto il profilo professionale per un caso di omonimia. Un avvocato ha citato il Boletín Oficial del Estado per ottenere il r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del danno professionale subito a seguito della pubblicazione della concessione di indulto ad un suo omonimo.

Il ricorrente considerava leso il suo prestigio personale e professionale perché il suo nome è stato collegato a quello della persona sua omonima condannata per traffico di droga dai motori di ricerca in Internet. Tuttavia il Tribunal Supremo ha rigettato la domanda sia perché il ricorrente non ha provato il progiudizio negativo, sia perché ha qualificato come mera "speculazione" l'argomentazione relativa alla publicità negativa collegata alla pubblicazione della concessione dell'indulto al suo omonimo.

Recentemente la Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha emanato una importante sentenza interessante per quanto concerne la protezione dei diritti della personalità lesi attraverso Internet Si tratta del caso "eDate Advertising – Martinez" [41], relativo alla soluzione di due questioni di pregiudizialità assimilabili nei contenuti.

Il primo caso... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a diffusione di notizie non genuine, e quindi potenzialmente diffamatorie, relative ad una vicenda giudiziaria esaurita in un Paese membro, la Germania, e successivamente divulgata con nuovi particolari in un altro Paese membro, l'Austria. Il ricorrente tedesco, condannato e successivamente ammesso alla libertà vigilata, ha chiesto ai giudici tedeschi di ordinare al provider austriaco la cancellazione dei contenuti online e il risarcimento del danno per la violazione dei diritti della personalità, nello specifico Il convenuto invece ha eccepito la carenza della giurisdizione tedesca, soccombendo in entrambi i gradi di merito.

Il secondo caso riguarda un caso francese analogo a quello tedesco relativo alla violazione della privacy di un noto attore francese oggetto di attenzioni da parte di un sito web collegato a un giornale inglese sui presunti sviluppi della sua vita sentimentale.

Il Tribunal de Grande Instance di Parigi e Bundesgerichtshof hanno sollevato complessivamente quattro questioni pregiudiziali relativamente al rapporto tra la territorialità dell'azione, e quindi alla competen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., e alla a-territorialità di Internet, che consente l'integrazione del fatto lesivo della personalità, ovvero la potenziale diffamazione, ogni volta la notizia riportante i fatti non genuinamente ricostruiti venga visualizzata più volte e in diversi luoghi situati in differenti giurisdizioni statali.

La Corte ha risposto che «l'art. 5, punto 3, del regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 2000, n. 44/2001, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, deve essere interpretato nel senso che, in caso di asserita violazione dei diritti della personalità per mezzo di contenuti messi in rete su un sito Internet, la persona che si ritiene lesa ha la facoltà di esperire un'azione di risarcimento, per la totalità del danno cagionato, o dinanzi ai giudici dello Stato membro del luogo di stabilimento del soggetto che ha emesso tali contenuti, o dinanzi ai giudici dello Stato membro in cui si trova il proprio centro d'interessi.

In lu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione di risarcimento per la totalità del danno cagionato, tale persona può altresì esperire un'azione dinanzi ai giudici di ogni Stato membro sul cui territorio un'informazione messa in rete sia accessibile oppure lo sia stata. Questi ultimi sono competenti a conoscere del solo danno cagionato sul territorio dello Stato membro del giudice adito».



Sorridi, ti fotografa Google Street View!

Street View è «a technology featured in Google Maps and Google Earth that provides panoramic views from various positions along many streets in the world. It was launched on May 25, 2007, originally only in several cities in the United States, and has since gradually expanded to include more cities and rural areas worldwide». [42] Street View si avvale di un'auto all'uopo predisposta (la "Google car") in grado di catturare le immagini delle strade a 360°.

In tutto il mondo si è aperto un vivace dibattito su Street View, che non in pochi casi ha dato luogo a un contenzioso giudiziario. Le questioni sono principalmente due:

  • la tutela della riservatezza delle persone che vengono raffigurante anche incidentalmente dalle immagini catturate d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e car";

  • la memorizzazione dei dati delle reti Wi Fi (wireless fidelity) non protette da protocolli sicuri e da cifratura (cd. "payload data").

Su entrambe le questioni in Italia si è pronunciato il Garante della Privacy.

