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Presupposto della domanda di indennità è il decreto di esproprio


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titolo:DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ DI ESPROPRIO
anno:2015
pagine: 581 in formato A4, equivalenti a 988 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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Estratto: «Tanto premesso, deve subito dirsi che la proposta opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione è improcedibile. Come risulta dalla documentazione prodotta, il Prefetto della Provincia di Napoli, con decreto del 3.6.03, ha disposto l'occupazione di urgenza del fondo dell'attrice per la durata di anni due dalla data di immissione in possesso, avvenuta il 18.7.03, mentre nessuna prova è stata fornita in ordine alla pronuncia dell'espropriazione nel predetto termine, con la conseguenza che l'opposizione proposta deve essere dichiarata improcedibile. All'emanazione del decreto di esproprio consegue, infatti, quale duplice effetto, la perdita del diritto dominicale ed il conseguente insorgere del diritto del privato espropriato a conseguire la giusta indennità, il cui ammontare, in ragione dell'intrinseco collegamento tra l'indennità ed il momento del trasferimento della proprietà del bene con l'emanazione del provvedimento ablatorio, deve determinarsi con riferimento alla data del provvedimento stesso, in assenza del quale non è possibile alcuna statuizione al riguardo. In materia le Sezioni Unite della Suprema Corte, ribadendo peraltro un precedente costante indirizzo, hanno riaffermato il principio secondo ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ata l'indissolubile collegamento che esiste tra indennità di espropriazione e momento del conferimento della proprietà del bene attraverso l'espropriazione per pubblica utilità, non si può addivenire ad una statuizione sull'ammontare dell'indennità definitiva se non in presenza del provvedimento ablatorio, e pertanto il decreto di espropriazione costituisce una condizione dell'azione che sia proposta per ottenere la determinazione definitiva e non più modificabile di tale indennità (Cass., sez. un., 2.3.04 n. 4241).»

Sintesi: Il decreto di esproprio, segnando il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile a titolo originario dall'espropriato all'ente espropriante, nonché della sostituzione del diritto reale del primo in diritto al giusto indennizzo di cui all'art. 42 Cost., costituisce ontologicamente un'indefettibile condizione dell'azione di determinazione dell'indennità di esproprio.

Estratto: «Sennonché costituisce regola altrettanto consolidata nella giurisprudenza di questa Corte e ribadita dalla ricordata pronuncia 67/1990 della Corte Costituzionale che l'azione di determinazione dell'indennit&ag... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...proprio trova causa nella procedura espropriativa ritualmente definita mediante la pronuncia del decreto ablativo; il quale segnando il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile a titolo originario dall'espropriato all'ente espropriante nonché della sostituzione del diritto reale del primo in diritto al giusto indennizzo di cui all'art. 42 Cost., costituisce ontologicamente un'indefettibile condizione dell'azione sudetta, risolvendosi in un fatto indispensabile per integrarne la fattispecie costitutiva (v., da ultimo, Cass. sez. un. 833/1999; 818/1999; 385/1999). Siffatto principio comporta necessariamente che il provvedimento di espropriazione e la sua data costituiscono componente indefettibile di qualsiasi giudizio avente ad oggetto la determinazione della giusta indennità definitiva, acquistando al riguardo una duplice valenza. Per la prima, non consente di addivenire ad una statuizione sull'ammontare dell'indennità definitiva se non in presenza del provvedimento ablatorio: mancando il quale, dunque, viene meno il presupposto stesso per configurare la trasformazione del diritto di proprietà in diritto all'indennizzo, e la domanda deve essere dichiarata inammissibile. Per la seconda, introduce il corollario per cui, per convers... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...il provvedimento, sorge contestualmente ed è per ciò stesso azionabile, il diritto del proprietario a percepire detto indennizzo, ormai non più subordinato alla sua liquidazione in sede amministrativa (Corte Costit. 67/1990): perciò identificandosi la vicenda ablatoria anche per il profilo degli effetti favorevoli al proprietario con il momento del decreto di espropriazione, con la conseguenza ulteriore che l'ammontare dell'indennità definitiva deve essere determinato con riguardo alla data del trasferimento coattivo della proprietà, tenendo dunque conto delle caratteristiche dell'immobile espropriato in questo momento (Cass. 3873/2000; 425/2000; 5733/1999; 2279/1999).»

Sintesi: Fatto costitutivo della domanda giudiziale di determinazione dell'indennità di esproprio è rappresentato dalla tempestiva emissione di un provvedimento ablatorio.

Estratto: «Per quanto attiene, infatti, alle censure meglio riportate sotto la lettera "a" che precede, giova notare come la domanda intesa ad ottenere il riconoscimento dell'indennità di occupazione legittima sia del tutto autonoma rispetto alle altre richieste proponibili a seguito dell'espropriazione...
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...exeo.it/free/decreto-di-esproprio-presupposto-domanda-indennita#indennita_occupazione_legittima">[...omissis...]

