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Il momento e i criteri di accertamento della non scarsa importanza

Rimane da capire qual è il momento rispetto al quale valutare la gravità dell'inadempimento. La nozione di importanza dell’inadempimento costituisce una clausola aperta, che ammette sensi diversi; connotazione che se da un lato può generare insicurezza, dall’altro esprime una flessibilità, che si adegua al caso concreto. Nella pratica applicazione, verificare se l’inadempimento sia di non scarsa importanza significa constatare se è stata prodotta un’alterazione dell’equilibrio contrattuale.

Diffida ad adempiere ed accertamento della non scarsa importanza

È emersa negli ultimi anni un’ottica che prevede la compresenza di elementi di carattere soggettivo ed oggettivo, e che prescinde dalla prevalenza degli uni sugli altri: è un “criterio relativo”, ove l’astratta operazione economica-giuridica insita nel tipo contrattuale si arricchisce di profili soggettivi secondo le aspettative dei contraenti e tiene conto anche del legame che sussiste tra l’interesse perseguito mediante le obbligazioni e la causa contrattuale. È una regola di proporzionale.

Concessioni demaniali marittime

Nel corso degli anni, le numerose battaglie della categoria, avevano portato all’acquisizione di importanti certezze per il mondo dell’impresa balneare, raggiungendo, nel 1994 il primo traguardo con la codificazione del «diritto di insistenza» per arrivare poi alla quasi certezza con la «Legge Baldini», la 23.03.2001 n. 88, che con una piccola modifica lessicale, determinò una sostanziale stabilità dei titoli di concessione.

Concessioni demaniali marittime: le procedure di infrazione

Sebbene da anni si ventilasse da più parti la necessità di un aggiornamento del codice della navigazione, l’urgenza di provvedere alla completa revisione della normativa in materia di concessioni demaniali marittime si è posta in primo piano a seguito dell’apertura di un iter di infrazione comunitaria nei confronti dell’Italia circa la disciplina relativa alla preferenza accordata al concessionario scaduto ed all’automatismo del rinnovo delle concessioni turistico-ricreative.

Concessioni demaniali marittime: prodromi

Un sostanziale mutamento delle prospettive nel senso sopra tratteggiato, dovuto – anche – ad una lettura dell’ordinamento interno in chiave europea, era in itinere da oltre un decennio; già nel 1998, in un lavoro commissionato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato si poteva leggere: «Nel caso di concessioni di beni pubblici, oggetto immediato della concessione è il conferimento al concessionario dell’uso di un bene appartenente ad un pubblico potere, ma la concessione

La direttiva Bolkestein nell'ordinamento nazionale

L’elaborato originario della direttiva 2006/123/CE, generalmente indicata con il nome del suo curatore[30], è stato presentato dalla Commissione europea nel febbraio 2004 con il dichiarato obiettivo di favorire, all’interno della Comunità, la circolazione dei servizi per sfruttare le potenzialità di un mercato che rappresenta circa il 70% del PIL e dell’occupazione nella maggior parte degli Stati membri.

Le concessioni demaniali e la Corte Costituzionale

Nella sentenza n. 213/2011 si definisce chiaramente che le regole disciplinanti «l’accesso ai relativi beni da parte dei potenziali concessionari sono aspetti che rientrano nella materia della tutela della concorrenza, attribuita alla competenza esclusiva dello Stato, di cui l’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009 è espressione».

La Circolare prot. 6105 del 6 maggio 2010

Il primo intervento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si è avuto con la circolare del 6 maggio 2010 (prot. 6105), emanata per fornire una lettura interpretativa della complessa problematica conseguente all’entrata in vigore dell’articolo 1, comma 18 del D.L. n. 194/2009, come convertito dalla legge n. 25/2010. Preliminarmente il Dicastero si preoccupa di individuare con esattezza l’ambito applicativo della novella normativa

Circolare n. 57 del 15 gennaio 2013

Con tale circolare, emessa con tempestività dopo l’entrata in vigore della «legge di stabilità 2013», il Ministero si è preliminarmente preoccupato di riassumere i vari interventi normativi innovatori del settore, in una sorta di reductio ad unum delle disposizioni vigenti che, come ricordato, si sono succedute freneticamente nel tempo.

Le concessioni marittime non turistico-ricreative

Ad una lettura, anche sommaria, del complesso delle norme analizzate, non può sfuggire che l’attenzione del legislatore si sia focalizzata soprattutto sul regime concessorio di un singolo aspetto del più ampio settore delle varie attività cui possono essere adibiti i beni demaniali marittimi.

Concessioni demaniali marittime per finalità sportive

Un cenno particolare meritano le concessioni con finalità sportive: sebbene queste siano state enunciate alla lettera d) del primo comma dell’articolo 01 del D.L. n. 400/1993 e quindi, per l’interpretazione autentica fornita dall’articolo 13 del D. Lgs. n. 172/2003, rientrino nel novero della più ampia categoria turistico-ricreativa, hanno ricevuto successivo rilievo mediante autonoma citazione al pari di «porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto»

Concessioni demaniali marittime: problematiche di gestione

L’entrata in vigore delle norme di cui si è ampiamente accennato in premessa e la loro formulazione obiettivamente non sempre priva di angoli d’ombra, hanno fatto sorgere numerose incertezze comportamentali tra gli addetti delle amministrazioni cui sono attribuite le competenze in ordine alla gestione del demanio marittimo.

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