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VINCOLI URBANISTICI

VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> ESPROPRIATIVI E CONFORMATIVI --> ESPROPRIATIVI --> DA LOCALIZZAZIONE LENTICOLARE

Il vincolo, se incide su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Le prescrizioni ed i vincoli stabiliti dagli strumenti urbanistici di secondo livello - influenti di regola sulla qualificazione dei suoli espropriati, per il contenuto conformativo della proprietà che ad essi deriva dalla loro funzione di definire, per zone, in via astratta e generale, le possibilità edificatorie connesse al diritto dominicale - possono, in via eccezionale, avere viceversa anche portata e contenuto direttamente ablatori ove si tratti di vincoli particolari, incidenti su beni determinati in funzione di localizzazione dell'opera pubblica, implicante di per sé la necessaria traslazione di quei beni all'ente pubblico.

La suddivisione in zone dell'intero territorio comunale e l'individuazione delle rispettive destinazioni (in via generale e diffusa per parti omogenee), contenuta nei piani, conferisce ai medesimi quell'effetto tipico di conformazione del territorio; ciò non esclude che gli strumenti urbanistici possono contenere eccezionalmente anche previsioni lenticolari ossia imporre un "vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata", vincolo, questo, che "deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione".

Se la variante non abbia natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che la stessa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione e da esso deve, dunque, prescindersi nella qualificazione dell'area, pur quando la variante abbia mutato la classificazione urbanistica di quest'ultima, con la conseguenza che soltanto in tal caso, ai fini della determinazione dell'indennità di espropriazione, deve farsi riferimento alla previgente destinazione del piano regolatore generale.

I vincoli espropriativi, che sono soggetti alla scadenza quinquennale, concernono beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può, quindi, coesistere con la proprietà privata.

L... _OMISSIS_ ...à è incentrata sul carattere di imposizione a titolo particolare della variante (perché possa qualificarsi espropriativa), nonché sulla sua incidenza su beni determinati in funzione della localizzazione lenticolare dell'intervento o dell'opera pubblica; la quale trova oggi conferma nell'art. 9 D.p.r. n. 327 del 2001, che ravvisa l'insorgenza di detto vincolo nell'atto di approvazione del piano urbanistico generale, ovvero di una sua variante, "che prevede la realizzazione di un opera pubblica o di pubblica utilità". E conferma la necessità di quest'ultimo presupposto nel successivo art. 11 in ordine alla seconda ipotesi, ribadendo che deve trattarsi di una variante al piano regolatore per la realizzazione di una singola opera pubblica.

Ove in via eccezionale, vincoli, pur contenuti in piani di secondo livello, non abbiano una natura generale, ma si presentino, viceversa, come vincoli particolari, incidenti su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione puntuale (normalmente definita "lenticolare") di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, ma ne esige la traslazione in favore dell'ente pubblico, si realizza un vincolo sostanzialmente preordinato all'espropriazione.

Ove in via eccezionale, vincoli, pur contenuti in piani di secondo livello non abbiano una tal natura generale, ma si presentino, viceversa, come vincoli particolari, incidenti su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione puntuale (normalmente definita "lenticolare") di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, ma ne esige la traslazione in favore dell'ente pubblico, si realizza un vincolo sostanzialmente preordinato all'espropriazione.

Ove, in via eccezionale, i vincoli, pur contenuti in piani di secondo livello, non abbiano natura generale, ma si presentino, viceversa, come vincoli particolari, incidenti su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione puntuale (normalmente definita "lenticolare") di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, ma ne esige la traslazione in favore dell'ente pubblico, si realizza un vincolo sostanzialmente preordinato all'espropriazione.