Sintesi: L'esperimento della procedura di opposizione dinanzi alla Corte di Appello presuppone necessariamente l'esistenza di un procedimento espropriativo legittimo e, in particolare, l'avvenuta emissione di un decreto di espropriazione; alla stregua della consolidata giurisprudenza esistente in materia si tratta non di presupposto processuale, bensì di condizione dell'azione, che, pur rilevabile d'ufficio, può anche intervenire nel corso del giudizio.

Estratto: «Va qui sottolineato che, anche in presenza di due domande giudiziarie diverse per "causa petendi" e "petitum" (quali sono quella di opposizione alla stima e quella di risarcimento danni per occupazione appropriativa), qualora dette domande abbiano in comune una condizione dell'azione fondata su di una identica questione, l'accertamento compiuto dal giudice chiamato a pronunciarsi per primo costituisce giudicato esterno per il giudice che deve pronunciarsi quando la prima sentenza è già divenuta definitiva. Quanto appena affermato vale anche quando la condizione dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rave; rappresentata dall'accertamento della legittimità o illegittimità di un provvedimento amministrativo che i due giudici ordinari investiti delle due distinte domande devono necessariamente o applicare o disapplicare. Nel caso in esame la legittimità del decreto di espropriazione costituisce condizione dell'azione della domanda di opposizione alla stima e la illegittimità del medesimo provvedimento costituisce condizione dell'azione della domanda di risarcimento danni da occupazione appropriativa. La questione è quindi assolutamente identica. La pronuncia del 2002 ha indiscutibile valore di giudicato, perché, come emerge inequivocabilmente dalla motivazione della sentenza in discorso, alcune delle parti in causa (la sentenza non specifica quali) avevano sollevato una specifica eccezione lamentando l'inesistenza di un legittimo decreto di espropriazione. La Corte ha affrontato "ex professo" tale questione all'inizio della motivazione ed ha affermato non solo che il provvedimento del 2/10/2000 è legittimo, ma anche che l'esistenza di tale provvedimento legittimo, costituendo una condizione dell'azione di opposizione alla stima, può anche sopravvennire nel corso del giudizio: "La questione pregiudiziale &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ata". L'esperimento della procedura di opposizione dinanzi alla Corte di Appello, come espressamente affermato anche nelle sentenze della Corte Costituzionale 22.2.1990 n. 67 e 22.10.1990 n. 470, presuppone necessariamente l'esistenza di un procedimento espropriativo legittimo e, in particolare, l'avvenuta emissione di un decreto di espropriazione, dalla cui emanazione e comunicazione, pur in mancanza della definizione amministrativa della stima, l'interessato può investire la competente Corte d'Appello (cfr., fra le altre, Cass. 3364/93). Non v'è dubbio, quindi, che in mancanza di tale decreto, l'opposizione proposta avverso la determinazione dell'indennità di espropriazione determina l'illegittimità del ricorso al rimedio giurisdizionale. Deve, però, osservarsi che, trattandosi alla stregua della consolidata giurisprudenza esistente in materia non di presupposto processuale, bensì di condizione dell'azione, che, pur rilevabile d'ufficio, può anche intervenire anche nel corso del giudizio, l'avvenuta emanazione del decreto in questione nel corso del giudizio e la sua produzione nell'ambito della documentazione versata in atti, sana ogni iniziale carattere di illegittimità e di irregolarità delle domande propost... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tiene questo Collegio che l'affermazione della legittimità del provvedimento che conclude il procedimento amministrativo copra ogni possibile motivo di illegittimità del provvedimento medesimo, ivi compresi eventuali vizi degli atti procedimentali intermedi.»

Sintesi: L'azione di determinazione dell'indennità di esproprio trova causa nella procedura espropriativa ritualmente definita mediante la pronuncia del decreto ablativo, il quale, segnando il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile a titolo originario dall'espropriato all'ente espropriante, nonché della sostituzione del diritto reale del primo in diritto al giusto indennizzo, costituisce, ontologicamente, indefettibile condizione dell'azione stessa.

Estratto: «L'azione di determinazione dell'indennità di esproprio trova causa nella procedura espropriativa ritualmente definita mediante la pronuncia del decreto ablativo, il quale, segnando il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile a titolo originario dall'espropriato all'ente espropriante, nonché della sostituzione del diritto reale del primo in diritto al giusto indennizzo, costituisce, ontologicamente, indefettibile condizione dell'azion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...isolvendosi in un fatto indispensabile per integrare la fattispecie costitutiva, sicché l'espropriando non può chiedere la determinazione giudiziale dell'indennità né proporre opposizione alla stima compiuta dagli organi amministrativi, in difetto di quella condizione (Cass. 25.5.2006, n. 12408; 2.3.2004, n. 4241).»

Sintesi: Presupposto della domanda ad oggetto l'indennità di espropriazione è la esistenza del decreto di esproprio.

Estratto: «Piuttosto, la domanda è infondata nel merito in quanto presupposto per il pagamento della detta indennità è la esistenza del decreto di esproprio che, invece, in ragione di quanto dedotto dagli stessi attori non risulta essere mai stato emesso.»