Per quanto concerne il passaggio della Google Car sulle strade italiane con provvedimento del 15 ottobre 2010 [43], dove ai sensi degli artt. 143, co. 1 e 154 co. 1 del Codice della privacy dispone che Google Inc. informi gli interessati, in relazione all'acquisizione di immagini fotografiche, individuando con un sufficiente livello di approssimazione le località visitate dalle vetture di Street View tenendo conto della ampiezza delle suddette località (ad esempio per le grandi città è necessario indicare i quartieri in cui circoleranno le vetture).

Ciò, mediante pubblicazione della notizia sul sito web della società, nei tre giorni antecedenti rispetto all'inizio della raccolta delle immagini". Del pari dispone che tale informativa venga pubblicata sulla p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onaca locale di due quotidiani.

Per la raccolta dei dati c.d. payload data, il Garante ha emanato un provvedimento il 9 settembre 2010 [44]. In questo provvedimento si registrava che Google riteneva i payload data intercettati "estremamente frammentati" poiché " «le vetture Google Street View sono costantemente in movimento e l'impianto WiFi cambia automaticamente canale cinque volte al secondo», ma che «sussiste la teorica possibilità che i payload data contengano dati personali nel caso in cui un utente, al momento della raccolta, abbia trasmesso alcune informazioni personali».

La società ha assicurato che i dati sono stati raccolti erroneamente e non sono mai stati utilizzati per alcun tipo di servizio, né comunicati a terzi e sono conservati su server ad accesso limitato localizzati negli Stati Uniti. Tuttavia essi sono stati raccolti dall'aprile 2008 al maggio 2010 in modo sistematico e su tutto il territorio nazionale, integrando la concreta ipotesi che alcune di codeste informazioni abbiano la natura di dato personale.

A questo proposito, il Garante ha segnalato l'accaduto all'autorità giudiziaria poiché vi sarebbe stata violazione dell'art. 617 quater, co. 1, c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nisce «chiunque fraudolentemente intercetta comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi (…)») nonché dell'art. 617 quinquies, co. 1, c. p. (che punisce «chiunque, fuori dai casi consentiti dalla legge, installa apparecchiature atte ad intercettare, impedire od interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico ovvero intercorrenti tra più sistemi (…)».

Ulteriormente, il Garante ha ordinato la conservazione dei dati per la loro natura di prova delle presunte violazioni e ha disposto il blocco d'ufficio del trattamento illecito ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. d), del Codice.

Negli Stati Uniti una corte federale ha autorizzato una class action avente ad oggetto la stessa tematica, che è tuttora pendente [45]. Le argomentazioni supportate dalla società californiana, e rigettate dal giudice, affermavano che essendo i dati wireless non protetti accessibili al pubblico, le operazioni di raccolta non hanno violato le disposizioni del Wiretap Act.

In punto rappresentazione delle scene di vita stradale, i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...omparato, invece si segnalano le contrapposte esperienze svizzera e tedesca.

In Svizzera, infatti la Corte amministrativa federale [46] ha affermato che il servizio di Google Street View integra una violazione della privacy dei cittadini e ha ordinato all'azienda americana di innalzare le garanzie di protezione della riservatezza. Infatti, prima di pubblicare qualsiasi immagine delle strade svizzere sul web Google è tenuto ad assicurare l'assoluto anonimato degli individui che si trovano raffigurati, ulteriormente deve proteggere gli interessi di coloro che vedono riprodotta la loro attività economica o commerciale. Google può ancora appellare la decisione alla Corte suprema federale svizzera.

Al contrario, i giudici tedeschi [47] hanno rigettato una istanza di una donna che era stata raffigurata nelle immagini di Google Street View mentre si trovava nel giardino della sua casa. La signora lamentava la violazione della sua privacy e della sua proprietà privata. I giudici hanno rigettato l'istanza affermando che la legge tedesca garantisce il diritto di opt-out[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che non intendano venire ripresi.



La tutela della riservatezza e la tracciabilità dei dati personali (Internet Protocol)

Il dibattito sulla natura dell'Internet Protocol è molto acceso. Per quanto concerne la tutela dei diritti fondamentali, infatti, si vedono contrapposti da un lato l'art. 7 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea che protegge la riservatezza della vita privata e famigliare in combinato con l'art. 8 della medesima relativo alla protezione dei dati di carattere personale, mentre dall'altro la tutela della proprietà intellettuale previsto, dall'art. 17.2 della stessa Carta.