Ai fini indennitari e della previa qualificazione dei suoli espropriati alla stregua delle correlative "possibilità legali" di edificazione al momento dell'apposizione del vincolo preordinato alla espropriazione", ai sensi della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 3, le prescrizioni ed i vincoli stabiliti dagli strumenti urbanistici di secondo livello - influenti di regola ... _OMISSIS_ ... contenuto conformativo della proprietà che ad essi deriva dalla loro funzione di definire, per zone, in via astratta e generale, le possibilità edificatorie connesse al diritto dominicale - possono, in via eccezionale, avere viceversa anche portata e contenuto direttamente ablatori ove si tratti di vincoli particolari, incidenti su beni determinati in funzione di localizzazione dell'opera pubblica, implicante di per sé la necessaria traslazione di quei beni all'ente pubblico.

Se la variante non ha una natura generale, ma impone un vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che la stessa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Il vincolo deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione (anche di fatto o sostanziale, nel senso del suo svuotamento economico totale), soltanto se incidente su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, bensì della localizzazione di un'opera pubblica o della sua assoluta inutilizzabilità a fini pubblici o privati, il cui limite non potrebbe coesistere con la proprietà privata, da escludersi nella ricorrenza anche di ridottissimi margini di intervento qualitativi e/o quantitativi.

I vincoli espropriativi, soggetti alla decadenza quinquennale di cui all’art. 9, comma 2, d.P.R. n. 327 del 2001 (e già prima dall'art. 2 l. n. 1187 del 1968 di analogo contenuto), sono quelli che concernono beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un’opera pubblica, la cui realizzazione non può quindi coesistere con la proprietà privata.

La previsione, stabilita negli strumenti urbanistici, che una certa area è destinata a zone di completamento, con creazione di strutture o anche semplicemente verde pubblico, non comporta, di per sé, l'apposizione di un vincolo preordinato all'espropriazione, che è ravvisabile soltanto se la previsione (o la variante) non abbia natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di una specifica ed individuata opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata.

Se la variante non ha natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di una specifica opera pubblica, con indicazione lenticolare, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che la stessa contiene deve... _OMISSIS_ ...dinato alla relativa espropriazione.

Per costante insegnamento giurisprudenziale, il vincolo espropriativo sussiste quando questo incide su di un’area determinata che l’amministrazione intende acquisire al proprio patrimonio per destinarla a finalità di interesse generale, ovvero per la quale l’amministrazione, sempre per ragioni di interesse generale, intende inibire ogni attività di sfruttamento che la vocazione della stessa consentirebbe, svuotando così dal suo interno il contenuto del diritto di proprietà che appartiene al privato.

I vincoli di destinazione posti dal P.R.G. sono di regola ma non sempre vincoli conformativi, potendo talvolta avere portata e contenuto direttamente ablatori ove si tratti di vincoli particolari, incidenti su beni determinati in funzione di localizzazione dell'opera, implicante di per sé la necessaria traslazione di quei beni all'ente pubblico.

La destinazione ad usi collettivi di determinate aree assume aspetti conformativi del territorio ove concepibile, nel quadro della ripartizione generale del territorio, in base a criteri predeterminati ed astratti, ma non quando è limitata e funzionale all'interno di una zona urbanistica omogenea a diversa destinazione generale e venga dunque ad incidere, nell'ambito di tale zona, su beni determinati, sui quali si localizza la realizzazione dell'opera pubblica, assumendo in tal caso portata e contenuti direttamente ablatori ininfluenti sulla liquidazione dell'indennità.

Il vincolo d'inedificabilità che non assume il carattere di una generale destinazione di zona coinvolgente ampie porzioni del territorio comunale, ma di una limitazione particolare incidente su di un bene determinato, ha contenuto sostanzialmente espropriativo.

Di destinazione "lenticolare" ha senso parlare nel caso che a un'area particolare sia impressa una destinazione non conforme a quella della zona omogenea di appartenenza, con un provvedimento del quale non deve tenersi conto; opposto è il caso di una (cosiddetta) variante la quale, comportando una semplice specificazione dell'uso già previsto dal piano regolatore generale per la zona in cui è compresa, è per ciò stesso meramente confermativa di un vincolo conformativo precedente.