Sintesi: All'espropriando è attribuita una duplice azione per chiedere la determinazione della giusta indennità, a seconda che sia stata calcolata o meno quella definitiva: nel primo caso l'opposizione alla stima sudetta deve essere proposta nel termine di decadenza di cui all'art. 19 L 865/71, mentre ove sia stata soltanto offerta dall'espropriante l'indennità provvisoria, all'espropriando è consentito chiedere la determinazione giudizia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...to indennizzo, pur quando tardi o non venga emesso il provvedimento di stima da parte della Commissione. In entrambi i casi condizione imprescindibile per l'esercizio di entrambe le azioni è l'avvenuta pronuncia del decreto di esproprio.

Estratto: «L'interpretazione del contenuto delle richieste formulate dagli A. era riservata alla Corte di appello; e non soltanto i ricorrenti non hanno prospettato alcun elemento che ne disvelasse l'illogicità o la contraddittorietà con il loro reale intento, ma la correttezza di detta interpretazione è ribadita anzitutto dalle loro conclusioni riportate nella parte iniziale della sentenza (e da essi trascritte in ricorso) ove hanno insistito nella "rideterminazione dell'indennità di occupazione d'urgenza ed in ogni caso di espropriazione"; e quindi dalla parte iniziale del secondo motivo del ricorso ove essi insistono nel sostenere che in base alla L. 865 del 1971, art. 19 il termine per proporre opposizione alla stima di detta indennità inizierebbe a decorrere (in mancanza della sua inserzione nel FAL) dalla notifica dell'avviso di deposito,pur Quando non sia intervenuto il decreto di esproprio.Al contrario, la giurisprudenza di questa Corte e la Corte Costituzionale... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...antemente tratto dalla menzionata norma la regola che all'espropriando è attribuita una duplice azione per chiedere la determinazione della giusta indennità spettante per l'avvenuta espropriazione dell'immobile, a seconda che sia stata calcolata o meno da parte della Commissione provinciale quella definitiva di cui alla L. 865 del 1971, art. 16: nel primo caso, non verificatosi nella fattispecie l'opposizione alla stima sudetta deve essere proposta nel breve termine di decadenza concesso dal menzionato art. 19; mentre ove sia stata soltanto offerta dall'espropriante l'indennità provvisoria nel caso determinata dall'DTE nella misura di circa L. 1.500 al mq. all'espropriando dopo la nota decisione 67/1990 della Corte Costituzionale, è consentito chiedere la determinazione giudiziale del giusto indennizzo di cui alla norma costituzionale, pur quando tardi o non venga emesso il provvedimento di stima da parte della Commissione.Ma la condizione imprescindibile per l'esercizio di entrambe le azioni è costituita dall'avvenuta pronuncia del decreto di esproprio,il quale segna il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile a titolo originario dall'espropriato all'ente espropriante nonché della sostituzione del diritto reale del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iritto al giusto indennizzo di cui all'art. 42 Cost.;ed unitamente alla data in cui viene emesso costituisce componente indefettibile di qualsiasi giudizio avente ad oggetto la determinazione della giusta indennità definitiva, acquistando al riguardo una duplice valenza. Per la prima, non consente di addivenire ad una statuizione sull'ammontare dell'indennità definitiva se non in presenza del provvedimento ablatorio: mancando il quale, dunque, viene meno il presupposto stesso per configuare la trasformazione del diritto di proprietà in diritto all'indennizzo, e la domanda deve essere dichiarata inammissibile (Cass. 10165/2003; 9086/2003; 16494/2002;sez. un. 818/1999).Per la seconda, introduce il corollario per cui,per converso, emanato il provvedimento, sorge contestualmente ed è per ciò stesso azionabile, il diritto del proprietario a percepire detto indennizzo, ormai non più subordinato alla sua liquidazione in sede amministrativa (Corte Cost. 67/1990): perciò identificandosi la vicenda ablatoria anche per il profilo degli effetti favorevoli al proprietario con il momento del decreto di espropriazione, con la conseguenza ulteriore che l'ammontare dell'indennità definitiva deve essere determinato con riguardo alla data del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto coattivo della proprietà, tenendo dunque conto delle caratteristiche dell'immobile esropriato in questo momento (Cass. 3873/2000;425/2000; 5733/1999; 2279/1999). Per cui del tutto correttamente la Corte di appello ha rimarcato l'indissolubile collegamento esistente tra di essi, ed ha ribadito che non si può richiedere la determinazione della giusta indennità definitiva né proporre opposizione alla stima di essa compiuta dagli organi amministrativi (o dallo stesso espropriante) in difetto del presupposto idoneo a trasformare il diritto di proprietà in diritto all'indennizzo: a nulla rilevando che gli espropriandi avessero richiesto (anche) la declaratoria della nullità o illegittimità della stima provvisoria determinata dal Comune,anche perché nel sistema previsto dalla L. 865 del 1971, detta indennità è preordinata essenzialmente all'esercizio del diritto dell'espropriato di accettarla e di convenire con l'espropriante la cessione volontaria dell'immobile ovvero di rifiutarla, aprendo la via al prosieguo del procedimento, nonché alla determinazione definitiva da parte della Commissione di cui all'art. 16, dai quali resta, quindi, assorbita,senza ledere in entrambi i casi, il credito indennitario del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ndo (Cass. 6959/1997; sez. un. 12009/1991).»

