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Valorizzazione dei beni culturali e archeologici

In occasione dei lavori di ricostruzione anche totale di beni artistici, storici o archeologici, ben può l’Amministrazione – con le cautele del caso – consentire la realizzazione di quei lavori e di quelle modifiche che consentano di ridurre i rischi per la pubblica incolumità, anche se non è ripristinata l’assoluta identità dei beni preesistenti.

Dichiarazione di interesse culturale

La norma dell'art. 14 D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali) prevede che il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dell'interesse culturale, anche su motivata richiesta della Regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto.

Vincolo culturale ope legis

Il decreto di imposizione del vincolo indiretto, posto a protezione di un bene principale avente valore artistico, storico o archeologico, ben può salvaguardare l’integrità del complesso monumentale ed imporre un divieto assoluto di immutazione dello stato dei luoghi.

Concessione di posteggio nei centri storici

Il decoro urbano non è una materia o un’attività ma una finalità immateriale dell’azione amministrativa, che corrisponde al valore insito in un apprezzabile livello di qualità complessiva della tenuta degli spazi pubblici, armonico e coerente con il contesto storico, perseguita mediante la selezione delle apposizioni materiali (es. dehor) e delle utilizzazioni, specie commerciali (art. 52 d.lgs. 42/2004) ma non solo; a seconda del profilo e dello strumento, pu ...

Beni culturali: concessione e biglietteria

La sussistenza di un vincolo storico architettonico sull’edificio in cui insiste un'attività di ristorazione evidenzia la presenza di interessi pubblici afferenti alla tutela del patrimonio culturale che richiedono, anche a prescindere dal compimento di attività edilizie od urbanistiche, una valutazione espressa di compatibilità da parte della Soprintendenza.

Il diritto dei Consiglieri comunali di accedere agli atti amministrativi

Se il diritto di accesso dei consiglieri comunali può essere esercitato per la generalità degli atti comunali e non richiede un onere specifico di motivazione, risulta tuttavia evidente che l’esercizio di tale diritto non può tradursi nella pretesa di un numero abnorme di atti tale da paralizzare l’operatività o limitare la funzionalità dell’ufficio presso il quale gli atti sono depositati.

Il diritto di accesso agli atti amministrativi relativi a denunce ed esposti

Colui il quale subisce un procedimento di controllo o ispettivo ha un interesse qualificato a conoscere integralmente tutti i documenti amministrativi utilizzati nell’esercizio del potere di vigilanza, a cominciare dagli atti d’iniziativa e di preiniziativa, quali denunce o esposti.

Finalità del diritto di accesso agli atti amministrativi

Il diritto di accesso ai documenti amministrativi, come è noto, è posto a garanzia della trasparenza ed imparzialità della P.A. e trova applicazione in ogni tipologia di attività della stessa.

Condizioni di esercizio del diritto d'accesso agli atti amministrativi: l'interesse del soggetto

Per ottenere l’accesso ai documenti amministrativi è necessario dimostrare quell’interesse diretto concreto ed attuale al quale il legislatore subordina l’operatività dell’istituto ad exhibendum.

Rapporto tra tutela dell'accesso agli atti e tutela della riservatezza

Ai sensi dell’art. 22,comma 3, legge n. 241 del 1990, tutti i documenti amministrativi ad eccezione di quelli indicati all'articolo 24, commi 1, 2, 3, 5 e 6 sono accessibili.

Soggetti e controinteressati nel diritto di accesso agli atti amministrativi

L'art. 22, co. 1, legge 241/1990, pur riconoscendo il diritto d'accesso a qualunque interessato non ha introdotto alcun tipo di azione popolare tant'è che ha successivamente ricollegato siffatto interesse all'esigenza di tutela di situazioni giuridicamente rilevanti.

A quale Amministrazione va rivolta la domanda di accesso agli atti amministrativi?

Ricorre l’obbligo di consentire l’accesso da parte dell’Amministrazione o Ente il quale, ancorché diverso dall’Ente o Amministrazione che ha adottato l’atto connesso o presupposto di cui si richiede l’accesso e l’estrazione di copia, ne abbia comunque la materiale disponibilità. La ratio di tale norma è evidentemente quella di arginare un comportamento ostruzionistico e defatigatorio e di consentire una semplificazione dell’accesso al cittadino

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