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IL CODICE DEGLI ABUSI EDILIZI

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> ANTERIORITÀ DELL'INTERVENTO

Per essere funzionalmente definito, l'organismo edilizio non soltanto deve aver assunto una sua forma stabile nella consistenza planovolumetrica (come per gli edifici, per i quali è richiesta la c.d. ultimazione "al rustico", ossia intelaiatura, copertura e muri di tompagno) sebbene una sua riconoscibile e inequivoca identità funzionale, che ne connoti con assoluta chiarezza la destinazione d'uso.

Affinché si possa parlare di "completamento funzionale" di un manufatto è necessario che siano state realizzate le opere indispensabili a renderne effettivamente possibile un uso diverso da quello a suo tempo assentito, come nel caso in cui un sottotetto, trasformato in abitazione, venga dotato di luci e vedute e degli impianti di servizio (gas, luce, acqua, telefono, impianti fognari, ecc.), cioè di opere del tutto incompatibili con l'originaria destinazione d'uso, ossia quelle opere che qualifichino in modo inequivoco la nuova e diversa destinazione.

La mancata ultimazione dell’opera nel termine di legge integra una preclusione all’assenso tacito dell’istanza di condono, non rilevando in alcun modo la formulazione del provvedimento di diniego della domanda, usato dal Comune, se di rigetto o di improcedibilità.

Per respingere la domanda di condono, pur in presenza di dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui all’art. 39, co. 4, legge 724/1994, è sufficiente che l’Amministrazione non riscontri elementi dai quali risulti univocamente l’ultimazione dell’edificio entro la data prescritta dalla legge.

La documentazione atta a provare la realizzazione del manufatto abusivo anteriormente al termine previsto dalla legge deve essere univoca.

E' contra legem l’operazione di utilizzare i mq. dichiarati in più nella domanda di condono per sanare opere realizzate successivamente alla data limite presa in considerazione dalla normativa che prevede la sanatoria eccezionale.

Costituisce onere del ricorrente che intenda contestare quanto rilevato dal Comune in ordine alla data di ultimazione di opere edilizie che renda le stesse suscettibili di essere sanate in occasione della emanazione di un condono edilizio, addurre elementi di certo e sicuro valore probatorio atto a smentire le risultanze cui è pervenuto lo stesso Comune che ha invece ritenuto rientrare la esecuzione delle opere abusive entro i termini previsti della stessa legge di condono.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> ANTERIORITÀ DELL'INTERVENTO --> CASISTICA

Ai fini del rispetto del termine di ultimazione delle o... _OMISSIS_ ...marzo 2003 l’assenza di pavimenti, infissi, rivestimenti, intonaci e allacci agli impianti costituisce condizione sufficiente per ritenere non completato sotto il profilo funzionale il mutamento di destinazione d’uso da attrezzaia a civile abitazione.

La dichiarazione, contenuta nell'atto di compravendita, che il fabbricato è conforme alle concessioni edilizie che lo riguardano smentisce la circostanza che eventuali abusi fossero già stati realizzati antecedentemente, anche se contenuti in dichiarazione sostitutiva allegata all’istanza di sanatoria.

La nozione di ultimazione delle opere, cui occorre far riferimento ai fini dell’applicabilità della disciplina sul condono edilizio, coincide con l’esecuzione del rustico, (da intendersi come muratura priva di rifinitura e da non confondere con lo scheletro, le pareti esterne non potendo considerarsi mere rifiniture) e comprende anche il necessario completamento della copertura.

La realizzazione della struttura verticale del capannone non integra ultimazione dell’opera nemmeno nel senso della mera funzionalità, costituente il minus per accedere al condono per opere diverse dalle abitazioni.

Ai fini del condono edilizio, la riconoscibilità del tipo di intervento non è assimilabile alla funzionalità, che presuppone l’idoneità della struttura alla immediata utilizzazione ed è necessaria per condonare le opere diverse dalle abitazioni.

L'esecuzione del c.d. rustico è riferita al completamento di tutte le strutture essenziali, tra le quali vanno annoverate le tamponature esterne, che determinano l'isolamento dell'immobile dalle intemperie e configurano l'opera nella sua fondamentale volumetria (nel caso di specie l’ultimazione del rustico rilevava ai fini dell’accesso al condono).

