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Il presente articolo è composto da sintesi giurisprudenziali tratte dal  prodotto di cui è mostrata la copertina. In tale prodotto il testo è riportato senza omissis, e ciascuna  sintesi è associata al pertinente brano originale e agli estremi della sentenza a cui essa si riferisce (come si può constatare scaricandosi il  demo del prodotto). Il cliente può acquistare il prodotto completo nonché, in certi casi, il solo articolo tratto da esso. 

Vincoli urbanistici non indennizzabili

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> VINCOLI NON INDENNIZZABILI

Il danno da reitera del vincolo per il principio della tipicità degli atti amministrativi, deve costituire la conseguenza necessaria non già di un qualsiasi provvedimento della p.a. incidente sfavorevolmente sul diritto dominicale, bensì della "reiterazione" di un "vincolo preordinato all'esproprio o di un vincolo sostanzialmente espropriativo": e cioè, secondo la giurisprudenza costituzionale (Corte Costit. n. 6 del 1966; n. 55 del 1968; n. 179 del 1999), della reiterazione di un'imposizione a titolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di una specifica opera pubblica.

Non legittima l'accoglimento della domanda d'indennizzo, la previ... _OMISSIS_ ...e abbia natura conformativa e pertanto non indennizzabile ai sensi del D.P.R. n. 327 del 2001, art. 39 le cui disposizioni a) presuppongono comunque che l'imposizione sia a titolo particolare (l'art. 39 ripete da ultimo che il vincolo deve incidere su "particolari aree") perciò contrapponendola alle imposizioni di carattere generale; b) hanno come funzione la preordinazione all'espropriazione ovvero un regime equivalente (quale esemplificativamente quello delle servitù pubbliche che rendono la proprietà meramente nominale: Corte Costit. n. 6 del 1966 e succ.).

Non tutte le destinazioni di piano implicanti l'inedificabilità assoluta si concretano in un vincolo preordinato all'esproprio. Tutti i limiti enunciati dalle sentenze della Corte Costituzionale su scadenza ed indennizzo, svuotamento, inedificabilità ecc. (Corte Costituzionale n. 6 del 1966, poi seguita da Corte Costituzionale n. 55 del 1968 e n. 179 ... _OMISSIS_ ...o esclusivamente "le imposizioni a titolo particolare" contrapposte nella prima parte di tutte dette decisioni alle destinazioni di carattere generale ed astratte contenute nella pianificazione generale (il principio della necessità dell'indennizzo non opera nel caso di disposizioni le quali si riferiscano a intere categorie di beni e perciò interessino la generalità dei soggetti), sottoponendo in tal modo tutti i beni della categoria senza distinzione ad un particolare regime di appartenenza.

L'attribuzione del carattere conformativo del vincolo in sede di ripianificazione esclude l’obbligo di indennizzo (che è dovuto nel caso in cui il vincolo reiterato conservi il carattere espropriativo).

A seguito di imposizione di vincolo conformativo non spetta alcun indennizzo, che va corrisposto solo in caso di reiterazione di vincolo preordinato all’esproprio.

In ipotesi di un vi... _OMISSIS_ ...onformativo e non espropriativo, non è invocabile il principio concernente l’obbligo di previsione di un indennizzo in favore del proprietario espropriato.

Può porsi una questione di legittimità costituzionale delle norme che consentono la protrazione di vincoli d'inedificabilità in quanto si tratti di vincoli a carattere sostanzialmente espropriativo, aventi cioè come effetto pratico uno svuotamento del contenuto della proprietà di rilevante entità ed incisività, mediante imposizione, immediatamente operativa, di vincoli a titolo particolare su beni determinati: si è pertanto escluso l'obbligo dell'indennizzo in presenza di vincoli che comportino una destinazione (come quella a parcheggio) realizzabile ad iniziativa privata o promiscua pubblico-privata, e che non implichino quindi necessariamente l'espropriazione o interventi ad esclusiva iniziativa pubblica.

Qualora ... _OMISSIS_ ...er la mancanza di una limitazione alla proprietà privata intesa sia come disponibilità che utilizzazione del bene, attribuire ad una destinazione urbanistica (nel caso di specie verde privato), natura di vincolo a contenuto sostanzialmente espropriativo, è impossibile far derivare un effetto risarcitorio e neppure, in via subordinata, l’insorgenza di un diritto all'indennizzabilità, situazioni giuridiche soggettive di ristoro economico configurabili unicamente in presenza di un vincolo ablatorio o limitativo dei diritti dominicali.

In ipotesi di imposizione di vincolo conformativo l'amministrazione non ha alcun obbligo di prevedere, a fronte della destinazione impressa all’area, forme di indennizzo.