Sintesi: L'emissione del decreto di esproprio costituisce non presupposto dell'azione, bensì condizione dell'azione di opposizione alla stima; sulla base dell' elaborazione giurisprudenziale la sua mancanza comporta, per alcune decisioni, improponibilità dell'azione ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 e, per altre, la sua improcedibilità.

Sintesi: Costituendo il decreto di espropriazione condizione e non presupposto dell'azione di opposizione alla stima, l'emissione dell'atto ablativo dopo l'inizio dell'azione e la sua produzione prima della decisione, comporta che la domanda debba essere decisa nel merito.

Estratto: «Più pronunce di questa Corte (da ultimo Cass. 25 maggio 2006 n. 12408, 3 marzo 2006 n. 4703 e 21 febbraio 2006 n. 3784, S.U. 2 marzo 2004 n. 4241, e Cass. 26 giugno 2003 n. 10165, tra molte), hanno chiarito che l'emissione del decreto di esproprio costituisce condizione dell'opposizione, la cui mancanza comporta, per alcune decisioni, improponibilità dell'azione ai sensi della L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19 (così Cass. 9 luglio 2003 n. 10787, 16 maggio 2000 n. 6289, S.U. 29 novembre 199... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., per altre, la sua improcedibilità (Cass. 3 marzo 2006, n. 4703, 21 febbraio 2006 n. 3784). In tale ottica, il P.G. in udienza ha chiesto alla Corte che, pronunciando sul ricorso, ai sensi del 3^ comma dell'art. 382 c.p.c., la sentenza impugnata fosse cassata senza rinvio, perché la Corte di merito non avrebbe potuto decidere sulla domanda di opposizione alla stima della Commissione provinciale espropri, in assenza del decreto di esproprio, che la rendeva improponibile o improcedibile. Peraltro la omessa prova del decreto di espropriazione da parte dell'opponente costituisce mancanza di una condizione e non di un presupposto dell'azione, (così tutte le sentenze citate e in particolare la n. 4703/2006 e Cass. 20 giugno 2000 n. 8388), tanto che la emissione dell'atto ablativo dopo l'inizio dell'azione e la sua produzione prima della decisione, comporta comunque che la domanda deve essere decisa nel merito. Affermare che il decreto d'espropriazione è condizione dell'azione significa nella sostanza ritenere che la mancanza dello stesso costituisce mancata prova di un elemento costitutivo dell'opposizione (sul punto cfr. Cass. 20 ottobre 2006 n. 22539 e 19 ottobre 2006 n. 22406) e quindi giustificare il rigetto della stessa (in tal senso sembra la citata ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...408 del 2006), con conseguente conferma della decisione sia pure con motivazione diversa.»

Sintesi: La pronuncia del decreto di esproprio costituisce non un presupposto processuale, bensì una condizione dell'azione di opposizione alla stima, esperita per ottenere la determinazione definitiva della relativa indennità ed è, perciò, sufficiente che intervenga prima della decisione della causa, ovvero che sia giunta ad esistenza al momento della statuizione sulla domanda e non anche al momento della proposizione di quest'ultima. In difetto la opposizione alla stima è improponibile.

Estratto: «a) che la pronuncia del decreto di esproprio costituisce non un presupposto processuale, bensì una condizione dell'azione, di opposizione alla stima, esperita per ottenere la determinazione definitiva della relativa indennità ed è, perciò, sufficiente che intervenga prima della decisione della causa...
[...omissis...]

Sintesi: L'esistenza del decreto di esproprio costituisce condizione dell'azione di determinazione ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...izzo, per cui l'esercizio del potere determinativo della Corte di Appello sull'indennità di esproprio postula, necessariamente, che (almeno) al momento della decisione sopravvenga o permanga il decreto di espropriazione.

Estratto: «Ritiene il Collegio che la Corte di Venezia abbia rettamente applicato la sospensione di cui all'art. 295 c.p.c. e che, pertanto, l'istanza di regolamento che contesta la esistenza della affermata pregiudizialità debba essere disattesa.Giova preliminarmente rammentare che, con riguardo al rapporto tra giudizio di impugnazione...
[...omissis...]

Sintesi: Il decreto di esproprio costituisce condizione dell'azione di determinazione dell'indennità poiché in mancanza viene meno il presupposto per la trasformazione del diritto di proprietà in diritto all'indennizzo; la mancanza del decreto di esproprio non incide nella competenza ma nel merito rendendo la domanda improcedibile.

