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Il contradittorio nelle sanzioni e sanatorie edilizie


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titolo:PARTECIPAZIONE AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO - comunicazioni, osservazioni, controdeduzioni e contraddittorio
anno:2018
pagine: 2232 in formato A4, equivalenti a 3794 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
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PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> SANATORIE EDILIZIE

I provvedimenti di diniego del condono edilizio non devono essere preceduti dalla comunicazione dell'avvio del procedimento, perché i procedimenti finalizzati alla sanatoria degli abusi edilizi sono avviati su istanza di parte.

Il diniego di condono edilizio, in quanto provvedimento vincolato, non richiede alcuna comunicazione preventiva dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

Il comproprietario non ha diritto di ricevere il preavviso di rigetto dell'istanza di accertamento di conformità formulata unicamente da un altro dei comproprietari.

In una situazione di incertezza sulla reale titolarità del bene, una completa dialettica procedimentale e/o interlocuzione con l'interessato,può fornire sicuri elementi di approfondimento sul punto della contestata proprietà dell'area oggetto di condono e la sua omissione costituisce ragione di illegittimità dell'eventuale diniego.

L'ordine di demolizione di opere abusive non necessita della comunicazione di avvio del procedimento.

L'Amministrazione non è tenuta ad inviare all'istante la comunicazione di avvio del proc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... diniego alla domanda di condono trattandosi di procedimenti a contenuto strettamente vincolato senza che vi siano margini di discrezionalità da parte della P.A., di talché non sarebbe stato possibile alcun apporto partecipativo idoneo a modificare il contenuto del procedimento definitivo.

Non è illegittimo l'atto di annullamento del condono edilizio in caso di mancata comunicazione di avvio del procedimento, nel caso in cui la revoca del provvedimento si basi sulla mancata conformità dell'autodichiarazione rispetto a quanto prospettato nella domanda originaria, posto che l'esito della decisione non avrebbe potuto essere diverso.

Non sussiste alcun obbligo in capo all'Amministrazione comunale di informare i responsabili dell'abuso della possibile esperibilità dello strumento della sanatoria o del condono in quanto lo strumento di cui all'art 36 del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 può essere azionato liberamente dalla parte interessata ove ne ricorrano i presupposti di legge.

Laddove la normativa locale vigente prevede la possibilità dell'Amministrazione di opporsi agli interventi sul patrimonio edilizio esistente di modesta entità anche da assentire in sanatoria, per ragioni prettame... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...he, il potere discrezionale in capo alla stessa, dotato di per sé di ampia latitudine, deve ritenersi soggetto, parallelamente, ad un obbligo motivazionale particolarmente stringente, implicante la chiara ed esaustiva enunciazione delle ragioni che eventualmente inducono a considerare l'intervento edilizio non funzionale al perseguimento degli obiettivi indicati.

L'omessa acquisizione del parere della commissione edilizia, ai fini della decisione di una domanda di sanatoria, non costituisce vizio procedimentale invalidante se non nei casi espressamente previsti dal Regolamento Comunale.

I provvedimenti repressivi degli abusi edilizi non devono essere preceduti dalla comunicazione dell'avvio del procedimento perché trattasi di provvedimenti tipizzati e vincolati, che presuppongono un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate e sul carattere non assentito delle medesime.

La condizione di vicinanza con l'area interessata dalle opere oggetto di sanatoria non è di per sé sufficiente ad obbligare l'Amministrazione comunale alla comunicazione dell'avvio del procedimento.

L'esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce manifestazione di attività ammin... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...overosa, con la conseguenza che i relativi provvedimenti costituiscono atti vincolati per la cui adozione non è necessario l'invio della comunicazione di avvio del procedimento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell'atto.

L'ordine di demolizione conseguente all'accertamento della natura abusiva delle opere edilizie, come tutti i provvedimenti sanzionatori edilizi, è un atto dovuto e come tale non deve essere preceduto dall'avviso di cui all'art. 7 L. n. 241/1990 trattandosi di una misura sanzionatoria per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche secondo un procedimento di natura vincolata precisamente tipizzato dal legislatore e rigidamente disciplinato dalla legge.

È illegittimo il provvedimento di rigetto dell'istanza di sanatoria ovvero l'emanazione dell'ordinanza di demolizione basata esclusivamente sul contrasto "formale" tra un precedente atto di donazione dell'immobile in esame e quanto dichiarato in sede di presentazione della suddetta istanza di sanatoria, omettendo di interloquire sul punto con il ricorrente non realizzando un contraddittorio che determina il sorgere di un vizio di istruttoria.

Ai fini dell'adozione degli atti di repressione degli illec... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... non è richiesto l'apporto partecipativo del destinatario.

L'ordine di demolizione non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di atto dovuto e rigorosamente vincolato con riferimento al quale non sono richiesti apporti partecipativi del privato.

L'ingiunzione di demolizione di un manufatto abusivo, emessa successivamente all'adozione di un diniego di concessione edilizia in sanatoria, non necessita del previo avviso di avvio del procedimento amministrativo ex art. 7, l. 7 agosto 1990 n. 241, trattandosi di atto vincolato e meramente conseguenziale nell'ambito di un procedimento sanzionatorio sostanzialmente unitario.

L'ordine di demolizione, in quanto atto dovuto e dal contenuto rigidamente vincolato, presupponente un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate e sul carattere non assentito delle medesime, non richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento.

L'esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce manifestazione di attività amministrativa doverosa, con la conseguenza che i relativi provvedimenti, costituiscono atti vincolati per la cui adozione non è necessario l'invio della comunicazione di avvio d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell'atto.

L'ordinanza di demolizione in quanto atto vincolato non richiede comunicazione di cui all'art. 7 legge 241/1990.

L'ordine di demolizione conseguente all'accertamento della natura abusiva delle opere è un atto dovuto che non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Gli ordini di demolizione, quali provvedimenti repressivi di abusi edilizi, non soggiacciono all'onere procedimentale fissato dall'art. 7 della legge n. 241/90, trattandosi di provvedimenti a carattere strettamente vincolato sul cui contenuto non può in alcun modo incidere l'apporto partecipativo del destinatario dell'atto.

E' legittimo il diniego di condono edilizio straordinario ex art. 32 d.l. n. 269 del 2003 non preceduto dalla comunicazione all'interessato dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza.

Nei confronti di un ordine di demolizione di opere edili abusive non trova applicazione l'obbligo di comunicare l´avvio dell´iter procedimentale in ragione della natura vincolata del potere repressivo esercitato che rende di per sé inconfigurabile un qualunque apporto partecipativo del privato.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...Laddove il diniego di concessione edilizia in sanatoria si imponga come atto dovuto (il che avviene, in particolare, in caso di dolosa infedeltà della domanda di condono), la mancata comunicazione del preavviso di rigetto dequota a mera irregolarità.

Il procedimento di accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001) non richiede la comunicazione di avvio, essendo ad istanza di parte.

Il diniego di accertamento di conformità non deve essere preceduto da un'audizione formale dell'interessato, non essendo tale adempimento previsto dalla normativa in materia.

Il provvedimento di diniego di un'istanza di accertamento di conformità in larga parte confermativa rispetto ad una precedente domanda di sanatoria respinta non necessita di essere preceduta da un nuovo preavviso di rigetto.

La P.A. non è tenuta a chiedere alcuna integrazione documentale nell'ipotesi in cui l'istanza di accertamento di conformità sia completamente priva di documentazione e non identifichi univocamente l'immobile da regolarizzare, giacché in siffatta evenienza la P.A. non è messa in condizione di apprezzare la consistenza dell'abuso (metri quadri, tipologia).

L'ente local... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...; ritenersi onerato a disporre un'integrazione documentale solo in relazione ad una documentazione prodotta e tuttavia priva di tutti gli elementi necessari per la decisione amministrativa, ma non può mai essere invocata laddove il documento non sia stato affatto presentato.

Il diniego di sanatoria non preceduto dalla notifica del preavviso di rigetto non può essere annullato qualora la P.A. abbia dimostrato che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.

Gli atti di repressione degli abusi edilizi hanno natura urgente e strettamente vincolata (essendo dovuti in assenza di titolo per l'avvenuta trasformazione del territorio), con la conseguenza che, ai fini della loro adozione, non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario.

Investito della richiesta di parere sulla domanda di condono, l'Ente Parco è tenuto a inviare solo al Comune la comunicazione dell'avvio del procedimento, posto che le garanzie partecipative ex legge n. 241/1990 non attengono al procedimento di secondo grado che coinvolge il rapporto interorganico fra l'autorità locale e l'Ente Parco chiamato ad esprimersi nei termini brevi previsti dalle disposizioni.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ave; necessaria la previa comunicazione di avvio del procedimento prima del diniego di nulla-osta al condono edilizio per vincolo archeologico, in quanto il procedimento è attivato ad iniziativa della stessa parte interessata, che ne conosce la pendenza e ha rappresentato le proprie posizioni nell'atto di avvio del procedimento medesimo.

Poiché i provvedimenti di diniego di condono sono emessi a conclusione di procedimenti attivati ad istanza di parte, la comunicazione di avvio non è necessaria.

Il contenuto rigidamente vincolato che caratterizza gli atti sanzionatori in materia edilizia, tra cui l'ordine di demolizione, esclude che gli stessi debbano essere preceduti dalla comunicazione d'avvio del relativo procedimento.

