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Internet e la libertà di manifestazione del pensiero


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titolo:I DIRITTI FONDAMENTALI SU INTERNET
anno:2017
pagine: 161 in formato A4, equivalenti a 274 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 30,00

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Ricercatore in diritto privato comparato presso l’Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza

Introduzione: come cambia l'espressione di sé, della cultura, della politica

La libertà di manifestazione del pensiero è intimamente connessa con l'espressione della personalità dell'individuo perché consente a costui di esternare sé stesso e le proprie convinzioni sia nel circolo primario delle proprie relazioni, come la famiglia o il proprio ambiente lavorativo, sia in spazi più vasti, come la partecipazione al mondo sociale, culturale e politico.

Attraverso l'uso prima di Internet, con mail e forum, poi dei social network, come blog, Myspace, Facebook, Twitter, Flickr, la libertà di manifestazione del pensiero ha assunto una valenza sconosciuta in precedenza, ovvero la consapevolezza che qualunque tipo di messaggio potesse vivere di vita propria indipendentemente dalla fonte che lo ha generato.

Vi è stato un ribaltamento del ruolo degli utenti, da passivo quali fruitori di contenuti professionalmente prodotti da altri, come scrittori, autori, registi, giornalisti e così via; ad attivo dove chiunque può diventare autore ovvero... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ....

Il passo successivo è rappresentato proprio dall'esplosione del social network che ha applicato a tale esplosione di contributi creativi, il legame sociale insito nei rapporti instaurati attraverso i social network.

Dette reti di comunicazione sociale mettono tutti sullo stesso piano, sia in partenza nella produzione e diffusione di contenuti, sia alla destinazione dell'elaborato finale, ovvero la rete dei contatti stabiliti tra gli utenti. Attraverso i social network gli utenti rivelano agli altri i loro gusti con il semplice uso l'uso dei pulsanti "I like it" o "mi piace", le loro relazioni sociali, le loro attività, trasformando la loro personalità reale nella personalità virtuale che, una volta assurta in Internet, vive di vita propria.

Questa mutazione influenza la libertà di pensiero sia direttamente, quando è relativa a manifestazioni di opinioni in senso stretto, sia indirettamente attraverso la registrazione e divulgazione senza limiti spaziotemporali di comportamenti e scelte.

Tali scelte diventano di grande rilevanza giuridica quando rivelano anche la rivelazione dell'orientamento politico dell'utente.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...network più diffuso ad oggi nel mondo, Facebook, è diventato un potente strumento nelle campagne elettorali in molti Paesi [1], a partire dagli Stati Uniti per arrivare in Italia.

L'elemento innovativo di piattaforme partecipative sulla scena politica, come ad esempio i meetup saliti alla cronaca con il blog di Beppe Grillo ovvero il medesimo Facebook, è che consente una conversazione tra pari [2] in grado di alimentare un dibattito inter absentes che si può sviluppare senza soluzione di continuità, consentendo a chi interviene di diventare un importante punto di riferimento, di rendersi protagonista.

Dottrina e giurisprudenza statunitensi hanno evidenziato le strette relazioni tra la partecipazione politica online, la libertà di manifestazione del pensiero e le libertà protette dal First Amendment, in quanto una delle implicazioni della libertà di manifestazione del pensiero &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...evolezza sociale dell'individuo, poiché «Speech acts and the relationships they create change the people who are involved.» [3]

Negli Stati Uniti questo orientamento impostato dalla Corte Suprema ha consentito di valorizzare la strumentalità di Internet nei confronti della libertà di manifestazione di pensiero che, costantemente, va tutelata nei confronti dei poteri pubblici [4].

Autorevole dottrina [5] afferma che tale impostazione è stata di riferimento anche per la giurisprudenza della Corte di Cassazione italiana [6], secondo la quale «cosa certa è, comunque, che, essendo ormai internet un (potente) mezzo di diffusione di notizie, immagini e idee (almeno quanto la stampa, la radio e la televisione), anche -evidentemente- attraverso di esso si estrinseca quel diritto di esprimere le proprie opinioni, diritto che costituisce uno dei cardini di una democrazia matura e che, per tale ragione, figura in posizione centrale nella vigente Carta costituzionale.

I diritti di cronaca e di critica, in altre parole, discendono d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... -e senza bisogno di mediazione alcuna- dall'art 21 della Costituzione e non sono riservati solo ai giornalisti o a chi fa informazione professionalmente, ma fanno riferimento all'individuo uti civis.

Chiunque, per tanto, e con qualsiasi mezzo (scil. anche tramite internet), può riferire fatti e manifestare opinioni e chiunque -nei limiti dell'esercizio di tale diritto (limiti, da anni, messi a punto dalla giurisprudenza)- può "produrre" critica e cronaca».



Divulgazione della cultura e potere diffuso

Come già ricordato la struttura della Rete si fonda sul principio E2E, che ha consentito ad Internet di travolgere i canali ufficiali di diffusione della conoscenza, tradizionalmente sottoposti al controllo e alla revisione di esperti della materia e dando l'illusione a chiunque di poter considerare la propria cultura, anche non avvalorata da titoli o riconoscimenti, quale valore di riferimento.

Chiunque, non solo il "[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...;">Quarto Potere", può contribuire a orientare l'opinione pubblica.

In questo ambito è comunque necessario distinguere la legittima diffusione di opinioni dei singoli utenti espresse nell'esercizio della libertà di manifestazione del pensiero dalle fattispecie costituenti reato ovvero platealmente false.

Questa opera si pone in un contesto molto delicato, al limite della censura delle opinioni contrarie al pensiero dominante. Per esempio, i casi più eclatanti di fattispecie costituenti reato riguardano la diffusione del c.d. "hate speech" [7]. Questo tipo di fattispecie principalmente concerne la diffusione di messaggi di odio contro un certo soggetto o una categoria di soggetti, può avere diverse sfaccettature ma concerne principalmente la divulgazione idee come il revisionismo ovvero il negazionismo dell'Olocausto (tanto quello ebraico quanto quello armeno).

