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Espropriazione per p.u.: l'accordo di cessione volontaria

L'accettazione dell'indennità provvisoria offerta non assume (né logicamente, né giuridicamente) valenza di accettazione di una proposta di cessione volontaria dell'immobile assoggettato alla procedura di esproprio, e dunque non è idonea a trasferire la proprietà del bene all'Ente promotore.

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titolo:TRASFERIMENTO E ACQUISTO DI DIRITTI REALI CON LA P.A.
anno:2019
pagine: 2455 in formato A4, equivalenti a 4174 pagine in formato libro
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TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> ACCORDO DI CESSIONE

L'accordo sull'ammontare dell'indennità di esproprio non comporta la cessione volontaria del bene, ma costituisce un accordo preliminare finalizzato alla stipula del negozio di cessione destinato a perdere di efficacia se, nel termine di scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, non intervenga la cessione (o un valido decreto di esproprio).

L'accordo di cessione si inserisce nell'ambito di un procedimento espropriativo che, fisiologicamente e legittimamente, si conclude nei termini di scadenza della dichiarazione di pubblica utilità con la stipula del negozio di cessione; ove, invece, non intervenga l'atto di cessione, per causa imputabile all'amministrazione, e ciò nonostante l'occupazione continui e le opere siano realizzate, si è dinanzi ad un cattivo esercizio del potere, generativo di un illecito e di conseguenti obbligazioni risarcitorie in capo all'amministrazione.

Mentre l'atto di cessione volontaria del bene, produttivo degli stessi effetti del decreto di esproprio, ha efficacia traslativa della proprietà e determina, pertanto, l'esaurimento della procedura ablativa de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ccordo amichevole concerne solamente la pattuizione sul quantum dell'indennità e presuppone il completamento della procedura mediante l'adozione dell'atto conclusivo traslativo della proprietà.

In materia di espropriazione per pubblica utilità, la determinazione provvisoria dell'indennità di espropriazione di cui all'art. 20 del d.P.R. nr. 327 del 2001 costituisce soltanto il prodromo di una possibile cessione volontaria del bene espropriato, la quale deve pur sempre perfezionarsi successivamente con l'accordo sulla misura definitiva dell'indennità di espropriazione; ne consegue che l'eventuale accettazione dell'indennità provvisoria da parte del proprietario espropriando ha il valore giuridico di una mera proposta irrevocabile, alla quale deve seguire il negozio di cessione volontaria, ovvero (qualora il proprietario si sottragga al proprio obbligo di contrarre, o comunque per qualsiasi ragione non intervenga l'accordo inter partes) l'adozione di un formale decreto di esproprio da parte dell'Amministrazione.

In un accordo di cessione volontaria, ciascuna parte ha il dovere di dare notizia delle circostanze che appaiano ignote all'altra e che possano essere determinanti del suo consenso (tali per cui l'altra... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...endole, non contratterebbe o potrebbe farlo a condizioni diverse). Al dovere di informazione si collega, infatti, la possibile rilevanza di un comportamento reticente di uno dei contraenti, nel senso che la violazione del citato dovere potrebbe dare luogo, nel caso in cui ad una reticenza seguisse comunque la conclusione di un contratto, ad un'azione di annullamento per dolo omissivo.

Quando risulti la volontà delle parti di non attribuire all'atto negoziale immediata efficacia traslativa della proprietà e, dunque, valenza di accordo sostitutivo del provvedimento di esproprio, si è in presenza non di cessione volontaria del bene, ex art. 45 d.P.R. 327/2011, ma di accordo bonario o amichevole sull'indennità, ai più limitati fini previsti dall'art. 20 dello stesso T. U. sugli espropri, contenente pattuizioni negoziali di natura endoprocedimentale.

In tema di espropriazione di fondi agricoli, è vero che l'accordo bonario sull'indennità spettante all'espropriando non comporta la cessione volontaria del bene, che è riservata ad un successivo atto (decreto di esproprio o contratto di trasferimento), ma esso esprime ugualmente la volontà del titolare di abdicare alla proprietà del bene, ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... un corrispettivo di natura pecuniaria ritenuto soddisfacente.

Nessuna contraddizione con l'avvenuta accettazione delle indennità è ipotizzabile nel comportamento dell'espropriante, che continui a sollecitare, nonostante l'accettazione, la cessione bonaria del suolo.

Non osta al verificarsi della fattispecie dell'espropriazione sostanziale, la circostanza che il procedimento di esproprio avviato dall'Amministrazione si sia concluso con un accordo procedimentale, qualora questo sia stato sottoposto a condizioni non verificatesi. Ciò perché, in tutta evidenza, l'accordo ancorché abbia consentito all'Amministrazione di occupare le aree, non costituisce titolo valido né per la trasformazione dei terreni né tanto meno per il trasferimento della proprietà degli stessi, non essendosi verificate le condizioni in esso previste.