La partecipazione dell'interessato al procedimento amministrativo preordinato alla comminatoria di una sanzione per abuso edilizio deve essere assicurata mediante l'invio della comunicazione di avvio o un suo effettivo coinvolgimento nell'attività istruttoria.

Nelle ipotesi in cui sia chiesta la sanatoria di opere abusive che incidono su parti comuni, il condominio estraneo all'abuso deve essere coinvolto nel procedimento, dal momento che le opere potrebbero essere fonte di ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l condominio sotto svariati profili edilizi e civilistici.

In ragione del contenuto rigidamente vincolato che li caratterizza, gli atti sanzionatori in materia edilizia, tra cui l' ordine di demolizione di costruzione abusiva, non devono essere preceduti dalla comunicazione d' avvio del relativo procedimento.

Nei procedimenti di sanatoria edilizia è obbligatorio l'invio della comunicazione di avvio del procedimento: l'obbligatorietà dell'invio di tale comunicazione è stata infatti estesa ai procedimenti ad istanza di parte dalla legge 11 febbraio 2005, n. 15 che all'art. 8, comma 2 (che prevede ciò che deve essere indicato nella comunicazione stessa) ha aggiunto la lettera c-ter) che dispone di indicare "nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data di presentazione della relativa istanza".

È legittimo il diniego di condono edilizio straordinario, ex art. 32 d.l. 269/2003 non preceduto dalla comunicazione all'interessato dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, sia in quanto la violazione dell'art. 10-bis, legge 241/1990 non è invocabile in relazione a provvedimenti di carattere vincolato, sia in quanto tale ultima norma non è applicabile a procedimenti connotati ex l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti di assoluta specialità.

L'avvio del procedimento non deve essere comunicato al soggetto che presenta l'istanza di accertamento di conformità, poiché tale adempimento costituisce un inutile aggravamento del procedimento, atteso che l'interessato ha certamente conoscenza dell'esistenza dello stesso, di talché l'avviso di avvio sarebbe una mera duplicazione di formalità.

La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria in caso di rigetto dell'istanza di condono, poiché questo è un provvedimento ad istanza di parte.

Un soggetto che ha dimostrato più volte il suo interesse alla vicenda edilizia, presentando ricorsi al Tribunale amministrativo, ha diritto di ottenere la comunicazione di avvio del procedimento da parte del Comune, là dove venga presentata domanda di regolarizzazione a posteriori della costruzione realizzata in prossimità del confine di proprietà.

L'Amministrazione ha l'obbligo di pronunciarsi sull'istanza di applicazione di una misura alternativa alla demolizione.

La comunicazione d'avvio del procedimento non è necessaria nei procedimenti iniziati ad istanza di parte come quello ex art. 36 T.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
La mancata comunicazione del preavviso di rigetto non vizia il diniego dell'istanza di sanatoria qualora essa si ponga, alla luce delle risultanze istruttorie, come un provvedimento di carattere vincolato.

La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria nei procedimenti avviati ad istanza di parte.

Con riguardo al provvedimento di rigetto dell'istanza di accertamento di conformità non è dovuta la comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di procedimento avviato ad istanza di parte.

Non sussiste l'obbligo per l'Amministrazione di provvedere alla comunicazione d'avvio in caso di rigetto dell'istanza di concessione in sanatoria, essendo il relativo procedimento attivato ad istanza di parte.

La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria ove il procedimento, come quello di sanatoria, sia iniziato ad istanza di parte giacché in tali ipotesi i soggetti interessati sono già edotti circa la pendenza del procedimento, che hanno essi stessi provocata, e sono quindi in grado di prendere parte allo stesso partecipando alla fase istruttoria del procedimento medesimo.

Quando è proposta una domanda volta ad ottenere il rilascio ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o edilizio, il vicino del richiedente può intervenire nel corso del relativo procedimento e può impugnare il provvedimento che accolga l'istanza, ma non ha titolo a ricevere l'avviso dell'avvio del procedimento in quanto ciò comporterebbe un aggravio del procedimento, in palese violazione dei principi di economicità ed efficacia dell'attività amministrativa.

È legittimo il diniego di condono non preceduto dalla comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza, in quanto l'art. 10 bis della l. n. 241/1990 non è applicabile a procedimenti connotati ex lege – come, appunto, quello di cui all'art. 32 d.l. 269/2003 – da tratti di assoluta specialità ed autonomamente regolati in tutti i loro passaggi in cui è consentita l'adeguata partecipazione dell'interessato.

Il diniego della concessione in sanatoria deve essere preceduto dal preavviso di diniego di cui all'art. 10-bis legge 241/1990 e la relativa mancanza non può essere sanata ex art. 21-octies, co. 2, legge 241/1990 qualora dal provvedimento non si evincano le ragioni per le quali le opere realizzate non sono conformi alla normativa urbanistica.

In tema di diniego di condono edilizio, l'om... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... preavviso di rigetto non determina l'annullabilità del provvedimento, trattandosi di attività del tutto vincolata.

Il privato che attivi la procedura di sanatoria dell'immobile abusivo non ha diritto ad alcuna comuncazione di avvio del procedimento.

La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria nei procedimenti ad istanza di parte, come i procedimenti di sanatoria edilizia.

La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria qualora i procedimenti siano intrapresi ad istanza della parte, come accade nel procedimento per la concessione del cd. condono edilizio.

PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> SANATORIE PAESAGGISTICHE

Nel caso in cui sia accertato che la sanatoria paesaggistica non avrebbe potuto essere comunque rilasciata in quanto l'opera consisteva nella realizzazione di nuovi volumi, l'omissione del preavviso di rigetto non ha effetti invalidanti ai sensi dell'art. 21-octies, co. 2, legge 241/1990.

PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> SANZIONI AMMINISTRATIVE LEGGE 689/1981

L'obbligo di adempiere alla richiesta della persona interessata di essere ascoltato prima dell'irrog... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...na sanzione amministrativa di tipo pecuniario, sancito dall'art. 18, co. 2, legge 689/1981, non può estendersi analogicamente agli altri procedimenti e, comunque, non risulta contemplato dalla normativa in materia di ricorsi amministrativi.

In tema di ordinanza ingiunzione per l'irrogazione di sanzioni amministrative - emessa a conclusione del procedimento amministrativo della legge 689/1981 - la mancata audizione dell'interessato che ne abbia fatto richiesta in sede amministrativa non comporta la nullità del provvedimento, in quanto, riguardando il giudizio di opposizione il rapporto e non l'atto, gli argomenti a proprio favore che l'interessato avrebbe potuto sostenere in sede di audizione dinanzi all'autorità amministrativa ben possono essere prospettati in sede giurisdizionale.

PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> SANZIONI EDILIZIE

E' illegittima la sanzione notificata all'acquirente di un immobile insistente in una lottizzazione abusiva senza la preventiva notifica dell'avviso di inizio del procedimento, il quale, attivando un contraddittorio con gli interessati, può consentire a costoro di interloquire con il Comune sul punto rilevante, ovvero sulle concrete circostanze dell'ac... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cui può desumersi o escludersi la loro mala fede.

Deve escludersi la necessità della comunicazione d'avvio del procedimento sanzionatorio quando l'emanazione del provvedimento recante l'ingiunzione di demolizione sia stata preceduta dalla comunicazione dell'ordinanza di sospensione dei lavori, emanata ai sensi dell'art. 27 comma 3 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, o del previgente e omologo art. 4 comma 3 della legge 28 febbraio 1985, n. 47; e questo anche laddove l'ordinanza ex art. 31 del d.P.R. n. 380/2001 sia stata emanata con riferimento a opere ulteriori rispetto a quelle indicate nell'ordinanza di sospensione dei lavori, se attinenti comunque ad unico compendio edilizio.

Non occorre alcun avviso di avvio del procedimento per gli atti sanzionatori in materia edilizia, tra cui l'ordine di demolizione della costruzione abusiva, in ragione del carattere vincolato dell'atto.

Nel caso di diniego di concessione edilizia in sanatoria su istanza di condono, la successiva ordinanza di demolizione non è viziata per violazione dell'art. 7 della l. n. 241 del 1990 in mancanza di comunicazione ai destinatari, in quanto, essendo stata adottata all'esito del procedimento avviato con istanza di condono dell'interessato, non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ell'ambito di applicazione dello stesso art. 7.

Nei procedimenti preordinati all'emanazione di ordinanze di demolizione di opere edili abusive non trova applicazione l'obbligo di comunicare l'avvio dell'iter procedimentale in ragione della natura vincolata del potere repressivo esercitato, che rende di per sé inconfigurabile un qualunque apporto partecipativo del privato, con la conseguenza che le norme sulla partecipazione del privato al procedimento amministrativo non vanno applicate meccanicamente e formalmente; si tratta, in particolare, di un procedimento che sorge in virtù di un presupposto di fatto, l'abuso, di cui l'interessato deve essere considerato ragionevolmente a conoscenza, rientrando nella propria sfera di controllo.

L'ordine di demolizione conseguente all'accertamento della natura abusiva delle opere edilizie, come tutti i provvedimenti sanzionatori edilizi, è un atto dovuto e, in quanto tale, non deve essere preceduto dall'avviso ex art. 7, l. 7 agosto 1990, n. 241, trattandosi di una misura sanzionatoria per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche secondo un procedimento di natura vincolata precisamente tipizzato dal legislatore e rigidamente disciplinato dalla legge; pertanto, trattandos... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o volto a reprimere un abuso edilizio, esso sorge in virtù di un presupposto di fatto, ossia l'abuso, di cui il ricorrente deve essere ragionevolmente a conoscenza, rientrando nella propria sfera di controllo.

