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RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI

GIUDIZIO --> LEGITTIMAZIONE ATTIVA --> DOMANDA RISARCITORIA --> DA ANNULLAMENTO IN AUTOTUTELA TITOLO EDILIZIO

Sintesi: L'utilizzatrice in leasing di un edificio ha legittimazione ad agire in giudizio per il risarcimento dei danni derivanti dall'illegittimo annullamento in autotutela del titolo edilizio rilasciato alla proprietaria concedente.


Estratto: «In via preliminare vanno esaminate le eccezioni sollevate dal comune.Innanzitutto osserva il comune come il titolo abilitativo è stato rilasciato a nome della banca H. A. A. B. I., sia pure legata da un contratto di leasing alla ditta odierna ricorrente. Quest'ultima quindi potrebbe lamentarsi solo di un comportamento comunale e quindi la giurisdizione sul risarcimento del danno spetterebbe al giudice ordinario.L'eccezione non può essere accolta, perché se titolare della concessione è la banca, tuttavia la ditta odierna ricorrente va considerata come utilizzatrice locataria del capannone, di cui sarebbe diventata proprietaria al termine del contratto di leasing; essa quindi possiede un’autonoma legittimazione a ricorrere. Va aggiunto come medio tempore la banca sia stata rimborsata in toto delle spese sostenute l'esecuzione del contratto di leasing.»

GIUDIZIO --> LEGITTIMAZIONE ATTIVA --> DOMANDA RISARCITORIA --> DA RITARDO

Sintesi: La domanda di risarcimento del da... _OMISSIS_ ...ge 241/1990) può essere proposta soltanto da chi sia entrato in rapporto con la P.A. sulla base di un interesse differenziato, del quale si doveva tenere conto; tale tutela, per converso, non spetta da chi non abbia avuto rapporti diretti con la P.A. e abbia subito un mero pregiudizio indiretto, derivante dal danno subito da chi è titolare dell'interesse legittimo contrapposto al potere amministrativo.

Sintesi: Anche al danno da ritardo trova applicazione il tradizionale principio secondo il quale i rapporti relativi ad interessi contrapposti all’agire autoritativo della P.A. non consentono forme di sostituzione processuale.

Estratto: «Il Collegio condivide l’assunto formulato dal primo giudice secondo il quale i ricorrenti non possiedono legittimazione attiva nel giudizio volto a ristorare il danno conseguente alla tardiva approvazione del piano di cui si è detto.I ricorrenti contestano la statuizione del primo giudice affermando che la situazione giuridica azionata non è un interesse legittimo, ma un diritto soggettivo avente ad oggetto il risarcimento del danno ex art. 2043 c.c.In particolare, tale danno non sarebbe riconducibile, secondo quanto esposto, esclusivamente alla mancata ottemperanza del giudicato da parte della Regione Puglia, come rilevato dalla sentenza del TAR Puglia Bari, ma altresì dall’agire combinato tra quest’ultima e i... _OMISSIS_ ...ntito la conclusione del procedimento finalizzato all’approvazione del P.I.I.Gli appellanti ritengono che nel caso di specie il danno subito sia configurabile come danno da ritardo, disciplinato dell’art. 2 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, con il quale è stato affermato espressamente il diritto del privato alla tutela risarcitoria nei confronti del provvedere ritardato da parte delle pubbliche amministrazioni.Le osservazioni sopra riassunte non consentono di accogliere le domande formulate dagli appellanti.Ad avviso del Collegio, l’azione di cui al richiamato art. 2 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, spetta a chi sia entrato in rapporto con l’Amministrazione sulla base di un interesse differenziato, del quale l’Amministrazione stessa doveva tenere conto.Il risarcimento del danno da ritardo non può invece essere invocato da chi non abbia avuto rapporti diretti con l’Amministrazione.A voler seguire l’opposta opinione, la disciplina dettata dall’art. 2 bis avrebbe un campo d’applicazione sostanzialmente infinito.Infatti, l’azione dell’Amministrazione incide, normalmente, su numerosi interessi contrapposti; se l’azione di cui si tratta venisse estesa anche a quanti hanno subito un danno indiretto, la cui fonte deve essere individuata nel danno subito da un dante causa, il contenuto della norma risulterebbe palesemente illogico.E’ vero che nei rapport... _OMISSIS_ ...re chiesto il risarcimento di un danno provocato dal fatto che il danno ingiusto subito da un debitore rende impossibile la soddisfazione della pretesa del creditore.Peraltro ciò presuppone comunque che il danno trovi fonte diretta nel comportamento illecito del danneggiante.Nel caso di specie tale rapporto di consequenzialità diretta non sussiste.Nel caso di specie, infatti, gli appellanti hanno avuto piena soddisfazione in sede civile dei loro diritti nei confronti degli obbligati.Se, come riferito, esistono ostacoli concreti alla soddisfazione effettiva di tali diritti, ciò deve essere imputato agli obbligati, nei confronti dei quali dovranno essere esperiti i necessari strumenti di tutela.In realtà, come si è detto, l’azione per il risarcimento del danno da ritardo vede quale legittimato il soggetto entrato in rapporto qualificato con l’Amministrazione, in sostanza il titolare dell’interesse legittimo contrapposto alla potestà di quest’ultima.Gli odierni appellanti non sono nemmeno entrati in rapporto diretto con le Amministrazioni appellate, come dimostrato dal fatto che il piano di cui si tratta è stato proposto da terzi i quali hanno curato autonomamente lo svolgimento della procedura.E’ vero che il diritto al risarcimento del danno da ritardo ha natura paritetica, ma alla sua base si trova, appunto, il suddetto rapporto relativo all’esercizio di una funzi... _OMISSIS_ ...

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