La tesi degli immediati effetti traslativi dell'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità contrasta sia con il principio di tipicità e nominatività dei provvedimenti amministrativi, finendo per assegnare ad un comportamento strumentale e preparatorio effetti che la legge fa discendere unicamente dalla cessione volontaria o dal decreto di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... sia con il principio dell'intangibilità dell'autonomia negoziale delle parti, prefigurando effetti reali laddove esse hanno inteso assumere impegni meramente obbligatori.

L'atto di condivisione della indennità è da tenere ben distinto, in chiave funzionale e temporale, dalla cessione volontaria del bene, la quale interviene a sua volta eventualmente (restando sempre aperta la possibilità del decreto formale di esproprio, cfr. art. 20 del DPR n. 327 del 2001) e successivamente, postulando, a tal fine, una serie di adempimenti preliminari (cfr art. 20 comma 9 TU); ne consegue che tale accordo non comporta immediatamente la cessione volontaria del bene.

L'accordo sull'indennità di espropriazione, per effetto di accettazione da parte dell'espropriando dell'ammontare offerto dall'espropriante, non ha alcun effetto traslativo della proprietà del bene.

La disponibilità manifestata per una cessione bonaria del bene non determina alcuna accettazione della situazione determinatasi per effetto della realizzazione dell'opera, visto che solo la positiva conclusione dell'accordo determina l'acquisizione del bene al patrimonio comunale.

Non la dichiarazione di accettazione dell'indenni... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rovvisoria ma la stipulazione in concreto dell'atto di cessione bonaria del bene è unico atto idoneo, a configurare un rapporto contrattuale tra privato e amministrazione.

Anche volendo configurare l'accordo di cessione come opzione a favore dell'Amministrazione del diritto all'acquisto dei terreni oggetto della procedura espropriativa in itinere, l'atto non ha i caratteri oggettivi della cessione.

La cessione volontaria del bene prevista dall'art. 12 della L. n. 865/71, ha efficacia immediatamente traslativa della proprietà e determina, pertanto, l'esaurimento della procedura ablativa del bene; viceversa, l'accordo amichevole concerne solamente la pattuizione sul quantum dell'indennità e fa venir meno la fase dell'espropriazione concernente la determinazione dell'indennizzo, implicando la prosecuzione dell'iter procedimentale.

L'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di esproprio (al pari del contratto preliminare di cessione volontaria degli immobili da espropriare), non è ex se idoneo a sorreggere la traslazione del diritto dominicale, essendo necessario il completamento del procedimento al fine del passaggio della proprietà del bene dall'espropriato all'espropriante; il che avvie... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...adozione del provvedimento autoritativo dell'esproprio nei termini dovuti, ovvero con la stipula del contratto definitivo di cessione.

L'unico effetto derivante dalla sottoscrizione di un accordo bonario è quello di precludere ogni futura contestazione sull'importo dell'indennità di espropriazione ove, ultimato il procedimento, si addivenga al trasferimento del bene all'espropriante; nessun effetto traslativo va al medesimo riconosciuto.

L'accordo sull'indennità di espropriazione, per effetto dell'accettazione da parte dell'espropriando dell'ammontare offerto dall'espropriante, non ha alcun effetto traslativo della proprietà del bene; le pattuizioni in esso contenute si connotano come atti integrativi del procedimento stesso, ma sono tuttavia condizionate alla sua conclusione, cioè alla stipulazione di una cessione volontaria o all'emanazione del decreto di esproprio, i quali realizzano il trasferimento della proprietà dall'espropriato all'espropriante.

L'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di esproprio non comporta la cessione volontaria del bene, sicché è sempre necessario il completamento del procedimento al fine del passaggio della proprietà del ben... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...opriato all'espropriante.

Gli atti negoziali intesi alla cessione delle aree a fronte del pagamento di corrispettivi da parte della P.A., che si sovrappongono all'originario esercizio del potere autoritativo, costituiscono atti di manifestazione dell'autonomia privata e di autoregolamentazione degli interessi tra le parti; tali atti non sono riconducibili all'accordo amichevole ai sensi dell'art. 26 della legge n. 2359/1865, che si inscrive quale momento intermedio ed eventuale del procedimento espropriativo.

L'accettazione dell'indennità provvisoria offerta non può né logicamente né giuridicamente assumere la valenza di accettazione (oltre che dell'offerta d'indennizzo provvisorio anche) di una proposta di cessione volontaria dell'immobile assoggettato alla procedura di esproprio; ciò in quanto tale proposta di cessione proverrebbe dalla controparte espropriante, non proprietaria dell'immobile da cedere.

Gli accordi relativi al "concordamento dell'indennità" hanno valenza meramente endoprocedimentale e non sono idonei a trasferire la proprietà del bene dal proprietario all'espropriante.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VO... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...> ACCORDO DI CESSIONE --> ACCETTAZIONE DELLA PROPOSTA

Deve recisamente escludersi che possa affermarsi la sussistenza, in capo all'amministrazione, di un obbligo a contrarre, attribuendo effetti obbligatori alla comunicazione della misura dell'indennità di esproprio seguita da manifestazione di disponibilità dell'interessato ad addivenire alla cessione bonaria.