Va esclusa la necessità della previa comunicazione di avvio del procedimento per i provvedimenti repressivi degli abusi edilizi, finalizzati al ripristino dell'assetto urbanistico violato e applicanti la sanzione prevista ex lege, aventi pertanto carattere vincolato.

E' illegittima una motivazione (nella specie inerente la volumetria assentibile) esplicitata per la prima volta nell'ordine di demolizione, senza mai essere stata oggetto di un contraddittorio procedimentale tra le parti.

L'ordine di demolizione di opere abusive (perché realizzate in assenza del necessario titolo abilitativo) non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi dell'articolo 7 della legge n. 241 del 1990, in considerazione della natura vincolata del potere di repressione degli abusi edilizi.

Non sussiste la necessità di comunicare l'avvio del procedimento volto all'adozione dell'ordine demolitorio dell'abuso edilizio, stante il carattere vincolato del provvedimento.

[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...strazione non ha la necessità di instaurare il contraddittorio procedimentale volto all'adozione dell'ordine demolitorio dell'abuso edilizio, stante il carattere vincolato del provvedimento.

Poiché gli atti repressivi degli abusi edilizi sono atti dovuti, che seguono un procedimento vincolato e precisamente tipizzato dalla normativa e si basano, oltretutto, su un presupposto di fatto, la costruzione abusiva, che rientra nella sfera di controllo del destinatario ed è quindi ragionevolmente da lui conosciuto, ne consegue che l'avviso di inizio del procedimento non è dovuto.

I provvedimenti repressivi degli abusi edilizi non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento.

L'ordine di demolizione di opere edilizie abusive è atto dovuto e rigorosamente vincolato in ordine al quale non sono richiesti apporti partecipativi del destinatario.

Nei procedimenti relativi alla repressione di abusi edilizi non deve essere inviata all'interessato alcuna comunicazione di inizio procedimento.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia, dato il loro contenuto vincolato sia nell'an che nel quid, non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio del relativo pro... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i sensi dell'art. 7 l n. 241 del 1990 e non richiedono apporti partecipativi del soggetto destinatario, motivo per cui il privato non può mai meramente dolersi della mancata comunicazione di avvio, ma deve anche quantomeno indicare quali sono gli elementi conoscitivi che avrebbe introdotto nel procedimento ove avesse ricevuto la comunicazione.

In caso di ordine di demolizione di opere edilizie abusive, non occorre la comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell' art. 7, L. n. 7 agosto 1990 n. 241, trattandosi di atto dovuto e rigorosamente vincolato, in ordine al quale non sono richiesti apporti partecipativi del destinatario.

Il provvedimento di acquisizione al patrimonio conseguente l'inottemperanza all'ordine di demolizione dell'abuso edilizio accertato è un atto meramente esecutivo e dichiarativo a carattere obbligatorio, per il quale non sussiste alcun obbligo in capo all'Amministrazione di analizzare le osservazioni prodotte dal sanzionato.

Il procedimento di accertamento degli abusi edilizi ai fini della loro repressione costituisce manifestazione di attività amministrativa doverosa i cui relativi provvedimenti finali, quali l'ordinanza di demolizione o di ripristino in stato, costituiscono atti vi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... i quali non ricorre in capo all'Amministrazione procedente alcun obbligo di comunicazione di avvio del procedimento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell'atto.

L'ordinanza di demolizione non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell'atto.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia, tra cui l'ordine di demolizione di costruzione abusiva, in ragione del contenuto rigidamente vincolato non devono essere preceduti dalla comunicazione d'avvio del relativo procedimento.

L'ordine di demolizione di opere abusive realizzate in assenza del necessario titolo abilitativo non deve essere preceduto dalla comunicazione di cui all'art. 7 della legge n. 241 del 1990, in considerazione della natura vincolata del potere di repressione degli abusi edilizi.

La comunicazione di avvio del procedimento è superflua ai fini dell'adozione degli atti di repressione di illeciti edilizi.

Il procedimento sanzionatorio volto alla repressione di abusi edilizi costituisce attività amministrativa vincolata che, pertanto può prescindere dalla partecipazione dei soggetti ad esso interessati, non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'Amministrazione ha comunicare l'avvio del procedimento.

È illegittimo l'ordine di demolizione emesso in seguito all'emanazione del preavviso di rigetto senza attendere l'integrale decorso del termine previsto a favore del destinatario per produrre le proprie controdeduzione per violazione degli artt. 10 bis della legge n. 241 e dell'art. 38 del D.P.R. n. 380/2001, articolo quest'ultimo che, disciplinando le conseguenze dell'annullamento di un titolo edilizio, prevede che la rimozione dell'opera illegittima sia subordinata al preventivo tentativo di rimozione dei vizi dell'opera. Solo in luogo di tale impossibilità si procederà alla rimessa in pristino della situazione di fatto ovvero, dove ciò risulti impossibile, verrà applicata una sanzione pecuniaria avente gli effetti del c.d. "accertamento di conformità".

L'ordine di demolizione, in quanto atto dovuto e dal contenuto rigidamente vincolato, presupponente un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate e sul carattere non assentito delle medesime, non richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento.

Non è configurabile l'obbligo di avviso dell'avvio del procedimento in caso di attività vincol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ella volta alla repressione degli abusi edilizi non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell'atto.

L'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 L. 241/1990; non si applica ai provvedimenti sanzionatori in materia edilizia considerato il loro carattere vincolato.

L'esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce attività vincolata della pubblica amministrazione e, pertanto, i relativi provvedimenti, quali l'ordinanza di demolizione, costituiscono atti vincolati per la cui adozione non è necessario l'invio di comunicazione di avvio del procedimento, non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell'atto.

E' esclusa l'obbligatorietà della comunicazione di avvio del procedimento nel caso di procedimenti sanzionatori in materia edilizia poggianti su accertamenti tecnici.

La natura vincolata delle determinazioni in materia di abusi edilizi e, quindi, anche delle determinazioni di sanatoria, esclude la possibilità di apporti partecipativi dei soggetti interessati e, conseguentemente, di un obbligo di previa comunicazione di avvio del procedimento o dei motivi ostativi all'accoglimento della relativa domanda.
<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...dinanza di demolizione costituisce un atto dovuto e, in quanto tale, non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di una mera misura sanzionatoria adottata in esito all'accertamento dell'inosservanza di disposizioni in materia edilizia, secondo un procedimento di natura vincolata tipizzato dal legislatore e rigidamente disciplinato.

La comunicazione di avvio del procedimento deve ritenersi superflua ai fini dell'adozione degli atti di repressione degli illeciti edilizi; tali procedimenti infatti sono tipizzati, in quanto compiutamente disciplinati da legge speciale e caratterizzati dal compimento di meri accertamenti tecnici sulla consistenza e sul carattere abusivo delle opere realizzate, e non richiedono pertanto l'apporto partecipativo del destinatario, e ciò anche a prescindere dall'applicabilità dell'art. 21-octies della legge n. 241/1990.

I provvedimenti repressivi, in materia di abusi edilizi, non devono necessariamente essere preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di atti dovuti ad emanazione vincolata.

Il provvedimento di sospensione dei lavori di lottizzazione abusiva, nonostante la sua natura vincolata, deve essere preceduto dall'avviso di a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ocedimento.

L'amministrazione non ha l'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento di demolizione dal momento che viene in rilievo un atto vincolato e non essendovi spazio per momenti partecipativi del destinatario dell'atto.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia, tra cui l'ordine di demolizione di costruzione abusiva, non devono essere preceduti dalla comunicazione d'avvio del relativo procedimento.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia, dato il loro contenuto vincolato non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio del relativo procedimento ai sensi dell'art. 7 l n. 241 del 1990 e non richiedono apporti partecipativi del soggetto destinatario.

L'esercizio dell'attività repressiva in materia edilizia costituisce attività vincolata che non richiede la partecipazione del soggetto.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia, tra cui l'ordine di demolizione di costruzione abusiva, presentano un contenuto rigidamente vincolato per cui non devono essere preceduti dalla comunicazione d'avvio del relativo procedimento.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia, atteso il contenuto rigidamente vincolato, non devono essere preceduti dalla comunicazione d'avvio del r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cedimento.

La comunicazione di avvio del procedimento amministrativo, prescritta dall'art. 7 della legge 7 agosto 1990 n. 241, deve ritenersi non richiesta ai fini dell'adozione degli atti di repressione degli abusi edilizi: tali procedimenti, essendo tipizzati, in quanto compiutamente disciplinati da legge speciale e presupponendo meri accertamenti tecnici sulla consistenza e sul carattere abusivo delle opere realizzate, non richiedono l'apporto partecipativo del destinatario.

L'ordinanza di demolizione in quanto atto dovuto e dal contenuto rigidamente vincolato, presupponente un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate e sul carattere non assentito delle medesime, non richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento.

L'ordine di demolizione di opere edilizie abusive non richiede la comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7, L. n. 7 agosto 1990 n. 241, trattandosi di atto dovuto e rigorosamente vincolato, in ordine al quale non sono richiesti apporti partecipativi del destinatario.