Estratto: «Il Procuratore Generale di questa Corte individuava il Giudice competente nella Corte di Appello, e ciò sulla base dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onsiderazione che l'oggetto del giudizio era di opposizione alla stima e la competenza va determinata in ragione della situazione esistente al momento della domanda, sulla quale non può dunque incidere l'esistenza o meno del decreto di esproprio, la cui rilevanza, invece, va circoscritta in sede di merito al giudizio in ordine alla proponibilità dell'opposizione.Il rilievo è fondato.Ed infatti l'art. 5 c.p.c., stabilisce che la competenza va determinata con riguardo alla situazione esistente alla data della domanda, e ciò comporta che nel giudizio inerente alla determinazione dell'indennità di espropriazione, come quello in oggetto, la competenza è della Corte di Appello in unico grado (C. 04/23971, C. 87/86, C. 85/3767, C. 79/2611), mentre la mancanza del decreto di esproprio, che costituisce condizione dell'azione di determinazione dell'indennità poiché in mancanza viene meno il presupposto per la trasformazione del diritto di proprietà in diritto all'indennizzo non incide nella competenza ma nel merito rende la domanda improcedibile (C. 2000/8388, C. 98/4985, C. 97/4537, C. 96/1626, C. 94/8555).»

Sintesi: Almeno al di della decisione innanzi alla Corte di merito deve essere intervenuto il d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sproprio, in difetto del quale nessuna cognizione della giusta indennità è proponibile.

Estratto: «Il ricorso deve essere rigettato, per la totale inconsistenza delle censure esposte in ricorso che non mostrano neanche comprensione della esatta ratio decidendi della sentenza impugnata, conforme al costante indirizzo di questa Corte (ex multis Cass. 4703/06 - 4241/04 - 13573/00) e per la quale almeno al di della decisione innanzi alla Corte di merito sarebbe dovuto essere intervenuto il decreto di esproprio, in difetto del quale nessuna cognizione della giusta indennità sarebbe stata - come non era - proponibile.»

Sintesi: In base alla qualificazione della domanda, che è di opposizione alla stima, sussiste la competenza per materia della Corte d'appello adita; la mancanza della condizione dell'azione indennitaria, costituita dal decreto di esproprio, o la tardività della sua emanazione, che lo faccia considerare inutiliter datum, sono questioni che il giudice deve esaminare vagliando le condizioni di fondatezza della domanda, se sussista il diritto dell'espropriato alla corresponsione della somma a quel titolo.

Estratto: «in base alla qualificazione della domanda, che &egr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...osizione alla stima, sussiste la competenza per materia della Corte d'appello adita: la mancanza della condizione dell'azione indennitaria, costituita dal decreto di esproprio, o la tardività della sua emanazione, che lo faccia considerare inutiliter datum, sono questioni che il giudice deve esaminare vagliando le condizioni di fondatezza della domanda, se sussista il diritto dell'espropriato alla corresponsione della somma a quel titolo»

Sintesi: La domanda giudiziale di determinazione della indennità di espropriazione, ove la si intenda in termini di richiesta della determinazione diretta in via giudiziaria della giusta indennità d'esproprio, è inammissibile se proposta in assenza della emissione del decreto di esproprio, in quanto l'indissolubile collegamento tra indennità di espropriazione e trasferimento della proprietà del bene oggetto di esproprio comporta che l'emissione del decreto di espropriazione costituisca condizione dell'azione di determinazione della giusta indennità.

Sintesi: In caso di opposizione alla stima, la emissione del decreto di espropriazione, che costituisce condizione della azione di determinazione della giusta indennità, deve avvenire prima... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sa passi in decisione.