Anche per l'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di espropriazione valgono le regole di cui all'art. 1326 c.c., alla cui stregua il contratto s'intende concluso nel momento in cui il proponente ha conoscenza dell'accettazione dell'altra parte, purché questa giunga a conoscenza del primo nel termine da lui eventualmente stabilito o in quello ordinariamente necessario secondo la natura dell'affare o secondo gli usi, nella forma da lui stabilita e sia conforme, sotto il profilo contenutistico, alla proposta.

La dichiarazione di accettazione dell'indennità non conforme alla proposta (per avere nel caso di specie aggiunto una proposizione atta a limitare gli affetti abdicativi di clausola inserita nella proposta medesima), è efficace solo come una controproposta abbisognevole, ai fini della conclusione dell'accordo amichev... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... conforme accettazione da parte del proponente; ne consegue che la stessa di per sé non preclude di opporsi alla stima effettuata in sede amministrativa dell'indennità di espropriazione.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> ACCORDO DI CESSIONE --> ACQUIESCENZA

La caducazione della dichiarazione di pubblica utilità, integra, ex post, una valida ragione a giustificazione della decisione di non addivenire alla stipula del contratto definitivo di cessione, pur essendo intervenuta la promessa di cessione bonaria, fermo restando l'interesse, rilevante e sufficiente a fini processuali, a coltivare l'azione risarcitoria conseguente all'occupazione sine titulo.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> ACCORDO DI CESSIONE --> ACQUIESCENZA --> INDENNITÀ

La riscontrata improduttività di effetti dell'intervenuto accordo sulla procedura espropriativa, implica che la procedura "segua" le norme di legge che disciplinano la fattispecie delle conseguenze dalla omessa conclusione. Non può fondatamente affermarsi che tale incontro di consensi integri acquiescenza alla pregressa determina... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...plichi l'inaccoglibilità della liquidazione di pretese di maggiore importo quanto alla determinazione valoriale delle aree. Il pregresso "accordo amichevole" non può, in conclusione, essere recuperato a fini preclusivi della richiesta di attribuzione di quanto spettante ex lege.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> ACCORDO DI CESSIONE --> DURATA VINCOLO

Dall'accordo sull'ammontare dell'indennità di esproprio e sulla cessione volontaria del bene non deriva direttamente la cessione stessa con il suo effetto traslativo, rendendosi necessario a tal fine il completamento della procedura espropriativa attraverso l'emanazione del decreto di esproprio o la stipula di un formale negozio di cessione consacrato in un atto definitivo, con la conseguenza che l'accordo preliminare, meramente finalizzato alla stipula del successivo negozio di cessione, è destinato a perdere di efficacia se, nel termine di scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, non intervenga l'effettivo e definitivo formale trasferimento.

Il diritto di proprietà permane intatto, e non viene dissolto e sostituito dal diritto all'indennità di esproprio, quando si raggiu... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rdo sull'indennità stessa, il quale accordo, invece, deve considerarsi travolto nel momento in cui l'amministrazione non chiuda il procedimento ablatorio emanando tempestivamente il decreto di espropriazione per pubblica utilità.

La giurisprudenza ha precisato che l'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di esproprio, previsto dall'art. 26, l. 25 giugno 1865 n. 2359, non comporta una cessione volontaria del bene ma, al fine del passaggio della proprietà del bene dall'espropriato all'espropriante, è sempre necessario il completamento della procedura espropriativa, con la conseguenza che l'accordo amichevole perde di efficacia ove il procedimento di espropriazione per pubblica utilità non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio.

La cessione volontaria del bene rende non più necessario il completamento del procedimento espropriativo al fine del passaggio della proprietà del bene dall'espropriato all'espropriante; in ipotesi invece di accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di espropriazione, ai sensi della L. n. 2359 del 1865, art. 26, l'Amministrazione che abbia iniziato un siffatto procedimento non è obbligata per legge a completarlo ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ve; configurabile in capo al privato che abbia concluso detto accordo un diritto ad essere espropriato, ma solo un diritto a ricevere un'indennità nella misura concordata, quando l'esproprio abbia luogo, mentre, se il procedimento non si conclude con l'espropriazione, viene meno l'efficacia dell'accordo.

Non vale a determinare il trasferimento dei beni occupati l'accordo intervenuto inter partes sulla determinazione dell'indennità poiché lo stesso costituisce atto endoprocedimentale che resta travolto dalla mancata conclusione del procedimento con l'emanazione nei termini del necessario provvedimento di esproprio. Tale atto endoprocedimentale è finalizzato solo ad accelerare la conclusione della procedura ablatoria precludendo la necessità della determinazione dell'indennità definitiva e l'eventuale giudizio di opposizione alla stima dell'indennità non accettata, ma non esclude la necessità dell'emissione del decreto di espropriazione per l'acquisto della proprietà del bene da parte dell'espropriante.