Non sono indennizzabili i vincoli posti a carico di intere categorie di beni, e tra questi i vincoli urbanistici di tipo conformativo.

In ipotesi di vincolo di natura conformativa non su... _OMISSIS_ ...i rafforzamento della motivazione né di previsione indennitaria.

Il carattere conformativo di un vincolo esclude la necessità di un indennizzo, come del resto chiarito dalla stessa Corte Costituzionale nella sentenza 179/1999.

Il vincolo espressione della potestà conformativa del pianificatore, ha validità a tempo indeterminato e, non essendo preordinato all'espropriazione, non è neppure correlato con l’obbligo di corrispondere un indennizzo.

La natura conformativa del vincolo esclude che sia necessaria – ai sensi della sentenza C. Cost., 20.5.1999, n. 179 - la previsione di un indennizzo.

La mancata previsione di un indennizzo è giustificata qualora il vincolo impresso con variante al PRG sia di natura conformativa, anche qualora l'area sia stata in precedenza interessata da dichiarazione di pubblica utilità, divenuta inefficace per mancata reali... _OMISSIS_ ...erata opera pubblica.

L'imposizione di vincoli conformativi non deve essere accompagnata da alcuna previsione di indennizzo.

L'indennizzo non è dovuto per i vincoli di tipo conformativo.

A fronte dei vincoli conformativi impressi dal piano non è ravvisabile alcun obbligo d’indennizzo.

Sono indennizzabili soltanto i vincoli urbanistici preordinati all'espropriazione o di carattere sostanzialmente espropriativo, in quanto implicanti uno svuotamento incisivo della proprietà; mentre non lo sono i vincoli di destinazione imposti dal piano regolatore per attrezzature e servizi realizzabili anche ad iniziativa privata o promiscua, in regime di economia di mercato, anche se accompagnati da strumenti di convenzionamento.

I vincoli che impongono l’indennizzo sono quelli di carattere espropriativo, non quelli di natura meramente conformativa.

Non sono inde... _OMISSIS_ ... di destinazione imposti dal piano regolatore per attrezzature e servizi realizzabili anche ad iniziativa privata o promiscua, in regime di economia di mercato, anche se accompagnati da strumenti di convenzionamento (ad. es. parcheggi, impianti sportivi, mercati e strutture commerciali, edifici sanitari, zone artigianali, industriali o residenziali).

Non sono indennizzabili i vincoli posti a carico di intere categorie di beni e tra questi i vincoli urbanistici di tipo conformativo.

Sono fuori dall'area dell'indennizzabilità e compatibili con l’assetto costituzionale i vincoli incidenti con carattere di generalità ed obbiettività su intere categorie di beni ivi compresi i vincoli ambientali paesistici, i vincoli derivanti da destinazioni realizzabili anche attraverso l'iniziativa privata in regime di economia di mercato, i vincoli che non superano sotto il profilo quantitativo la normale tollerabilità e ... _OMISSIS_ ...nti la durata, cd. periodo di franchigia, ritenuta ragionevolmente sopportabile.

La previsione di un vincolo conformativo non deve essere accompagnata da quella di un indennizzo.

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> INDENNIZZO --> VINCOLI NON INDENNIZZABILI --> PAESISTICO-AMBIENTALE

L’indennizzo per i vincoli urbanistici, come alternativa non eludibile al termine di efficacia posto dall’art. 2 l. n. 1187/1968, è dovuto allorché la possibilità di reiterazione del vincolo scaduto, comporta che si superi la durata fissata dal legislatore come limite alla sopportabilità del sacrificio da parte del soggetto titolare del bene; tuttavia non tutti i vincoli urbanistici sono soggetti a decadenza, e conseguentemente alla possibilità di indennizzo allorché reiterati, ma soltanto quelli avent... _OMISSIS_ ...are, per i quali la mancata fruibilità del bene protratta nel tempo e non indennizzata determina violazione del comma 3 dell’art. 42 Cost: in particolare non sono indennizzabili i vincoli posti a carico di intere categorie di beni, e tra questi i vincoli urbanistici di tipo conformativo, e i vincoli paesistici.

Nel caso di destinazione a “zona Boschiva Montana di Interesse Ambientale”, ci si trova al cospetto di un azzonamento generale, investente una parte indistinta del territorio, non comportante vincolo preordinato all’esproprio e, peraltro, neppure inedificabilità assoluta, non precludendo (nel caso di specie), del tutto l’edificazione su iniziativa privata, seppur con indice ridotto; il vincolo è certamente conformativo e quindi, non è soggetto a decadenza né da esso nasce obbligo di indennizzo.

I beni immobili privati qualificati come testimonianze storiche o bellez... _OMISSIS_ ......

...continua.

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