Estratto: «In proposito va ricordato che la nota sentenza Corte Costituzionale 22.2.90 n. 67 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 19 della legge n. 865/71, nella parte in cui esclude, pur dopo l'avvenuta espropriazione, la proponibilità dell'opposizione a tutela del diritto alla giusta indennità, sino a che non sia stata depositata la relazione dell'UTE. Costituisce, pertanto, jus receptum in materia che l'espropriato non deve attendere la conclusione del sub-procedimento di determinazione dell'indennità definitiva per proporre il giudizio di opposizione alla stima innanzi alla Corte di Appello, poiché la tutela del suo diritto ad un giusto indennizzo per la perdita del diritto di proprietà, sacrificato all'interesse pubblico, non può essere condizionata al compimento di un adempimento dell'amministrazione, per il quale non è fissato un termine perentorio. Perché, però, la domanda possa essere accolta, è necessario che il soggetto abbia già perso la proprietà del fondo destinato alla realizzazione dell'opera di pubblica utilità, grazie all'emissione del decreto di espropriazione (che, come si è detto, prescinde... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rminazione definitiva dell'indennità e deve essere emesso non appena eseguito il deposito dell'indennità provvisoria offerta e non accettata). Solo in tal caso, infatti, si versa nella situazione considerata dalla Corte Costituzionale, nella quale al privato è già stata sottratta la proprietà del suo bene, senza che sia stata determinata in via definitiva l'indennità di espropriazione, sicché deve consentirglisi di agire direttamente per ottenere in via giudiziaria la determinazione della giusta indennità. Ove, invece, il decreto di esproprio non sia stato pronunziato ed ancora non sia scaduto il termine di occupazione legittima, l'espropriando conserva ancora la proprietà del fondo occupato, sicché non vi è motivo di consentirgli l'immediato accesso alla determinazione giudiziale dell'indennità, ancor prima che l'U.T.E. abbia formulato una stima, che, in ipotesi, potrebbe soddisfarlo ed indurlo a limitarsi a chiedere lo svincolo dell'indennità depositata a suo nome. Ove, poi, il termine di occupazione legittima sia già spirato e l'opera di pubblica utilità sia stata già eseguita, determinando la perdita delle proprietà per accessione invertita, la tutela dell'i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ll'ex proprietario è già assicurata dall'azione di risarcimento dei danni per la perdita della proprietà in tal modo illegittimamente procuratagli, onde ugualmente non v'è motivo di dare accesso allo speciale giudizio di determinazione della giusta indennità. E tale panorama non cambia in caso di successiva emissione del decreto di esproprio, atteso che è costante insegnamento della giurisprudenza quello, secondo cui l'emissione del decreto di espropriazione in un momento successivo al verificarsi del fenomeno dell'accessione invertita è irrilevante per mancanza di oggetto, onde esso non vale a sanare l'illegittima attività dell'amministrazione espropriante ed a mutare il titolo del diritto fatto valere dall'ex proprietario, che resta quello del risarcimento dei danni.4. Da quanto detto discende che vi è un indissolubile collegamento tra indennità di espropriazione e trasferimento della proprietà del bene oggetto di esproprio, onde l'emissione del decreto di espropriazione costituisce condizione dell'azione di determinazione della giusta indennità, e deve avvenire prima che la causa passi in decisione (Cass. 3.3.2006 n. 4703; id. 2.3.2004 n. 4241; id. 26.6.2003 n. 10165; id. 22.11.2002 n. 16494; ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...00 n. 8388; id. 3.5.2000 a 5513; id. 28.8.99 n. 9055; id. 7.7.99 n. 385/su; id. 25.7.97 a 6959; id 20.10. 94 a 8555; id. 11.11.91 a 12009).»

Sintesi: Stante l'indissolubile collegamento che intercorre tra l'indennità di espropriazione ed il trasferimento della proprietà del bene attraverso l'espropriazione per pubblica utilità, giacché solo a seguito di questa il diritto di proprietà si trasforma in diritto all'indennizzo, e dovendo, d'altra parte, l'ammontare dell'indennità definitiva determinarsi con riferimento alla data del provvedimento ablatorio, non può addivenirsi ad alcuna statuizione su detto ammontare ove non risulti emesso il decreto di esproprio, il quale viene pertanto a configurare una condizione dell'azione nel giudizio di opposizione alla stima.

Estratto: «Per consolidata giurisprudenza di questa Corte, invero, stante l'indissolubile collegamento che intercorre tra l'indennità di espropriazione ed il trasferimento della proprietà del bene attraverso l'espropriazione per pubblica utilità - giacché solo a seguito di questa il diritto di proprietà si trasforma in diritto all'indennizzo, ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d'altra parte, l'ammontare dell'indennità definitiva determinarsi con riferimento alla data del provvedimento ablatorio - non può addivenirsi ad alcuna statuizione su detto ammontare ove non risulti emesso il decreto di esproprio, il quale viene pertanto a configurare una condizione dell'azione nel giudizio di opposizione alla stima (Cass., 19 maggio 1998, n. 4985, rv. 515569; Cass., 29 ottobre 1996, n. 9446, rv. 500258): condizione la cui giuridica esistenza - che deve sussistere al momento dalla pronuncia e non necessariamente della domanda (Cass., 3 marzo 2006, n. 4703, rv. 587069; Cass., 20 giugno 2000, n. 8388, rv. 537834) - va accertata dal giudice anche d'ufficio, essendo l'azione improponibile in difetto di detto decreto (Cass., 16 maggio 2000, n. 6289, rv. 536534; Cass., 3 maggio 2000, n. 5513, rv. 536092; Cass., 10 gennaio 1998, n. 147, rv. 511411). Altrettanto deve dirsi, mutatis mutandis, quanto all'esistenza del decreto di occupazione d'urgenza, in apporto all'azione intesa a conseguire la determinazione della relativa indennità (Cass., 21 febbraio 2006, n. 3784, rv. 586958).»

Sintesi: E' necessario, per l'affermazione della competenza della Corte d'Appello ex art. 19 L. 865/71 che il procedimento espropriativo abbia avut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...condo il modulo procedimentale disciplinato dalla citata L. n. 865 del 1971, e che si sia concluso con l'adozione del decreto di esproprio. In presenza di tali condizioni, la domanda che l'espropriato intenda proporre per la determinazione della indennità di esproprio, tanto nel caso in cui vi sia stato un pronunciamento al riguardo del competente organo, tanto nel caso in cui un simile pronunciamento non vi sia stato, rientra nella competenza della Corte d'Appello in unico grado.