L'accettazione dell'indennità di esproprio è da ritenersi caducata, qualora non sia intervenuto entro il termine di conclusione del procedimento, alcun titolo di trasferimento... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...rietà dei suoli in capo all'Amministrazione espropriante.

Come insegna la Suprema Corte il negozio di diritto pubblico stipulato per la sola determinazione dell'indennità di espropriazione tra il privato e la p.a. espropriante, non avendo anche efficacia traslativa del diritto di proprietà, è condizionato alla conclusione del procedimento di espropriazione e resta caducato se il procedimento non si perfeziona nelle forme previste dalla legge.

Anche la giurisprudenza amministrativa è concorde nell'affermare, in tema di espropriazione, che l'eventuale accordo tra il proprietario del bene e la P.A. sull'ammontare dell'indennità perde di efficacia ove il procedimento non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio.

L'art. 20 del DPR 327/2001 scaturisce dalla formalizzazione dei principi affermati sul punto dalla giurisprudenza e, quindi, nella sostanza, preesistenti rispetto alla norma, secondo i quali è necessaria la collaborazione di entrambe i soggetti per addivenire alla definizione della situazione proprietaria, comunque prima dello scadere dei termini della dichiarazione di pubblica utilità. Deve, infatti, riconoscersi all'accordo preordinato alla cessi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ria, sottoscritto dalle parti, la natura di accordo sostitutivo di procedimento che, in quanto tale, esplica i propri effetti nella misura in cui rimanga nell'alveo, in primo luogo dell'efficacia temporale e, più in generale, dei poteri attribuiti al soggetto titolare della potestà pubblica (nel caso in esame, espropriativa).

La mancata emanazione del decreto di espropriazione, tale da determinare l'illegittimità della procedura, comporta la caducazione dell'eventuale accordo sull'indennità, per effetto di accettazione da parte dell'espropriando dell'ammontare offerto dall'espropriante.

L'accordo preliminare finalizzato alla stipula del negozio di cessione, nell'ambito di una procedura espropriativa, è destinato a perdere efficacia se, nel termine di scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, non intervenga la cessione o comunque un valido decreto di esproprio.

L'accordo amichevole sull'indennità dovuta non comporta la cessione volontaria del bene, ma costituisce un'intesa preliminare finalizzata alla stipula del negozio di cessione e destinata a perdere efficacia se, entro il termine di scadenza della dichiarazione di pubblica utilità, non intervenga la cessione o il decr... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...iativo.

L'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di espropriazione non seguito dal completamento del procedimento al fine del passaggio della proprietà del bene dall'espropriato all'espropriante, viene a caducarsi e a perdere di efficacia, automaticamente, qualora il procedimento non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio.

L'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di esproprio non comporta la cessione volontaria del bene, sicché è sempre necessario il completamento del procedimento al fine del passaggio della proprietà del bene dall'espropriato all'espropriante. L'accordo non ha valenza sostitutiva degli atti conclusivi, ma viene invece a caducarsi ed a perdere efficacia, qualora il procedimento non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio.

Un eventuale accordo tra Amministrazione e proprietario sull'ammontare dell'indennità di espropriazione di cui all'art. 20 D.P.R. n. 327/2001 è destinato a perdere efficacia soltanto nel caso in cui il procedimento espropriativo non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio.

In tema di espropriazione per la realizzazione degli... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... di cui al titolo 8^ della L. n. 219 del 1981, per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2009, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del D.L. n. 300 del 2006, art. 3, comma 3, conv. in L. n. 17 del 2007, in caso di tardiva emissione del decreto di esproprio l'accordo raggiunto tra l'espropriante e il proprietario è totalmente inefficace anche relativamente alla rinunzia al pagamento dell'indennità di occupazione legittima in esso contenuta.

Non vale a determinare il trasferimento dei beni illegittimamente occupati, l'accordo intervenuto inter partes sulla determinazione dell'indennità, poiché lo stesso costituisce atto endoprocedimentale che resta travolto dalla mancata conclusione del procedimento per mezzo dell'emanazione nei termini del necessario provvedimento di esproprio.

L'accordo intervenuto inter partes sulla determinazione dell'indennità è un atto endoprocedimentale, finalizzato solo ad accelerare la conclusione della procedura ablatoria precludendo la necessità della determinazione dell'indennità definitiva e l'eventuale giudizio di opposizione alla stima dell'indennità non accettata, ma non esclude la necessità dell'emissione del... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... espropriazione per l'acquisto della proprietà del bene da parte dell'espropriante.