Altre esempi relativi alla libertà di manif... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el pensiero e integrazione e suoi possibili limiti integrano le apologie di reato, un certo tipo di proselitismo religioso, nonché teorie di natura pseudo scientifica relativamente alla trasmissione ovvero esistenza di malattie, catene di Sant'Antonio di vario genere e così via.

Il rapporto tra la divulgazione della cultura e Internet è tipico delle società a potere diffuso, quale Internet al momento è: ciò lo si può constatare proprio nel modo di diffusione della cultura. Non esiste un potere centralizzato che controlli la pubblicazione dei materiali.

Nonostante ciò, alcuni modelli che hanno contribuito alla diffusione orizzontale della cultura stanno mutando orientamento. Tra questi il principale è Wikipedia, l'enciclopedia più nota e consultata al mondo. L'idea vincente di Wikipedia riguarda la possibilità che qualunque utente possa intervenire nella produzione delle voci, tuttavia questa peculiarità provoca i maggiori problemi di affidabilità. Sulla base di questa innovazione, Wikip... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...denziato i vantaggi della conoscenza condivisa e gratuita mettendo in crisi le grandi enciclopedie tradizionali quali l'inglese Britannica, la tedesca Brockhaus Enzyklopaedie o la stessa Treccani le quali hanno dovuto modificare i loro modello divulgativo, consentendo la consultazione gratuita dei contenuti, pena la loro sparizione [8].

La tendenza che si sta affermando è quella di sottoporre a maggiore attenzione il profilo di chi scrive le voci o sottopone gli aggiornamenti, come nel caso della voce di Scientology su Wikipedia, dove sono stati bloccati gli aggiornamenti inviati dai membri della setta (identificabili attraverso l'IP) perché accusati di pubblicare contributi non oggettivi. Infatti nella decisione finale dell'organo di arbitrato si legge una diversa sfumatura delle intenzioni divulgative dell'enciclopedia condivisa: «The purpose of Wikipedia is to create a high-quality, free-content encyclopedia in an atmosphere of camaraderie and mutual respect among contributors» «Use of the encyclopedia to advance personal agendas - such as advocacy or propaganda and philosophical, ideological or religious ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...r to publish or promote original research is prohibited.» [9]

Oltre ai dubbi che possono sorgere sulla stesura dei contenuti, è possibile fare le medesime considerazioni sui recensori dei medesimi spesso identificati solo attraverso uno pseudonimo, senza alcuna certezza sulla validità delle loro qualifiche scientifiche, e senza l'incentivo alla tutela della propria reputazione scientifica e del proprio prestigio che l'utilizzo dell'identità genuina da parte dell'autore comporterebbe.

Tuttavia, il tentativo di Wikipedia di mediare tra potere diffuso (attraverso la collaborazione di chiunque nella redazione delle voci) e potere centralizzato (attraverso la stesura di regole di condotta e di strutture di enforcement delle medesime) rende l'enciclopedia un interessante laboratorio di sviluppo per la Rete, soprattutto per la modalità di realizzazione dei questo obiettivo, ovvero una procedura di archiviazione e consultazione di ogni passaggio decisionale e di ciascun contributo a esso diretto.

In passato Wikipedia è stata al centro di altri casi eclatanti, come l'oscuramento che ha subito ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... su decisione dell'Amtsgericht Charlottenburg per aver pubblicato notizie diffamatorie non controllate [10]. Invece in Francia, la giurisprudenza ha riconosciuto l'esonero della responsabilità di Wikipedia poiché i suoi curatori avevano immediatamente cancellato i materiali illeciti pubblicati [11].

Su questo punto occorre distinguere tra la necessità di prevenire ovvero correggere la diffusione di falsi storici dalla censura di opinioni contrarie alla corrente mainstream. Si tratta di un punto importante per la natura della Rete intesa come società a potere diffuso. Tra i molti esempi che si potrebbero elencare si citano:

  • la pubblicazione di siti web e la divulgazione di materiali inneggianti al negazionismo (dell'Olocausto ebraico, armeno e di altre popolazioni): si tratta di un falso, nella maggioranza degli ordinamenti sanzionato anche penalmente [12];

  • la diffusione di teorie a-scientifiche (del tipo creazionista o comunque di natura religiosa) ovvero diffusione di opinioni pseudo-scientifiche influenzate da pesanti conflitti di interessi, come nei casi di pubblicità farmaceutiche o di industrie ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...logie. Uno degli casi più eclatanti riportati dalla cronaca coinvolgeva una nota multinazionale, la Monsanto, produttrice di sementi di mais transgenico che, secondo una ricerca, erano accusate di essere nocive per una specie di lepidottero, la farfalla monarca. La ricerca in oggetto era stata pubblicata sulla versione cartacea della rivista Nature. Tuttavia la reazione e le critiche (disinteressate?) dei lettori (neutrali?) furono così forti che Nature ha cancellato l'articolo dalla versione online del suo archivio, creando un pericoloso precedente di post-review [13].

  • L'invio di mail contenenti Catene di Sant'Antonio: si tratta di prassi ben antecedenti all'avvento di Internet, ma che si sono adattate perfettamente alla tecnologia informatica. Esse sono spesso veicolo di spam o di bufale, come ad esempio, la notizia falsa del bambino emofiliaco, che ha quali effetti l'intralcio organizzativo degli ospedali quando all'uopo funzionano centrali trasfusionali.