Estratto: «Questa Corte, con la pronuncia resa a Sezioni Unite 5 agosto 1997, n. 7191, a composizione di un contrasto, ha avuto modo di chiarire che "attesa la trasformazione dello speciale rimedio previsto dalla L. 22 ottobre 1971, n. 865, art. 19, per effetto delle sentenze additive della Corte costituzionale, che hanno esteso tale competenza ad ogni ipotesi in cui sia promossa l'espropriazione secondo la L. n. 865 del 1971, sia stato emanato il decreto di espropriazione, a prescindere dall'intervenuta stima amministrativa dell'indennità, il criterio di determinazione della competenza sulla domanda di determinazione dell'indennità di esproprio va basato unicamente sul modello procedimentale adottato per l'espropriazione".E' dunque necessario, pe... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zione della competenza della Corte d'Appello che il procedimento espropriativo abbia avuto inizio secondo il modulo procedimentale disciplinato dalla citata L. n. 865 del 1971. Risulta altresì necessario che detto procedimento si sia concluso con l'adozione del decreto di esproprio (configurato come condizione dell'azione di opposizione alla stima: Cass., 12 ottobre 2000, n. 13573; Cass., 3 marzo 2006, n. 4703). In presenza di tali condizioni, dunque, la domanda che l'espropriato intenda proporre per la determinazione della indennità di esproprio, tanto nel caso in cui vi sia stato un pronunciamento al riguardo del competente organo, tanto nel caso in cui un simile pronunciamento non vi sia stato, rientra nella competenza della Corte d'Appello in unico grado, ai sensi della L. n. 865 del 1971, art. 19.»

Sintesi: Il decreto di esproprio costituisce un'indefettibile condizione indefettibile dell'azione di determinazione dell'indennità; in sua assenza manca il presupposto per configurare la trasformazione del diritto di proprietà in diritto all'indennizzo, e la domanda deve essere dichiarata inammissibile; in sua presenza sorge contestualmente ed è per ciò stesso azionabile, il diritto del proprietario a percepire de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zzo, ormai non più subordinato alla sua liquidazione in sede amministrativa.

Sintesi: L'espropriando non può richiedere la determinazione della giusta indennità definitiva né proporre opposizione alla stima di essa compiuta dagli organi amministrativi (o dallo stesso espropriante) in difetto del presupposto idoneo a trasformare il diritto di proprietà in diritto all'indennizzo, che è il decreto di esproprio.

Estratto: «l'azione di determinazione dell'indennità di esproprio trova causa nella procedura espropriativa ritualmente definita mediante la pronuncia del decreto ablativo; il quale segnando il momento del trasferimento della proprietà dell'immobile a titolo originario dell'espropriato all'ente espropriante, nonché della sostituzione del diritto reale del primo in diritto al giusto indennizzo di cui all'art. 42 Cost., costituisce ontologicamente un'indefettibile condizione dell'azione suddetta, risolvendosi in un fatto indispensabile per integrarne la fattispecie costitutiva (v., da ultimo, Cass. sez. un. 4241/2004, 833/1999; 818/1999; 385/1999).Siffatto principio comporta necessariamente che il provvedimento di espropriazione e la sua data costituiscono componente i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e di qualsiasi giudizio avente ad oggetto la determinazione della giusta indennità definitiva, acquistando al riguardo una duplice valenza.Per la prima, non consente di addivenire ad una statuizione sull'ammontare dell'indennità definitiva se non in presenza del provvedimento ablatorio: mancando il quale, dunque, viene meno il presupposto stesso per configurare la trasformazione del diritto di proprietà in diritto all'indennizzo, e la domanda deve essere dichiarata inammissibile.Per la seconda, introduce il corollario per cui, per converso, emanato il provvedimento, sorge contestualmente ed è per ciò stesso azionabile, il diritto del proprietario a percepire detto indennizzo, ormai non più subordinato alla sua liquidazione in sede amministrativa (Corte Cost. 67/1990): perciò identificandosi la vicenda ablatoria anche per il profilo degli effetti favorevoli al proprietario con il momento del decreto di espropriazione, con la conseguenza ulteriore che l'ammontare dell'indennità definitiva deve essere determinato con riguardo alla data del trasferimento coattivo della proprietà, tenendo dunque conto delle caratteristiche dell'immobile espropriato in questo momento (Cass. 3873/2000; 425/2000; 5733/1999; 2279/1999).In alt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... atteso l'indissolubile collegamento esistente tra detti elementi, l'espropriando non può richiedere la determinazione della giusta indennità definitiva né proporre opposizione alla stima di essa compiuta dagli organi amministrativi (o dallo stesso espropriante) in difetto del presupposto idoneo a trasformare il diritto di proprietà in diritto all'indennizzo.»

Sintesi: Anche nei giudizi innanzi alla Giunta Speciale per le Espropriazioni presso la Corte d'Appello di Napoli aventi a oggetto l'opposizione alla stima dell'indennità provvisoria spettante al proprietario per l'espropriazione di un suo bene ubicato nel Comune di Napoli in attuazione del programma straordinario di edilizia residenziale di cui al titolo ottavo della L. 14 maggio 1981, n. 219, il decreto di espropriazione costituisce una condizione dell'azione e deve perciò preesistere alla pronuncia della sentenza che definisce il giudizio.