I vincoli stabiliti dagli strumenti urbanistici di secondo livello, di regola di natura conformativa, possono, in via eccezionale, avere anche portata e contenuto direttamente ablatori ove si tratti di vincoli particolari, incidenti su beni determinati in funzione di localizzazione dell'opera, implicante di per sé la necessaria traslazione di quei beni all'ente pubblico.

Va riconosciuta portata ablatoria alla modificazione della destinazione dell'area conseguente all'approvazione di una variante del piano regolatore gen... _OMISSIS_ ...particolare incidente su beni determinati, in funzione non già di una destinazione generale di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non possa coesistere con la proprietà privata.

I vincoli preordinati all'esproprio sono solamente quelli che discendono dalle specifiche prescrizioni (cfr. art. 2 della L. n. 1187 del 1968) riguardanti singoli immobili interessati alla realizzazione di opere pubbliche previste nel piano o da particolari disposizioni di legge (ovvero precisate in appositi provvedimenti amministrativi) da effettuare nell'interesse della collettività, che, nell'ambito della programmazione e pianificazione urbanistica, intervengono in un momento logicamente successivo a quello della zonizzazione del territorio, perché corrispondente ad ulteriori vicende collegate all'emersione di nuovi e specifici interessi pubblici, variamente accertati con appositi provvedimenti amministrativi.

Se la previsione originaria (ovvero la variante) non abbia una natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che essa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione e perciò soggetto alla disposizione della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis, comma 3, che impone di non tenerne conto nella stima del terreno, nonché al termine di decadenza di cui al menzionato della L. n. 1187 del 1968, art. 2.

Un vincolo preordinato all’esproprio sorge soltanto con la specifica indicazione di una determinata opera pubblica o di interesse collettivo o sociale (ex art. 7 comma 1 n. 4 L. 17.8.1942, n. 1150), non già per effetto della semplice operazione di zonizzazione (ex art. 7 comma 1 n. 2 L. 17.8.1942, n. 1150), cioè della suddivisione del territorio comunale in zone con destinazione urbanistica omogenea, la quale ha la precipua finalità di indicare la tipologia di interventi edificatori assentibili e, conseguentemente, di conformare l'attività edilizia.

In conformità ai criteri individuati da Corte Cost., 20 maggio 1999 n. 179, si configurano quali vincoli preordinati all’espropriazione, ovvero aventi carattere sostanzialmente espropriativo, quelli segnatamente incidenti su beni determinati ed imposti in funzione non già di una generale destinazione di zona ma ai fini della localizzazione di un'opera pubblica, ovvero tali da implicare uno svuotamento incisivo della proprietà.

Ove il vincolo incide su beni determinati, in funzione non già, di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un’opera pubblica, la cui realizzazione non può coesister... _OMISSIS_ ...ata, deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Se il vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che la stessa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Qualora la variante non abbia una natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di una specifica opera pubblica, con indicazione empiricamente, per ciò detta lenticolare, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che la stessa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

In via eccezionale, qualora i vincoli, pur contenuti in piani di secondo livello si presentino come vincoli particolari, incidenti su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione puntuale (con indicazione empiricamente, per ciò, detta "lenticolare") di un'opera pubblica, "la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata ma ne esige la traslazione in favore dell'ente pubblico", deve allora convenirsi ... che si tratti di vincolo sostanzialmente preordinato all'espropriazione".

L'individuazione della natura espropriativa del vincolo di destinazione a utilizzazione collettiva presuppone che questo sia funzionale a porzioni circoscritte del territorio comunale o che vi sia un’opera pubblica oggetto di previsione "localizzativa", o "puntiforme", o "lenticolare", nel contesto territoriale i cui bisogni il previsto servizio è destinato a soddisfare.