La comunicazione di avvio del procedimento non è mai richiesta in presenza di abusi edilizi, in quanto le contestazioni hanno natura urgente e strettamente vincolata (essendo dovu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...za di titolo per l'avvenuta trasformazione del territorio), con la conseguenza che, non essendo richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario, non devono essere preceduti da alcuna comunicazione di avvio del relativo procedimento.

L'ordinanza di demolizione costituisce atto dovuto e rigorosamente vincolato, sicché non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario.

Il procedimento repressivo degli abusi edilizi, in quanto integralmente disciplinato dalla legge speciale e da questa rigidamente vincolato, non richiede la previa comunicazione di avvio ai destinatari dell'atto finale, per cui l'omessa comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 l. 241/1990 non costituisce vizio dell'ordinanza di demolizione.

Le disposizioni dettate dalla l. n. 241 del 1990 in tema di avviso dell'inizio del procedimento non sono applicabili nel caso di procedimento che consegue all'accertamento di abusi edilizi per la cui repressione sono normativamente previsti provvedimenti tipici.

Nei procedimenti preordinati all'emanazione di ordinanze di demolizione di opere edilizie abusive la violazione dell'obbligo di comunicazione dell'avvio dell'iter procedimentale non produce l'annullamento del provvediment... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...br /> Nella repressione dell'attività edilizia abusiva non è necessaria la comunicazione dell'avvio procedimentale di cui all'art. 7, l. n. 241 del 1990, trattandosi di atto dovuto e rigorosamente vincolato.

Il provvedimento di demolizione, in quanto atto dovuto e dalla natura vincolata, non doveva essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Il provvedimento di demolizione, in quanto atto dovuto e dalla natura vincolata, non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

La natura vincolata delle determinazioni in materia di abusi edilizi e, quindi anche delle determinazioni di sanatoria, esclude la possibilità di apporti partecipativi dei soggetti interessati e, conseguentemente, di un obbligo di previa comunicazione di avvio del procedimento o dei motivi ostativi all'accoglimento della relativa domanda.

L'ordine di demolizione di opere abusive, trattandosi di atto emesso per la tempestiva repressione degli abusi edilizi, non necessita di alcuna comunicazione di avvio del procedimento.

L'ordine di demolizione conseguente all'accertamento della natura abusiva delle opere edilizie realizzate è un atto dovuto: esso va emanato senza indug... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anto tale, non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di una misura sanzionatoria per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche, secondo un procedimento di natura vincolata tipizzato dal legislatore e rigidamente disciplinato, che si ricollega ad un preciso presupposto di fatto, cioè l'abuso.

Nei procedimenti preordinati all'emanazione di ordinanze di demolizione di opere edilizie non sussiste l'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento in ragione della natura vincolata del potere repressivo esercitato, che rende di per sé inutile un qualunque apporto partecipativo del privato allorquando risulti acclarato il carattere abusivo delle opere edilizie realizzate.

Non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento nel caso di ordine di demolizione di opere abusive, in quanto trattasi di provvedimento alla cui adozione l'Amministrazione comunale è vincolata per legge, a seguito dell'accertata abusività delle opere. Ciò perché gli esiti applicativi non comportano valutazioni discrezionali, ma si risolvono in meri accertamenti tecnici.

La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria per l'ordine di de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...onseguente all'accertamento della natura abusiva dell'opera realizzata, che come tutti i provvedimenti sanzionatori edilizi, ha natura vincolata e rappresenta un dovere per l'organo competente alla repressione degli abusi edilizi, che deve emanarlo senza indugio e sulla mera sussistenza di un preciso presupposto di fatto, cioè l'abuso stesso.

L'ordine di demolizione conseguente all'accertamento della natura abusiva delle opere edilizie, come tutti i provvedimenti sanzionatori edilizi, è un atto dovuto e come tale non deve essere preceduto dall'avviso ex art. 7 L. 241/90, trattandosi di una misura sanzionatoria per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche secondo un procedimento di natura vincolata precisamente tipizzato dal legislatore e rigidamente disciplinato dalla legge; pertanto, trattandosi di un atto volto a reprimere un abuso edilizio, esso sorge in virtù di un presupposto di fatto, ossia, l'abuso, di cui il ricorrente deve essere ragionevolmente a conoscenza, rientrando nella propria sfera di controllo.

È legittima l'ordinanza di demolizione di un'opera abusiva che non sia stata preceduta dall'avviso di inizio del procedimento di cui all'art. 7, l. n. 241 del 1990, atteso che l'obbligo di com... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...non è ravvisabile nelle ipotesi di attività vincolata.

In presenza di opere edilizie abusive alcuna utilità può essere riconosciuta al contributo partecipativo del privato destinatario del provvedimento di demolizione e di rimessione in pristino dello stato dei luoghi, tenuto conto del preminente interesse pubblico dell'amministrazione alla rimozione dell'illecito edilizio ed al ripristino della legalità violata.

Il procedimento di demolizione di opere edilizie abusive non necessita della previa comunicazione di avvio ai sensi dell'art.7 della legge n.241 del 1990.

In materia di illeciti edilizi, ravvisabili in ragione della realizzazione di opere non assistite da idoneo titolo abilitativo, deve ritenersi privo di alcuna utilità l'apporto partecipativo del privato a fronte di iniziative sanzionatorie demolitorie adottate dalla pubblica amministrazione al fine di procedere alla rimozione della situazione di illegalità.

L'ordine di demolizione in materia edilizia costituisce un atto essenzialmente dovuto e dal contenuto rigidamente vincolato per l'adozione del quale non sono necessarie la previa comunicazione di avvio del procedimento e la partecipazione procedimentale degl... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ti.

In tema di ordine di demolizione di opere edilizie abusive, non occorre la comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 l. 7 agosto 1990, n. 241, trattandosi di atto dovuto e rigorosamente vincolato, con riferimento al quale non sono richiesti apporti partecipativi del destinatario, tenendo presente che ciò che appare necessario è che al privato sia data la possibilità di partecipare a quelle attività di rilevamento fattuale che preludono alla valutazione circa l'adozione dell'ordine in parola.

Non essendo prescritta la comunicazione di avvio del procedimento di irrogazione di sanzioni urbanistiche, in ragione della natura strettamente vincolata dell'attività relativa alla repressione degli abusi edilizi, edilizi nonché della loro natura urgente per la trasformazione del territorio che potrebbe divenire irreversibile, nel caso che il Comune pur non avendone alcun obbligo, invii la predetta comunicazione agli interessati, le irregolari modalità con cui è stato comunicato l'avvio del procedimento non possono avere alcun effetto invalidante sui successivi atti procedimentali e sul provvedimento definitivo.

Non sussiste obbligo per l'amministrazione di provvedere ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cazione prevista dall'art. 7. l. 241 del 1990 in materia di irrogazione di sanzioni per abusi edilizi, poiché il procedimento sanzionatorio non prevede la possibilità di valutazioni discrezionali ma si risolve in un mero accertamento tecnico sull'esistenza delle opere abusivamente realizzate.

La mancata comunicazione dell'avvio del procedimento non determina l'illegittimità dell'ordine di demolizione atteso il carattere vincolato dell'esercizio dei poteri repressivi a fronte di abusi edilizi.

In caso di ordine di demolizione delle opere abusive non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'art. 7 della L. 241/90, trattandosi di atto dovuto e vincolato.

Il contenuto rigidamente vincolato che caratterizza gli atti sanzionatori in materia edilizia fa si che non debbano essere preceduti dalla comunicazione d'avvio del relativo procedimento.

La natura vincolata dei provvedimenti sanzionatori in materia edilizia esclude la necessità delle garanzie partecipative, mancando in radice per l'interessato ogni possibilità di influire sul contenuto del provvedimento.

La comunicazione di cui all'art. 27 comma 2, d.P.R. n. 380 del 2001 è funzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vamente alle amministrazioni interessate alla tutela dei luoghi di pregio paesaggistico e dalla sua effettuazione deriva l'ulteriore possibilità di intervento delle predette ai fini demolitori per cui la sua omissione è ininfluente sulla legittimità dell'ordinanza di demolizione degli abusi edilizi realizzati.

E' da ritenersi insuscettibile di alcuna utilità l'apporto partecipativo del privato in caso di opere edilizie eseguite difformemente al titolo edilizio rilasciato dall'amministrazione comunale, stante il preminente interesse pubblico al ripristino della legalità violata mediante la rimozione delle opere abusive.

L'apporto partecipativo del privato deve ritenersi insussistente in presenza di abusi edilizi a fronte della doverosa attività della pubblica amministrazione volta al ripristino della situazione di legalità pregiudicata dalla realizzazione di opere e manufatti per i quali è necessario il previo rilascio del relativo titolo abilitativo.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia non devono essere preceduti dalla comunicazione d'avvio del relativo procedimento.

La natura vincolata dell'ordinanza di demolizione esclude la necessità di comunicare l... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...procedimento.

L'ordine di demolizione di opere abusive non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento in considerazione della natura vincolata del potere di repressione degli abusi edilizi.

I provvedimenti repressivi di abusi edilizi non devono essere preceduti dall'avviso dell'inizio del procedimento, trattandosi di procedimenti tipizzati e vincolati, considerato, altresì, che tali provvedimenti presuppongono un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate, nonché sul carattere non assentito delle medesime.