  • Sotto un profilo storico [14] si ricordano sia ricostruzione di certi avvenimenti storici, come nel caso della lotta politica a banda armata degli Anni '70, riletta a seconda della fede politica e perciò inaffidabile, sia la diffusione di falsi palesi c... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...usione del testamento di Mussolini, oppure nel caso, molto discusso, delle teorie complottistiche sugli attentati alle Twin Towers di New York nel 2001 [15].
  • La propaganda religiosa. Sul punto occorre considerare l'intervento di altri fattori dovuti alla cultura propria di una certa parte della popolazione mondiale [16]. Esempio ne sia lo scandalo delle caricature di Maometto, che ha incendiato il mondo musulmano, pubblicate da un giornale danese, divulgate poi in tutto il mondo proprio dalla Rete [17]. Le posizioni sul punto appaiono inconciliabili: per gli occidentali la pubblicazione delle vignette, seppure offensive, avveniva nell'esercizio del diritto di libera manifestazione del pensiero e della stampa; mentre per i musulmani le medesime rappresentavano una gravissima offesa al loro credo in quanto rappresentazioni irridenti la loro religione nonché violatrici del precetto islamico che impedisce la rappresentazione del Profeta. Al pari distorsiva della realtà è la divulgazione di teorie pseudoscientifiche creazioniste o relative all'intelligent design. Per valutare l'estensione del fenomeno è sufficiente digitare su Google Search tale locuzione e si ottengono oltre venti milioni di risultati! [18]

... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...concerne la realizzazione di apologie di reato attraverso Internet (ma il discorso si deve allargare anche alla repressione delle condotte penali realizzate in Rete) si pongono delicate questioni di orientamento dell'opinione pubblica attraverso la realizzazione di comportamenti diffamatori o distorsivi della realtà.

Quale esempio tra i molti si ricorda la policy di Facebook, contestata da più parti, la quale censura le foto di donne che allattano (al fine di contrastare la pornografia sul social network) [19], ma non i gruppi inneggianti a famosi mafiosi, in nome del Primo Emendamento [20].



Libertà di manifestazione di pensiero e blogging

Il "bloggare" (traduzione italiana del termine "blogging") consiste nell'atto di scrivere un blog, ovvero un diario on line o un giornale telematico ordinato cronologicamente.

Si tratta di un sito Internet generalmente ospitato su di una piattaforma, contenente diversi argomenti e aggiornato con relati... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tà da uno o più autori o curatori. Nel blog possono venire pubblicati file di testo e multimediali come foto, video, file audio, presentazioni: esso lascia spazio alla fantasia del suo autore.

Il blog si caratterizza per la facilità tecnica del suo utilizzo: anche una persona non esperta del linguaggio di programmazione può agevolmente curare un proprio spazio in Rete. I blog possono fornire collegamenti ad altri blog e la possibilità di commentare il post, cioè l'opinione che l'autore ha pubblicato sul suo diario, anche rimanendo anonimi o utilizzando uno pseudonimo. I problemi giuridici che possono sorgere relativamente all'attività del blogger riguardano innanzitutto:


  • la possibile equiparazione del blogger al giornalista, specialmente in merito al diritto di riservatezza sulle fonti;

  • la tutela della libertà di manifestazione del pensiero da in relazione a cause pretestuose radicate esclusivamente per far sorgere [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..._internet_le_fonti" target="_blank">il timore dell'azione legale e delle sue conseguenze, quali il costo materiale e psicologico del processo, senza la copertura, anche forense di un grande editore, che al blogger manca, essendo la sua attività libera e generalmente volontaria e svolta a titolo gratuito;

  • la libertà di critica politica, corollario specifico del punto precedente;

  • il diritto all'anonimato

  • la neutralità e quindi l'irresponsabilità del provider.


Per quanto concerne l'equiparazione del blogger alla figura professionale del giornalista, in diritto comparato si sono avute alcune decisioni interessanti, specialmente nell'area del common law americano.

La giurisprudenza statunitense ha riconosciuto al blogger il diritto a mantenere confidenziali le proprie fonti in virtù del Journalist's priviledge, garantito ai giornalisti statunitensi dal First Amendment della Costituzione USA.

Questa importante garanzia della libertà di espressione estesa anche ai gio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n professionisti è stata fissata con la storica decisione Apple v. Doe. In questo caso la nota casa produttrice di computer aveva citato in giudizio alcuni anonimi blogger (che si supponeva essere dipendenti dell'azienda) per la diffusione attraverso dei blog di alcune anticipazioni sulle sue future politiche industriali e sui prodotti in progettazione.

La questione riguardava se la divulgazione di un segreto industriale in nome della libertà di stampa e di comunicazione possa configurare un interesse meritevole di tutela, ovvero se dovesse prevalere l'interesse del produttore alla non divulgazione delle strategie di produzione ed investimento.

Nel caso Apple v. Doe la determinazione della figura del giornalista si concentrava sulla sussistenza del presupposto soggettivo relativo al rapporto di lavoro ovvero di collaborazione esistente tra un giornale, una pubblicazione periodica o una trasmissione radiotelevisiva ed un suo collaboratore. A seconda della risposta è possibile considerare un blog, per quanto concerne il sistema giuridico statunitense, alla stregua di un giornale, una pubblicazione periodica o di una trasmissione televisiva.

La Santa Clar... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...urt, giudice di primo grado, affermò che la diffusione del segreto industriale riguardante i progetti in corso di sviluppo presso la Apple non è una notizia di interesse pubblico, in quanto consiste in una attività illegale di rivelazione del segreto industriale, e come tale non meritevole di tutela ai sensi del First Amendment e del Code of Evidence of California; mentre in appello la decisione venne ribaltata.

La Court of Appeal of the State of California pose il problema sul piano della libertà di circolazione delle notizie che abbiano un fondamento di verità senza che possa venire esaminata la legalità ovvero illegalità della modalità della loro diffusione. Nel bilanciamento degli interessi tra la protezione del segreto industriale e l'interesse alla libertà di espressione e di stampa, la Court of Appeal privilegiò la forte protezione per la libera circolazione delle notizie rispetto al differente strumento di diffusione utilizzato estendendo di fatto il journalist's privilege anche ai curatori di blog.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n si può pensare di poter adottare un test che suddivIda le notizie in "legittime" o "illegittime".

Ogni tentativo delle corti di disegnare una distinzione può incidere (negativamente) sui diritti garantiti dal First Amendment, il quale deve restare il migliore e il più importante parametro di valutazione delle idee, invece di formule sociologiche o economiche, progesso governativo o competizione sul mercato [21].

