Oneri e contributi nel mutamento di destinazione d'uso

TITOLO EDILIZIO --> ONERI E CONTRIBUTI --> NEL MUTAMENTO DI DESTINAZIONE D'USO

La modifica della destinazione d'uso non può che comportare l'imposizione del pagamento della differenza tra gli oneri di urbanizzazione dovuti per la destinazione originaria e quelli dovuti per la nuova destinazione successivamente autorizzata, al fine di evitare che il contributo possa essere evaso tutte le volte che la nuova tipologia assegnata all'immobile avrebbe comportato, già dall'origine, un più oneroso regime contributivo urbanistico ed alla luce della variazione quantitativa e qualitativa del carico urbanistico e della domanda di una maggiore dotazione di servizi nell'area di riferimento indotta.

Secondo la giurisprudenza, oggi confermata dall’a... _OMISSIS_ ...na legislativa (cfr. art. 23-ter D.P.R. 380/2001), il cambio di destinazione d’uso di un immobile, ancorché compatibile con lo strumento di piano, ove intervenga tra categorie edilizie funzionalmente autonome integra una modificazione edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico, soggetta al regime oneroso indipendentemente dalla tipologia delle opere.

Il cambiamento di destinazione d’uso è rilevante allorquando sussiste un passaggio tra due categorie funzionalmente autonome dal punto di vista urbanistico, qualificate sotto il profilo della differenza del regime contributivo in ragione dei diversi carichi urbanistici.

L'assoggettamento al contributo di urbanizzazione trova il proprio fondamento nel maggior carico urbanistico... _OMISSIS_ ...la realizzazione di una costruzione: nell'ipotesi di mutamento di destinazione d'uso, può escludersi la suddetta imposizione ove la trasformazione della destinazione d'uso intervenga nell'ambito della stessa categoria tra quelle indicate dal d.m. 2 aprile 1968, mentre è rilevante il mutamento di destinazione d'uso che comporti il passaggio ad una tipologia considerata urbanisticamente differente ovvero tra categorie autonome, con conseguente aumento del carico urbanistico.

L'aspetto rilevante, ai fini dell'assoggettamento al contributo di urbanizzazione in caso di mutamento di destinazione d'uso, non è se esso avvenga senza opere, ma se implichi il passaggio ad una categoria funzionale autonoma, avente diverso carico urbanistico, la qual cosa determina la nece... _OMISSIS_ ...stribuzione dei relativi costi sociali, che devono essere posti a carico di coloro che effettivamente si trovino a beneficiare delle relative utilità.

Il cambio di destinazione d'uso di un immobile, ancorché compatibile nella medesima zona omogenea, intervenuto tra categorie edilizie funzionalmente autonome e non omogenee, integra una modificazione edilizia con effetti incidenti sul carico urbanistico, soggetta al regime oneroso, indipendentemente dalla tipologia delle opere. Non si devono infatti sovrapporre due piani differenti, quello della ammissibilità dell'intervento edilizio, e quello del pagamento degli oneri che ad esso sono conseguenti. La circostanza che l'intervento sia effettivamente assentibile non significa che lo stesso debba essere necessariam... _OMISSIS_ ...CRLF|
In caso di ristrutturazione edilizia accompagnata da mutamento di destinazione d’uso è illegittimo determinare il contributo di costruzione sommando gli oneri legati alla ristrutturazione e quelli legati al cambio d’uso calcolati nella misura della nuova costruzione.

La tipologia di utilizzazione dell’immobile indicata nel titolo edilizio (o nella convenzione urbanistica) non è un limite a successivi cambiamenti, in quanto non può contrapporsi al principio di liberalizzazione delle destinazioni d’uso. Si tratta però di una qualificazione formale importante, perché impone ai privati di notificare all’amministrazione i cambi di destinazione introdotti successivamente, per consentire agli uffici comunali di verificare ... _OMISSIS_ ...e condizioni di ammissibilità (assenza di divieti) e soprattutto le condizioni di gratuità.

Nella determinazione del contributo concessorio per un intervento di demolizione e ricostruzione di un preesistente capannone riconducibile alla categoria della ristrutturazione edilizia, accompagnato dal cambio di destinazione d’uso da commercio all’ingrosso ad uso abitativo (interamente convenzionato) e commercio al dettaglio, deve detrarsi l’onere riferibile al carico urbanistico generato dall’edificio preesistente.

L’utilizzazione di fatto di un locale non va confusa con la nozione di destinazione d’uso rilevante ai fini edilizio - urbanistici: se un locale destinato a cantina venisse eventualmente utilizzato (anche... _OMISSIS_ ...lla necessaria altezza) come soggiorno non implica che le modifiche strutturali apportate per consentirne la diversa destinazione d’uso non abbiano mutato il carico urbanistico e non producano quindi le necessarie conseguenze giuridiche ai fini del pagamento degli oneri di urbanizzazione.

Il mutamento di destinazione d’uso da produttivo a terziario o a residenziale è rilevante sotto il profilo urbanistico, quindi se realizzato senza idoneo titolo edilizio deve senza dubbio reputarsi contra legem, con conseguente assoggettamento al relativo contributo di costruzione.

Nel caso di mutamento di destinazione d'uso, anche senza opere, da artigianale a commerciale, trattandosi di un cambiamento implicante il passaggio ad una categoria funzi... _OMISSIS_ ... avente diverso carico urbanistico va rilevato che ai sensi dell'art. 19, d.P.R. n. 380 del 2001, il sopravvenuto mutamento della destinazione d'uso, anche in assenza di interventi, comporta comunque l'insorgenza del presupposto imponibile per la debenza del contributo dovuto, compreso quello relativo al costo di costruzione.

Il contributo relativo al costo di costruzione è il corrispettivo dovuto in presenza di una trasformazione edilizia che, indipendentemente dall'esecuzione fisica di opere, si riveli produttiva di vantaggi economici per il suo autore; situazione, questa, che si verifica anche nel caso di mutamento d'uso, intendendo per tale ogni variazione anche di semplice uso che comporti un passaggio tra due categorie funzionalmente autonome dal punto d... _OMISSIS_ ...tico e che determini comunque un aumento del c.d. carico urbanistico.

In caso di cambio di destinazione d'uso l'obbligo di corrispondere il contributo concessorio è un principio enucleabile dall'art. 25, ultimo comma, della legge n. 47/1985, la cui "ratio" è da ricercare nell'esigenza di evitare che, quando la nuova tipologia assegnata all'immobile avrebbe comportato all'origine un più oneroso regime contributivo urbanistico, attraverso la modifica della destinazione il contributo possa essere evaso in tutto o in parte a vantaggio del richiedente.

La presenza di un cambio di destinazione d’uso da artigianale a commerciale, con il corredato aumento di carico urbanistico che caratterizza quest’ultima destinazione, indubbiamen... _OMISSIS_ ...ssibilità all’Amministrazione di valutare se, ai fini della determinazione degli oneri, risulti prevalente il cambio di destinazione o il tipo di intervento.

Poiché l’entità degli oneri di urbanizzazione è in buona sostanza correlata alla variazione del carico urbanistico, è ben possibile che un intervento di ristrutturazione e mutamento di destinazione d’uso possa non comportare aggravi di carico urbanistic...


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