L'ordinanza di demolizione, proprio in considerazione della sua natura vincolata e doverosa, non necessita di previa comunicazione di avvio procedimentale, in quanto l'atto sorge in virtù del presupposto di fatto dell'abuso, di cui la parte è già a conoscenza e che rientra nella propria sfera di controllo.

Il provvedimento di sospensione dei lavori relativi a un'opera abusiva non necessita di autonomo, previo, avviso, perché il provvedimento sospensivo ha esso stesso natura di avviso e, comunque, ha un'efficacia sostanzialmente cautelare che lo sottrae all'obbligo di preventiva comunicazione.

In materia di illeci... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'apporto partecipativo del privato, ai fini dell'adozione dell'ordine di demolizione, deve ritenersi privo di qualsivoglia utilità in ragione del preminente interesse pubblico alla rimozione delle opere abusive, alla remissione in pristino dello stato dei luoghi, al ripristino della legalità violata, in presenza di attività vincolata che non implica valutazioni discrezionali da parte dell'amministrazione competente.

In materia di illeciti edilizi la partecipazione del privato, ai fini dell'adozione dell'ordine di demolizione, deve ritenersi priva di qualsivoglia utilità in ragione del preminente interesse pubblico alla rimozione delle opere abusive, alla remissione in pristino dello stato dei luoghi, al ripristino della legalità violata, in presenza di attività vincolata che non implica valutazioni discrezionali da parte dell'amministrazione competente.

Il provvedimento di acquisizione gratuita previsto dall'art. 31 D.P.R. 380/2001 non deve essere preceduto dall'avviso di avvio del procedimento, avendo natura sanzionatoria e costituendo conseguenza vincolata dell'inadempimento all'ordinata demolizione.

L'ordine di demolizione va emanata senza indugio e non deve essere preceduta da comunicazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... del procedimento, trattandosi di una misura sanzionatoria per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche, secondo un procedimento di natura vincolata tipizzato dal legislatore e rigidamente disciplinato, che si ricollega ad un preciso presupposto di fatto, cioè l'abuso, di cui peraltro l'interessato non può non essere a conoscenza, rientrando direttamente nella sua sfera di controllo.

L'art. 10-bis legge 241/1990 non si applica ai procedimenti avviati d'ufficio, come quello che si conclude con l'emanazione di una sanzione edilizia.

L'adozione di misure repressive edilizie non è assoggettata all'obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento, attesa la natura vincolata del provvedimento finale, rispetto al quale la partecipazione dell'interessato non può arrecare alcuna utilità.

Se è vero che, di regola, la comunicazione di avvio del procedimento non è dovuta a fronte di un ordine di demolizione di un abuso edilizio, deve nondimeno ritenersi che l'omissione di tale adempimento vizi il provvedimento ripristinatorio nelle ipotesi in cui l'apporto partecipativo del privato avrebbe potuto far emergere l'assenza dei presupposti per applicare la misura sanzionatoria.<... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .../> L'adozione degli atti repressivi in quanto manifestazione di attività vincolata non necessitano della previa comunicazione di avvio del procedimento.

Gli atti di repressione degli abusi edilizi hanno natura urgente e strettamente vincolata con la conseguenza che, ai fini della loro adozione, non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario.

La natura di atto doveroso e vincolato dell'ordinanza di demolizione fa sì che questa non debba essere preceduta dalla comunicazione di avvio del relativo procedimento anche in considerazione della conseguenziale sua intangibilità ai sensi dell'art. 21 octies L. 241/1990.

La natura vincolata e tipizzata dell'ordine di demolizione, che presuppone un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate e sul carattere non assentito delle medesime, determina la non necessità della comunicazione dell'avvio del procedimento.

L'ingiunzione di pagamento della somma occorsa per i lavori di demolizione in danno, atto meramente esecutivo e vincolato rispetto alle precedenti determinazioni, non richiede un'autonoma comunicazione di inizio del procedimento.

I provvedimenti repressivi degli abusi edilizi, non devono es... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uti dalla comunicazione dell'avvio del procedimento, perché trattasi di provvedimenti tipizzati e vincolati, che presuppongono un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate e sul carattere non assentito delle medesime.

L'ordinanza di demolizione è legittima anche in caso di omessa comunicazione di avvio, stante il suo contenuto rigidamente vincolato e la conseguente inutilità della partecipazione procedimentale.

L'ingiunzione di demolizione e, del pari, i provvedimenti in materia edilizia aventi carattere vincolato (susseguenti alla mera verifica della ricorrenza delle condizioni di legge che qualificano l'opera come abusiva o la rendono insanabile) hanno natura di atto dovuto, scaturente dall'abuso medesimo, cosicché le conseguenze che da questo derivano non possono essere ignorate dal destinatario e, pertanto, non sussistono esigenze partecipative.

Il procedimento di accertamento e repressione degli abusi edilizi – a fronte di evidenti ragioni di urgenza - non richiede necessariamente il previo avviso di inizio del procedimento, a fronte della necessità di intervenire con efficienza e rapidità per reprimere l'attività edilizia non conforme alle prescrizio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... e regolamentari.

L'esercizio del potere repressivo degli abusi edilizi costituisce attività vincolata della pubblica amministrazione, con la conseguenza che i relativi provvedimenti integrano atti vincolati per la cui adozione non è necessario l'invio di comunicazione di avvio del procedimento.

L'ordinanza di demolizione non richiede la preventiva comunicazione di avvio del procedimento trattandosi di un atto repressivo tipizzato e vincolato per il quale non è richiesta alcuna partecipazione del privato destinatario, che non avrebbe alcuna utilità.

È legittima l'ordinanza di demolizione di un'opera abusiva che non sia stata preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento, nell'ipotesi in cui all'autore dell'opera sia stata in precedenza notificata l'ordinanza di sospensione dei lavori, essendo da questa agevolmente intuibile l'intendimento dell'amministrazione locale di voler porre in essere i conseguenti atti per sanzionare l'abuso edilizio, stante il carattere doveroso degli stessi.

La comunicazione di avvio del procedimento di irrogazione di sanzioni edilizie è utilmente surrogata dalla ordinanza di sospensione dei lavori, in quanto necessariamente essa deve essere s... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...base all'art. 27 del d.P.R. n. 380 del 2001, dalle doverose determinazioni in ordine all'eventuale applicazione delle appropriate misure sanzionatorie.

La comunicazione di avvio del procedimento non è dovuta per i procedimenti ad istanza di parte quale è il procedimento per la sanatoria di un abuso edilizio.

La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria in relazione all'adozione di un'ordinanza di demolizione trattandosi di un atto dovuto, che viene emesso quale sanzione per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche secondo un procedimento di natura vincolata precisamente tipizzato dal legislatore e rigidamente disciplinato dalla legge.

L'ordine di demolizione conseguente all'accertamento della natura abusiva delle opere realizzate, come tutti i provvedimenti sanzionatori edilizi, è un atto dovuto: l'ordinanza non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di una misura sanzionatoria per l'accertamento dell'inosservanza di disposizioni urbanistiche, secondo un procedimento di natura vincolata precisamente tipizzato dal legislatore e rigidamente disciplinato, che si ricollega ad un preciso presupposto di fatto, cioè l'abuso, di cu... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...l'interessato non può non essere a conoscenza, rientrando direttamente nella sua sfera di controllo.

Nel caso in cui vi sia dissociazione soggettiva tra l'autore dell'illecito edilizio (nonché originario destinatario dell'ordine di demolizione) ed il nuovo proprietario del bene inciso dalla misura reale di ripristino dello stato dei luoghi è necessaria, a pena di illegittimità dell'ordine di demolizione, la comunicazione di avvio del procedimento funzionale all'adozione della demolizione.

L'ordinanza di sospensione dei lavori non necessita di previa comunicazione al destinatario di avvio del procedimento sanzionatorio, che va ritenuta inclusa nell'ordinanza stessa.

Il principio generale secondo cui le sanzioni in materia edilizia sono legittimamente adottate anche per abusi risalenti nel tempo nei confronti dei proprietari attuali degli immobili, a prescindere dalla modalità con cui l'abuso è stato consumato, non opera in alcuni casi-limite, in cui sia pacifico: a) che l'acquirente ed attuale proprietario del manufatto, destinatario del provvedimento di rimozione, non sia responsabile dell'abuso; b) che l'alienazione non sia avvenuta al solo fine di eludere il successivo esercizio dei poteri r... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...c) che tra la realizzazione dell'abuso e l'esercizio da parte dell'autorità dei poteri repressivi sia intercorso un lasso temporale ampio.

Il potere-dovere di disporre la demolizione ex art. 27, comma 2, d.P.R. 380/2001 ha natura vincolata, in ciò differenziandosi da quello disciplinato dal successivo oggi art. 31 a proposito degli abusi realizzati su aree non vincolate: di modo che, ogni qual volta le opere eseguite risultino abusive e sorgano su area vincolata, non occorre che il provvedimento sia preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Gli atti repressivi degli illeciti edilizi hanno natura doverosa e rigorosamente vincolata, con la conseguenza che, ai fini della loro adozione, non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario e, quindi, essi non devono essere necessariamente preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento.

