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Titolo edilizio: istanza

Il silenzio - assenso in edilizia rappresenta un caso di silenzio - accoglimento e trova applicazione allorquando la domanda di concessione o di autorizzazione edilizia sia conforme alla disciplina legislativa di base, per cui il relativo provvedimento positivo costituisce atto dovuto.

Titolo edilizio, misure antisismiche

Nel T.U. Edilizia la normativa riguardante le opere in zone sismiche ha come ambito di applicazione oggettivo non le nuove costruzioni, ma «tutte le costruzioni la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità». Viene applicato cioè un concetto autonomo rispetto ad altre classificazioni valevoli nella disciplina edilizia, e tendenzialmente omnicomprensivo di tutte le vicende in cui si tratti della realizzazione di un’opera edilizia rilevante per la pubblica incolumità.

Titolo edilizio: mutamento di destinazione d'uso

Il mutamento di destinazione d’uso segue il regime abilitante proprio dell’intervento edilizio al quale si accompagna o cui è associata, non assurgendo ad intervento autonomo e distinto da quello principale.

Natura vincolata del titolo edilizio

Il potere di rilascio dei titoli edilizi si risolve nell’esercizio di un’attività vincolata, nel senso che ogni valutazione discrezionale amministrativa va rintracciata in sede di redazione dello strumento generale di pianificazione urbanistica; in taluni casi, tuttavia, la verifica di compatibilità tra previsioni generali urbanistiche e loro applicazione al momento della presentazione di una proposta progettuale di uno specifico intervento si colora di indiscussi momen ...

Titolo edilizio per la ricostruzione

Ove il risultato finale dell’attività demolitoria-costruttiva non coincida, per volumetria o sagoma, con il manufatto preesistente, l’intervento deve essere qualificato come “nuova costruzione” e necessita del permesso di costruire.

L'assenza di strumenti urbanistici attuativi non giustifica di per sé il diniego del titolo edilizio

La previsione di piano che subordina l’edificazione alla preventiva approvazione di strumento attuativo non può validamente giustificare il diniego di permesso di costruire allorché risulti un adeguato livello di urbanizzazione primaria e secondaria e una pressoché completa edificazione.

Presupposti del rilascio del permesso di costruire in deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici

L’interesse pubblico che consente il rilascio del permesso di costruire in deroga ai sensi dell’art. 14 D.P.R. 380/2001 non deve necessariamente attenere al carattere pubblico dell’edificio o del suo utilizzo, ma è sufficiente che coincida con gli effetti benefici per la collettività che dalla deroga potenzialmente derivano, in una logica di ponderazione e contemperamento calibrata sulle specificità del caso, ed esulante da considerazioni meramente finanziarie.

Violazioni delle norme edilizie sulle misure antisismiche

In materia di reati antisismici, integra le contravvenzioni di cui al D.P.R. n. 380 del 2001, artt. 93 e 94, qualsiasi intervento edilizio, con la sola eccezione di quelli di semplice manutenzione ordinaria, effettuato in zona sismica, comportante o meno l'esecuzione di opere in conglomerato cementizio armato.

Mutamento di destinazione di uso di un immobile con e senza realizzazione di opere edilizie

A fronte di un mutamento rilevante della destinazione d’uso, sia perché implicante una migrazione dell’attività da esercitare da una all’altra delle categorie funzionali ex art. 23-ter, co. 1, del TU edilizia, sia perché altresì accompagnato da opere edilizie, si deve concludere che – dal punto di vista del titolo edilizio occorrente – non possa essere sufficiente procedere nelle forme della SCIA bensì occorra preventivamente munirsi di un permesso di costruire.

Diffida emessa dal rappresentante del creditore

Anche se la diffida normalmente proviene direttamente dal creditore, quale titolare esclusivo dell’interesse da gestire, già una risalente giurisprudenza ammetteva l’efficacia della diffida intimata dal rappresentante fornito di procura del creditore, portata a conoscenza del debitore adeguatamente, come quella emessa dal difensore che dichiari di agire in nome e per conto del creditore-assistito. In tale eventualità, sorse il problema se la procura dovesse essere, o meno, conferita per iscritto

La diffida: requisiti formali e pubblicità

La diffida ad adempiere consta di tre elementi: l’intimazione dell’adempimento, l’indicazione del tempo concesso al debitore, la menzione dell’effetto risolutivo qualora il debitore non assolva ai suoi obblighi entro il termine stabilito. La disposizione in commento prevede l’adozione della forma scritta. A tal proposito, alcuni ritengono che dovrà avere sempre forma scritta, altri che il vincolo formale sia l'eccezione, e che quindi vada imposto solo nei casi espressamente previsti dalla legge.

L'intimazione ad adempiere

La diffida produce i suoi effetti quando perviene nella sfera di conoscibilità del debitore, sulla base della presunzione di conoscenza degli atti recettizi che pervengono all’indirizzo del destinatario. Si dispone che la proposta, l’accettazione, la loro revoca ed ogni altra dichiarazione diretta a una determinata persona si reputano conosciute nel momento in cui giungono all’indirizzo del destinatario, se questi non prova di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia

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