Estratto: «anche nei giudizi innanzi alla Giunta Speciale per le Espropriazioni presso la Corte d'Appello di Napoli aventi a oggetto l'opposizione alla stima dell'indennità provvisoria spettante al proprietario per l'espropriazione di un suo bene ubicato nel Comune di Napoli in attuazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...mma straordinario di edilizia residenziale di cui al titolo ottavo della L. 14 maggio 1981, n. 219, il decreto di espropriazione costituisce una condizione dell'azione e deve perciò preesistere alla pronuncia della sentenza che definisce il giudizio»

Sintesi: La pronuncia del decreto di esproprio costituisce una condizione dell'azione di opposizione alla stima, ed è, perciò, sufficiente che intervenga prima della decisione della causa, ovvero che sia giunta ad esistenza al momento della statuizione sulla domanda e non anche al momento della proposizione di quest'ultima. E' necessario che sai prodotto agli atti.

Estratto: «a) che, in effetti, la pronuncia del decreto di esproprio costituisce non un presupposto processuale, bensì una condizione dell'azione, di opposizione alla stima, esperita per ottenere la determinazione definitiva della relativa indennità ed è, perciò, sufficiente che intervenga prima della decisione della causa, ovvero che sia giunta ad esistenza al momento della statuizione sulla domanda e non anche al momento della proposizione di quest'ultima (Cass. 4 settembre 1990, n. 9382; Cass. 20 giugno 2000, n. 8388; Cass. 22 novembre 2002, n. 16494; Cass. 2 marzo 2004, n... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...che, tuttavia, il principio secondo cui il Giudice deve porre a base della sua decisione unicamente i fatti allegati dalle parti e l'altro secondo cui i fatti pacifici tra le parti non hanno bisogno di essere provati incontrano un limite allorquando la legge richiede per la prova di tali fatti un atto scritto ad substantiam, ciò che si verifica in relazione al decreto di esproprio, il quale, come ogni provvedimento tipico e nominato, esige una statuizione della Pubblica Amministrazione espressa ed esteriorizzata nell'atto, preordinata alla realizzazione degli specifici effetti per esso previsti dall'ordinamento, onde deve essere dichiarata inammissibile l'opposizione all'indennità di esproprio là dove il decreto medesimo non sia stato prodotto dalle parti né risulti dagli atti la sua esistenza (Cass. 10 agosto 2001, n. 11054). Nella specie, quindi, si osserva:a) che non rileva affatto la circostanza, dedotta dagli odierni ricorrenti, secondo la quale "alcuna contestazione da parte del Comune vi è mai stata a riguardo";b) che i medesimi ricorrenti, a fronte dell'apprezzamento della Corte Territoriale secondo cui il D.P. (loro dante causa) non "ha fornito la prova dell'intervenuta emissione del decreto di espropriazione", si s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i a prospettare che "lo stesso decreto è intervenuto in corso di causa e precisamente in data 19.6.92", senza minimamente specificare le modalità di tempo e di luogo della produzione in giudizio del decreto anzidetto;c) che, del resto, di quest'ultimo non si rinviene traccia negli atti, laddove, in propositi, neppure soccorre la documentazione allegata alla memoria presentata dai ricorrenti ex art. 378 c.p.c., ostandovi il disposto dell'art. 372 c.p.c., comma 1, a norma del quale il deposito di tale documentazione è da considerare inammissibile.»

Sintesi: Per l'indissolubile collegamento che esiste tra indennità di espropriazione e trasferimento del bene attraverso l'espropriazione per pubblica utilità, non può addivenirsi ad una statuizione sull'ammontare dell'indennità definitiva se non in presenza del provvedimento ablatorio, cosicché il decreto di espropriazione costituisce una condizione dell'azione avente ad oggetto detta determinazione.

Estratto: «in relazione al giudizio di opposizione alla stima la Corte di Cassazione, anche a sezioni unite, ha costantemente riaffermato il principio secondo il quale, per l'indissolubile collegamento che esiste tra indennit&... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...espropriazione e trasferimento del bene attraverso l'espropriazione per pubblica utilità, non può addivenirsi ad una statuizione sull'ammontare dell'indennità definitiva se non in presenza del provvedimento ablatorio, cosicché il decreto di espropriazione costituisce una condizione dell'azione avente ad oggetto detta determinazione (Cass. SS.UU. 22 novembre 1999, n. 818; 25 ottobre 1999, n. 746 Cass. 4 settembre 1999, n. 9382) la cui esistenza giuridica va accertata nel relativo giudizio anche di ufficio, essendo in difetto di tale decreto l'azione improponibile (Cass. 28 agosto 1999, n. 9055; 10 luglio 1999, n. 7256; 19 maggio 1998, n. 4985).Ne deriva che la Corte di appello, ove il decreto di espropriazione non sia stato emesso, ha il potere di rilevare, in sede di giudizio di opposizione alla stima, nei limiti delle risultanze degli atti, la mancanza dell'atto idoneo a determinare il trasferimento della proprietà dal proprietario al beneficiario dell'espropriazione.L'azione di opposizione alla stima è pertanto improponibile.»



 
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