La decisione di secondo grado Apple v. Doe venne discussa dalla dottrina perché non risolve compiutamente la questione sui doveri minimi di correttezza che anche il giornalismo c.d. "diffuso", o citizen journalism deve conoscere e rispettare.

Interessante è la connessione tra libertà di manifestazione del pensiero e diritto all'anonimato difeso nella giurisprudenza statale statunitense, anche senza esplicito riferimento al Primo Emendamento. Ad esempio, in un caso di diffamazione commesso da un blogger perpetrata attraverso la piattaforma di blogging di Google "Blogger", la Corte Suprema del Texas [22] ha rigettato l'istanza di svelare a chi fossero riconducibil... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...me="internet_protocol">Internet Protocol collegati ai commenti incriminati.

La Corte ha motivato che nel caso di specie la decisione del processo non sarebbe stata posta in pericolo dalla mancata rivelazione delle identità da un lato, mentre dall'altro ha sostenuto che i costi per le indagini sarebbero risultati più esosi dei benefici ottenuti da questo tipo di rivelazione.

La dottrina ha criticato il mancato riferimento alla protezione garantita all'anonimato dal First Amendment della Costituzione degli Stati Uniti.



La giurisprudenza italiana in materia di blogging

Per quanto concerne il diritto domestico, la giurisprudenza è ancora scarsa, tuttavia si segnala un contenzioso relativo alla pubblicazione di alcuni commenti, presuntamente diffamatori, su un blog di politica locale, specificamente valdostana.

La questione al momento si è svolta nei due gradi di merito. In primo grado, il giudice unico di Aosta, ha ritenuto integrata la diffamazione compiuta attraverso Internet, equiparando il blogger al diret... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... pubblicazione a mezzo stampa.

Nello specifico, il giudice aostano afferma che: "il gestore di un blog ha una posizione identica a quella di un direttore di testata giornalistica. Il medesimo ha infatti il totale controllo di quanto viene postato e, per l'effetto, allo stesso modo di un direttore di giornale, ha il dovere di eliminare gli scritti offensivi. Egli risponderebbe pertanto ex art. 596 bis c.p" [23].

I commentatori di questa decisione unanimemente hanno rigettato tale impostazione. In primis, si evidenzia come lo stesso giudice disponga per l'operatività della disposizione ex art. 596 c.p. senza averne preliminarmente indicato il contenuto di fatto e, circostanza ancora più importante, senza aver precedentemente chiarito per quale ragione il blogger si trovi in una posizione di responsabilità giuridica identica a quella del direttore responsabile di un giornale e quali siano gli argomenti dai quali dedurre l'equiparazione blog - mezzo della stampa [24].

Tale omissione vizia il ragionamento già nel momento della sua formazione perché il giudicante parla di "blog" tralasciando di rilevare un dato essenziale sotto il profilo penalistico, ovvero che non tutti i blog... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o allo stesso modo e che molto raramente il gestore è posto nella condizione di verificare il contenuto degli scritti inseriti.

Anche se si prescinde da tali valutazioni, si distingue l'inesattezza del richiamo all'art. 596 bis e ciò indipendentemente dalla possibile configurazione di una responsabilità del blogger quale direttore.

Ad impedire che il blog sia considerabile sul piano giuridico quale mezzo di stampa è il diritto positivo, ricavabile dal dato normativo dell'art. 1 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, che esplicitamente individua la stampa in questi termini: «Sono considerate stampe o stampati, ai fini di questa legge, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione». In obbedienza al principio di tassatività, cardine del diritto penale, ne deriva che il sito Internet non rientra nell'ambito della definizione legislativa, non essendo certamente sottoposto n&eacut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...stema meccanico né ad un sistema fisico chimico [25], e tenendo presente che nei blog il momento della stampa è puramente eventuale e legato non alla volontà di chi ne ha predisposto il messaggio, ma di colui che lo ha ricevuto. In tale ultimo caso, la dottrina afferma che si potrebbe ravvisare la responsabilità del soggetto che decida di stampare il testo diffamatorio presente sul blog, ipotesi per la quale potrebbe integrarsi la responsabilità quale stampatore contemplata dall'art. 57 bis c.p [26].

La giurisprudenza di merito ha costantemente applicato l'art. 595 comma 3 alla diffamazione on line, considerando il mezzo telematico quale "mezzo di pubblicità" e mai quale "mezzo stampa"; mentre ha scartato l'applicabilità delle aggravanti previste dalla legge sulla stampa alle ipotesi di diffamazione on line ribadendo la netta distinzione del sito internet rispetto agli altri mezzi di comunicazione [27].

Infine, nell'escludere la possibilità di configurare una respo... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; del blogger per scritti inseriti da terzi, si ricorda la circostanza di fatto secondo cui il blogger, generalmente, non è in grado di intervenire preventivamente sui contenuti che stanno per essere pubblicati online, a differenza del direttore responsabile che può rileggere le bozze del giornale, prima che questo prenda la via delle rotative [28].

La decisione d'appello rigetta tale impostazione affermando che un blog, come i forum e altri siti web simili, aventi un carattere volontaristico di libera espressione di pensiero e dove non si esercita una libera informazione a livello professionale «non hanno un obbligo giuridico di munirsi di un direttore responsabile (poiché) rappresentano uno strumento di comunicazione ove chiunque può esprimere le proprie opinioni su svariati argomenti e che non prevedono un (in quanto non imposto da alcuna norma) controllo degli scritti immessi da chiunque ad esso acceda; quindi non possono ritenersi prodotti editoriali».

Il giudice d'appello torinese esclude quindi che vi sia «coincidenza (anziché mera analogia) tra il gestore del blog e i soggetti di cui all'art. 57 c.p.», né vi &eg... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ico del gestore del blog un obbligo giuridico «di impedire che taluno inserisca un commento diffamatorio, né di far si che i commenti possano essere postati soltanto previo un proprio controllo sul contenuto degli stessi» [29].

