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Il ruolo della variante urbanistica nei procedimenti anteriori al Testo Unico Espropri

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI

Una coordinata lettura dei commi quattro e cinque della L. n. 1/1978 (applicabile ratione temporis), consente di comprendere che la necessaria ulteriore approvazione regionale è richiesta non semplicemente in tanto in quanto la destinazione d’area sia astrattamente tra quelle regolamentate con standards minimi, ma solo se e in quanto l’eventuale sottrazione di quelle specifiche aree a detta destinazione abbia una incidenza sul dimensionamento e sul rispetto degli standards minimi stessi.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI --> ART. 1.1 L. 1/78

Ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della L. n. 1/1978, l'approvazione di un progetto di opera pubblica equivale ex lege a dichiarazione di pubblica utilità, nonché indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori, solo a... _OMISSIS_ ...tessa sia conforme alle previsioni dello strumento urbanistico.

L’art. 1 comma primo, della legge 3.1.1978, n. 1, a differenza dei commi quarto e quinto, invocati dal ricorrente, non richiede che lo strumento urbanistico sia non solo adottato ma anche vigente.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI --> ART. 1.4 L. 1/78

La disposizione contenuta nel quarto comma dell'art. 1 della L. n. 1/78, rivolta a disciplinare gli interventi su aree comunque destinate a servizi pubblici, è stata dettata con riguardo alle ipotesi in cui si tratti di terreni comunque destinati all'espropriazione, sicché l'utilizzazione per opere diverse da quelle originariamente previste non incide sugli interessi del privato soggetto all'esproprio.

Per effetto del quarto comma dell'art. 1 della L. n. 1/1978, laddove il piano abbia già apposto un efficace vincolo preord... _OMISSIS_ ...ione in funzione della realizzazione di servizi pubblici, la decisione di realizzare opere pubbliche diverse da quelle per le quali è stato imposto il vincolo, non necessita della variante allo strumento urbanistico.

Con l’art. 1 della L. n. 1/1978 è stato consentito agli organi statali ed agli enti locali di localizzare le opere pubbliche sulle aree destinate dai piani urbanistici generali alla realizzazione di servizi pubblici, indipendentemente dall’ esatta corrispondenza della singola opera alle particolari destinazioni del Piano. In tal caso il legislatore ha ritenuto compatibile la relativa localizzazione, senza la necessità di varianti allo strumento urbanistico.

In forza dell’art. 1 comma 4 della legge n. 1/1978, l’utilizzo di un’area destinata nel p.r.g. a servizi pubblici, per la realizzazione di un’opera pubblica diversa da quella indicata nello strumento urbanistico, n... _OMISSIS_ ...ente di detto strumento.

Deriva dal disposto dell’art. 1 legge n. 1 del 1978 che l’approvazione di un progetto di opera pubblica insistente su area destinata dal piano regolatore a servizio pubblico non necessita di previa variante urbanistica, anche se non conforme alla specifica destinazione.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> PROCEDIMENTO ANTE TU ESPROPRI --> ART. 1.5 L. 1/78

Ai sensi della L. 3 gennaio 1978, n. 1, art. 1 l'approvazione di un progetto di opera pubblica equivale ex lege a dichiarazione di pubblica utilità, nonché indifferibilità ed urgenza dei relativi lavori solo allorquando l'opera stessa sia conforme alle previsioni del vigente strumento urbanistico, con la conseguenza che laddove tale conformità difetta, il progetto stesso deve essere approvato in variante al piano regolatore, ai sensi della L. cit., art. 1, comma 5; in tale ultima ipotesi, l... _OMISSIS_ ...ogetto e la conseguente variante urbanistica esplicano i loro effetti solo dopo l'approvazione regionale, da cui normalmente derivano gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera pubblica approvata.

Ai sensi della L. 3 gennaio 1978, n. 1, art. 1 comma 5, solo con l'approvazione regionale la modifica della destinazione urbanistica acquista efficacia, laddove la sola adozione della variante non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera approvata né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa.

La destinazione a Zona “E2” agricola non configura alcun vincolo espropriativo. Ne consegue la necessità di approvazione del progetto in variante (nel caso di specie ex art. 1, comma 5°, della L. 1/78, applicabile ratione temporis).