L'accordo amichevole sull'ammontare della indennità di esproprio non comporta una cessione volontaria del bene, sicché è sempre necessario il completamento del procedimento espropriativo al fine del passaggio della proprietà del bene dall'espropriato all'espropriante. In caso contrario l'accordo viene a caducarsi e a perdere di efficacia ove il procedimento non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio.

Qualora i proprietari abbiano stipulato accordi preliminari di cessione dei beni, vincolanti fino all'adozione dell'accordo definitivo, con contestuale accettazione dell'indennità proposta, incameramento dell'80% ex art. 20, comma 6, DPR 327/2001 dell'ammontare ed autorizzazione all'immissione immediata nel possesso dei beni, può ritenersi che gli stessi non siano giustificatamente addivenuti alla conclusione dell'atto definitivo, volto a trasferire la proprietà di beni, nei tempi concordati.

Qualora le intese preliminari per un accordo sulla cessione bonaria delle aree occupate da parte della P.A., non si siano mai tradotte in un atto avente forma scritta ad substantiam,... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...devono ritenersi tamquam non essent.

Secondo la tradizionale giurisprudenza, quando nel corso di un procedimento di espropriazione per pubblica utilità, intervenga un accordo tra il proprietario del bene ad esso assoggettato e l'espropriante sull'ammontare della indennità, quell'accordo viene a caducarsi e a perdere di efficacia ove il procedimento non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio. La conclusione è del tutto condivisibile, nell'ipotesi in cui l'accordo tra le parti sia rimasto nella fase della mera programmazione, ma non abbia avuto alcuna compiuta realizzazione.

Le pattuizioni contenute nell'accordo sull'indennità di espropriazione, per effetto di accettazione da parte dell'espropriando dell'ammontare offerto dall'espropriante, sono condizionate alla conclusione del procedimento cioè alla stipulazione di una cessione volontaria o all'emanazione del decreto di esproprio, i quali realizzano il trasferimento della proprietà dall'espropriato all'espropriante; conseguentemente, qualora tali condizioni manchino, l'accordo sull'indennità resta caducato e privo di qualsiasi effetto giuridico.

Allorquando nel corso di un procedimento di espropriazione per... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...tilità intervenga un accordo tra il proprietario del bene ad esso assoggettato e la P.A. sull'ammontare dell'indennità, detto accordo viene a caducarsi ed a perdere efficacia ove il procedimento, per essersi nelle more verificato il fenomeno della cd. occupazione acquisitiva, non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio.

L'efficacia dell'accordo sull'ammontare dell'indennità di espropriazione è condizionata alla conclusione del procedimento espropriativo; suddetta efficacia viene definitivamente meno quando il procedimento stesso non si concluda con l'adozione del decreto di esproprio.

L'accordo transattivo e/o della scrittura privata, con i quali viene concordata tra espropriante ed espropriato soltanto l'entità dell'indennità di espropriazione, risultano caducati e privi di qualsiasi effetto giuridico, se non risultano perfezionati dalla stipula di un contratto di cessione volontaria o dall'emanazione del decreto di espropriazione definitiva; ciò in quanto l'effetto traslativo della proprietà di un terreno può concretizzarsi, nel rispetto del principio civilistico della forma scritta ad substantiam o a pena di nullità, soltanto con tali atti.
<... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ove non sia emesso decreto di esproprio ovvero sia concluso il negozio di cessione, l'accordo sull'ammontare dell'indennità viene caducato e perde efficacia, con la conseguenza che la pretesa del privato troverà il proprio titolo risarcitorio nel danno ingiusto conseguente all'occupazione appropriativa.

Il procedimento espropriativo non può dirsi perfezionato per effetto dell'accettazione dell'indennità; ciò anche nell'ipotesi di mancata comparizione del proprietario dinanzi al notaio per la stipula dell'atto di cessione giacché, anche in difetto di tanto, l'ente espropriante è tenuto a liquidare le somme dovute e a metterle a disposizione dell'avente diritto mediante offerta formale ovvero, in alternativa, ad emettere decreto di esproprio per un importo inferiore.

L'accordo sull'indennità di espropriazione si inserisce nel procedimento ablativo nel senso che le pattuizioni in esso contenute si connotano come atti integrativi del procedimento stesso, ma sono tuttavia condizionate alla sua conclusione, cioè alla stipulazione di una cessione volontaria o all'emanazione del decreto di esproprio; qualora tali condizioni manchino, l'accordo sull'indennità resta caducato e privo di qual... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...to giuridico.

L'eventuale accettazione dell'indennità provvisoria da parte del proprietario espropriando ha il valore giuridico di una mera proposta irrevocabile, alla quale deve seguire il negozio di cessione volontaria di cui al comma 8 dell'art. 20 DPR 327/2001, ovvero – qualora il proprietario si sottragga al proprio obbligo di contrarre, o comunque per qualsiasi ragione non intervenga l'accordo inter partes– l'adozione di un formale decreto di esproprio da parte dell'Amministrazione procedente.