D'altro canto i giudici torinesi non ritengono che il suddetto obbligo anche se non consacrato in una specifica norma scaturisca dall'esercizio di un'attività pericolosa, perché «tale non può essere definita quella del gestore d'un blog». La messa a disposizione da parte del blogger «di uno spazio virtuale in cui inserire commenti od esprimere opinioni, non può essere in se stessa considerata attività pericolosa.

Tale attività (come quella dei providers: cfr D. Lgs. 9/4/03 n. 270), ha, in sostanza, un carattere neutro. Parimenti, non è dato di ravvisare in capo al gestore d'un blog un "obbligo giuridico" di cancellare un commento diffamatorio ormai immesso nel sito; il fatto che, come nella specie, egli abbia la possibilità di cancellare (a reato di diffamazione ormai perfezionato) non equivale ad obbligo giuridico di cancellare»... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...>
La giurisprudenza di legittimità ha confermato questa impostazione negando l'estensione alla Rete della disciplina prevista in materia di stampa, "poiché occorrono due condizioni che certamente il nuovo medium non realizza:

  • che vi sia una riproduzione tipografica (prius);

  • che il prodotto di tale attività (quella tipografica) sia destinato alla pubblicazione e quindi debba essere effettivamente distribuito tra il pubblico (posterius).


Il fatto che il messaggio internet (e dunque anche la pagina del giornale telematico) si possa stampare non appare circostanza determinante, in ragione della mera eventualità, sia oggettiva, che soggettiva.

Sotto il primo aspetto, si osserva che non tutti i messaggi trasmessi via internet sono "stampabili": si pensi ai video, magari corredati di audio; sotto il secondo, basta riflettere sulla circostanza che, in realtà, è il destinatario colui che, selettivamente ed eventualmente, decide di riprodurre a stampa la "schermata"" [31].

Tuttavia, è in corso un dibattito giurisprudenziale sulla configura... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; del sequestro preventivo in materia di stampa. Da un lato l'orientamento più recente dei giudici di legittimità afferma che sia «ammissibile il sequestro preventivo di cui all'art. 1 del r.d.lg. n. 561/46 di articoli pubblicati su internet (nella specie, su un blog) allorché la sua imposizione sia giustificata da effettiva necessità e da adeguate ragioni, il che si traduce, in concreto, in una valutazione della possibile riconducibilità del fatto all'area del penalmente rilevante e delle esigenze impeditive tanto serie quanto è vasta l'area della tolleranza costituzionalmente imposta per la libertà di parola [32]».

Dall'altro lato la giurisprudenza di merito con decisioni appena anteriori e più condivisibili ha affermato che «(L)a disciplina sulla stampa e le garanzie di cui all'art. 21 della Costituzione, tra cui il divieto di sequestro, sono applicabili alle pubblicazioni diffuse tramite supporti informatici ed in particolare su siti internet ove si tratti di ipotesi, da valutarsi caso per caso, in cui le prescrizioni della legge sulla stampa siano state pienamente ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...specie per quanto riguarda l'indicazione di direttore responsabile e la registrazione: condizione non riscontrabile nella mera indicazione di un curatore "responsabile" rinvenibile in un blog, in quanto non soggetta ad alcuna verifica e suscettibile di essere disconosciuta in qualsiasi momento dall'interessato» [33].

Tale decisione, confermata in sede d'appello, è gravemente viziata sotto il profilo sostanziale perché viola il divieto di analogia in malam partem, nonostante il giudicante tenti di rassicurare sugli effetti del suo dispositivo affermando che «il provvedimento di registrazione consiste in un mero controllo di legittimità della regolarità formale dei documenti prodotti e della rispondenza del loro contenuto alle disposizioni di legge.

La registrazione di un periodico, quindi, non costituisce un limite preventivo alla libertà di stampa, essendo esclusa nell'emissione del suddetto provvedimento ogni valutazione discrezionale circa l'opportunità di consentire o meno la pubblicazione [34]».

Secondo il giudicante «la finalità della registrazione è unicamente quella di garantire la repressione degli abusi e di individuare i soggetti resp... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... eventuali illeciti commessi a mezzo stampa. Essa rappresenta soltanto una condizione di legittimità della pubblicazione, la cui mancanza dà luogo al reato di stampa clandestina [35]», ma come reiteratamente affermato il blog non è assimilabile né concettualmente, ne giuridicamente, alla stampa.



Internet e i giornali

Il cambiamento di paradigma preconizzato da Thomas Kuhn in materia di rivoluzioni scientifiche si vede pienamente realizzato nel rapporto tra Internet e la carta stampata, sia sotto il profilo editoriale inteso come pubblicazione di testi letterari, sia sotto quello strettamente relativo alla pubblicazione dei giornali.

Come più volte ricordato, la "svolta social" della Rete pone al centro l'utente quale produttore e non solo più consumatore di contenuti, dando vita alla svolta. Quali ripercussioni ha ciò sul mondo della carta stampata come lo conosciamo dai tempi del torchio a caratteri mobili di Guttenberg?

I riflessi più importanti concernono soprattutto il fatto che ad essere messo in crisi è il... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ttp://www.exeo.it/articoli/diritto_patrimoniale_autore_internet_esperienza_italiana_europea_contenziosi_falletti" target="_blank">modello economico dell'editore tradizionale, in quanto è diffusa in Rete la convinzione dei suoi fruitori che tutto debba essere gratis e quindi in modo difficilmente remunerabile sotto il profilo economico [36], argomento che, seppur molto attraente, esula dal tema principale di questo testo.

Dopo aver analizzato le questioni in materia di blogging ed equiparazione tra blog e stampa, in merito al rapporto Internet e la libertà di stampa rimangono da elaborare due questione giuridiche rilevanti:

  • il tema della diffamazione relativa a materiali già diffusi attraverso i giornali e riprodotti online;

  • la divulgazione gratuita di rassegne stampa di quotidiani diffuse a pagamento.


