ESPROPRIAZIONE PER P U

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L'opera pubblica illegittima fa parte del patrimonio indisponibile dell'Ente

Sulla base della ricostruzione e limitazione dell'istituto dell'occupazione acquisitiva nonché dei suoi limiti operativi, esulano dal suo ambito applicativo le costruzioni che, pur essendo realizzate dalla p.a., perciò necessariamente per interessi pubblici, sono destinate a restare nell'ambito dei beni patrimoniali disponibili.

L'occupazione divenuta illegittima per scadenza dei termini di legge

L'istituto della c.d. accessione invertita con conseguente diritto al risarcimento del danno per equivalente in conseguenza della perdita della proprietà, va ritenuto operante nel giudizio in corso alla data in cui si è verificato il radicale mutamento di interpretazione da parte del giudice di legittimità, che ha ritenuto l'istituto in contrasto con l'art. 1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Realizzazione di opere private e applicabilità dell'occupazione acquisitiva

Sulla base della ricostruzione e limitazione dell'istituto dell'occupazione acquisitiva nonché dei suoi limiti operativi, esulano dal suo ambito applicativo le costruzioni che, pur assolvendo a finalità di pubblico interesse, restano di appartenenza privata (nel caso di specie capannoni e gli altri manufatti industriali nell'ambito di zona PEEP).

Acquisto della proprietà a titolo originario da parte della P.A.

Nell'ambito dell'istituto giuridico dell'accessione invertita, l'estinzione del diritto del privato ed il contestuale acquisto a titolo originario del bene da parte della P.A., si verificano soltanto "scaduto il periodo di legittima occupazione, allorquando si sia verificata l'irreversibile trasformazione del bene ovvero questo abbia perduto la sua connotazione originaria e si sia ormai definitivamente inserito nel contesto dell'opera pubblica".

Trasformazione irreversibile del fondo ed acquisto del bene illegittimamente occupato

Il Consiglio di Stato ha dato atto dell'intervenuta espunzione dal nostro ordinamento dell’istituto dell’acquisizione de facto della proprietà in mano pubblica a seguito della realizzazione dell’opera precisando che l’intervenuta realizzazione dell’opera pubblica non fa venir meno l’obbligo di restituire al privato il bene illegittimamente appreso.

Accessione invertita e acquisto a titolo originario della proprietà da parte della P.A.

L'irreversibile trasformazione del fondo, per la giurisprudenza prevalente, non produce più l'effetto di trasferire la proprietà, e l'occupazione del fondo, al termine dell'eventuale periodo di occupazione legittima, si configura come illecito permanente.

Gli elementi qualificanti l'istituto della c.d. occupazione acquisitiva

Il fenomeno della cosiddetta occupazione acquisitiva o appropriativa presentava i seguenti caratteri: a) la trasformazione irreversibile del fondo, con destinazione ad opera pubblica o ad uso pubblico, determinava l'acquisizione della proprietà alla mano pubblica; b) il fenomeno, in assenza di formale decreto di esproprio, aveva il carattere dell'illiceità, che si consumava alla scadenza del periodo di occupazione autorizzata (legittima) se nel frattempo l'opera pubblica era stata realizzata

Occupazione della proprietà privata per eseguire ricerche archeologiche

L'occupazione della proprietà privata per eseguire ricerche archeologiche, ed in funzione di successiva espropriazione a fini di conservazione e valorizzazione delle testimonianze rinvenute, non seguita da decreto di esproprio entro la scadenza, costituisce ipotesi di occupazione appropriativa non solo per l'irreversibilità delle trasformazioni materiali apportate e per la preponderanza del publicum sulla proprietà privata

L'occupazione appropriativa e la realizzazione di un piano P.I.P.

Nell'attuazione dei piani per gli insediamenti produttivi (P.I.P.), in mancanza di delega a terzi (enti o istituti, ai sensi dell'art. 60 della stessa legge) dell'esercizio dei poteri espropriativi, l'eventuale occupazione appropriativa si compierebbe comunque a favore dell'ente pubblico e non a favore dell'assegnatario.

Normativa della Regione Sicilia relativa all'acquisizione sanante

L'art. 42 bis DPR 327//2001 è applicabile nella Regione Siciliana in virtù del rinvio dinamico, dapprima sancito dall'art. 36 L.R. n. 7 del 2002 e, poi, dall'art. 1, primo comma, L.R. n. 12 del 2011, che hanno entrambe stabilito la diretta applicabilità del D.P.R. n. 327 del 2001 e delle sue successive integrazioni e modificazioni nel territorio della Regione.

Acquisizione sanante e restituzione del bene (art. 42 bis D.P.R. 327/2001)

Nei casi di cui all'art. 42-bis, primo e secondo comma, DPR 327/2001, il primo dovere che incombe sull’Amministrazione non è quello “civilistico” relativo alla restituzione dell’immobile e al risarcimento del danno per l’occupazione illegittima, ma quello “amministrativo” relativo alla valutazione degli interessi in conflitto.

Acquisizione sanante e restituzione dell'immobile espropriato

Nel caso di occupazione non seguita da un tempestivo provvedimento di esproprio l’Amministrazione è tenuta a restituire l’immobile, previa riduzione in pristino stato, al proprietario nonché a risarcire il danno per il periodo di occupazione illegittima, ovvero ad acquisirlo mediante un diverso titolo di acquisto, che in primo luogo può essere quello di cui all’art. 42-bis d.p.r. n. 327/2001.

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