La Corte di Giustizia nella sentenza Promusicae [48] si è espressa per un equo bilanciamento dei diritti affermando da un lato che le direttive 2000/31/CE sul commercio elettronico, [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rnet_esperienza_italiana_europea_contenziosi_falletti" target="_blank">2001/29/CE, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore, 2004/48/CE sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e sul rispetto della vita privata nelle comunicazioni elettroniche «non impongono agli Stati membri di istituire un obbligo di comunicare dati personali per garantire l'effettiva tutela del diritto d'autore nel contesto di un procedimento civile in una situazione in cui un'associazione senza scopo di lucro di cui fanno parte produttori ed editori di registrazioni musicali e di registrazioni audiovisive ha presentato una domanda allo scopo di ottenere che venga ingiunto a un fornitore di servizi di accesso ad Internet di rivelarle l'identità e l'indirizzo fisico dei titolari di talune linee di abbonati per poter promuovere azioni legali di diritto civile per violazione dei diritti d'autore [49]».

Dall'altro lato però, e qui la Corte introduce la seconda fase del bilanciamento, «il diritto comunitario richiede che gli Stati membri, in occasione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...posizione di queste direttive, abbiano cura di fondarsi su un'interpretazione delle medesime tale da garantire un giusto equilibrio tra i diversi diritti fondamentali tutelati dall'ordinamento giuridico comunitario.

Poi, in sede di attuazione delle misure di trasposizione delle dette direttive, le autorità e i giudici degli Stati membri devono non solo interpretare il loro diritto nazionale in modo conforme a tali direttive, ma anche evitare di fondarsi su un'interpretazione di esse che entri in conflitto con i detti diritti fondamentali o con gli altri principi generali del diritto comunitario, come il principio di proporzionalità» [50].

Il riferimento al principio di proporzionalità, quindi, sembrerebbe essere il parametro di bilanciamento che il giudice deve applicare nel caso concreto sottoposto alla sua attenzione.

Successivamente, nell'ordinanza LNSG – Gesellschaft zur Wahrnehmung von Leistungsschutzrechten GmbH ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...2 Telecommunication GmbH., la Corte afferma che «La Tele2 è un fornitore di accesso a Internet, che assegna ai propri clienti un indirizzo IP (Internet Protocol), per lo più dinamico. Sulla base di quest'ultimo e del periodo o momento preciso in cui esso è stato assegnato, la Tele2 è in grado di identificare un cliente».

La medesima Corte di Giustizia, nella precedente causa Bodil Lindqvist [51], ha affermato che «La nozione di "dati personali" accolta nell'art. 3, n. 1, della direttiva 95/46 comprende, conformemente alla definizione che figura nell'art. 2, lett. a), di questa, "qualsiasi informazione concernente una persona fisica identificata o identificabile". Tale nozione ricomprende certamente il nome di una persona accostato al suo recapito telefonico o ad informazioni relative alla sua situazione lavorativa o ai suoi passatempo».

Se la nozione di dato personale comprende "qualsiasi informazione", e questa a sua volta comprende "il nome accostato al suo recapito telefonico" risulta alquanto complicato negare che l'indirizzo fornito dal provider all'utente per messo di una connessione telefonica non sia un dato personale.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alia vi è stato un contenzioso giudiziario che ha affrontato in modo controverso la questione sulla natura dell'IP come dato personale, come nel caso "Peppermint". Molti si ricorderanno della casa discografica tedesca che aveva utilizzato un certo programma software (Logistep) per la raccolta degli indirizzi IP di coloro che si connettevano a reti peer to peer onde scaricare materiali anche protetti dal diritto d'autore. Dopo la raccolta di tali dati, i difensori della casa discografica si rivolgevano al Tribunale di Roma, competente per territorio, considerata la sede dei provider convenuti, ai quali veniva chiesta con provvedimento d'urgenza la disclosure dei dati personali di titolari degli indirizzi IP intercettati.

Dopo un primo orientamento di accoglimento [52], la giurisprudenza di merito ha rigettato tali richieste poiché «non può ritenersi sussistere a carico del "provider" alcun obbligo di comunicazione ed estensione dei dati anagrafici necessari all'identificaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...autori delle suddette violazioni allorché i titolari del diritto d'autore agiscano in sede civile (anche con istanza cautelare) per la tutela dei propri interessi economici.

Invero, l'applicazione del combinato disposto degli art. 156 e 156 bis l. auton. non è estensibile ai dati e informazioni che attengono alle comunicazioni "lato sensu" elettroniche, né ai dati di traffico da queste generate, visto l'espresso divieto che deriva sia dal sistema normativo interno (primario e costituzionale) sia da quello comunitario. Unica deroga ammessa è quella relativa all'uso e alla comunicazione dei dati solo per la tutela di valori di rango superiore e che attengono alla difesa della collettività ovvero alla protezione di sistemi informatici» [53].

