EDILIZIA URBANISTICA CASA

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Opere e interventi ammissibili in fascia di rispetto cimiteriale

Il vincolo cimiteriale ha carattere assoluto, valevole per ogni singolo fabbricato e per ogni tipo di costruzione trattandosi di un divieto di edificazione posto a tutela della natura e della salubrità dei luoghi, per cui non opera alcuna distinzione tra manufatti, riguardando anche gli eventuali manufatti (in ipotesi) pertinenziali.

Decadenza e rimozione della fascia di rispetto cimiteriale

La fascia di rispetto cimiteriale non viene meno per il semplice fatto che un cimitero non è più utilizzato come tale qualora vi siano ancora salme non asportate e non sia stata effettuata la bonifica prevista dall’art. 97 D.P.R. 285/1990; questo ancorché le inumazioni, le tumulazioni e le concessioni siano scadute e la P.A. si sia più volte adoperata esponendo avvisi per la completa rimozione dei feretri che non hanno avuto seguito a causa dell’irreperibilità dei familiari dei defunti.

Estensione e riduzione delle fasce di rispetto cimiteriale

La possibile riduzione della fascia di rispetto cimiteriale a 100 ovvero a 50 metri, nonché l’altrettanto possibile riduzione dell’estensione della fascia di rispetto per la realizzazione di opere pubbliche o anche per l’attuazione di interventi urbanistici può avvenire soltanto per motivi di interesse pubblico e ad iniziativa del pubblico potere a ciò competente, e non già ad iniziativa del privato.

Finalità del vincolo di rispetto cimiteriale

La fascia di rispetto cimiteriale è volta a: garantire la futura espansione del cimitero; garantire il decoro di un luogo di culto; assicurare una cintura sanitaria attorno a luoghi per loro natura insalubri.

Natura del vincolo di rispetto nella fascia cimiteriale

Il vincolo di rispetto della fascia cimiteriale, previsto dalla legge, incide sull'edificabilità dei suoli in modo generale ed obiettivo, nei confronti di tutti i proprietari di determinati beni, e, di conseguenza, non ha carattere espropriativo ma conformativo; inoltre, essendo tale vincolo previsto a tempo indeterminato, non è soggetto a decadenza né dà luogo a indennizzo.

Edificabilità delle aree cimiteriali

Il R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, art. 338 prescrive che i cimiteri devono essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dai centri abitati e tale disposizione opera indipendentemente dagli strumenti urbanistici ed eventualmente anche in contrasto con gli stessi. In detta fascia di rispetto cimiteriale è vietato sia costruire nuovi edifici sia intervenire su manufatti preesistenti con opere che comportino un'alterazione dei volumi o delle superfici.

Nozione di volumetria ai fini di tutela del paesaggio

Il divieto di incremento dei volumi esistenti, imposto ai fini di tutela del paesaggio, si riferisce a qualsiasi nuova edificazione comportante creazione di volume, senza che sia possibile distinguere tra volume tecnico ed altro tipo di volume, sia esso interrato o meno.

Vincolo di inedificabilità paesistico-ambientale

La pianificazione urbanistica del territorio risponde ad esigenze ed interessi pubblici che devono essere tenuti distinti da quelli che sono alla base della tutela paesaggistica, e si pongono, rispetto a questi ultimi, in posizione subgradata, per il rilievo costituzionale ad essi conferito.

Casi specifici di varianti urbanistiche

La localizzazione delle opere comprese nei piani per l'edilizia scolastica è regolata dalla L. n. 412 del 1975, art. 10, comma 4, che in riferimento all'ipotesi in cui la scelta delle aree non risulti conforme alle previsioni degli strumenti urbanistici in atto attribuisce efficacia di variante alla relativa deliberazione, ai sensi della L. 17 agosto 1942, n. 1150.

Diverse tipologie di variante urbanistica

L’adozione di una variante che interessi aree determinate del piano regolatore generale richiede una motivazione specifica che non è necessaria, invece, allorché la destinazione di un’area muti per effetto della adozione di un nuovo strumento urbanistico generale, che provveda ad una nuova e complessiva definizione del territorio comunale.

Le misure di salvaguardia evitano la compromissione, causata dall’attività edificatoria, delle scelte pianificatorie operate dall’amministrazione

La delibera comunale avente ad oggetto l'adozione di una variante allo strumento urbanistico, pur costituendo un elemento della fattispecie complessa che si completa con l'atto di approvazione, acquista anche un’efficacia imperativa diretta e propria, che ne fa uno strumento di governo del territorio, che impedisce gli interventi edilizi ed urbanistici con essa contrastanti, imponendo l'applicabilità delle misure di salvaguardia.

Interventi abusivi realizzati in assenza o difformità dal titolo edilizio

Una volta accertata l’illeceità dell’opera per l’assenza del permesso di costruire, ne deve essere disposta la demolizione indipendentemente dalla verifica della loro eventuale conformità allo strumento urbanistico e della loro sempre eventuale sanabilità.

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