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La prova dell'immissione in possesso

In tema di occupazione destinata alla realizzazione di un'opera pubblica, poiché la legge richiede per la prova dello spossessamento la formale redazione del verbale di consistenza e di immissione in possesso, quale atto scritto ad substantiam, è inammissibile la prova testimoniale espletata a norma dell'art. 2724 c.c. n. 1, posto che per gli atti a forma solenne l'art. 2725 c.c. limita le deroghe al divieto di prova testimoniale al caso di cui all'art. 2724 n. 3.

Il titolo per l'immissione in possesso

L'immissione in possesso coattiva può avvenire solo a seguito di un decreto di occupazione d’urgenza previsto dall’art. 22 bis del D.P.R. n. 327/2001 ovvero di un decreto di esproprio previsto dal successivo art. 23. In assenza di alcuno di tali atti sono illegittimi sia l’avviso di immissione in possesso che la sua conseguente attuazione, per la mancanza del necessario atto presupposto, con la conseguenza che il bene deve essere restituito rimesso al pristino stato.

Occupazione per pubblica utilità di un bene sottoposto a sequestro giudiziario

La sottoposizione dell’area a sequestro preventivo penale (per la presenza di una discarica non autorizzata di rifiuti speciali), è vincolo contingente di indisponibilità, che non elide l’interesse del privato alla conservazione delle sue facoltà dominicali sull’area medesima occupata dalla p.a.

L'avviso di immissione in possesso

L’art. 49 d.p.r. 327/2001 non scandisce i tempi del procedimento. Ne consegue che non può essere favorevolmente apprezzata la doglianza con cui è lamentata la comunicazione dell'occupazione avvenuta solo pochi giorni prima dell'attuazione del provvedimento.

L'immissione in possesso nell'occupazione per pubblica utilità

La redazione del verbale di immissione in possesso in favore dell'ente espropriante, in conseguenza della pronuncia di un decreto di occupazione, fa presumere che la P.A., beneficiaria dell'occupazione stessa, si sia effettivamente impossessata dell'immobile e, nel contempo, esonera il proprietario espropriato dall'onere di provare l'avvenuto spossessamento. Dunque, se restituzione non vi è stata, possessore del bene risulta essere l'ente che ha provveduto alla sua occupazione, di modo ...

Occupazione coattiva e ICI

Ai fini della soggezione all'imposta comunale sugli immobili, l'occupazione di urgenza, per il suo carattere coattivo, non priva il proprietario del possesso dell'immobile in quanto il bene, finché non interviene il decreto di esproprio o comunque l'ablazione, continua ad appartenere a lui - tanto che per tal motivo gli si riconosce un'indennità per l'occupazione - mentre nell'occupante, che riconosce la proprietà in capo all'espropriando, manca l'"animus rem sibi habendi ...

La proroga legale dei termini di durata dell'occupazione temporanea per motivi di pubblica utilità

A differenza della L. n. 385 del 1980, del D.L. 28 luglio 1981, n. 396, convertito in L. 25 settembre 1981, n. 535, del D.L. 29 maggio 1982, n. 298, convertito in L. 29 luglio 1982, n. 481, e della L. 23 dicembre 1982, n. 943, il D.L. n. 901 del 1984 e il D.L. n. 534 del 1987, come pure la L. n. 158 del 1991, incisero in maniera diretta ed immediata sulla durata dei periodi di occupazione temporanea, così come concretamente determinata dall'autorità amministrativa, differendone nel ...

Occupazione per pubblica utilità: permanenza della detenzione in capo a soggetti estranei alla amministrazione occupante

Intervenuta l'immissione in possesso, l'eventuale successiva permanenza nel godimento del fondo del proprietario deve ascriversi a mera tolleranza dell’amministrazione espropriante.

Proroga della pubblica utilità e dell'occupazione

Attesa l'autonomia esistente tra il procedimento di espropriazione e quello di occupazione d'urgenza, la proroga legittimamente disposta dei termini di inizio e di ultimazione dei lavori non incide sui termini di occupazione e non ne determina un'automatica proroga.

La proroga amministrativa dell'occupazione d'urgenza

Il provvedimento di proroga dell’efficacia dell’occupazione d’urgenza non è un atto recettizio, attesocchè è idoneo a produrre i suoi effetti nella sfera giuridica dei soggetti espropriati a prescindere dalla conoscenza che ne abbiano questi ultimi, non essendo necessaria per la sua efficacia la collaborazione dei destinatari. Pertanto, risulta sufficiente che il decreto di proroga venga adottato e non anche notificato prima della scadenza dell’efficaci ...

Limiti alla proroga dell'occupazione d'urgenza

L'art. 20, comma 2, della L. n. 865/1971 stabilisce che l’occupazione di urgenza delle aree da espropriare “può essere protratta fino a cinque anni dalla data di immissione del possesso”. La giurisprudenza di legittimità ha qualificato tale termine come perentorio e non prorogabile e tale conclusione è facilmente evincibile dal chiaro dato letterale: l’art. 20 parla di “protrazione” del termine, lasciando intendere che l’amministrazion ...

La durata dell'occupazione temporanea in rapporto ai termini della pubblica utilità

È illegittima l'occupazione protrattasi sine titulo per la mancata adozione di un formale provvedimento di esproprio entro il termine stabilito nell’approvazione del progetto dell’opera, avente valore di dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza dei lavori.

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