Un eventuale accordo tra Amministrazione e proprietario sull'ammontare dell'indennità è destinato a perdere efficacia, qualora il procedimento espropriativo non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio

E' necessario, in materia di espropriazione per pubblica utilità, distinguere tra accordo sulla quantificazione dell'indennità (il cui valore permane solo se nel termine fissato sia stato tempestivamente adottato il decreto di esproprio) e accordo per la cessione volontaria, che farebbe venire meno la necessità dell'adozione del decreto di esproprio entro il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità.

Il contratto di cess... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...aria degli immobili è accordo di natura pubblica appartenente al procedimento di espropriazione con funzione di integrazione degli atti del procedimento stesso. Ne consegue che, sebbene non sottoposto alla risoluzione di cui alla disciplina della legge generale sul procedimento, le pattuizioni contenute nell'accordo sono condizionate all'esito del procedimento stesso, sia nella forma della stipulazione del negozio di cessione volontaria, sia nella forma pubblicistica dell'emanazione del decreto di esproprio.

L'accordo sull'indennità di espropriazione non ha alcun effetto traslativo della proprietà del bene, ma si inserisce nel procedimento ablativo - avendo pertanto natura negoziale pubblica - nel senso che le pattuizioni in esso contenute si connotano come atti integrativi dei procedimento stesso, ma sono tuttavia condizionate alla sua conclusione, cioè alla stipulazione di una cessione volontaria o all'emanazione del decreto di esproprio; di conseguenza, qualora tali condizioni manchino, l'accordo sull'indennità resta caducato e privo di qualsiasi effetto giuridico.

Con l'accettazione dell'indennizzo da parte del proprietario espropriando, l'entità dell'indennizzo stesso diventa definitiva esclusivamente i... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...missione del decreto di esproprio.

L'accordo bonario sull'indennità spettante all'espropriando non comporta immediatamente la cessione volontaria del bene. Con l'accettazione dell'indennizzo da parte del proprietario espropriando infatti l'entità dell'indennizzo stesso diventa definitiva solo in caso di emissione del decreto di esproprio; in mancanza di tale ultimo atto la procedura perde gli originari connotati di legittimità.

L'accordo di cessione non è idoneo a determinare, immediatamente, il trasferimento della proprietà del bene oggetto della procedura espropriativa e pertanto non può determinarne l'interruzione; a suddetto accordo deve far seguito, ai fini del passaggio della proprietà e conseguente trascrizione nei registri immobiliari, l'atto definitivo pubblico, entro il termine quinquennale di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.

Gli accordi amichevoli relativi alla misura dell'indennità di espropriazione, hanno valenza meramente endoprocedimentale e non sono idonei a trasferire la proprietà del bene dal proprietario all'espropriante; tali accordi quantificano vincolativamente fra le parti la misura dell'indennità dovuta in ... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... conclusione del procedimento espropriativo, al termine del quale soltanto, con l'emanazione del decreto di esproprio, avviene il trasferimento della proprietà, mentre l'accordo perde efficacia ove detto procedimento non si concluda

In mancanza della conclusione del procedimento mediante stipulazione di una cessione volontaria o all'emanazione del decreto di esproprio, l'accordo sull'indennità resta caducato e privo di qualsiasi effetto giuridico.

L'accordo bonario sull'indennità non comporta immediatamente la cessione volontaria del bene. Con l'accettazione dell'indennizzo da parte del proprietario espropriando l'entità dell'indennizzo stesso diventa definitiva esclusivamente in caso di emissione del decreto di esproprio; in mancanza di tale ultimo atto — o di un negozio di cessione volontaria delle aree — la procedura perde gli originari connotati di legittimità.

Gli accordi bonari sull'indennita' di espropriazione hanno valenza meramente endoprocedimentale e non sono idonei a trasferire la proprieta' del bene dal proprietario all'espropriante, ma quantificano vincolativamente fra le parti la misura dell'indennita' dovuta in vista della conclusione del procedimento espropriativo, al ter... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ale soltanto, con l'emanazione del decreto di esproprio o con la stipula del contratto di cessione, avviene il trasferimento della proprietà; suddetto accordo perde efficacia ove detto procedimento non si concluda.

Il negozio di diritto pubblico stipulato per la sola determinazione dell'indennità di espropriazione tra il privato e la pubblica amministrazione espropriante, non avendo anche efficacia traslativa del diritto di proprietà, è condizionato alla conclusione del procedimento di espropriazione e resta caducato se il procedimento non si perfeziona nelle forme previste dalla legge.

L'accordo amichevole sull'ammontare dell'indennità di esproprio non ha valenza sostitutiva degli atti conclusivi, ma viene invece a caducarsi ed a perdere efficacia, qualora il procedimento non si concluda con il negozio di cessione o con il decreto di esproprio.

