Impugnazione dell'autorizzazione paesaggistica

Sintesi: L'autorizzazione paesaggistica deve essere impugnata autonomamente rispetto al titolo edilizio.

Estratto: «4.1. Tutto ciò premesso, il Collegio innanzitutto non può che confermare la declaratoria di irricevibilità dell'impugnativa proposta avverso l'autorizzazione paesaggistica n. 299 dd. 9 luglio 2009 e il presupposto parere della Commissione edilizia integrata n. 20 dd. 25 giugno 2009.Il T.A.R. è pervenuto a tale conclusione, rilevando che i ricorrenti in primo grado, sin dal 17 marzo 2010, avevano avuto notizia, mediante nota del Comune di M. dd. 11 marzo 2010 – inoltrata in esito ad una diffida da loro proposta il 23 dicembre 2009 – degli estremi dell'autorizzazione rilasciata al V., con la precisazione che “... _OMISSIS_ ... provvedimento non abilita all'esecuzione delle opere edilizie, per le quali la parte deve richiedere idoneo titolo edilizio”. Lo stesso T.A.R. ha inoltre evidenziato: a) che l'autorizzazione paesaggistica su accennata – contrariamente a quanto affermato dai ricorrenti medesimi - non è atto endoprocedimentale in senso proprio, perché attiene ad un subprocedimento autonomo e distinto rispetto alla domanda di permesso di costruire; b) che essa era riguardabile come immediatamente lesiva dell'interesse dei ricorrenti, in quanto consentiva, sia pure sotto lo stretto profilo della compatibilità paesaggistica, la realizzazione del progetto di sottotetto da loro contestato; c) che, pertanto, la notifica dell'impugnazione di tale autorizzazione, proprio po... _OMISSIS_ ...uta in data 4 agosto 2010, ossia quasi dopo 5 mesi dalla conoscenza degli estremi della stessa, in luogo del termine decadenziale di 60 giorni inderogabilmente contemplato al riguardo, non poteva che qualificarsi come tardiva.Pare evidente che la conoscenza degli estremi dell'autorizzazione stessa onerava per certo coloro che ne avevano avuto notizia ad attivarsi al fine di chiedere l'accesso alla stessa, a' sensi dell'art. 22 e ss. della L. 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche: il che, viceversa, non è avvenuto entro il lasso di tempo conveniente per la proposizione in termini del ricorso in sede giurisdizionale.4.2. Gli appellanti, a loro volta, hanno rilevato nel presente grado di giudizio che la tardività affermata dal giudice di primo grado potrebbe rig... _OMISSIS_ ...o la Pis. e la M. Po., sottoscrittrici dell'anzidetta diffida dd. 23 dicembre 2009 e che – per l'appunto – sono state rese destinatarie della predetta nota del Comune di M. dd. 11 marzo 2010, ma non il ricorrente e qui appellante B.; e che, ad ogni buon conto, la copia della nota comunale medesima era stata depositata agli atti del giudizio di primo grado senza copia di una relata di notifica o di avviso di ricevimento.Il Collegio evidenzia che, a fronte di ciò, risulta dirimente la produzione probatoria del Comune nel presente grado di giudizio (da reputarsi indispensabile ai fini della decisione della causa, a' sensi dell'art. 104, comma 2, cod. proc. amm.) non solo per quanto attiene alla materialità della circostanza dell'avvenuta ricezione in data ... _OMISSIS_ ...ella predetta nota comunale dell'11 marzo 2010 da parte delle predette Signore Pis. e M. Po. (cfr. doc. 4 del fascicolo del Comune qui depositato), ma anche – e soprattutto – per quanto attiene alla parimenti documentata esistenza di un'istanza sottoscritta in data 9 ottobre 2009 dall'Amministratore del condominio di Piazza Sempione n. 2 e anche dalle predette Signore P. e M. Po., oltreché dal predetto B., indirizzata al Comune di Milano e con la quale si sollecitava l'annullamento in via di autotutela dell'autorizzazione anzidetta: con il che, pertanto, risulta che anche il B. a tale ben risalente data conosceva l'esistenza dell'autorizzazione e ne aveva inteso la lesività per il proprio interesse.4.3. I medesimi appellanti hanno – altres... _OMISSIS_ ... nel presente giudizio la tesi della valenza di atto endoprocedimentale dell'autorizzazione paesaggistica rispetto al procedimento di rilascio del titolo edilizio.Il Collegio – per parte propria – ribadisce che il procedimento di rilascio del permesso di costruire ha un rapporto di autonomia e non di interdipendenza rispetto al rilascio del parere ambientale, posto che l'art. 159 del D.L.vo 22 gennaio 2004 n. 42, in via transitoria sino al 31 dicembre 2009 e, susseguentemente a tale data, in via definitiva, l'art. 146 del medesimo D.L.vo, egualmente dispongono nel senso che “l'autorizzazione paesaggistica costituisce atto autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti ‘'intervento urbanistico edilizio” ... _OMISSIS_ ...lavori non possono essere iniziati in difetto di essa”. Da ciò pertanto discende che l'autorizzazione paesaggistica non può essere intesa quale mero presupposto di legittimità del titolo legittimante l'edificazione, connotandosi piuttosto per una sua autonomia strutturale e funzionale rispetto al permesso di costruire; e che il rapporto tra autorizzazione paesaggistica e titolo edilizio si sostanzia pertanto in un rapporto di presupposizione necessitato e strumentale tra valutazioni paesistiche ed urbanistiche, nel senso che questi due apprezzamenti si esprimono entrambi sullo stesso oggetto, ma con diversi e separati procedimenti, l'uno nei termini della compatibilità paesaggistica dell'intervento edilizio proposto e l'altro nei termini della sua c... _OMISSIS_ ...urbanistico-edilizia (cfr. sul punto, ad es., Cons. Stato, Sez. IV, 27 novembre 2010 n. 8260).»