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RICORSI, IMPUGNAZIONI, DOMANDE GIUDIZIALI

GIUDIZIO --> LEGITTIMAZIONE ATTIVA --> AZIONI A TUTELA DELLA COSA COMUNE

Sintesi: Nell’ambito dell’esecuzione delle delibere condominiali - che ex art. 1130, co. 1, n. 1, c.c. rientra nelle normali attribuzioni dell’amministratore - questi può agire in giudizio sia contro i condòmini, sia contro i terzi, come prevede il successivo art. 1131, co. 1, c.c.. senza necessità di una specifica delibera dell'assemblea che lo autorizzi ad agire o a resistere in giudizio.


Estratto: «Quanto, poi, alla legittimazione dell’Amministratore del condominio a proporre il presente ricorso, contestata da P. sas – in disparte la considerazione che P. sas ha avuto occasione, in sede di pubblica udienza, di visionare la delibera dell’assemblea del condominio che autorizzava l’Amministratore a proporre il presente gravame e che il procuratore del ricorrente chiedeva di depositare in giudizio (delibera, dunque, che c’è, ma che non s’è potuto acquisire agli atti per l’opposizione della controinteressata) -, è sufficiente osservare che nel caso di specie l’Amministratore non necessitava di specifica delibera autorizzativa del giudizio, dal momento che l’azione qui esercitata mira ad ottenere l’attuazione della delibera condominiale del 13 novembre 2010, ove l’unanimità degli intervenuti si era ... _OMISSIS_ ...ione della concessione demaniale marittima la cui pratica era stata inoltrata dall’ex Amministratore al Comune di V.: nell’ambito dell’esecuzione delle delibere condominiali – attività che ai sensi dell’art. 1130, I comma, n. 1) c.c. rientra nelle normali attribuzioni dell’amministratore (la pretesa qui azionata si collega, invero, al potere dell'amministratore di esercitare gli atti conservativi sui beni in comune disponibilità del condominio -, questi può agire in giudizio sia contro i condòmini, sia contro i terzi, come prevede il successivo art. 1131, I comma c.c..»

Sintesi: Le azioni a tutela della proprietà della cosa comune contro i terzi che pretendano di vantare diritti su essa può essere proposta anche dal condomino, senza a che sia necessaria l'integrazione del giudizio nei confronti degli altri partecipanti alla comunione.

Estratto: «Poiché le azioni a tutela della proprietà della cosa comune contro i terzi che pretendano di vantare diritti su essa può essere proposta anche dal condomino, senza a che sia necessaria l'integrazione del giudizio nei confronti degli altri partecipanti alla comunione (Cass. 1563/95, 5612/95), deve ritenersi che la causa riconvenzionale introdotta nel giudizio di primo grado da Mi.Ma. si è svolta a contraddittorio integro, non essendo richiesta, dal lato ... _OMISSIS_ ...a comproprietaria. La domanda riconvenzionale è stata disattesa dal Tribunale, che ha ritenuto legittime le costruzioni realizzate in aderenza al muro di confine, secondo l'accertamento svolto dal Ctu, rilevando che la normativa codicistica di cui agli artt. 873 e 877 c.c. consente di costruire sul confine, in appoggio o in aderenza, e che i regolamenti edilizi possono prevedere una disciplina analoga, ovvero stabilire una distanza assoluta dal confine, ed ha altresì affermato che, nella specie, non potesse configurarsi una veduta; tale statuizione è stata genericamente impugnata con l'appello incidentale, senza che risultino esposte le ragioni sulle quali si fonda il gravame né formulata alcuna censura all'iter logico-giuridico del primo giudice. Gli appellanti incidentali si sono, invero, limitati a richiedere la riforma della pronuncia, ma non hanno contrapposto alcuna doglianza alle argomentazioni del Tribunale, in violazione del principio di specificità dei motivi di appello sancito dall'art. 342 c.p.c.; dunque, poiché l'atto di gravame non contiene alcuna puntuale critica né alla statuizione circa la legittimità delle costruzioni realizzate nella proprietà Be. in aderenza al muro di confine, né alla statuizione relativa alla non configurabilità della servitù di veduta, contenute nella sentenza impugnata, l'appello incidentale risulta inammissibile. Né... _OMISSIS_ ... prima volta in comparsa conclusionale, peraltro limitate ad alcune delle opere oggetto della domanda riconvenzionale, possono valere ad integrare l'atto di appello, formulato, come si è esposto, in maniera oltremodo generica, ed affidato alla mera richiesta di riforma della sentenza impugnata; non resta quindi che rilevare l'inammissibilità del gravame incidentale ai sensi dell'art. 342 c.p.c. La disciplina delle spese del giudizio di primo grado relative alla causa principale va rimessa al primo giudice, che valuterà il complessivo esito della lite (Cass. 13550/06); l'esito della presente fase processuale giustifica la integrale compensazione delle spese relative all'intera controversia.»

GIUDIZIO --> LEGITTIMAZIONE ATTIVA --> AZIONI SUPPLETTIVE IN LUOGO DELLA P.A.

Sintesi: L’azione ex art. 9 d lgs. n. 267/2000 ha natura sostitutiva o suppletiva, e non già correttiva (in cui l’attore contrasta con l’ente stesso al fine di rimuovere gli errori e le illegittimità da questo commessi), di modo che il suo presupposto necessario va rinvenuto soltanto nell’omissione, da parte dell’ente, dell’esercizio delle proprie azioni e ricorsi.

Sintesi: L’art. 9 d. lgs., n. 267/2000 costituisce uno dei casi in cui, derogando all’art. 81 cod. proc. civ., può aversi un legittimo fenomeno di sostituzione process... _OMISSIS_ ...

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...continua.

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