Un eventuale accordo bonario sull'indennità spettante all'espropriando non comporta immediatamente la cessione volontaria del bene. Con l'accettazione dell'indennizzo da parte del proprietario espropriando, infatti, l'entità dell'indennizzo stesso diventa definitiva esclusivamente in caso di emissione del decreto di esproprio; in mancanza di tal... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...to — o di un negozio di cessione volontaria delle aree — la procedura perde gli originari connotati di legittimità.

L'accordo bonario sull'indennità spettante all'espropriando non comporta immediatamente la cessione volontaria del bene. Con l'accettazione infatti l'entità dell'indennizzo diventa definitiva solo in caso di emissione del decreto di esproprio; in mancanza di tale ultimo atto, la procedura perde gli originari connotati di legittimità.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 24/2009, ha dichiarato illegittimo il D.L. n. 300 del 2006, art. 3, comma 3, in base al quale i verbali di concordamento dell'indennità di espropriazione conservano la loro efficacia indipendentemente dall'emanazione del decreto di espropriazione.

Sulla base del quadro normativo residuato dopo la sentenza Corte Cost. n. 24/2009, l'intero assetto negoziale determinante le indennità dovute dall'espropriante ed accettate, con rinunzia a maggiori pretese, dall'espropriato in sede di "concordamento", diviene inefficace con il venir meno della condizione concordemente assunta a presupposto dell'accordo, costituita dal tempestivo intervento del decreto di esproprio.

Gli accordi... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...l "concordamento dell'indennità" quantificano vincolativamente fra le parti la misura dell'indennità dovuta in vista della conclusione del procedimento espropriativo, al termine del quale soltanto, con l'emanazione del decreto di esproprio, avviene il trasferimento della proprietà; ne consegue che suddetti accordi perdono efficacia ove detto procedimento non si concluda.

E' illegittimo l'art. 3, comma 3, del d.l. n. 300 del 2006, convertito dalla legge n. 17 del 2007, il quale, disponendo che «i verbali di concordamento dell'indennità di espropriazione e di rinuncia a qualunque pretesa connessa alla procedura di esproprio, relativi alla realizzazione degli interventi di cui al titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219, conservano la loro efficacia indipendentemente dall'emanazione del decreto di espropriazione», sancisce l'efficacia degli accordi indennitari, a prescindere dall'emanazione del decreto di espropriazione.

Allo stato delle disposizioni vigenti, l'accordo di cessione non può protrarre i suoi effetti oltre la scadenza dei termini per il compimento della procedura espropriativa.

I proprietari degli immobili assoggettati al procedimento espropriativo sono indotti a... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ... l'indennità da una valutazione di convenienza riferita a quel momento specifico della procedura. Nella valutazione dei motivi per la stipulazione dell'accordo vi è la consapevolezza della disciplina vigente in tema di accordi, ivi compresa l'eventualità di una loro inefficacia ove la procedura non sia portata a compimento.

Gli accordi di cessione potrebbero anche protrarre i loro effetti oltre la infruttuosa scadenza dei termini per la conclusione della procedura espropriativa, ma tale ultrattività dovrebbe essere prevista dalla legge al momento dell'incontro di volontà tra le parti, e non essere imposta con effetto retroattivo da una norma successiva.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> ACCORDO DI CESSIONE --> DURATA VINCOLO --> EFFETTI DELLA CADUCAZIONE

Qualora all'accettazione dell'indennità non segua la stipula della cessione volontaria o l'emanazione del decreto di esproprio, la procedura espropriativa non si perfeziona e si ha la caducazione degli accordi e degli atti compiuti nella sua pendenza. In tale ipotesi l'intervenuto accordo sulla determinazione dell'indennizzo non toglie all'accettante la possibilità di far va... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...ali illegittimità della procedura espropriativa e/o di richiedere la determinazione giudiziale dell'indennità.

Per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2009, alla domanda proposta dal proprietario di un immobile irreversibilmente trasformato e diretta al pagamento dell'indennità per il periodo di legittima occupazione non può opporsi la pretesa rinunzia al suo pagamento contenuta in un verbale di concordamento delle indennità di espropriazione, ove detto verbale sia divenuto inefficace per la tardiva emissione del decreto di esproprio.

Ove il procedimento non si concluda, per causa imputabile all'amministrazione, e ciò nonostante l'occupazione continui e le opere siano realizzate, si è dinanzi ad un cattivo esercizio del potere, generativo di un illecito e di conseguenti obbligazioni risarcitorie in capo all'amministrazione. L'accettazione ed il pagamento dell'indennità di esproprio, ha efficacia dirimente sino a quando possa dibattersi di indennità e di esproprio, ma non anche quando la patologica evoluzione del procedimento espropriativo conduca alla decadenza dal potere ablatorio ed alla produzione di danni civili.

Non può escludersi la col... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...uente responsabilità dell'Amministrazione che abbia agito nel contesto di un accordo preordinato alla cessione bonaria, qualora questo non sia stato seguito dal contratto definitivo; ciò in quanto l'utilizzazione del bene è comunque avvenuta senza un idoneo titolo espropriativo o di acquisto.