Anche l'Autorità Garante della Privacy ha accolto questa impostazione [54], tuttavia la questione è stata riproposta, sempre presso il Tribunale di Roma, in materia di "dati aggregati" sulla fruizione di contenuti cin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i illeciti attraverso reti peer to peer [55]. Il giudice romano ha confermato l'impostazione già accolta nella precedente controversia riguardante Peppermint aggiungendo che ai sensi della disciplina sul commercio elettronico non grava sull'intermediario della comunicazione alcun generico obbligo di sorveglianza ma solo taluni obblighi c.d. di protezione accomunati dall'avere ad oggetto comportamenti di collaborazione con l'Autorità giudiziaria o amministrativa di vigilanza investite nell'accertamento delle violazioni commesse attraverso il servizio reso al fine di prevenire o reprimere tali violazioni.

Ulteriormente il giudicante ha chiarito che in presenza della sola informativa ricevuta attraverso la diffida inviata dalla Fapav Telecom non solo non avrebbe dovuto ma nemmeno avrebbe legittimamente potuto interrompere il servizio, non essendo responsabile delle informazioni trasmesse, ai sensi dell'art. 14, comma 1 [della Direttiva 2000/31/CE] ed essendo contrattualmente tenuta alla prestazione [56].

La giurispruden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ria non ha ancora affrontato in modo diretto cosa sia l'Internet Protocol e se sia da considerarsi un dato personale, tuttavia è possibile rispondere affermativamente a questo dubbio con una ricostruzione interpretativa. Mentre nell'esperienza comparatistica, si segnala il dibattito giurisprudenziale tedesco.

Infatti, in Germania ancora non è chiara la natura dell'Internet Protocol e quindi permangono dei dubbi sulla possibile tracciabilità e conservazione di questo dato. Recentemente una decisione del Bundesgerichtshof afferma che agli Internet Services Provider è consentito registrare il numero di Internet Protocol dinamico attribuito da una connessione flat per un tempo di sette giorni [57]. In senso contrario a questa direzione si indirizza la decisione dell'Oberlandesgericht di Colonia [58] il quale ha deciso che le informazioni sul titolare dell'Internet Protocol dinamico collegato ad connessione non sono ammissibili visti i dubbi sulla attendibilità delle investigazioni in materia di indirizzi IP.

Negli Stati Uniti, al contrario, nella causa Viacom v. YouTube [59], il giudice distrettuale di New York ha affermato che il «login ID is an an... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...udonym that users create for themselves when the sign up with YouTube wich without more cannot identify specifc individuals (...) and Google has elsewhere states: We are strong supporters of the idea that data protection laws should apply to any data that could identify you. The reality is though that in the most cases, an IP address without additional information cannot» [60].



Riservatezza e sicurezza online: la data retention

Il tema della "Data retention" è collegato alle tematiche della sicurezza e della prevenzione degli attentati terroristici.

In materia gli Stati Uniti, successivamente ai già ricordati attentati dell'11 settembre 2001, sono stati i capofila nella ideazione e realizzazione di una policy particolarmente invasiva per quanto concerne la tutela della riservatezza, contenuta nei noti Patriot Act.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uropa la minaccia terroristica di matrice islamica sembrava meno incombente e più circoscritta a realtà locali francesi e spagnole [61], tuttavia essa si è concretizzata negli attentati alla metropolitana londinese del 7 luglio 2005 [62] che ha provocato il rafforzamento delle misure di sorveglianza, anche in Rete. In Italia venne emanato d'urgenza un decreto legge, noto come "Decreto Pisanu [63]". Ai sensi dell'art. 7 in esso contenuto si era obbligati a registrare il proprio nominativo per accedere ad una connessione Internet da una postazione condivisa pubblicamente (nella convinzione che i terroristi utilizzino internet point e cyber cafè per organizzare gli attentati).

Tale misura provvisoria è stata rinnovata per cinque anni [64] e finalmente abrogata solo alla fine del 2010 [65], senza che sia chiaro cosa sia successo ai dati già registrati e conservati. Sul punto la giurisprudenza ha stabilito che scaduto il termine dei sei mesi, questi non possono essere utilizzati all'interno di un processo penale [66].

