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RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI

Sintesi: La ratifica condominiale vale a sanare con effetti ex tunc l’operato dell'amministratore che abbia agito senza autorizzazione dell'assemblea, ed è idonea a paralizzare l'eccezione di inammissibilità della costituzione in giudizio.

Estratto: «2.1. Preliminarmente, in rito, occorre esaminare l’eccezione di difetto di legittimazione del condominio istante sollevata dal Comune di C. secondo cui l’ente ricorrente, avendo agito in persona del suo amministratore legale rappresentante pro tempore, avrebbe dovuto allegare all’atto di proposizione del presente ricorso l’atto assembleare deliberativo contenente il conferimento dell’autorizzazione ad attivare il giudizio in oggetto, cosa che nella specie non è avvenuta.Sul punto va innanzitutto evidenziato che il Condominio istante, dopo la proposizione del ricorso, in data 14.11.2011 e 25.07.2012 ha depositato agli atti del giudizio copia dei verbali delle assemblee condominiali tenutasi in data 6.05.2011 e 4.06.2012 con cui il Condominio formalizzava l’incarico professionale per il contenzioso in essere con il Comune di C. al n.r.g. 6538/2010 e ratificava il ricorso proposto avverso le concessioni edilizie, ivi inclusi i motivi aggiunti.L’intervenuta ratifica condominiale produce effetto sanante rispetto al vizio di rappresentanza dedotto per effetto del disposto di cui all’art. 182 c.p.c. applic... _OMISSIS_ ...vo in virtù del rinvio esterno operato dall’art. 39 c.p.a. alle disposizioni del codice di procedura civile in quanto compatibili o espressione di principi generali.Ed invero, l'art. 182 c.p.c., come novellato dall'art. 46, comma 2, della legge n. 69/2009, prevede la verifica d'ufficio, nonché la regolarizzazione degli atti processuali difettosi, e, nell'ipotesi specifica di un difetto di rappresentanza, di assistenza, di mancanza di autorizzazione ad agire, la possibilità di rilascio di altro mandato e/o autorizzazione i cui effetti si producono fin dalla prima notificazione. Per effetto delle modifiche apportate alla norma dall’art. 46 cit. risulta esplicitamente introdotta la decorrenza “ex tunc” della sanatoria, escludendosi l’operatività di eventuali decadenze nelle more avveratesi contemplata invece dalla pregressa formulazione.La ratifica condominiale vale quindi a sanare con effetti "ex tunc" l’operato dell'amministratore che abbia agito senza autorizzazione dell'assemblea, ed è quindi idonea a paralizzare la dedotta eccezione di inammissibilità della costituzione in giudizio. (Cass.S.S.U.U. 6.08.2010 n.18331). L’eccezione va pertanto respinta.»

Sintesi: Il condominio, nella persona dell'amministratore nell'esercizio dei poteri conferitigli dall'assemblea, è legittimato, al pari di ciascun condomino ad impugnare le ... _OMISSIS_ ... della proprietà comune.

Sintesi: L’amministratore non solo può agire attivamente in giudizio, a prescindere da una previa delibera dell'assemblea, ma a seguito del rigetto della domanda da parte del primo giudice, può proporre impugnazione innanzi al giudice di appello.

Sintesi: Salvo una diversa disposizione del regolamento condominale o di una delibera dell’assemblea, la legittimazione dal lato attivo dell'amministratore del condominio comprende la facoltà del medesimo di proporre tutti i gravami che, successivamente alla prima deliberazione dell’assemblea, si rendano necessari per l’effettiva affermazione finale dei diritti del condominio risultati soccombenti in primo grado.

Estratto: «2.§.2. Con una seconda eccezione si assume che, con riferimento al gravame n. 333/2007 ed anche al 349/2005, il condominio avrebbe originariamente difettato delle necessarie deliberazioni assembleari, non potendo a tal fine essere sufficiente il verbale dell’assemblea del 23 agosto 1996 con il quale sarebbe stato conferito all’amministratore solamente un generico mandato. Pertanto, dato che la deliberazione di un ente o di un condominio in materia devono essere caratterizzate dall’oggetto, che deve specificare gli atti ed i procedimenti cui si fa riferimento dopo il primo ricorso, l’amministratore non poteva rite... _OMISSIS_ ...zione è priva di pregio.A parte il risolvente rilievo per cui, tra i ricorrenti vi sono anche i singoli condomini i quali da soli hanno la legittimazione sufficiente all’ammissibilità del gravame, si deve in ogni caso ricordare che, come è noto, in un condominio edilizio, mentre la proprietà delle cose comuni va riferita "pro quota" ai singoli partecipanti, la loro gestione è riferibile al condominio stesso in qualità di “centro d'imputazione di interessi”, ossia come figura organizzativa che si colloca nel vasto spazio che separa le persone fisiche dalle persone giuridiche.Pertanto, il condominio, nella persona dell'amministratore nell'esercizio dei poteri conferitigli dall'assemblea, è legittimato, al pari di ciascun condomino ad impugnare le previsioni urbanistiche lesive della proprietà comune (cfr. Consiglio Stato, Sez. V 14 luglio 1995 n. 1076).L’amministratore quindi non solo può agire attivamente in giudizio, a prescindere da una previa delibera dell'assemblea, ma a seguito del rigetto della domanda da parte del primo giudice, può proporre impugnazione innanzi al giudice di appello (arg. ex Cassazione civile sez. III 22 aprile 2008 n. 10369). Inoltre, salvo una diversa disposizione del regolamento condominale o di una delibera dell’assemblea, la legittimazione dal lato attivo dell'amministratore del condominio comprende la facolt&... _OMISSIS_ ...

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...continua.

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