In ipotesi di mancata conclusione del procedimento, resta caducato il negozio di diritto pubblico stipulato per la sola determinazione dell'indennità di espropriazione; deve pertanto ritenersi verificata la condizione dalla quale dipendono le reciproche obbligazioni di restituzione (immobile occupato, indennità corrisposta), con conseguente ammissibilità della costituzione in mora.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO --> CESSIONE VOLONTARIA --> ACCORDO DI CESSIONE --> DURATA VINCOLO --> IN CASO DI REVOCA DELLA PU

Una volta sopravvenuta la revoca della dichiarazione di pubblica utilità tutti i successivi atti del procedimento, che vi si ricollegano, diventano inefficaci con la conseguenza che la somma anticipata all'espropriando a titolo d'indennità di espropriazione, in forza di accoro amichevole sulla misura dell'indennità, diventa priva di causa, cos... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...me diventa priva di causa l'occupazione del bene da parte dell'espropriante, e ciascuno dei due diventa creditore dell'altro; si applicano alla fattispecie non solo le norme sulla "mora credendi" ma anche la disposizione, dell'art. 1227 cod. civ., comma 2.

Qualora, per effetto della revoca della dichiarazione di pubblica utilità, sia venuta meno la causa dell'atto di concordamento dell'indennità, devono considerarsi decaduti tutti gli effetti di detto accordo che trova in suddetta dichiarazione la propria giustificazione; in ragione di tale situazione sopravvenuta, ognuna delle parti diviene creditrice dell'altra, potendo il privato richiedere la restituzione dei beni occupati con il suo assenso in ragione del pagamento ricevuto di quanto concordato, e l'Amministrazione la restituzione delle somme versate, per un titolo da ritenere ormai venuto meno.

La revoca della dichiarazione di pubblica utilità preclude la conclusione del procedimento di espropriazione, con conseguente verificarsi della condizione risolutiva della convenzione di determinazione della relativa indennità, non avendo questa efficacia traslativa della proprietà.

TRASFERIMENTO E ACQUISTO DEI DIRITTI REALI --> TITOLO -->... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...VOLONTARIA --> ACCORDO DI CESSIONE --> NATURA

Un accordo di cessione volontaria della proprietà può possedere i requisiti di forma e di sostanza ex artt. 1326, 1350 e 1376 c.c. di un vero e proprio contratto "traslativo" a tutti gli effetti del diritto di proprietà su bene immobile, avente natura di compravendita, qualora da esso risulti inequivocabile la volontà di immediata cessione del bene e non promessa di futura vendita basata su mero accordo amichevole endoprocedimentale relativo al concordamento della misura della indennità di espropriazione. Né sussistono ostacoli normativi a che siffatta cessione volontaria venga adottata anche oltre il termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità poiché comunque la stessa assume il valore di accordo oneroso transattivo e "traslativo" del diritto di proprietà.

Quando il sottostante elemento contrattuale relativo allo scambio di un prezzo per il trasferimento della proprietà è stato compiutamente definito con l'accordo bonario ed è stato interamente onorato dalla pubblica amministrazione (come è avvenuto nella fattispecie), la comune funzione del contratto definitivo o dell'equivalente decreto di... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...consiste nella formalizzazione definitiva del passaggio di proprietà dal privato alla pubblica amministrazione, secondo una modalità di regolamentazione del rapporto già di fatto compiutamente definita. Pertanto, il valore transattivo dell'accordo bonario ed il principio di buona fede e diligenza impongono all'espropriato di attivarsi affinché l'amministrazione concluda il procedimento.

L'iter procedurale della cessione volontaria di un bene oggetto di espropriazione per pubblica utilità, non consente di individuare, prima della stipula del contratto definitivo di cessione del bene, un contratto preliminare tra l'ente espropriante e il proprietario espropriando. Nell'intervenuto scambio fra le parti dei due atti (la comunicazione dell'espropriante e la dichiarazione di condivisione dell'espropriando), non è ravvisabile un contratto preliminare rispetto a quello successivo di cessione volontaria del bene perché nessuno degli atti in questione ha un contenuto volitivo, ma solo conoscitivo.

Lo scambio di note tra le parti (comunicazione dell'espropriante e dichiarazione di condivisione dell'espropriando), non potrebbe dar vita ad un contratto preliminare per il fatto stesso che quel contratto ai sensi de... [Omissis - La versione integrale � presente nel prodotto - Omissis] ...6 c.c., presupporrebbe definito l'intero contenuto del futuro contratto definitivo.

Dalla conclusione di accordo preliminare non possono essere ricondotti effetti traslativi del diritto di proprietà del bene; difatti, simili accordi costituiscono meri atti negoziali pubblici, che si inseriscono nel procedimento ablativo, con finalità propedeutiche all'emanazione del decreto di esproprio o alla stipulazione della cessione volontaria.


 
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