L'applicazione delle sanzioni previste in materia di lottizzazione abusiva dall'art. 30 D.P.R. 380/2001 richiedono l'applicazione della normativa sulla partecipazione procedimentale dettata dagli artt. 7, 8 e 10 legge 241/1990.

Laddove l'amministrazione deve avviare un procedimento sanzionatorio in materia di abusi edilizi, non è tenut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e la comunicazione di avvio del procedimento, posto che si tratta di attività amministrativa vincolata e che, pertanto, non possono esservi particolari modificazioni dell'agire amministrativo in dipendenza della partecipazione dell'interessato.

In presenza di procedimenti che portano ad atti vincolati, non è necessario che l'amministrazione dia comunicazione al privato dell'apertura di un procedimento a suo carico e ciò, a maggior ragione, allorché si tratta di procedimenti destinati a misure sanzionatorie, correlate all'esercizio del potere di controllo repressivo degli abusi edilizi.

ll provvedimento che dispone la conversione della sanzione demolitoria in pecuniaria ex art. 34 D.P.R. 380/2001 deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento nei confronti del proprietario.

I provvedimenti repressivi di abusi edilizi non soggiacciono all'onere procedimentale fissato dall'art. 7 legge 241/1990, trattandosi di provvedimenti a carattere strettamente vincolato sul cui contenuto non può in alcun modo incidere l'apporto partecipativo del destinatario dell'atto.

Il contenuto vincolato dell'ordine di demolizione di un manufatto abusivo, elimina la necessità della pre... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...azione dell'avvio del procedimento sanzionatorio.

L'ordine di demolizione in presenza di opere abusive costituisce un effetto automatico della predetta realizzazione come attività dovuta a contenuto vincolato, per cui è irrilevante la violazione dell'art. 7 legge 241/1990.

I provvedimenti inibitori e sanzionatori dell'attività edilizia contra legem, hanno carattere vincolato, sicché l'apporto partecipativo del privato non assume carattere di rilevanza, con conseguente inapplicabilità dell'art. 7 legge 241/1990.

Non è necessaria la comunicazione di avvio dei procedimenti sanzionatori edilizi, stante la natura tendenzialmente vincolata dell'ingiunzione di rimessa in pristino delle opere abusive, che non lascia alcuno spazio partecipativo al destinatario.

Il sopralluogo svolto dalla P.A. alla presenza dell'asserito responsabile dell'abuso può essere ritenuto sufficiente a rendere quest'ultimo edotto degli abusi contestati e della pendenza di un procedimento sanzionatorio.

Per i provvedimenti i quali siano repressivi, come nel caso, di abusi edilizi, non occorre la comunicazione dell'avvio del procedimento; trattasi, infatti, di provvedimenti tipizzati e vincol... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...esuppongono un mero accertamento sulla consistenza di quanto realizzato e sul carattere non assentito di ciò.

Il fatto che i danti causa del privato fossero perfettamente a cognizione del regime delle aree, per aver impugnato, tempo addietro, tutti gli atti comunali e regionali che ne avevano dettato la disciplina, non dispensa il Comune dall'obbligo di comunicare l'avvio di un diverso procedimento (nella specie volto a sospendere il permesso di costruire).

Non sussiste l'obbligo per l'Amministrazione di provvedere alla comunicazione prevista dall'art. 7, l. n. 241/1990 in materia di irrogazione di sanzioni per abusi edilizi, poiché il procedimento sanzionatorio non prevede la possibilità di valutazioni discrezionali, ma si risolve in un mero accertamento tecnico sull'esistenza delle opere abusivamente realizzate.

In caso di ingiunzione di demolizione, non è dovuto il previo avviso di avvio del procedimento, specie nei casi in cui al carattere vincolato dell'attività si aggiunga l'evidente sussistenza dell'abuso.

I provvedimenti demolitori di abusi edilizi costituiscono atti doverosi e vincolati nel contenuto, la cui adozione non richiede di essere preceduta dalla comunicazione di avvi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ivo procedimento.

L'ordinanza di acquisizione gratuita non è illegittima per mancata comunicazione dell'avvio del procedimento.

La vicenda sostitutiva nella gestione degli esercizi commerciali, intervenuta durante il procedimento, non costituisce ragione per derogare al consolidato principio che esclude la necessità di notificare la comunicazione di avvio del procedimento al soggetto che abbia presentato una D.I.A. (ovvero una S.C.I.A.), prima dell'esercizio a lui sfavorevole dei relativi poteri di controllo e inibitori.

L'ordinanza di demolizione, costituendo esercizio di un potere vincolato, non presuppone la priva comunicazione di avvio del procedimento.

Se è vero che l'emanazione dell'ordine di demolizione non deve essere di regola preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento, deve ritenersi, nondimeno, che tale adempimento sia necessario qualora sia incerta l'interpretazione delle norme comunali in materia di computo dell'altezza.

Rispetto all'adozione di un ordine di ripristino in materia di violazioni edilizie alcun obbligo per l'amministrazione comunale di preventiva comunicazione di avvio del procedimento.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia, a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ro natura rigidamente vincolata, non devono essere necessariamente preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento.

L'adozione di misure sanzionatorie repressive edilizie non è assoggettata all'obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento, in funzione della natura vincolata del provvedimento finale, rispetto al quale la partecipazione procedimentale dell'interessato non può arrecare alcun apporto utile; peraltro la previsione di un termine per l'esecuzione della demolizione, congiunta alla facoltà di presentare istanza di accertamento di conformità, assicura comunque una forma equivalente di tutela procedimentale ad istanze partecipative.

Le ordinanze demolitorie hanno natura doverosa che esclude la necessità sia di avviso di avvio procedimentale che di motivazione sull'interesse pubblico anche quando sia trascorso molto tempo dalla commissione dell'abuso.

Ai fini dell'adozione degli atti di repressione degli abusi edilizi non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario e quindi non devono essere necessariamente preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Considerato che la decadenza disciplinata dall'art. 15 d.P.R. n. 380 del 2001 discen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...camente dalla circostanza obiettiva del mancato inizio dei lavori e, quindi, è un effetto dell'inerzia dell'interessato, deve rilevarsi che la conseguente ingiunzione a demolire opere edilizie abusive - in quanto atto consequenziale di natura vincolata - non deve essere affatto preceduta dal parere della Commissione edilizia comunale.

L'adozione dell'ordine di demolizione non richiede la preventiva comunicazione dell'avvio del procedimento.

In caso di ordine di demolizione delle opere abusive, non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di atto, avente natura urgente, dovuto e rigorosamente vincolato, con riferimento al quale non sono richiesti apporti partecipativi del destinatario.

Il procedimento repressivo di abusi edilizi, in quanto integralmente disciplinato dalla legge e rigidamente dalla stessa vincolato, non richiede la previa comunicazione d'inizio dello stesso.

Per i provvedimenti sanzionatori in materia edilizia non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento trattandosi di atti dovuti e rigorosamente vincolati, rispetto ai quali non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario.

L'ordinanza di demolizione non deve ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ssariamente preceduta dalla comunicazione d'avvio del procedimento.

L'orientamento giurisprudenziale che esonerava dall'obbligo della previa comunicazione dell'avvio del procedimento nella sola ipotesi in cui fosse stata precedentemente disposta la sospensione cautelare dei lavori da parte dell'Amministrazione Comunale è stato superato dall'assunto che gli atti sanzionatori in materia edilizia, attesa la loro natura rigidamente vincolata, non risultano viziati ove non siano stati preceduti dalla comunicazione d'avvio del procedimento.

L'ordine di demolizione non necessita di preventiva comunicazione di avvio del procedimento.

L'ordinanza di demolizione, essendo atto dovuto, rigidamente vincolato e consequenziale all'accertata abusività della costruzione, non deve essere necessariamente preceduta dall'avviso dell'avvio del procedimento.

Il carattere vincolato dell'ordine di demolizione rende recessivo l'obbligo di comunicare l'avvio del procedimento, che non si applica ai provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, considerato il loro carattere doveroso.

L'ordinanza di sospensione dei lavori non richiede la previa comunicazione d'avvio del procedimento, avendo natura cautelare; essa stess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... può sostituire la comunicazione d'avvio del procedimento con riferimento al provvedimento di demolizione.

Il provvedimento che accerta una lottizzazione abusiva non è annullabile per omessa comunicazione di avvio del procedimento se il ricorrente non contesta le relative circostanze di fatto e non dimostra la concreta utilità della sua partecipazione, sicché la misura repressiva adottata assuma carattere dovuto e contenuto vincolato in relazione ai presupposti acclarati.

L'ordine di demolizione non presuppone necessariamente la comunicazione di avvio del procedimento, stante il suo carattere di atto dovuto e vincolato, basato su meri accertamenti tecnici e privo di apprezzamenti discrezionali.

L'Amministrazione anche nell'adozione di sanzioni edilizie, come per ogni altro provvedimento, deve tener conto delle osservazioni e dei documenti prodotti dal privato in ordine alla rilevanza dell'abuso e delle conseguenze sanzionatorie.

L'obbligo di provvedere sorge qualora apprezzabili particolari ragioni di giustizia sostanziale impongano un provvedimento espresso in ossequio al dovere di correttezza e buona amministrazione: tale è il caso in cui il destinatario di un ordine di demolizione p... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...proprie osservazioni nel corso del procedimento sanzionatorio, che l'Amministrazione è tenuta a prendere in esame, e, se del caso, motivatamente disattendere.