Per quanto concerne l'acquisizione dei dati relativi a conversazioni telefon... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atiche ed elettroniche essa è regolata dalla Direttiva 2006/24/CE, recepita nell'ordinamento italiano dal d. lgs. 30 maggio 2008, n. 109 [67]. Con tali norme si è assistito ad un inasprimento delle condizioni di conservazione dei dati sulle conversazioni telefoniche, telematiche ed elettroniche. In particolare:

  • nuove definizioni di operatori, dati, utenti ex art. 1 del d.lgs 109/2008;

  • le categorie dei dati da conservare ex art. 3 del medesimo decreto legislativo per sei mesi per quanto concerne i dati con finalità commerciali e per 24 mesi per finalità giudiziarie e di polizia;

  • l'art. 4, che detta per i fornitori l'obbligo di inviare con scadenza annuale un rapporto con i dati sulle informazioni trasmesse alle autorità competenti;

  • l'art. 5, c. 2, che prevede pesanti sanzioni amministrative, contestate e applicate dal Ministero per lo sviluppo economico, per l'omessa o l'incompleta conservazione dei dati ai sensi dell'articolo 132, commi 1 e 1-bis e nel caso di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di indirizzo IP che non consente l'identificazione univoca dell'utente o abbonato [68].


Sotto un profilo applicativo del d. lgs. 109/2008, attuativo della direttiva 2006/24/CE, il Garante della Privacy ha censurato alcune compagnie di telecomunicazioni le quali avevano raccolto e conservato i suddetti dati per termini ancora più lunghi di quelli previsti dalla normativa comunitaria.

In particolare, il Garante ha affermato che l'art. 3 del d.lg. n. 109/2008 non include, tra le categorie di dati da conservare per le finalità di cui all'art. 132 del Codice, l'oggetto dei messaggi di posta elettronica poiché trattasi proprio di dato potenzialmente correlato al contenuto della comunicazione di cui il predetto articolo 132 vieta la conservazione [69].

In questi casi il Garante afferma che sia vietata la conservazione dell'indirizzo IP di destinazione poiché «nel rispetto dei principi di necessità nel trattamento e proporzionalità dei dati, i fornitori di un servizio di comunicazione elettronica (nel caso specifico, l'accesso alla rete) devono conservare soltanto i dati di traffico telematico necessariamente correlati alle attivit&a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iche strumentali alla resa del servizio offerto e alla sua eventuale fatturazione (artt. 3, 11 e 123 del Codice) e che l'art. 3 del d.lg. n. 109/2008 non include, tra le categorie di dati da conservare per le finalità di cui all'art. 132 del Codice, l'indirizzo IP di destinazione; e che, d'altra parte, trattasi di dato potenzialmente correlato al contenuto della comunicazione di cui il predetto articolo 132 vieta la conservazione [70]».

Per quanto concerne le censure di legittimità subite dalla Direttiva 2006/24/CE si può osservare che le osservazioni di natura giurisprudenziale sono opposte.

Da un lato, sotto il profilo comunitario, con la già citata sentenza della Corte di Giustizia Irlanda contro Commissione e Parlamento, i giudici del Lussemburgo hanno difeso l'impianto normativo che giustifica la conservazione dei dati personali per un periodo che può variare dai sei mesi ai due anni, dall'altro tale impianto normativo è stato sottoposto a dure critiche da una giurisprudenza costituzionale di sicuro prestigio, come quella di Karlsruhe, con una importante pronuncia del Bundesverfassungsgericht del 2 marzo 2010.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...te di giustizia afferma che «Più precisamente le disposizioni della direttiva 2006/24 sono dirette:


  • al ravvicinamento delle legislazioni nazionali concernenti l'obbligo di conservazione dei dati (art. 3);

  • a definire le categorie di dati da conservare (art. 5);

  • a stabilire i periodi di conservazione dei dati (art. 6);

  • a garantire la protezione e la sicurezza dei dati (art. 7);

  • a fissare le condizioni di immagazzinamento di questi ultimi (art. 8).


Al contrario, le misure previste dalla direttiva 2006/24 non implicano, di per se stesse, un intervento repressivo delle autorità degli Stati membri. Infatti, "è previsto che i fornitori di servizi debbano conservare solo i dati generati o trattati nel quadro della fornitura dei servizi di comunicazione interessati. Tali dati sono unicamente quelli strettamente collegati all'esercizio dell'attività commerciale dei fornitori stessi.

La direttiva 2006/24 disciplina quindi operazioni che sono indipendenti dall'attuazione di qualsiasi eventuale azione di cooperazione di pol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iziaria in materia penale.