Per quanto concerne il primo punto si ribadisce anche per i portali di informazione su Internet, generalmente gestiti da editori di testate cartacee, vige il principio di non responsabilità per commenti ovvero materiali pubblicati da terzi, mentre il gestore ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... è direttamente responsabile quando i materiali pubblicati sono riconducibili a giornalisti ovvero operatori afferenti alla struttura telematica.

Questo orientamento è diffuso in diritto comparato, infatti si segnala una recente giurisprudenza spagnola, proveniente dal Tribunal Supremo [37], di condanna del portale web Alasbarricadas.org per violazione dell'onore e per diffamazione di un artista. Il risarcimento, già statuito dall'Audiencia Provincial di Madrid, ammonta a 6000 Euro.

La condanna si fonda sull'interpretazione della legge spagnola di implementazione della Direttiva 31/2001/CE in materia di commercio elettronico «Ley de Servicios de la Sociedad de la Información y de Comercio Electrónico (LSSI)», secondo cui «i prestatori di servizi di hosting di dati sono responsabili delle informazioni ospitate qualora siano a conoscenza della lesione dei diritti di un terzo. Si possono esimere da ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onsabilità solo se con diligenza ritirino le espressioni diffamatorie o ne rendano impossibile l'accesso». Questa decisione ha provocato un vivace dibattito in Spagna.

Al contrario una recensione negativa e molto critica di un testo accademico pubblicata su una rivista giuridica elettronica non costituisce diffamazione. Il caso [38] che ha dato origine al contenzioso ha sollevato grande scalpore nel mondo della ricerca scientifica.

Una docente universitaria franco-israeliana pubblicò un testo giuridico in lingua inglese, oggetto di una recensione alquanto dura scritta da un professore tedesco su una rivista online in lingua inglese. La professoressa si lamentò con l'Editor in Chief della rivista affermando che la recensione era diffamatoria verso il suo lavoro e chiedendone la rimozione.

L'editor, professore francese docente di una università americana, rifiutò, accordando però alla professoressa il diritto di replica. Per tutta risposta costei citò editor e recensore per diffamazione davanti ai giudici francesi. I giudici aditi hanno dato torto alla professoressa a causa della loro carenza di giurisdizione sulla materia del contendere e condannando la ricorrente al risarcimento... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...‚¬ per abuso del processo per il suo "forum shopping" e hanno osservato che le critiche al suo lavoro non erano né diffamatorie né eccedevano i limiti del diritto di critica, perciò non violavano la sua onorabilità.

Qualora fossero pubblicati materiali diffamatori, la giurisprudenza francese ha affermato che è compito del giudice, e non del provider, ordinare di cancellare affermazioni diffamatorie [39].

In merito alla protezione del copyright dei link alle rassegne stampa, la giurisprudenza fornisce dei segnali contraddittori.

Da un lato i giudici inglesi [40] affermano che i contenuti delle rassegna stampa predisposti dall'attrice (la Newspaper Lincensing Agency è un'associazione tra i più importanti editori di giornali inglesi) sono protetti da copyright. I giudici inglesi hanno affermato che i diritti dell'attrice vengono violati ogni volta che i contenuti protetti siano intercettati dai motori di ricerca della convenuta e linkati in proprie rassegne stampa spedite via mail a pagamento ai suoi clienti.

Il caso sta suscitando un vivace dibattito o... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e ad oggetto gli aspetti tecnologici della questione, in particolare sul ruolo tecnico e sulla funzione degli aggregatori di notizie predisposti dalla convenuta.

Anche i giudici belgi [41] si muovono sulla stessa lunghezza d'onda dei colleghi d'Oltremanica, infatti la Corte d'appello di Bruxelles ha confermato la condanna di primo grado di Google News per violazione di copyright da parte dell'aggregatore di notizie. Anche se l'astreinte di un milione di euro per ogni giorno di inottemperanza all'ordine di rimozione è stata ridotta a 25 mila euro, è importante il principio stabilito dai giudici belgi, cioè che Google News è una «riproduzione servile della parte significativa degli articoli trattati».

Inoltre, Google è stato condannato perché il suo aggregatore consente all'internauta di fruire delle notizie anche senza consultare il sito dell'editore dell'articolo, poiché trova riassunto nel titolo e nelle prime frasi le parti più significative della notizia linkata.

Dall'altro lato la giurisprudenza australiana [42] si muove nella direzione opposta, sotto un rilevante profilo sostanziale cioè sulla valutazione di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...agrave; e valore letterario dei titoli dei giornali. Infatti i giudici supremi australiani hanno stabilito che il titolo e il sommario di un articolo, nonché la loro combinazione, non possono considerarsi elaborazioni letterarie originali e quindi non sono soggetti alla protezione del diritto d'autore.



Internet e la digitalizzazione dei libri

Per quanto concerne invece l'editoria tradizionale che pubblica libri e riviste da un lato si segnala la diffusione di contenuti in formato elettronico in e-books, con il rischio tuttavia di instaurare il fenomeno della condivisione dei suddetti testi in formato digitale attraverso il file-sharing [43] riproponendo le tematiche già affrontate per lo scambio di file musicali e cinematografici.

Uno dei problemi di natura giuridica più dibattuti è legato all'iniziativa di un grande operatore della Rete più volte ricordato, come Google, che digitalizza e mette a disposizione online i patrimoni librari di molte importanti biblioteche [44]. Questo progetto [45], na... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...gle Print, poi diventato Google Books Search ed attualmente Google Books, procede alla scannerizzazione di testi librari sia ancora protetti dal diritto d'autore sia liberi.

Questa iniziativa ha provocato contenziosi in merito al copyright infringement sia negli Stati Uniti sia in Europa, specificamente in Francia, sottovalutando però la portata innovativa e di condivisione della conoscenza ad essa sottesa.

Per quanto concerne la lawsuit depositata presso la U.S. District Court for the Southern District of New York, essa consta sia di una class action contro Google portata avanti dalla Author's Guild [46] sia di una azione intentata da alcuni editori [47].