Non sussiste l'obbligo di comunicazione di avvio del procedimento nelle procedure preordinate all'irrogazione di sanzioni per abusi edilizi, non prevedendo detto procedimento sanzionatorio la possibilità di valutazioni discrezionali, risolvendosi esso in un mero accertamento tecnico sulla coesistenza delle opere abusivamente realizzate.

Non sussiste l'obbligo per l'amministrazione di provvedere alla comunicazione prevista dall'art. 7 della legge 241 del 1990 in materia di irrogazione di sanzioni per abusi edilizi, poiché il procedimento sanzionatorio non prevede la possibilità di valutazioni discrezionali, ma si risolve in un mero accertamento tecnico sulla esistenza delle opere abusivamente realizzate.

L'obbligo di previa comunicazione di avvio del procedimento non si applica ai provvedimenti sanzionatori in materia edilizia, considerato il loro carattere doveroso.

Qualora il responsabile dell'abuso sia venuto a conoscenza della pendenza del procedimento repressivo dell'abuso attraverso il sopralluogo non è necessaria la comunic... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...vio del procedimento.

L'ordine di demolizione delle opere realizzate nell'ambito di una lottizzazione abusiva non deve essere preceduto dalla comunicazione d'avvio del procedimento, ove i destinatari siano venuti comunque a conoscenza del procedimento, con conseguente possibilità di interloquire con la Pubblica Amministrazione.

L'omessa comunicazione di avvio del procedimento non comporta l'annullamento della sanzione demolitoria, avendo quest'ultima carattere vincolato.

L'ingiunzione di pagamento dopo intervenuta la demolizione in danno prevista dalle norme in ordine alla lottizzazione abusiva non richiede la comunicazione d'avvio del procedimento.

Gli atti sanzionatori in materia edilizia non necessitano della comunicazione d'avvio del procedimento.

Con riguardo all'ingiunzione di demolizione non è dovuta la comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di provvedimento urgente e vincolato.

L'ordinanza di demolizione è atto doveroso e vincolato nel contenuto, cosicché non richiede il previo avviso di avvio del relativo procedimento.

Già prima della formulazione dell'art. 21 octies legge 241/1990 un'ordinanza di demolizione di opere ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ottata in mancanza della suddetta comunicazione, doveva ritenersi illegittima soltanto quando non fosse accertata in giudizio la sua superfluità.

Dalla dovutezza dell'ordine di demolizione discende la non necessarietà della comunicazione di avvio del procedimento.

Non sussiste l'obbligo per l'Amministrazione di provvedere alla comunicazione d'avvio in materia di irrogazione di sanzioni per abusi edilizi, non prevedendo il procedimento sanzionatorio la possibilità di valutazioni discrezionali, risolvendosi esso in un mero accertamento tecnico sulla coesistenza delle opere abusivamente realizzate.

L'ordine di demolizione non deve essere necessariamente preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento, trattandosi di atto dovuto e rigorosamente vincolato, con riferimento al quale non sono richiesti apporti partecipativi del destinatario, ed il cui presupposto è costituto unicamente dalla constatata esecuzione dell'opera in totale difformità o in assenza del titolo abilitativo.

L'ordine di demolizione non deve essere preceduto da comunicazione d'avvio del procedimento.

A prescindere dalla dibattuta vincolatività della comunicazione dell'avvio del procedimento f... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...alla demolizione dell'opera abusiva, il mancato avviso non è invalidante qualora l'interessato abbia comunque formulato le proprie osservazioni nei confronti della precedente determinazione prodromica e sia così venuto comunque a conoscenza dell'inizio del procedimento il cui esito è stato impugnato.

Non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento in caso di sanzioni edilizie, quantomeno nell'ipotesi in cui il ricorrente non fornisca elementi di prova rilevanti e significativi idonei a contestare e a mettere in dubbio la verità dei fatti posti dall'amministrazione a base del provvedimento sanzionatorio.

L'ordine di demolizione adottato in seguito all'annullamento del titolo edilizio non deve essere preceduto da alcuna comunicazione d'avvio del procedimento nei confronti dei subacquirenti dell'immobile abusivo.

Nel procedimento di verifica degli elementi che caratterizzano la lottizzazione abusiva la comunicazione d'avvio di regola ha una sua utilità, in quanto i soggetti interessati possono cooperare coi loro apporti all'accertamento dei presupposti. Tuttavia, qualora le circostanze di fatto poste a fondamento dell'azione amministrativa non risultano contestate dalla parte interess... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; questa dimostri in giudizio la concreta utilità della sua partecipazione, è applicabile l'art. 21-octies, co. 2, legge 241/1990.

L'ordine di demolizione non dev'essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento in quanto la natura vincolata del provvedimento esclude la possibilità di apporti contributivi da parte del privato tali da modificare l'esito del procedimento, sicché i vizi procedimentali prospettati non inficiano la legittimità del provvedimento impugnato.

In tema di lottizzazione abusiva, l'individuazione della relativa fattispecie presuppone di regola, stante la complessità e la obiettiva difficoltà di tali indagini, la partecipazione dei soggetti interessati al relativo procedimento, al fine di consentire ai medesimi la proposizione delle opportune osservazioni e deduzioni, ad eccezione del caso in cui sussista la certezza assoluta della finalità edificatoria della lottizzazione in cui sarebbe, quindi, del tutto superfluo ed irrilevante l'apporto conoscitivo e documentale della parte privata: in quest'ultimo caso pertanto, non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento.

Per le violazioni urbanistiche, l'adozione del provvedimento d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o della sanzione pecuniaria è atto doveroso e vincolato nel contenuto, dal ché derivano la non necessità di informare previamente il privato interessato dell'avvio del procedimento finalizzato all'adozione di esso, nonché l'intangibilità dello stesso ai sensi dell'art. 21 octies, l. n. 241 del 1990.

L'ordinanza recante l'ingiunzione a demolire un'opera realizzata in assenza di titolo abilitativo costituisce atto sanzionatorio dovuto, per la cui formazione non è richiesto alcun apporto partecipativo del destinatario.

Il vizio prospettato con riferimento all'omesso avviso di avvio del procedimento di demolizione appartiene alla categoria dei vizi emendabili ai sensi dell'art. 21-octies legge n. 241/1990.

La comunicazione d'avvio non è necessaria nel caso di provvedimenti repressivi degli abusi edilizi.

I provvedimenti repressivi di abusi edilizi, salvo ipotesi particolari non richiedono il preventivo avviso di procedimento per il loro carattere essenzialmente vincolato.

Il provvedimento che dispone contestualmente l'annullamento in autotutela del titolo edilizio e la demolizione dell'opera deve essere preceduto dalla comunicazione d'avvio del procedimento.[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... Gli atti di repressione degli abusi edilizi, in quanto dovuti (nell'an) e interamente vincolati (nel quid), non richiedono apporti partecipativi del soggetto destinatario.

L'ordinanza di demolizione non richiede apporti partecipativi del soggetto destinatario, il quale, in relazione alla disciplina tipizzata dei procedimenti repressivi, contemplante la preventiva contestazione dell'abuso, ai fini del ripristino di sua iniziativa dell'originario assetto dei luoghi, viene, in ogni caso, posto in condizione di interloquire con l'amministrazione prima di ogni definitiva statuizione di rimozione d'ufficio delle opere abusive.

L'atto di acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle aree oggetto dei lavori abusivi costituisce provvedimento dovuto e vincolato rispetto all'accertamento di inottemperanza all'ordine di demolizione, sicché non deve necessariamente essere preceduto dall'omessa comunicazione di avvio del procedimento.

L'omessa comunicazione d'avvio del procedimento non comporta l'illegittimità della sanzione ripristinatoria, trattandosi di atto adottato al termine di procedimento basato su meri accertamenti tecnici e scandito da disposizioni che escludono qualsiasi valutazione discrezionale.

Il d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ondono obbliga l'amministrazione a disporre la demolizione: di conseguenza nessun apporto utile potrebbe derivare dalla partecipazione al procedimento demolitorio da parte degli interessati, procedimento che ben può essere attivato e concluso nelle more della trattazione dell'impugnativa del diniego di condono, in quanto è solo la pendenza della procedura amministrativa di condono a precludere l'adozione dell'ordine di demolire.

La presenza del soggetto responsabile dell'abuso al sopralluogo operato dalla polizia municipale comporta che egli sia al corrente del procedimento sanzionatorio e l'impossibilità di dolersi della mancata comunicazione d'avvio del procedimento.

L'adozione del provvedimento di sospensione dei lavori consente all'autore dell'abuso di interloquire con la P.A. e rende irrilevante l'omissione della comunicazione di avvio del procedimento.

La presentazione dell'istanza di condono esonera la P.A. dalla comunicazione d'avvio del procedimento con riferimento all'ordine di demolizione adottato in conseguenza del rigetto dell'istanza di sanatoria, tanto più se detto diniego sia stato preceduto dalla comunicazione dei motivi ostativi ex art. 10-bis legge 241/1990.

Nulla impedisce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] .... possa attribuire all'ordinanza di sospensione dei lavori valenza di comunicazione d'avvio del procedimento preordinato all'adozione di sanzioni edilizie.

L'ordine di demolizione non deve essere preceduto dalla comunicazione d'avvio del procedimento.