Essa non armonizza né la questione dell'accesso ai dati da parte delle autorità nazionali competenti in materia di repressione, né quella relativa al ricorso ai medesimi ed al loro scambio fra le autorità in parola».

Si tratterebbe, quindi, di una attività meramente organizzativa dello stoccaggio dei dati raccolti e questa attività non sarebbe sottoponibile alle norme sulla privacy, come l'art. 8 CEDU, poiché i dati non inerirebbero a condizioni personali e informazioni individuali. Per tali ragioni la Corte rigetta l'istanza irlandese, mentre alla dottrina permangono dubbi sul corretto bilanciamento tra esigenze della sicurezza e i limiti alla privacy [71], infatti nella ricostruzione della Corte, viene sottolineata la scelta a favore dell'adozione di atti normativi comunitari nell'elaborazione delle politiche europee anti-terrorismo, senza però vagliare la possibile violazione di diritti fondamentali conseguenti a tale scelta [72].

Invece il Bu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ungsgericht tedesco, con la citata decisione del 2 marzo 2010 [73] accoglie le istanze di incostituzionalità della Telekommunikationgesetz, in particolare gli §§113a e 113b, sulla conservazione dei dati, che recepiscono le norme comunitarie e, di riflesso, pone in discussione la stessa normativa comunitaria [74]. I giudici di Karlsruhe affermano che così come impostata la TKG viola l'art. 10.1 GG, il quale afferma che la riservatezza della corrispondenza, delle comunicazioni telefoniche e postali è inviolabile.

Seppure i dati conservati non ineriscano al contenuto delle conversazioni, è possibile giungere alla rete di rapporti tra le persone attraverso la mappatura delle medesime e ciò consente di insinuarsi nella sfera privata delle persone, ricostruire il loro profilo, tracciare i loro movimenti [75]. Inoltre, questa raccolta collettiva è organizzata senza uno scopo preciso, presumendo una pericolosità dei soggetti ad essa sottoposti che in realtà non è dimostrata.

Non va trascurato che la raccolta di tali dati non è effettuata direttamente dallo stato, ma da soggetti privati terzi fornitori del servizio di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one: tale circostanza impedirebbe tuttavia la fruizione dei dati in modalità aggregata da parte delle autorità pubbiche.

La raccolta dei dati come è organizzata dalla TKG non è giustificata neanche il profilo del principio di proporzionalità, in quanto essa prevede la suddetta raccolta nei confronti di tutti gli utenti delle telecomunicazioni senza dimostrazione che essa sia fondata su specifici ovvero seri fatti rilevanti sotto il profilo penale. I requisiti che giustificherebbero una tale raccolta nei confronti di una persona sarebbero dovuti da prove concrete che dimostrino la messa in pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà di una persona ovvero del pericolo di un attentato contro l'esistenza o la sicurezza del governo federale o statale.

Secondo i giudici tedeschi, il legislatore comunitario lascia ampio margine di regolamentazione della materia da parte degli Stati nazionali ed in questo ambito il legislatore federale ha predisposto un impianto normativo troppo vago e senza garanzie.

Tale decisione riprende i concetti già enucleati nella citata sentenza del BVerfG del 27 marzo 2008. Si attendo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...li sviluppi politici e legislativi dopo la forte censura del BVerfG alla legge di implementazione della Direttiva 2006/24/CE.

Il gruppo di lavoro dei Garanti europei della privacy ha affermato la validità dell'impianto normativo stabilito tanto dalla Direttiva 95/46/CE quanto dalla Direttiva 2002/58/CE, invocando tuttavia un coordinamento con le innovazioni apportate dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Tra queste, come è noto, va ricordata l'attribuzione di forza giuridica vincolante alla Carta europea dei diritti fondamentali che all'art. 8 riconosce quale diritto fondamentale la tutela della riservatezza dei dati personali.

In questo senso occorrerebbe la previsione di strumenti effettivi di tutela a favore dei cittadini, anche attraverso innovazioni di natura processuale quali l'introduzione di class action o favorendo il ricorso di sistemi alternativi di risoluzione delle controversie. Altresì viene caldeggiata l'introduzione di un [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>obbligo giuridico a carico di chi tratta di dati personali di dimostrare di aver adottato tutte le misure previste dalla legge affinché la protezione dei dati diventi un elemento portante attorno al quale costituire l' organizzazione interna favorendo un approccio comunemente definito di "privacy by design" [76].

 
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