La difesa di Google nei confronti dell'attività di scannerizzazione dei testi da diffondere attraverso Google Books invocava l'eccezione del Fair Use. Entrambe le lawsuits sono sospese per dare modo alle parti di giungere ad un accordo (il Authors, Publishers, and Google Reach Landmark Settlement) la cui ratifica è stata rigettata dal giudice distrettuale [48], perché da un lato viola la [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...;">normativa antitrust in quanto Google assume in questo ambito una posizione dominante ingiustificata e dall'altro non prevede la possibilità a favore di autori ed editori di esercitare il diritto di opt – out dal progetto.

La digitalizzazione non autorizzata dei libri da parte di Google ha interessato anche la Francia, dove alcuni editori e la Société des gens des lettre de France hanno reagito con una causa per violazione del diritto d'autore. Se gli autori accusavano Google di parassitismo [49], Google invocava l'applicabilità della norma americana sul Fair Use in considerazione del fatto che i testi sarebbero stati digitalizzati negli Stati Uniti.

Il tribunale parigino rigettò codesta ricostruzione, non solo perché i materiali francesi erano accessibili su siti con l'estensione del Top Level Domain indicativo della Francia (www.books.google.fr), ma perché la società convenuta ha tuttora una sede anche in Francia. Sulla violazione del diritto d'autore, i giudici francesi stabilirono che per effettuare una siffatta digitalizzazione Google avrebbe dovuto ottenere l'autorizzazione formale dei titolari d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...

In Italia al momento è stato concluso un innovativo accordo per la catalogazione e successiva digitalizzazione di circa un milione di libri non più protetti dal diritto d'autore, in prevalenza antichi, conservati nelle biblioteche di Roma e Firenze [50].



Wikileaks, censura e libertà di informare e di essere informati

Wikileaks è il sito di informazione più conosciuto e temuto del mondo.

Esso è nato come un sito wiki, cioè un sito web che consente la raccolta di documenti ipertestuali, la quale può essere modificata e sviluppata dai suoi utilizzatori realizzando la condivisione dei contenuti. La partecipazione al sito generalmente è aperta e libera e gestita attraverso la realizzazione di una cronologia che consente la conservazione della versione precedente. Oltre ad avere tutte queste caratteristiche, in quanto sito wiki, Wikileaks ha conosciuto la peculiarità di ospitare documenti importanti, principalmente relativi alla violazione dei diritti umani o inerenti alle pratiche corruttive consuete in alcuni paesi, in forma assolutamente anonima per chi decide di rivelare ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ltrimenti sarebbero coperte dalla più rigorosa e ferrea riservatezza, se non dalla censura.

Ultimamente Wikileaks ha perduto l'anonimato che lo caratterizzava e con la rivelazione dell'identità del suo fondatore, Julian Assange, un giornalista australiano, e si è dedicato alla pubblicazione in blocchi prima di documenti riservati relativi alle stragi di civili in Afghanistan, all'impegno americano in Iraq e poi degli archivi dei dispacci segreti del Dipartimento di Stato americano, cuore della diplomazia statunitense, in ogni caso provocando reazioni dure e tentativi di oscuramento del sito.

Risulta evidente che i diritti in gioco nella vicenda Wikileaks riguardano tanto la libertà, e quindi il diritto di ciascun cittadino di venire informato su fatti scomodi inerenti alle vicende politiche internazionali che possono avere ripercussioni anche sulla vita pubblica nazionale, quanto l'esistenza della Rete libera come è stata finora conosciuta.

In questo ambito la giurisprudenza ha giocato un ruolo di primo piano. Infatti, le vicissitudini giudiziarie inerenti a Wikileaks sono state due:


La prima vicenda giudiziaria vide l'emanazione di due ordini da parte del giudice distrettuale del Northern District of California che ordinava all'hosting provider l'oscuramento del sito di Wikileaks attraverso il blocco del nome di dominio e dell'account [51]. Ordine parzialmente adempiuto perché, immediatamente dopo l'oscuramento, il sito veniva ripreso da centinaia di siti mirror, siti specchio, che ne moltiplicavano la visibilità con un effetto tipico del c.d. "End to End principle" proprio di Internet.

Dopo due settimane, il giudice revocava il proprio order e ristabiliva il ritorno alla visibilità di Wikileaks poiché il sito diffondeva materiali inerenti al pubblico interesse principalmente collegato ai diritti protetti dal First Amendment. Sul punto il giudice afferma che: &l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mo Emendamento include il diritto di ricevere informazioni e idee e tale diritto è necessario per l'esercizio dei propri diritti di parola, stampa e libertà politiche».

Tale interpretazione segue la tradizione [52] della giurisprudenza costituzionale americana e ne conferma l'estensione della portata a Internet [53].

Il cablegate che ha coinvolto Wikileaks a cavallo della fine del 2010 e l'inizio del 2011 ripropone, con enfasi sicuramente maggiore, il medesimo problema relativo all'oscuramento del sito e al blocco dei mirror che ne ripropongono i contenuti.

Stavolta sono stati i giudici francesi [54] a emanare una decisione molto interessante per la tutela della libertà di espressione e del diritto del cittadino di venire informato: essi si sono chiesti se l'attività di diffusione di tali dispacci diplomatici costituisse violazione del diritto francese (come ipotizzato dal Ministro francese della giustizia) oppure si trattasse di attività lecita rispettosa della libertà di informazione.

I giudici, stimolati da una istanza di référé, hanno detto che allo stato non si vedono motivi sufficie... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; per oscurare il sito senza contraddittorio, né per ipotizzare l'illiceità dei contenuti. E i mirror francesi di Wikileaks sono rimasti al loro posto.



Libertà di manifestazione di pensiero e diritto all'anonimato

Nonostante sia minacciato da più parti, il diritto all'anonimato in Internet è essenziale per la piena realizzazione della libertà di manifestazione del pensiero. Esso consente a chi è in situazioni di possibile debolezza di far emergere una verità, anche scomoda.

