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Il presente articolo è composto da sintesi giurisprudenziali tratte dal  prodotto di cui è mostrata la copertina. In tale prodotto il testo è riportato senza omissis, e ciascuna  sintesi è associata al pertinente brano originale e agli estremi della sentenza a cui essa si riferisce (come si può constatare scaricandosi il  demo del prodotto). Il cliente può acquistare il prodotto completo nonché, in certi casi, il solo articolo tratto da esso. 

Opere ed interventi edilizi: impianti di smaltimento rifiuti

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI

La localizzazione dell'impianto di trattamento rifiuti in area industriale (nella specie per le grandi industrie, tipo "D", avente un’estensione di circa 10.000.000 mq) è condizione di "preferenza" dettata sia a livello comunitario, poi nazionale ed infine della Regione Puglia (nonché, nella specie, condizione vincolante per la localizzazione di tale tipologia di impianti a mente del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti), proprio al fine di ridurre sensibilmente eventuali impatti negativi.

Ai sensi della normativa statale vigente in materia ambientale, le Regioni predispongono i piani regionali di gestione dei rifiuti nel rispetto dei quali le Province devono individuare i siti idonei alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, nonché delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di rec... _OMISSIS_ ...to dei rifiuti.

La decisione della Giunta Regionale di definire, ai fini dell'autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di smaltimento rifiuti, ciò che è esistente, ciò che non lo è e le modificazioni sostanziali all’esistente (nella specie, con la d.G.R. Veneto 1210/2010 di attuazione dell'art. 16 della l.r. 11/2004) è corretta rispetto alle norme fondamentali statali di cui al D. Lgs. n. 152/2006.

Il deposito temporaneo di materiali di cui al D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, art. 183, comma 1, lett. bb), non costituisce, di per sé, attività illecita, tale divenendo soltanto qualora difetti anche uno solo degli analitici requisiti di cui alla norma medesima, sì da esser qualificato, a seconda dei casi, come "deposito preliminare", se il collocamento di rifiuti è prodromico ad un'operazione di smaltimento; come "messa in riserva", se il mate... _OMISSIS_ ...tesa di un'operazione di recupero; come "abbandono", quando i rifiuti non sono destinati ad operazioni di smaltimento o recupero; o come "discarica abusiva", nell'ipotesi di abbandono reiterato nel tempo e rilevante in termini spaziali e quantitativi.

È incostituzionale la norma regionale che dispone, con riferimento al ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi, un divieto generale di realizzazione e utilizzazione sull’intero territorio regionale di impianti di trattamento a caldo per lo smaltimento dei rifiuti (quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione); essa, infatti, non contiene un «criterio» né di localizzazione, né di idoneità degli impianti ma un limite assoluto, che si traduce in una aprioristica determinazione dell’inidoneità di tutte le aree della Regione a ospitare i predetti impianti.
_OMISSIS_ ...inta, spesso presente a livello locale, ad ostacolare insediamenti che gravino il rispettivo territorio degli oneri connessi (secondo il noto detto «not in my back-yard»), non può tradursi in un impedimento insormontabile alla realizzazione di impianti necessari per una corretta gestione del territorio e degli insediamenti al servizio di interessi di rilievo ultraregionale.

In materia di impianti di trattamento rifiuti, la Regione non può introdurre «limitazioni alla localizzazione», ben può somministrare «criteri di localizzazione», quand’anche formulati «in negativo», ovvero per mezzo della delimitazione di aree ben identificate, ove emergano interessi particolarmente pregnanti affidati alle cure del legislatore regionale, e purché ciò non determini l’impossibilità di una localizzazione alternativa.

I Comuni non hanno alcun potere di ... _OMISSIS_ ...e da osservare dal centro abitato per la gli impianti di smaltimento di rifiuti.

Se pure l’autorizzazione per l’attività di messa in riserva di rifiuti non pericolosi (artt. 214-216 d.lgs. 152/2006) viene rilasciata nell’ambito di un procedimento semplificato che consente all’interessato di rivolgersi direttamente alla Provincia, autocertificando una serie di requisiti (quali la compatibilità urbanistica), ciò non di meno la semplificazione non può significare esenzione dell’interessato dal rispetto della normativa che sotto più profili, tra cui certamente quello urbanistico, può interferire con l’esercizio dell’attività.

