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GIUDIZIO 2014-2016 in materia di urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, espropriazione per pubblica utilità

GIUDIZIO --> DETERMINAZIONE GIUDIZIALE DELL'INDENNITÀ --> POTERI DEL GIUDICE --> REFORMATIO IN PEJUS

La sentenza d'incostituzionalità (Corte Cost. n. 347/2008), spiega efficacia anche in riferimento ai giudizi pendenti alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale; tale principio va bilanciato con il divieto di reformatio in peius, alla stregua del quale il giudice dell'impugnazione, confermando la sentenza impugnata, può, infatti, senza violare il principio dispositivo, anche d'ufficio correggerne, modificarne ed integrarne la motivazione, purché la modifica non concerna statuizioni adottate dal giudice di grado inferiore non impugnate dalla parte interessata.

Alla stregua del divieto di reformatio in peius, il giudice dell'impugnazione, confermando la sentenza impugnata, può, senza violare il principio dispositivo, anche d'ufficio, correggerne, modificarne ed integrarne la motivazione, purché la modifica non concerna statuizioni adottate dal giudice di grado inferiore non impugnate dalla parte interessata. Ed invero i suoi poteri vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti, con la conseguenza che, in assenza d'impugnazione della parte parzialmente vittoriosa, la decisione non può essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impu... _OMISSIS_ ...uogo alla "reformatio in peius" in danno del primo.

Quando l'appello sia stato diretto ad ottenere la condanna ad una prestazione in misura inferiore di quella riconosciuta dal primo giudice, la mancata impugnazione della parte beneficiaria della condanna produce un effetto preclusivo che, se non può dirsi di giudicato in senso proprio, comporta tuttavia che la sentenza impugnata possa essere modificata esclusivamente per corrispondere all'unica impugnazione. Resta escluso che possa operare in danno del ricorrente - con riforma in peggio - la sopravvenuta innovazione normativa (derivi essa da ius superveniens o da declaratoria di incostituzionalità), pur se espressamente ritenuta applicabile anche ai procedimenti in corso non definiti con sentenza passata in giudicato.

In virtù dei principi generali in tema di effetto devolutivo dell'appello, formazione del giudicato interno e conseguente divieto di "reformatio in peius", la decisione del giudice di secondo grado non può essere più sfavorevole all'appellante e più favorevole all'appellato di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e non può, quindi, dar luogo all'attribuzione all'appellato, che non abbia proposto impugnazione incidentale, un bene della vita in misura maggiore rispetto a quello determinato in primo grado.

In ipotesi di opposizione alla stima definiti... _OMISSIS_ ...ne di cui alla L. 22 ottobre 1971, n. 865, se l'opposizione viene proposta dall'espropriato, essendo l'oggetto del giudizio la congruità di detta stima e la sua conformità ai criteri di legge, la domanda può condurre a determinare soltanto una indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non una somma inferiore, in difetto di una specifica domanda riconvenzionale formulata dall'espropriante.

Il giudice di merito, attribuendo una somma comunque superiore, nel risultato finale, rispetto a quella corrispondente alla stima opposta, sia pure per effetto della disapplicazione, in quanto abrogati, dei criteri riduttivi di cui alla L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, non di certo viola il principio secondo cui, in assenza di domanda riconvenzionale dell'espropriante, non può determinarsi una somma inferiore rispetto a quella corrispondente alla stima definitiva oggetto di opposizione da parte dell'espropriato.

In caso di opposizione alla stima proposta dall'espropriato, la domanda può condurre a determinare soltanto un'indennità maggiore rispetto a quella calcolata in sede amministrativa, ma non una somma inferiore, in difetto di una specifica domanda riconvenzionale formulata dall'espropriante.

Infondato è il motivo con cui si lamenta una reformatio in peius dell'indennità, qualora ricorra non un'ipotesi di opp... _OMISSIS_ ...otesi di richiesta di determinazione dell'indennità di espropriazione richiesta dall'espropriato dopo il rifiuto dell'indennità provvisoria, che pertanto ha perso ogni effetto.

I poteri del giudice vanno determinati con esclusivo riferimento all'iniziativa delle parti, con la conseguenza che, in assenza d'impugnazione (appello o ricorso incidentale) della parte parzialmente vittoriosa, la decisione non può essere più sfavorevole all'impugnante e più favorevole alla controparte di quanto non sia stata la sentenza impugnata, e non può dare luogo alla "reformatio in peius" in danno del primo; resta pertanto escluso che possa operare in danno del ricorrente - con riforma in peggio - la sopravvenuta innovazione normativa, derivi essa da ius superveniens o da declaratoria d'incostituzionalità (nel caso di specie per effetto della sentenza Corte Cost. n. 348/2007), pur se espressamente ritenuta applicabile anche ai procedimenti in corso non definiti con sentenza passata in giudicato.

Poiché nel giudizio di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione (o di occupazione temporanea), i principi di congruità e conformità di essa ai criteri di legge devono essere coordinati a quello della domanda, ne deriva che, se questa è formulata soltanto dall'espropriato, l'opposizione può condurre a determinare un'indennit... _OMISSIS_ ...

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