Tra i molti esempi, come dimenticare "Deep Throat" (Gola Profonda) nel film All the President's Men (Tutti gli uomini del presidente)? E come nascondere che Wikileaks ha perso molto del suo potenziale destabilizzante proprio quando i suoi fondatori sono usciti dall'anonimato accusandosi l'un l'altro? E l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale si è concentrata sulla figura del più inquietante di essi e sulle sue vicende personali invece che sui contenuti divulgati.

La dottrina americana si duole sia sulla protezione dell'anonimato offerta dalle Corti sia il maggiore ostacolo per gli attori ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la diffamazione, sia sulla facilità di nascondersi online dietro a un fake o a un nickname e che costoro, garantiti dall'anonimato, usano un linguaggio e degli argomenti che mai adopererebbero se utilizzassero il loro vero nome [55].

A questo proposito, è interessante verificare le decisioni delle Corti statunitensi: infatti, la Corte Suprema esclude senza dubbio alcuno la tutela costituzionale in caso di opinioni e commenti diffamatori. È stato ben osservato che ogni espressione è parte essenziale dell'esposizione delle idee e ogni piccola considerazione di valore sociale può venire considerata come un passo verso la verità e ogni beneficio che se ne può trarre può chiaramente influenzare gli interessi sociali di ordine morale [56].

La Supreme Court of Delaware ha osservato sul punto che Internet è uno strumento mediatico di democratizzazione come mai se ne erano visti in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../strong>. Il suo avvento ha radicalmente cambiato la natura del pubblico dibattito, allargandolo alle più diverse categorie di cittadini.

Soltanto trent'anni fa, molti cittadini erano esclusi da una significativa partecipazione al dibattito politico pubblico da limiti sociali, di istruzione o finanziari. Esclusivamente una piccola parte di persone, costituita da eminenti personaggi, era in grado di influenzare il mercato delle idee [57].

È comunque necessario contemperare il diritto garantito a chiunque di utilizzare Internet, la sua diffusione e la sua potenza, quale mezzo per svolgere un dibattito politico, anche anonimamente, con il diritto di chiunque all'integrità della propria reputazione. Senza la garanzia dell'anonimato, gli internauti tenderebbero ad autocensurarsi o ad evitare di postare la propria opinione.

Infine, il timore che alcuni abusino delle opportunità offerte da Internet non deve andare a scapito del generale interesse al libero scambio delle opinioni e alla circolazione delle idee. Il bilanciamento degli interessi in gioco è offerto dalla garanzia di un fair trial, un processo equo, il quale non sia esclusivam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...errente, anche in conseguenza dei risarcimenti in denaro per gli anonimi postatori e utilizzabile dai ricorrenti con esclusive e preventive finalità censorie [58].

Il dibattito sulla protezione dell'anonimato coinvolge anche la rivelazione degli indirizzi di Internet Protocol, ovvero quei codici numerici che consentono di individuare, attraverso il fornitore di connettività, il terminale dal quale un utente si connette alla Rete e quindi alla sua identità [59].

A questo proposito, si segnala un'interessante decisione di una Corte distrettuale del Colorado [60], davanti alla quale un ricorrente aveva proposto istanza contro un Internet provider service affinché svelasse le informazioni collegate a due Internet Protocol.

Nel decidere, il giudice ha fatto un bilanciamento di interessi: da un lato ha valutato la probabilità di successo dell'azione legale, la minaccia di un danno irreparabile in caso di negato accoglimento dell'istanza del ricorrente e, dall'altro, l'assenza di danno ingiusto per gli opponenti ed infine la presenza di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anni per il pubblico interesse, in particolare per i beni protetti dal Primo Emendamento, in primis la libertà di manifestazione del pensiero, regressiva rispetto alla tutela dell'onorabilità.

Vi sono anche altre ragioni che, nelle intenzioni dei loro promotori, dovrebbero limitare il riconoscimento al diritto di restare anonimi in Rete. La più rilevante negli ultimi anni è stata la prevenzione di atti terroristici, motivazione alquanto invasiva dopo i già ricordati attentati alle Twin Towers del 2001. La reazione statunitense fu l'emanazione del c.d. Patriot Act [61].

Seppure vada sottolineato il momento emotivo della promulgazione di questa normativa, essa è alquanto invasiva della riservatezza dei cittadini poiché concerne sia l'intercettazione delle comunicazioni telefoniche e del traffico telematico impedendo così la piena realizzazione del diritto all'anonimato. [62]

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... provvedimenti declaratori dell'incostituzionalità [63]del programma di intercettazioni realizzato dall'amministrazione Bush, confermato però dall'amministrazione Obama [64], ha appunto affermato che il Terrorist Surveillance Program (TSP) è incostituzionale affida alla National Security Agency il compito di proseguire nell'intercettare le conversazioni dei cittadini al di fuori delle garanzie riconosciute dalla Costituzione e in violazione del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISCA).

La gravità delle violazioni del Primo e del Quarto Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti si concretizza nell'immunità dall'azione giudiziaria, né è stata «intenzione dei Padri Fondatori assegnare al Presidente un potere senza controllo, specie quando questo potere tende a disgregare i valori chiaramente elencati nel Bill of Rights».

In merito alla tutela giurisdizionale, recentemente una... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rettuale ha emanato una decisione molto interessante in relazione all'accesso alle corti [65]. La questione riguarda l'utilizzo di files Bittorrent per lo scambio di materiali, anche protetti dal diritto d'autore, in Rete.

L'aspetto innovativo concerne il rifiuto del giudicante di prendere in considerazione le difese delle parti rimaste anonime proprio perché non identificabili, né accoglie le ragioni di privacy sulle quali i medesimi soggetti non identificati avrebbero fondato il loro anonimato.

La ragione di tale severità da parte del giudicante risiede nelle norme federali di procedura civile, le quali richiedono che le parti di una causa pendente in giudizio debbano essere sempre identificate. e, neppure se la causa verte Internet, contraddicendo una giurisprudenza ormai costante nel riconoscere la tutela degli anonimi attraverso il ricorso alla figura fittizia di "John Doe" [66]

 
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