L'avviso di avvio del procedimento è applicabile anche agli ordini di demolizione.

L'ordine di demolizione deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento.

L'obbligo di comunicazione dell'avvio del procedimento non sussiste nell'ipotesi di atti rigidamente vincolati nel loro contenuto, come sono gli atti sanzionatori in materia edilizia.

L'ordinanza di demolizione, per la sua natura di atto urgente dovuto e rigorosamente vincolato, non richiede apporti partecipativi del soggetto destinatario.

Non è illegittimo l'ordine di demolizione che non sia preceduto dalla comunicazione d'avvio del procedimento, tenuto conto del suo carattere vincolato e della funzione equivalente che viene svolta dall'ordinanza di sospensione dei lavori.

L'omessa comunicazione di avvio del procedimento preordinato alla repressione dell'abuso edilizio non ha portata invalidante, attesa la natura vincolata del provvedimento ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lude.

È illegittimo l'ordine di demolizione non preceduto da comunicazione d'avvio del procedimento, nel caso esso intervenga a notevole distanza di tempo dal momento in cui l'opera è stata realizzata.

L'emanazione del provvedimento di ordine di ripristino dello stato dei luoghi e di demolizione di tutte le opere realizzate in difformità, assenza di concessione e in difformità da richiesta di concessione in sanatoria costituisce determinazione vincolata, pertanto non è necessaria la comunicazione d'avvio del procedimento.

In caso di ordine di demolizione delle opere abusive la comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 della legge 241/1990 non è necessaria, trattandosi di atto dovuto e vincolato, per il che non sono richiesti apporti partecipativi del soggetto destinatario.

La comunicazione d'avvio del procedimento di revoca dell'ordinanza di demolizione deve essere inviata al soggetto che ha denunciato l'abuso e dato impulso al procedimento repressivo.

I provvedimenti repressivi di abusi edilizi non devono essere preceduti dalla comunicazione dell'avvio del procedimento, in quanto sono provvedimenti tipizzati e vincolati, che presuppongono un mero accertam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o sulla consistenza delle opere realizzate e sul carattere non assentito delle medesime.

L'ordinanza di demolizione, per la sua natura di atto urgente dovuto e rigorosamente vincolato, non implicante valutazioni discrezionali, ma risolventesi in meri accertamenti tecnici, non richiede apporti partecipativi del soggetto destinatario, il quale, in relazione alla disciplina tipizzata dei procedimenti repressivi, contemplante la preventiva contestazione dell'abuso, ai fini del ripristino di sua iniziativa dell'originario assetto dei luoghi, viene, in ogni caso, posto in condizione di interloquire con l'amministrazione prima di ogni definitiva statuizione di rimozione d'ufficio delle opere abusive.

I provvedimenti repressivi di abusi edilizi non devono essere preceduti dalla comunicazione di avvio del procedimento, essendo provvedimenti tipici e vincolati emessi all'esito di un mero accertamento tecnico della consistenza delle opere realizzate e del carattere abusivo delle medesime.

La comunicazione d'avvio del procedimento non ha soltanto la funzione di garantire apporti partecipativi, ma anche quella di tutelare l'affidamento; pertanto essa è necessaria nel caso in cui si proceda all'adozione di sanzioni demolitorie che vadano ad ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... soggetti che incolpevolemente erano estranei all'abuso che sta alla base della sanzione.

Qualora il titolo abilitativo venga annullato, e contestualmente si proceda all'irrogazione della sanzione pecuniaria per l'abuso, la determinazione a quest'ultimo fine del valore venale rappresenta una fase obbligata del procedimento che non richiede la comunicazione d'avvio.

L'ordine di demolizione di opere edilizie abusive non deve essere preceduto dall'avviso art. 7 legge 241/1990, trattandosi di un atto dovuto, che viene emesso quale sanzione per l'accertamento della inosservanza di disposizioni urbanistiche secondo un procedimento di natura vincolata precisamente tipizzato dal legislatore e conseguente disciplinato rigidamente dalla legge.

Nel sistema sanzionatorio in materia di abusivismo edilizio la diffida e l'ordinanza di sospensione dei lavori assolvono pienamente alle esigenze cui è preordinata la comunicazione di avvio del procedimento: pertanto, quest'ultimo adempimento non è necessario, avendo peraltro il procedimento sanzionatorio natura vincolata.

La comunicazione di avvio di procedimento è obbligatoria in caso di provvedimenti di demolizione, ma ad essa è sostanzialmente equivalente la ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ione dell'ordinanza di sospensione dei lavori.

In caso di provvedimenti di demolizione, vi è per l'amministrazione l'obbligo di procedere alla comunicazione di avvio di procedimento; in tal caso, peraltro, sussiste una sostanziale equivalenza tra la previa adozione dell'ordinanza di sospensione dei lavori e la comunicazione di avvio del procedimento stessa.

I provvedimenti repressivi di abusi edilizi non devono essere preceduti da comunicazione dell'avvio del procedimento, trattandosi di provvedimenti tipici e vincolati emessi all'esito di un mero accertamento tecnico della consistenza delle opere realizzate e del carattere abusivo delle medesime.

Il provvedimento di rigetto dell'istanza di concessione edilizia in sanatoria non deve essere preceduto dall'avviso dell'inizio del procedimento, essendo questo iniziato ad istanza di parte.

I provvedimenti repressivi di abusi edilizi non devono essere preceduti dall'avviso di inizio del procedimento, sia perché consistono in procedimenti tipizzati e vincolati, sia perché i provvedimenti sanzionatori presuppongono un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate nonché sul carattere non assentito delle stesse.

Non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ecessaria la comunicazione d'avvio del procedimento per l'adozione dell'ordine di demolizione, atteso che detto provvedimento è un atto dovuto il cui presupposto è rappresentato unicamente dalla constatata esecuzione di opere edilizie in assenza del titolo abilitativo.

L'ordinanza che ingiunge la sospensione dei lavori a seguito di una riscontrata lottizzazione abusiva non deve necessariamente indicare anche che il Comune procederà alla revoca dei titoli abilitativi in precedenza concessi.

Il Comune non è tenuto alla comunicazione di avvio del procedimento prima di disporre la demolizione degli aburi edilizi realizzata in zona soggetta a vincolo paesaggistico.

Il provvedimento di sospensione dei lavori svolge di regola una funzione cautelare ed ha quindi un'urgenza implicita che non consente di assicurare la garanzie proprie della partecipazione dei destinatari, la quale semmai viene recuperata in un secondo momento, allorché al provvedimento cautelare, insuscettibile di consolidare effetti preclusivi definitivi sulla posizione giuridica dei medesimi destinatari, dovesse seguire un provvedimento inibitorio definitivo.

E' doverosa la comunicazione di avvio del procedimento laddove il pr... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ..., pur avendo anche funzione cautelare, miri all'acquisizione di diritto al patrimonio disponibile del Comune delle aree, senza che occorra l'intermediazione di altro atto, o determini comunque la nullità degli atti aventi per oggetto i lotti di terreno interessati dal provvedimento di sospensione dopo la sua trascrizione nei registri immobiliari.

La mera diffida non richiede comunicazione dell'avvio del procedimento, assumendo tale atto sostanzialmente funzione partecipativa in ordine ai successivi atti e/o adempimenti e tra questi ultimi la presentazione di una richiesta di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 13 della legge 47 del 1985.

Nel caso in cui, dopo un'ordinanza di demolizione, l'autore dell'abuso presenta un'istanza ai sensi dell'art. 13 legge n. 47/1985 (oggi art. 36 D.P.R. 380/2001) e questa viene respinta, l'amministrazione non può procedere all'emanazione dell'atto di acquisizione di cui all'art. 31, co. 3, D.P.R. 380/2001, ma deve comunque compiere un riesame complessivo della situazione con l'adozione di una nuova misura repressiva, per garantire all'autore dell'abuso la disponibilità di un nuovo completo periodo di tempo con scadenza certa per poter valutare se e come adempiere all'ordine di de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...d evitare l'acquisizione.

L'avviso di avvio del procedimento non è dovuto nel caso di procedimento volto all'irrogazione della sanzione della demolizione edilizia di costruzione eseguita senza alcun titolo, od attinente ad abusi che non necessitano di particolari valutazioni discrezionali, ma comportano un mero accertamento di natura tecnica sulla consistenza delle opere.

PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> SANZIONI ENTE PARCO

La violazione delle norme di salvaguardia di cui all'art. 6 legge 394/1991 comporta che l'ingiunzione del ripristino costituisca atto vincolato: pertanto, non assume rilievo determinante la mancanza di una specifica comunicazione di avvio di procedimento.

PROCEDURA --> CONTRADDITTORIO, GIUSTO PROCEDIMENTO --> SANZIONI PAESAGGISTICHE

In caso di rilascio di un condono edilizio per opere edilizie realizzate in un'area di valore paesaggistico, l'applicazione della sanzione ambientale prevista dall'art. 167 del decreto legislativo n. 42/2004 non deve essere preceduta dalla comunicazione di avvio del procedimento.

Il procedimento sanzionatorio avviato in conseguenza dell'accoglimento della domanda di sanatoria edilizia presentata per l'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...abusivo realizzato in un'area di valore paesaggistico deve considerarsi ad istanza di parte (e precisamente con la domanda di sanatoria), con la conseguenza che l'amministrazione non è tenuta a comunicarne l'avvio.



 
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