È legittimo il regolamento provinciale relativo alle comunicazioni di inizio attività per il recupero di rifiuti speciali non pericolosi (art. 33 d. lgs. 22/1997) con il quale, allo scopo di coordinare le competenze... _OMISSIS_ ...le con quelle in materia urbanistica, viene richiesto, nel contesto dell’unitario procedimento, di attestare anche la compatibilità urbanistica dell'impianto.

Le prescrizioni dettate dal D.Lgs. 11 maggio 2005 n. 133 in materia di incenerimento dei rifiuti riguardano l’autorizzazione integrata ambientale per l’esercizio dell’impianto, da richiedersi a lavori ultimati, che non attengono alla fase di approvazione del progetto e della sua valutazione di impatto ambientale.

Il criterio del “flusso di massa”, che prende a riferimento il volume complessivo dei fattori inquinanti riversati nell’atmosfera dall’impianto di termovalorizzazione, non è positivamente disciplinato da alcun testo normativo.

La Direttiva 75/442/CEE, che impone agli Stati membri di adottare i provvedimenti necessari a garantire lo smaltimento dei rifiuti senza pericolo per la salute dell'uomo e ... _OMISSIS_ ...conferisce ai singoli diritti che i Giudici nazionali devono tutelare.

Per quanto riguarda le “lavorazioni insalubri”, nell'art. 216, comma V, del r.d. n. 1265/1934, non vi è alcuna specifica prescrizione che individui limiti diversi o ulteriori rispetto a quanto già legislativamente previsto dalla normativa speciale dettata dal d.lgs. n. 133/2005 e dal d.lgs. n. 59/2005.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> ADEGUAMENTO D. LGS. 209/2003

L'approvazione del progetto di adeguamento dell'impianto di raccolta rifiuti ai sensi dell'art. 15 D. Lgs. 209/2003 non equivale ad una nuova ed autonoma autorizzazione all'installazione dell'impianto, né può spiegare alcun effetto sostitutivo o consolidativo.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI_OMISSIS_ ...ione al Catasto rifiuti, ai sensi dell’art. 189 D.lgs. 152/2006, non inficia la validità dell’Autorizzazione Unica né ne condiziona l’efficacia, attenendo piuttosto a funzioni statistiche.

L'attivazione di un nuovo impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti richiede un procedimento di c.d. autorizzazione unica comprensivo sia dell'approvazione del progetto che dell'autorizzazione alla realizzazione e alla gestione degli impianti medesimi.

Il procedimento finalizzato al rilascio dell’autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti risulta incentrato, da un lato, sull’obbligo di indire una conferenza di servizi finalizzata ad acquisire i pareri degli uffici regionali competenti e dei rappresentanti delle autorità d’ambito e degli enti locali interessati e, dall’altro, sull’obbligo di acquisire il parere di compatibilità am... _OMISSIS_ ...ve; sia previsto dalla normativa vigente), in funzione dell’adozione di una c.d. “decisione monostrutturata” da parte del competente ufficio della Regione e (in caso di decisione favorevole) del rilascio di una speciale autorizzazione che sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità dei lavori.

OPERE ED INTERVENTI --> CASISTICA --> IMPIANTI DI SMALTIMENTO RIFIUTI --> AUTORIZZAZIONE UNICA PER I NUOVI IMPIANTI --> COMPATIBILITÀ URBANISTICA

La circostanza che l’Autorizzazione Unica rilasciata produca anche l’effetto di variante, ai sensi dell’art. 208 D.lgs n. 152/2006, non impone il rispetto di forme di pubblicità diverse da quelle prescritte dalla norm... _OMISSIS_ ... />
Il terzo comma dell’articolo 196 D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, esclude che la realizzazione di impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti debba avvenire necessariamente ed esclusivamente in aree industriale, così esprimendo una previsione tendenziale e di massima, un criterio direttivo di preferenza cui devono attenersi in linea di principio le regioni, coerentemente con la peculiare forma verbale usata dal legislatore, secondo cui le regioni “privilegiano” la realizzazione dei predetti impianti in tali zone.

Il fatto che l’area non sia urbanisticamente classificata quale zona industriale non costituisce motivo ostativo all'approvazione dell'impianto di smaltimento rifiuti, né impone al soggetto richiedente di provare l’impossibilità di collocare l’impianto da realizzare in zona industriale, spettando piuttosto all’amministrazione il potere/dovere di verificare comunque l... _OMISSIS_ ......

...continua.

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