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IL CODICE DELLA PIANIFICAZIONE URBANISTICA

PIANIFICAZIONE --> PIANI URBANISTICI ATTUATIVI --> PEEP --> PRINCIPIO DEL PAREGGIO --> RECUPERO ONERI ASSEGNATARI --> RIPARTIZIONE

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, l’art. 35, comma 12, della legge n. 865/1971 e l’art. 16, comma 2, del d.l. n. 786/1981 (convertito nella legge n. 51/1982), prevedono l’esatta corrispondenza tra i costi effettivamente sostenuti dal Comune per l’acquisizione delle aree e il corrispettivo del diritto di superficie, ma tale regola deve essere fatta valere in relazione al singolo intervento, ossia all’area o al lotto oggetto della singola convenzione. Invero il principio del perfetto pareggio economico dell’operazione espropriativa sostenuta dall’amministrazione non consente di far ricadere sui concessionari, per i quali si sono già definiti i costi, i maggiori oneri derivanti da contenziosi riguardanti altre aree del comparto.

Una corretta esegesi della normativa in tema di cessione delle aree PEEP (leggi n. 865/1971 e n. 167/1962), non prevede il cosiddetto metodo della spalmatura sull’intero comparto PEEP, ma depone nel senso che i costi di acquisizione delle aree devono essere quelli definitivamente fissati ed effettivamente sostenuti in relazione alla singola area oggetto di convenzione: ogni convenzione regola uno specifico e co... _OMISSIS_ ...lio previsto o derivante da ciascuna ha ad oggetto gli eventuali costi ulteriori di acquisizione dell’area su cui detto intervento insiste e che è oggetto della convenzione stessa.

E’ vero che l'art. 35 della legge n.865/1971 stabilisce l'esatta corrispondenza tra i costi effettivamente sostenuti dal Comune per l'acquisizione delle aree e il corrispettivo dell’assegnazione in proprietà, ma deve comunque trattarsi di spese effettivamente sostenute in relazione all'acquisizione delle stesse aree che sono oggetto della convenzione fra il soggetto attuatore cui detti oneri sono attribuiti e il Comune, non essendo consentita una ripartizione fra tutti i soggetti attuatori del costo complessivo per gli espropri necessari alla realizzazione di tutti gli interventi di ERP.

L’art.35 della legge n.865/1971 prevede l’esatta corrispondenza tra i costi effettivamente sostenuti dal Comune per l’acquisizione delle aree e il corrispettivo del diritto di superficie ma tale regola deve essere fatta valere con riferimento al singolo intervento, cioè a ciascun area, oggetto di singola convenzione; invero, il principio del perfetto pareggio economico dell’operazione espropriativa complessivamente sostenuta dall’amministrazione non consente affatto di ripartire pro quota i suddetti maggiori costi su soggetti attuatori che ad essi non hanno dato causa, laddove il recupero... _OMISSIS_ ... singolo caso oggetto di singola convenzione che tale maggior aggravio di spese per il Comune ha fatto registrare per ottenere l’acquisizione della relativa area.

Una corretta esegesi della normativa fondamentale dettata a monte per la disciplina della cessione della aree PEEP (leggi n.865/71 e 167/1962), non solo non prevede il metodo della c.d. spalmatura, ma depone in favore del criterio per cui i costi di acquisizione delle aree devono essere quelli definitivamente fissati ed effettivamente sostenuti in relazione alla singola area fatta oggetto di convenzione.

Se l’art. 35 della Legge 865/71 enuncia un principio di pareggio, è sostanzialmente indifferente al modo in cui esso viene realizzato – cioè ripartendo “pro quota” tra tutti gli attuatori del comparto, il costo complessivo delle acquisizioni ovvero addossando a ciascuno il costo della specifica area concessagli - per cui la sua specificazione concreta va di volta in volta ricercata nei singoli atti convenzionali relativi ai piani PEEP.

Con riferimento all'assegnazione di aree P.E.E.P., la clausola “salvo conguaglio” prevista in convenzione avente la finalità di consentire al Comune il recupero del costo dell’esproprio, ove esso risulti superiore al corrispettivo inserito nella convenzione stessa, non legittima la spalmatura ... _OMISSIS_ ...e aree indistintamente sull’intero comparto P.E.E.P., subordinando detta clausola la corresponsione del conguaglio alla necessità di recuperare spese effettivamente sostenute per l’acquisto dell’area oggetto della singola convenzione.

La decisione dell’amministrazione di ripartire i maggiori costi tra i diversi assegnatari delle aree ricomprese nel piano di zona per l’edilizia economica e popolare, proporzionalmente alla volumetria acquisita, prescindendo dalle modalità di acquisizione delle singole aree, è pienamente conforme al dettato dell’art. 35, l. n. 865/1971. È, quindi, priva di fondamento la pretesa che i maggiori costi sostenuti dal Comune vengano addossati soltanto agli assegnatari di alloggi edificati su lotti la cui acquisizione abbia comportato maggiori spese per il Comune stesso.

In sede di recupero dagli assegnatari degli oneri sostenuti a fronte di acquisizione di aree PEEP, non sussistono profili di illogicità nella previsione che i titolari del diritto di proprietà debbano corrispondere importi superiori rispetto a quelli dovuti dai titolari del diritto di superficie, stante la diversa ampiezza dei due diritti.

Con riferimento all'assegnazione di aree P.E.E.P., la clausola “salvo conguaglio” prevista in convenzione avente la finalità di consentire al Comu... _OMISSIS_ ...

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