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Il presente articolo è composto da sintesi giurisprudenziali tratte dal  prodotto di cui è mostrata la copertina. In tale prodotto il testo è riportato senza omissis, e ciascuna  sintesi è associata al pertinente brano originale e agli estremi della sentenza a cui essa si riferisce (come si può constatare scaricandosi il  demo del prodotto). Il cliente può acquistare il prodotto completo nonché, in certi casi, il solo articolo tratto da esso. 

Natura degli interventi edilizi di posa di recinzioni di un fondo

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> RECINZIONI

La realizzazione di una recinzione, anche ad un area in concessione demaniale marittima, non richiede un idoneo titolo edilizio solo in presenza di una trasformazione che, per l'utilizzo di materiale di scarso impatto visivo e per le dimensioni dell'intervento, non comporti un'apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale. Con la conseguenza che la distinzione tra esercizio dello jus aedificandi e dello jus excludendi alios va rintracciata nella verifica concreta delle caratteristiche del manufatto.

Le opere di recinzione e di chiusura dell'area condominiale su un terreno demaniale, mediante l'apposizione di un cancello elettrico scorrevole, sono soggette al regime dell'autorizzazione di cui all'art. 10 della l. n. 47 del 1985, perciò un Comune ove non siano autorizzate, non può applicare la sanzione prevista per le opere eseguite in assenza di concessione... _OMISSIS_ ... in totale o parziale difformità dalla medesima.

Non può esser limitata la facoltà del proprietario di recintare un'area a parcheggio che, sebbene asservita all'uso pubblico negli orari di apertura degli esercizi commerciali, è ed allo stato resta privata, soprattutto quando non è attivo il vincolo pertinenziale funzionale, che la recinzione non nega, né comprime, ma che serve piuttosto a meglio chiarire, alle parti ed ai terzi, lo scopo ed i limiti d’esigibilità dell’asservimento, ossia la soluzione all’aumento del traffico veicolare in occasione e per il tempo dell’accesso della clientela a detti esercizi.

La sostituzione di una recinzione con un'altra, che eccede di gran lunga quella preesistente (nella specie, con triplicazione in altezza dello zoccolo in cemento e sostituzione della precedente rete sostenuta da paletti con una struttura metallica rigida di ben... _OMISSIS_ ...e impatto, con consistente aumento della altezza complessiva), non integra una manutenzione, tanto meno ordinaria, bensì una ristrutturazione, con conseguente necessità di un titolo edilizio.

La posa di una recinzione – manufatto essenzialmente destinato a delimitare una determinata proprietà allo scopo di separarla dalle altre, di custodirla e difenderla da intrusioni – è solo diretta a far valere lo ius excludendi alios che costituisce il contenuto tipico del diritto dominicale, e per pacifica giurisprudenza persino la presenza di un vincolo dello strumento pianificatorio non può incidere di per sé negativamente sulla potestà del dominus di chiudere in qualunque tempo il proprio fondo ai sensi dell’art. 841 del c.c..

Solamente la recinzione che presenti un elevato impatto urbanistico deve essere preceduta da un titolo abilitativo del Comune, mentre tale atto non risult... _OMISSIS_ ...enza di trasformazioni che – per l'utilizzo di materiale di scarso impatto visivo e per le dimensioni dell'intervento – non comportino un'apprezzabile alterazione ambientale, estetica e funzionale: la distinzione tra esercizio dello jus aedificandi e dello jus excludendi alios va rintracciata quindi nella verifica concreta delle caratteristiche del manufatto.

Sono urbanisticamente irrilevanti gli interventi principalmente volti ad integrare lo ius excludendi alios, che costituisce naturale prerogativa del proprietario.

Per muro di cinta (nella dizione contenuta nell'art. 4, comma 7 lett. c), d.l. 5 ottobre 1993 n. 398, convertito con modificazioni in l. 4 dicembre 1993 n. 493, e sostituito per effetto dell'art. 2, comma 60, l. 23 dicembre 1996 n. 662) devono intendersi le opere di recinzione, non suscettibili di modificare o alterare sostanzialmente la conformazione del terreno, che assumono natura pertinenziale in quanto ha... _OMISSIS_ ...a funzione di delimitare, proteggere o eventualmente abbellire la proprietà essendo invece diversa la consistenza e la funzione dei cc.dd. muri di contenimento, i quali si differenziano dalle mere recinzioni non solo per la funzione, ma anche perché servono a sostenere il terreno al fine di evitare movimenti franosi dello stesso e quindi devono necessariamente presentare una struttura a ciò idonea per consistenza e modalità costruttive.

