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GIUDIZIO 2014-2016 in materia di urbanistica ed edilizia, demanio e patrimonio pubblico, espropriazione per pubblica utilità

GIUDIZIO --> ULTRAPETIZIONE

Dovendosi accedere ad una concezione di tipo sostanzialistico e non formalistico del principio processuale di cui all'art. 112 c.p.c., pure applicabile al giudizio amministrativo, è legittima la sentenza che, pur ampliando notevolmente il thema decidendum, non debordi dall’ambito della necessaria corrispondenza tra la causa petendi e petitum.

Il giudice di appello incorre nel vizio di extrapetizione allorché pronunci oltre i limiti delle richieste e delle eccezioni fatte valere dalle parti, ovvero su questioni non dedotte e che non siano rilevabili d'ufficio, attribuendo alle parti un bene della vita non richiesto o diverso da quello domandato.

Secondo la giurisprudenza, il principio della corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato – la cui violazione determina il vizio di ultrapetizione – comporta unicamente il divieto, per il giudice, di attribuire alla parte un bene non richiesto o, comunque, di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nella domanda; tale principio deve, quindi, ritenersi violato ogni qual volta il giudice, interferendo nel potere dispositivo delle parti, alteri alcuno degli elementi obiettivi di identificazione dell’azione (il petitum e la causa petendi), attribuendo o negando ad alcuno dei contendenti un bene diverso da quello richiesto e non compreso, neppure implicitamente o virtualmente, nella... _OMISSIS_ ...incipio della corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato – la cui violazione determina il vizio di ultrapetizione – comporta unicamente il divieto, per il giudice, di attribuire alla parte un bene non richiesto o, comunque, di emettere una statuizione che non trovi corrispondenza nella domanda; tale principio deve, quindi, ritenersi violato ogni qual volta il giudice, interferendo nel potere dispositivo delle parti, alteri alcuno degli elementi obiettivi di identificazione dell’azione (il petitum e la causa petendi), attribuendo o negando ad alcuno dei contendenti un bene diverso da quello richiesto e non compreso, nemmeno implicitamente o virtualmente, nella domanda.

Qualora la domanda riguardi “tutti” i danni subiti e subendi a causa dell’illecito ascrivibile all'Amministrazione intimata, è evidente che tra tali danni rientra, almeno per implicito, quello da occupazione illegittima dei terreni. In altre parole, il risarcimento per detta voce di danno rientra tra i beni compresi, almeno implicitamente, nella domanda, cosicché non sussiste alcuna violazione del principio di cui all’art. 112 c.p.c..

Per la configurabilità del vizio di ultrapetizione, è necessario che il giudice di merito, interferendo nel potere dispositivo delle parti, abbia alterato gli elementi costitutivi della domanda, sostituendo i fatti posti a fondamento della pretesa (... _OMISSIS_ ...n provvedimento diverso da quello richiesto (petitum immediato) o attribuendo o negando un bene della vita diverso da quello conteso (petitum mediato), oppure abbia rilevato d'ufficio un'eccezione proponibile esclusivamente dalla parte interessata. Tale vizio non è pertanto ravvisabile nell'ipotesi in cui, fermi restando i fatti allegati e l'oggetto della domanda, la stessa sia stata accolta sulla base di una ricostruzione giuridica della vicenda diversa da quella prospettata dall'attore, spettando al giudice, in ossequio al principio jura novit curia, il potere-dovere di procedere alla qualificazione della fattispecie, nei limiti dei fatti dedotti dalle parti, nonché quello d'individuare gli effetti alla stessa ricollegabili in base alla legge.

Il vizio di ultrapetizione non è ravvisabile nell'ipotesi in cui, fermi restando i fatti allegati e l'oggetto della domanda, la stessa sia stata accolta sulla base di una ricostruzione giuridica della vicenda diversa da quella prospettata dall'attore, spettando al giudice, in ossequio al principio jura novit curia, il potere-dovere di procedere alla qualificazione della fattispecie, nei limiti dei fatti dedotti dalle parti, nonché quello d'individuare gli effetti alla stessa ricollegabili in base alla legge.

La domanda formulata facendo riferimento alla perdita della proprietà del fondo, deve essere qualificata tenendo conto dei mutamenti le... _OMISSIS_ ...che si sono susseguiti in materia, dovendosi ritenere che il ricorrente abbia sostanzialmente richiesto l’applicazione della vigente disciplina a tutela della propria posizione proprietaria pregiudicata dall’illegittima occupazione e trasformazione del bene, sia che tale disciplina fosse quella derivante dall’elaborazione del - in realtà non più vigente - istituto dell’occupazione acquisitiva, sia che essa fosse quella di cui all’art. 43 d.p.r. n. 327/2001 o, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità di quest’ultimo, di norme introdotte successivamente, come appunto l’art. 42-bis del medesimo decreto, senza che ciò determini il vizio di ultrepetizione.

Il bene della vita, alla cui attribuzione tende chi agisce in giudizio per il pagamento del conguaglio dovuto in virtù di una cessione volontaria, è rappresentato dal conguaglio liquidato nella misura di legge, non già dal criterio in sé previsto dalla legge per la sua determinazione. Ne consegue che ove, tra le parti sia pacifico il valore venale sulla cui base applicare il criterio legale di determinazione dell'indennità virtuale di espropriazione e nel corso del giudizio venga a mutare, per effetto di jus superveniens, tale criterio legale, non si può, da un lato, parlare di domanda nuova quando l'attore, che aveva quantificato il proprio diritto sulla base del... _OMISSIS_ ...

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