GIUDIZIO PROCESSO

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Le forme di tutela dei beni pubblici: competenza e giurisdizione.

Nel panorama legislativo, sia la tutela esecutiva, come forma di difesa amministrativa, sia quella giurisdizionale, che afferma la competenza del giudice amministrativo, sono applicate conformemente sia ai beni demaniali, che a quelli appartenenti al patrimonio indisponibile, ma sono completamente disattese per quelli rientranti nel novero del patrimonio disponibile.

Giurisdizione in materia di distanze tra le costruzioni

Le controversie tra proprietari di fabbricati vicini aventi ad oggetto questioni relative all'osservanza di norme che prescrivano distanze tra le costruzioni o rispetto ai confini appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.

Impugnabilità degli atti procedimentali di V.I.A.

La valutazione di impatto ambientale ha carattere di definitività ed è già di per sé potenzialmente lesiva dei valori ambientali, con conseguente immediata impugnabilità degli atti conclusivi da parte dei soggetti interessati alla protezione di quei valori e, segnatamente, da parte delle associazioni aventi tra i propri scopi la tutela ambientale.

Evoluzione normativa e giurisprudenziale delle occupazioni illegittime: dall'accessione invertita all'art. 43 T.U.Es.

Il riferimento storico epocale in materia di occupazioni illegittime da parte della P.A. è dato nel 1983 dalla celebre sentenza c.d. "Bile" della Cassazione nella quale si affermava che in un suolo di proprietà privata illecitamente occupato per la costruzione di un’opera pubblica, la radicale trasformazione di esso e l’irreversibile destinazione alla realizzazione dell’opera produce l’acquisto a titolo originario della proprietà in favore della P.A. e il diritto al risarcimento al proprietario.

L'acquisizione sanante: il superamento dell'art. 43 del D.P.R. 327/2001 e l'avvento dell'art. 42 bis

L’8 ottobre 2010, data di deposito della sentenza n. 293 della Consulta, segna la fine del tormentato iter seguito nella sua applicazione dall’art. 43 del d.P.R. 327/2001. Gli sforzi in “buona fede” compiuti dal legislatore venivano in questo modo definitivamente preclusi a fronte di una giurisprudenza nemica che lo aveva sottoposto per circa nove anni ad un “fuoco incessante” di contestazioni di vizi assoluti.

Primi profili di illegittimità costituzionale dell'art. 42 bis T.U.Es.: la pronuncia della Corte costituzionale n. 71/2015

A soli quattro anni dal suo inserimento nel sistema legislativo racchiuso nel T.U.Es. di cui al d.P.R. 327/2001, tramite il D.L. n. 98/2011, convertito con legge n. 111/2011, l’art. 42 bis “soffre” già di patologica incertezza per il suo profilo costituzionale che non convince affatto i giudici di legittimità.

Autorità competente e natura del giudizio in materia di occupazioni illegittime

Se l’occupazione illegittima è stata condotta in virtù di una regolare procedura espropriativa non terminata con il decreto definitivo o i cui atti siano stati annullati, la giurisdizione spetta al G.A. Se invece il comportamento tenuto dalla P.A. non è riconducibile ad un potere espressamente previsto per non aver posto in essere in alcun modo la procedura prevista nella norma, bensì il bene venga detenuto illegalmente in virtù di una sua materiale apprensione, la giurisdizione spetta al G.O.

L’indennità da occupazione legittima ai sensi dell’art. 50 d.P.R. 327/2001

L’indennità da occupazione legittima è liquidata dall’art. 50 d.P.R. 327/2001 in rapporto a quella che sarebbe l’indennità di esproprio e segnatamente, per ogni anno di occupazione, all’incirca nell’8,33% di essa. Si tratta di una indennità autonoma rispetto all’indennità di esproprio, che mantiene la propria autonomia anche nei confronti dell’indennizzo ex art. 42 bis T.U.Es.

Riparto tra giurisdizione ordinaria ed amministrativa dei contenziosi processuali in materia di indennizzo ex art. 42-bis T.U.Es.

Le censure riguardanti la quantificazione di tutte le componenti dell’indennizzo ex art. 42-bis T.U.Es. si devono necessariamente proporre, a pena di inammissibilità, dinnanzi al giudice ordinario. Tuttavia, il privato destinatario dell’acquisizione coattiva sanante può anche contestarne la stessa legittimità dinnanzi agli organi di giustizia amministrativa.

Le occupazioni illegittime ex art. 43 T.U.Es. davanti a Corte EDU e Corte costituzionale

Nel 2000 la Corte EDU condannava l’Italia a risarcire il danno sofferto da alcuni privati che non si erano rassegnati all’espropriazione indiretta. Secondo la Corte, la legalità pretesa dalla norma convenzionale comprendeva anche una ragionevole prevedibilità, per cui risultava lesa da un istituto che non consentisse al privato di prevedere i futuri sviluppi del suo diritto dominicale. Il problema era di capire se tali pronunce potessero applicarsi all'art. 43 T.U.Es. entrato in vigore nel 2003.

Categorie di soggetti legittimati ad agire nel processo amministrativo

Non sussiste la legittimazione ad agire in capo al soggetto che fonda la propria posizione di (possibile) vantaggio non già sull’adozione dell’atto da parte dell’amministrazione, bensì su un atto di autonomia privata, la cui efficacia è subordinata al positivo esercizio del potere amministrativo da parte dell’amministrazione nei confronti dell’altro contraente, come l'alienante che mira ad una integrazione del prezzo di vendita in caso di accoglimento del ricorso.

Legittimazione attiva del proprietario confinante ad impugnare un titolo edilizio

La qualifica giuridica di proprietario di un bene immobile confinante deve di per sé ritenersi idonea a creare la legittimazione e l'interesse al ricorso, non occorrendo altresì la verifica della concreta lesione di un qualsiasi altro interesse di rilevanza giuridica, riferibile a norme di diritto privato o di diritto pubblico.

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