In vigenza dell’art. 1 L. n. 1/1978, la realizzanda... _OMISSIS_ ...ipologia di servizi diversa rispetto alle prescrizioni dello strumento urbanistico generale (nel caso di specie “centro servizi alle imprese” a fronte di previsione a “edilizia universitaria”), abbisognava di espressa variante al P.R.G., con successiva approvazione regionale.

La variante adottata ex L. n. 1/1978 art. 1 entra in vigore solo con l’approvazione regionale ed è solo in quel momento che la modifica della destinazione urbanistica dei suoli interessati acquista efficacia, mentre le sola adozione della medesima non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell’opera approvata né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa, quale il decreto di occupazione d’urgenza.

Qualora il vincolo espropriativo risulti decaduto per scadenza del quinquennio di efficacia, l'approvazione del progetto valevole ai fini ... _OMISSIS_ ...di pubblica utilità necessita della previa conformità urbanistica, da ripristinare mediante variante urbanistica ai sensi dell’art.1, quinto comma, L. n.1/1978 (applicabile ratione temporis); non è in tale ipotesi invocabile il comma 4 del medesimo art. 1.

La procedura semplificata di cui all’art. 1 comma 5 della L. n. 1/1978 attribuisce all’approvazione del progetto preliminare e di quello definitivo-esecutivo il valore di adozione di variante urbanistica, che si completa con l’approvazione regionale. La fase comunale della procedura è comunque una base sufficiente per la dichiarazione di pubblica utilità, in quanto l’approvazione regionale rileva come condizione sospensiva che, una volta verificatasi, consolida il progetto dell’opera pubblica e il vincolo sull’area.

Sulla procedura semplificata di variante ex art. 1 comma 5 L. n. 1/1978, può legittimam... _OMISSIS_ ...procedura ordinaria.

L’art. 1 comma 5 L. 3 gennaio 1978, n. 1 prevede che la variante urbanistica con le modalità previste dagli artt. 1 e ss. L. n. 167/1962 entra in vigore con l’approvazione regionale ed è solo in quel momento che la modifica della destinazione urbanistica dei suoli interessati acquista efficacia; la sola adozione della variante non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell’opera approvata né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa.

L’approvazione del progetto di opere pubbliche, ove interessi aree che dal piano regolatore non siano destinate a pubblici servizi anche a causa della decadenza di vincoli preordinati all’esproprio, costituisce variante al piano stesso solo dopo che sia intervenuta l’approvazione regionale, secondo le modalità previste dagli artt. 1 e seguenti, L... _OMISSIS_ ...amati dall’art. 1 comma 5, L. n. 1/1978; pertanto, la mera adozione della variante urbanistica, connessa all’approvazione del progetto, non comporta la dichiarazione di pubblica utilità delle opere in questione e, di conseguenza, non legittima le successive procedure ablatorie.

L'approvazione di un progetto di opera pubblica equivale ex lege a dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza, ai sensi dell’art. 1, comma 1, della Legge n. 1/78, solo allorquando l'opera stessa sia conforme alle previsioni dello strumento urbanistico. Laddove tale conformità difetti e se l'opera è localizzata su aree non destinate alla realizzazione di servizi pubblici, è necessario che il progetto sia approvato dal competente consiglio comunale, la cui deliberazione costituisce adozione di variante da approvarsi con le modalità di cui agli artt. 1 e ss. della Legge n. 167/62.
_OMISSIS_ ...icolo 1, comma 5, della L n. 1/1978, l'approvazione del progetto e la conseguente variante urbanistica esplicano i loro effetti solo dopo l'approvazione regionale. Infatti, solo con quest'ultimo atto la modifica della destinazione urbanistica acquista efficacia, laddove la sola adozione della variante non è idonea a far conseguire gli effetti di dichiarazione di pubblica utilità del progetto dell'opera approvata, né a sorreggere gli ulteriori atti della procedura ablativa.

In ipotesi di approvazione del progetto ai sensi dell'art. 1 comma 5 della L. n. 1/1978, il termine triennale di validità degli effetti della dichiarazione di pubblica utilità, nonché di urgenza e indifferibilità dei lavori, derivanti dall'approvazione dei progetti di opere pubbliche, decorre dalla data della delibera regionale di approvazione della variante.

L'approvazione del progetto di opera pubblica, ove interessi ... _OMISSIS_ ......

...continua.

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