Il richiedente la sanatoria, a fronte di elementi di prova a disposizione dell'Amministrazione che attestino il contrario (nella specie, la dichiarazione del direttore dei lavori che esclude la realizzazione di alcuna opera), è gravato dall'onere di provare, attraverso ulteriori elementi (quali fotografie aeree, fatture, sopralluoghi e così via) l'effettiva realizzazione dei lavori entro il termine previsto dalla legge per poter usufruire del beneficio.

Ciò che rileva ai fini dell'ammissibilità della domanda di condono edilizio è la condizione di obiettiva abusività in cui l'opera deve trovarsi alla data dell'1 ottobre 1983; pertanto la sussistenza dei requisiti e condizioni di legge per l'accesso alla sanatoria edilizia va effettuata con riferimento alla situazione fattuale esistente alla data ultima dell'1 ottobre 1983 (per esigenze di certezza ed imparzialità nell'applicazione della norma) e non certo con riguardo all'epoca ... _OMISSIS_ ... i principi generali che presiedono alla determinazione del tempo di realizzazione delle opere ammesse a condono occorre aver riguardo alla data di ultimazione delle opere, da ancorare, per gli edifici, al momento di esecuzione del rustico e di completamento della copertura, e, per le opere interne agli edifici già esistenti ed a quelle non destinate alla residenza, al momento del loro completamento funzionale.

E' illegittimo il condono edilizio dell'opera che risulta priva di copertura e che dunque non può essere considerata quale opera ultimata.

Il fatto che la denuncia delle opere in cemento armato sia stata presentata dopo il 1° ottobre 1983 non costituisce di per sé sola circostanza idonea a far presumere che le opere oggetto di domanda di condono siano state ultimate dopo tale data e non possano essere oggetto di sanatoria.

La denuncia delle opere in cemento armato da se sola non prova l’inizio dei lavori ma non prova neanche il mancato inizio, essendo a tal fine necessario avere riguardo all’inizio effettivo e non alla mera comunicazione di inizio.

Sono condonabili anche gli edifici che, anche se non ancora ultimati, hanno già acquisito una fisionomia tale da rendere individuabile il disegno progettuale e la destinazione abitativa e che necessita solo di lavori di completamento per la sua funzionalità.

Per completamento funzionale deve intendersi la realizzazione delle principali opere necessarie per attuare il mutamento di destinazione, incompatibili con l'originaria destinazione assentita, ancorché non siano stati ancora realizzati gli impianti e le rifiniture di carattere complementare ed accessorio; pertanto, gli indicatori principali del completamento funzionale in caso di mutamento d'uso da alberghiero ad abitativo di un edificio sono dati dalla individuazione e definizione degli ambienti costituenti l'unità residenziale e dalla presenza degli impianti per l'installazione delle cucine, non occorrendo l'effettiva utilizzazione della nuova destinazione.

Un'attestazione da parte dell'ENEL circa l'allacciamento dell'utenza elettrica non è sufficiente a dimostrare l'anteriorità della costruzione alla data richiesta dalla normativa in materia di sanatoria.

La semplice presenza in loco di un attrezzo di lavoro, non confortata da altri accertamenti tecnici, non è di per sé rilevante, né significativa, né sufficiente per poter escludere che le opere abusive fossero state realizzate prima del sopralluogo.

TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> PRESUPPOSTI --> ANTERIORITÀ DELL'INTERVENTO --> COSTRUZIONE ESISTENTE

Il manufatto privo del solaio di copertura non può dirsi ultimato ai fini del condono edilizio.

... _OMISSIS_ ...sabile per l’accoglimento della domanda di condono edilizio (e per il rilascio della relativa concessione in sanatoria) è la perdurante esistenza del manufatto abusivo, non solo al momento della domanda di condono, ma anche al momento del rilascio del titolo a sanatoria, con la conseguenza che, nel caso in cui sia venuta meno la stessa opera cui si riferiva la richiesta, non resta che prendere atto del venir meno del procedimento.

La persistenza dell’opera abusiva al momento della concessione in sanatoria costituisce necessario presupposto per l’emissione di tale provvedimento, in quanto la normativa in materia di condono è finalizzata a legittimare la conservazione del patrimonio edilizio esistente; è quindi imprescindibile che l’oggetto della concessione sussista al momento dell’adozione dell’atto.

L'esistenza attuale di un organismo edilizio riconoscibile nelle sue carat... _OMISSIS_ ...