È illegittima la norma regolamentare comunale che impone quale presupposto per il rilascio del titolo abilitativo la presenza nelle recinzioni di varchi idonei a garantire il passaggio della fauna e la presenza di adeguati passaggi a scaletta o cancelli, si pone in contrasto con gli artt. 2 co. 3 e 4 D.P.R. 380/2001, dal momento che è preclusa alla fonte regolamentare locale l’introduzione di siffatte limitazioni all’esercizio dello ius aedificandi per ragioni per a... _OMISSIS_ ...nee alla conformità urbanistico - edilizia dell’intervento.

L’intervento consistente in due pali in ferro collegati da una catena, con funzione di mera delimitazione proprietaria, è inidoneo ad apportare alcuna trasformazione in chiave edilizio-urbanistica del territorio o a deturparne le qualità paesaggistiche per cui va esente dai regimi autorizzatori volti a preservare i corrispondenti interessi pubblici.

Per "muro di cinta", nella dizione contenuta nell'art. 4 comma 7 lett. c), d.l. 5 ottobre 1993 n. 398 e succ mod., devono intendersi le opere di recinzione, non suscettibili di modificare o alterare sostanzialmente la conformazione del terreno, che assumono natura pertinenziale in quanto hanno esclusivamente la funzione di delimitare, proteggere o eventualmente abbellire la proprietà.

La recinzione di un fondo non può essere ostacolata dall’esistenza di un... _OMISSIS_ ...tica o regolamentare, in quanto il legittimo esercizio dello jus excludendi alios rientra nelle ordinarie facoltà dominicali e normalmente non ha per fine quello di imprimere all’area o all’immobile una destinazione diversa da quella prevista dallo strumento urbanistico.

Un muro può essere qualificato come "muro di cinta"- in riferimento alla definizione fornita dall'art. 878 c.c. - quando ha determinate caratteristiche: destinazione a recingere una determinata proprietà, altezza non superiore a tre metri, emergere dal suolo ed avere entrambe le facce isolate dalle altre costruzioni; e tuttavia tale definizione, con conseguente applicazione della relativa normativa, sussiste anche nel caso in cui si abbia un manufatto in tutto o in parte carente di alcune delle predette caratteristiche, purché sia idoneo a delimitare un fondo e gli possa ugualmente essere riconosciuta la funzione e l'utilità di ... _OMISSIS_ ...i confine e di recingere il fondo.

Alla realizzazione, da parte del proprietario, di una recinzione, ancorché in muratura, non può essere attribuito di per sé il fine di imprimere all'area una destinazione diversa da quelle previste dalle norme urbanistiche, in quanto essa è solo diretta a far valere lo ius exludendi alios.

La presenza di vincoli posti dal Piano Regolatore Generale non è in grado di eliminare, di per sé, la potestà del proprietario di chiudere, ai sensi dell’art. 841 cod. civ., il proprio fondo poiché lo ius exludendi alios non è concretamente esercitabile senza la possibilità di costruzione di una recinzione.

Sebbene il Comune, nell'esplicazione della potestà pianificatoria, possa certamente dettare prescrizioni circa le modalità tecniche da osservare nella realizzazione delle recinzioni, purché ciò av... _OMISSIS_ ...el principio generale di buona amministrazione e dei canoni di logicità, equità, imparzialità ed economicità, questi, tuttavia, non può precluderne in toto l'edificazione, poiché ciò eliminerebbe un attributo essenziale tipico del diritto di proprietà, espressamente confermato dall’art. 841 cod. civ.

Con riferimento in particolare alle zone agricole, il divieto generalizzato di recintare il fondo presente nel P.R.G. è non solo antigiuridico ma anche macroscopicamente irragionevole, essendo la recinzione un elemento imprescindibile di molte coltivazioni e degli allevamenti di bestiame, attività che possono essere svolte anche in aree finitime alle abitazioni.

La recinzione in legno o in rete metallica di un terreno non richiede alcuna autorizzazione edilizia, in quanto non determina una trasformazione urbanistica, né comporta una trasformazione morfologica... _OMISSIS_ ...ituendo una lecita estrinsecazione dello ius excludendi alios.

La posa di una siepe all’interno di una recinzione già esistente – al dichiarato e legittimo scopo di protezione contro agenti esterni (persone, animali ma anche atmosferici, come il vento) - è un’attività di norma non soggetta a titolo edilizio.

La distinzione tra esercizio dello jus aedificandi e dello jus excludendi alios va rintracciata nella verifica concreta delle caratteristiche del manufatto.

La stabile recinzione a tutela della proprietà assume rilevanza ai sensi dell’art. 55 cod.nav. il quale si riferisce genericamente alle opere eseguite nella fascia di rispetto del demanio.

L'ingente stravolgimento del muro di recinzione (nella specie soprelevazione, prolungamento da ambedue le estremità, diverso posizionamento ed ampiezza del cancello di accesso e realizzazione con tipologie... _OMISSIS_ ......

...continua.

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