Solo quando la variante urbanistica non abbia natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, il vincolo che la stessa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Se la variante non ha una natura generale, ma impone un vincolo particolare, incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, tale vincolo deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Dal combinato disposto degli artt. 9 e 10 DPR 8.6.2001 n.327, emerge chiaramente che il vincolo “preordinato” all’espropriazione sorge sempre ed imprescindibilmente in funzione della realizzazione di una determinata opera pubblica o di pubblica utilità._OMISSIS_ ...ponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di una specifica opera pubblica, per ciò detta lenticolare, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che essa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

I vincoli di tipo espropriativo sono quelli che derivano dalla puntuale localizzazione “lenticolare”, nel territorio comunale, di opere pubbliche, strade e servizi, per i quali sono espressamente indicate le aree sulle quali - o a diretto servizio delle quali - essi dovranno sorgere, con preclusione di ogni attività edificatoria privata.

Se la previsione originaria di piano (ovvero la variante) non abbia natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica individuata, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che essa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Sono vincoli espropriativi e, come tali, soggetti a decadenza quinquennale ai sensi dell'art. 9, d.P.R. n. 327 del 2001, i vincoli incidenti su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un’opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata.

I vincoli che impongono limitazioni dello ius aedificandi di carattere puntuale, introduttive di un regime urbanistico di stampo differenziato rispetto alla categoria di beni di appartenenza (nel caso di specie zona SP- attrezzature pubbliche di quartiere – esistenti – verde attrezzato – verde pubblico, viabilità esistente), presentano indubbio carattere espropriativo.

Se la previsione originaria (ovvero la variante) non abbia una natura generale ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che essa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Ove i vincoli non abbiano natura generale, ma si presentino come particolari, in funzione cioè non già di una destinazione di zona ma di una localizzazione puntuale di un'opera pubblica, gli stessi devono intendersi come preordinati all'esproprio.

I vincoli stabiliti dal piano regolatore per assumere, in via eccezionale, portata e contenuto direttamente ablatori, devono risolversi in limitazioni particolari, incidenti su beni determinati, in funzione n... _OMISSIS_ ...destinazione di zona, ma della localizzazione lenticolare di un'opera pubblica.

Qualora la previsione originaria di piano (ovvero la variante), non abbia natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che essa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Per l’individuazione della natura espropriativa del vincolo di destinazione a utilizzazione collettiva occorre che questa sia funzionale a porzioni circoscritte del territorio comunale e la previsione dell’opera pubblica sia oggetto di previsione “localizzativa”, o "puntiforme", o “lenticolare”, nel contesto territoriale i cui bisogni il previsto servizio è destinato a soddisfare, tenendo conto della potenzialità edificatoria delle aree limitrofe, al cui servizio la destinazione pubblicistica è concepita.

Costituisce un vincolo preordinato all'esproprio, la "localizzazione" nella singola area di un'opera pubblica, contraddistinta attraverso l'indicazione simbolica cosiddetta "lenticolare", associata a singole utilizzazioni.

Se la destinazione di piano non ha natura generale, ma impone un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un’opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che essa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Laddove le previsioni non abbiano natura generale, ma impongano un vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un’opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Se la previsione originaria di piano (ovvero di variante) non abbia una natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che essa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Se il vincolo particolare incide su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, deve essere qualificato come preordinato all'espropriazione.
... _OMISSIS_ ...ni urbanistiche non abbiano natura generale, ma impongano un vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un’opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Ove, in via eccezionale, piani di secondo livello propongano vincoli particolari incidenti su beni determinati, in funzione di una localizzazione "lenticolare", il vincolo si appalesa preordinato all'espropriazione, dal quale deve prescindersi ai fini indennitari.

Laddove le previsioni di piano regolatore non abbiano natura generale, ma impongano un vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un’opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Qualora la variante non abbia natura generale, ma imponga un vincolo particolare incidente su beni determinati, in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può coesistere con la proprietà privata, il vincolo che la stessa contiene deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione.

Anche le previsioni di piano possono, in via eccezionale, costituire un vincolo a carattere espropriativo quando costituiscono vincoli particolari, incidenti su beni determinati in funzione non già di una generale destinazione di zona, ma della localizzazione puntuale di un'opera pubbl... _OMISSIS_ ...