Natura giuridica e portata della restitutio in integrum

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> PRESCRIZIONE

Per quanto attiene all’obbligazione restitutoria, risulta irrilevante l’eccezione di prescrizione, avuto riguardo all’imprescrittibilità del diritto di proprietà, salva l’ipotesi dell’eventuale maturarsi dell’usucapione.

L’azione restitutoria, essendo posta a riparazione di un illecito permanente è imprescrittibile e può essere proposta senza limiti di tempo (salvi gli effetti della usucapione); in particolare, detta azione non soggiace al termine decadenziale di 120 giorni previsto dall’art. 30, comma 3, del Codice per il processo amministrativo.

La domanda di restituzione dell’area illegittimamente occupata e trasfor... _OMISSIS_ ...;Amministrazione, ma mai giuridicamente acquisita alla proprietà comunale, non è soggetta a termine prescrizionale, essendo correlata al titolo proprietario.

L’Amministrazione, occupando senza titolo i beni di proprietà privata, pone in essere un illecito permanente; non può dunque eccepirsi alcuna prescrizione del diritto alla restituzione fatto valere dai proprietari.

In relazione ad una domanda restitutoria, il richiamo dell’istituto della prescrizione è inconferente; la prescrizione si rivela infatti un istituto “estraneo” alla materia (potendo trovare applicazione – quale unico limite della pretesa del proprietario - l’intervenuta usucapione del bene per possesso ventennale).

L'occupazione ... _OMISSIS_ ...bene privato ha carattere permanente con conseguente inapplicabilità del termine di prescrizione quinquennale all'azione restitutoria.

La mancata azione di restituzione può eventualmente comportare (in concorso con il decorso del tempo) la perdita della proprietà da parte del privato ed il parallelo acquisto da parte dell’amministrazione, ma ciò solo per effetto del meccanismo della prescrizione.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> QUOTE

Qualora solo alcuni dei comproprietari di quota ideale, a fronte di occupazione divenuta sine titulo, abbiamo formulato domanda di condanna dell'Amministrazione al risarcimento in forma specifica mediante restituzione dei terreni illecitamente occupati, tale domanda non può essere... _OMISSIS_ ...o la restituzione impossibile ex art. 2058 c.c e postulando necessariamente il preventivo scioglimento della comunione ex artt. 1111 e ss. c.c. e 784 e ss. c.p.c..

La domanda di restituzione del bene illegittimamente occupato deve essere inquadrata nella fattispecie dell'art. 2058 c.c., che legittima ciascun danneggiato a chiedere la reintegrazione in forma specifica, qualora sia in tutto o in parte possibile; come l'equivalente pecuniario deve essere limitato al valore della quota del singolo proprietario danneggiato, così la reintegrazione in forma specifica, sempre se possibile, non può avere ad oggetto se non la quota spettante alla parte richiedente.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> RICHIESTA IN SEDE DI OTTEMPERANZA
... _OMISSIS_ ...zione diretta alla restituzione del bene trova la sua naturale collocazione in sede di giudizio di ottemperanza, proprio perché rappresenta quell'adeguamento dello stato di fatto allo stato di diritto, sancito dalla pronuncia del giudice di annullamento dei provvedimenti che sottraggono al privato la disponibilità del bene.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> RITENZIONE DELLE OPERE

A fronte di domanda restitutorie delle aree illegittimamente occupate, vi è obbligo per l’Amministrazione di rimuovere tutto quanto edificato, salvo che, di comune accordo, non si convenga di mantenere le opere, con pagamento da parte dei proprietari degli importi previsti agli artt. 936 e segg. c.c., evidentemente con compensazione delle poste attive... _OMISSIS_ ....

Una volta che la rimozione dell'opera realizzata su area illegittimamente occupata non sia stata chiesta nel termine di sei mesi di cui all'art. 936 ultimo comma, c.c., il proprietario acquista a titolo originario ed ipso iure la proprietà delle opere realizzate in virtù del principio generale dell'accessione, poiché l'obbligazione al pagamento del valore dei materiali e del prezzo della mano d'opera ovvero dell'incremento di valore — che insorge a suo carico a norma dell'art. 936 comma 2 Cod. civ. — ha natura di indennizzo e non di prestazione sinallagmatica, e non costituisce quindi condizione per la pienezza dell'atto di acquisto.

Ai fini dell'art. 936 cod. civ. deve considerarsi "terzo" colui il quale non abbia avuto ... _OMISSIS_ ...con il proprietario del suolo, onde tale qualità va riconosciuta anche all'occupante, di cui sia stato risolto il contratto che gli consentiva di costruire sul suolo o di eseguirvi miglioramenti, stante l'efficacia retroattiva della risoluzione tra le parti.

Laddove manchi un titolo idoneo a disciplinare il rapporto tra il soggetto che ha realizzato la costruzione sul fondo altrui e il proprietario del fondo, i diritti e i doveri tra i due soggetti restano disciplinati dall'art. 936 c.c. che, d'altra parte, costituisce applicazione particolare del principio di cui all'art. 1150 c.c. e del più generale principio del nostro ordinamento per il quale non è consentito un arricchimento senza causa ai danni di un altro soggetto. Tali principi possono applicarsi nel c... _OMISSIS_ ...ministrazione abbia occupato il fondo, in forza di provvedimento dell'Autorità, abbia realizzato sullo stesso una costruzione ed abbia successivamente, cessata l'occupazione per il venir meno delle esigenze che l'avevano resa necessaria, riconsegnato ai proprietari il fondo stesso insieme con la costruzione.

L'incremento di valore ai fini dell'applicazione dell'art. 936 c.c. deve essere calcolato in relazione alla specifica costruzione, mentre gli eventuali danni (non dipendenti dalla costruzione e che trovano titolo nella violazione del principio del neminem ledere), devono essere fatti valere con domanda risarcitoria.

In ipotesi di mancato accordo comportante il trasferimento del bene illegittimamente occupato, il bene dovrà essere restituito ... _OMISSIS_ ...oprietario, previo pagamento – a scelta del proprietario – del valore dei materiali e del prezzo della mano d’opera ovvero dell’aumento di valore recato dal fondo (art. 936, comma 2, c.c.).

L'alternativa prevista dall'art.936 c.c. (per il proprietario del fondo interessato da opere del terzo, ed eseguite con materiali del medesimo terzo, di ritenere le opere, pagando un indennizzo, oppure di farle rimuovere, ottenendo un risarcimento), esiste solo in quanto le opere siano astrattamente vantaggiose; tale essendo la ratio della norma, essa rimane inapplicabile allorché l'opera sia nociva al fondo, come nel caso di condotta fognaria realizzata senza titolo su fondo privato, al servizio di proprietà altrui, e tale da arrecare danni alla pro... _OMISSIS_ ...
In ipotesi di domanda restitutoria del suolo occupato sine titulo da parte della P.A., sussiste l'obbligo per l’Amministrazione di rimuovere tutto quanto edificato, salvo che, di comune accordo con il proprietario, non si convenga di mantenere le opere, con pagamento da parte dei proprietari degli importi previsti agli artt. 936 e segg. c.c.

PATOLOGIA --> RESTITUTIO IN INTEGRUM --> OPERE NON FUNZIONALI ALLE ESIGENZE

Il passaggio di proprietà non può conseguire da un fatto illecito ascrivibile alla P.A. in danno del proprietario...


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