L'impugnazione degli atti del procedimento ablatorio dopo l'accettazione dell'indennità

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> ATTI IMPUGNABILI NELL'ESPROPRIAZIONE --> UNA VOLTA INTERVENUTA LA CESSIONE VOLONTARIA

Sintesi: Una volta emanato il decreto di esproprio a seguito di accettazione e corresponsione dell'indennità, i soggetti espropriati non possono sollevare avverso il medesimo contestazioni relative ad atti e fatti (quali lo spirare del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità), antecedenti all’accettazione dell’indennità; ne consegue l’inammissibilità del ricorso, per intervenuta acquiescenza alla procedura espropriativa e carenza di interesse, a far valere tali profili di illegittimità formale antecedenti all’accettazione dell’indennità.

Estratto: «3. Sempre in via... _OMISSIS_ ...ccorre affrontare le eccezioni di intervenuta acquiescenza e difetto di legittimazione dei ricorrenti, avanzate dalla AR.GI. s.c.p.a.).Dette eccezioni sono fondate.Con atto del 30 ottobre 2008 i ricorrenti hanno dichiarato di volersi avvalere della procedura di determinazione in contraddittorio dell’indennità espropriativa, per come previsto dall’art. 21 del D.P.R. n. 327/2001. Successivamente essi hanno accettato l’indennità di esproprio e di occupazione d’urgenza (atto del 26 ottobre 2009), incassando le relative somme (€ 103.072,00 di indennità, € 25.768,00 di occupazione d’urgenza, € 14.438,00 di occupazione temporanea, € 38.973,00 di I.A.P. e € 102.410,88 di danni, per un totale di € 284.661,88), in data 5 nove... _OMISSIS_ ...pia dei bonifici, in atti).Ciò posto, occorre osservare che l'accordo sull'indennità di espropriazione, per effetto di accettazione da parte dell'espropriando dell'ammontare offerto dall'espropriante, pur non avendo alcun effetto traslativo della proprietà del bene, si inserisce nel procedimento ablativo – e assume pertanto natura negoziale pubblica - nel senso che le pattuizioni in esso contenute si connotano come atti integrativi del procedimento stesso, ma sono tuttavia condizionate alla sua conclusione, cioè alla stipulazione di una cessione volontaria o all'emanazione del decreto di esproprio, i quali realizzano il trasferimento della proprietà dall'espropriato all'espropriante e conseguentemente, qualora tali condizioni manchino, l'accordo sull'indennità resta ca... _OMISSIS_ ...di qualsiasi effetto giuridico (Cass., I, 20 marzo 2009, n. 6867).Orbene, nel caso di specie tale condizione si è invece verificata, in quanto il decreto di esproprio è stato emanato e i ricorrenti non possono sollevare avverso il medesimo contestazioni (oltre tutto di tipo eminentemente formale) relative ad atti e fatti (quali lo spirare del termine di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità) antecedenti all’accettazione dell’indennità, come pretendono di fare nel presente giudizio, violando in sostanza le pattuizioni raggiunte, peraltro dopo averne già beneficiato, incassando il corrispettivo del valore dei beni espropriati e il risarcimento dei danni accertati.Ne consegue l’inammissibilità del ricorso, per intervenuta acquiescenza alla procedur... _OMISSIS_ ... e carenza di interesse a far valere profili di illegittimità formale antecedenti all’accettazione dell’indennità.»

Sintesi: Una volta intervenuta la cessione del bene ai sensi dell'art. 12 L. n. 865/71, con conseguente abdicazione agli atti espropriativi, il proprietario cedente non può impugnare gli atti del procedimento e a distanza di tempo “venire contra factum proprium” e fare mostra di non conoscere una situazione pienamente nota quantomeno dalla data di stipula della vendita.

Estratto: «4.-Nella fattispecie, parte appellante con evidenza non ha gravato con tempestività l’atto approvativo della variante e, soprattutto, ha abdicato agli atti espropriativi in connessione alla cessione volontaria del... _OMISSIS_ ...stessa sollecitata: pertanto, essa non può ora “venire contra factum proprium” e fare mostra di non conoscere una situazione pienamente nota quantomeno dalla data di stipula della vendita il 29 dicembre 1992.Del resto, va anche rilevata l’evanescenza delle censure formulate: difatti, parte esproprianda non ha subito alcuna espropriazione ed il Comune, nell’ambito del procedimento espropriativo preventivato, non ha pronunziato alcun provvedimento ablatorio tale da dover comportare avvisi espropriativi ed apposizione di termini; né il procedimento espropriativo può dirsi esistente per il semplice fatto della dichiarazione di pubblica utilità dell'opera realizzanda, se non è stato avviato il subprocedimento di determinazione indennitaria (Cons. St, Sez: ... _OMISSIS_ ... 2007, n. 874).Peraltro, come precisato da Cassazione Civile, la cessione volontaria del bene prevista dall’art. 12 della citata legge 22 ottobre 1971 n. 865 (possibile in ogni fase del procedimento), ha efficacia immediatamente traslativa della proprietà e determina, pertanto, l’esaurimento della procedura ablativa del bene; viceversa, l’accordo amichevole concerne solamente la pattuizione sul quantum dell’indennità e fa venir meno la fase dell’espropriazione concernente la determinazione dell’indennizzo, implicando la prosecuzione dell’iter procedimentale (Cass. Civ., Sez. I, 11 maggio 2005, n. 9925).Sotto tali aspetti la sentenza è quindi esente dalle censure mosse, avendo gli appellanti alienato al Comune di Collecchio le aree es... _OMISSIS_ ...cevuto il giusto prezzo convenuto.»

GIUDIZIO --> IMPUGNAZIONE --> ATTI IMPUGNABILI NELL'ESPROPRIAZIONE --> UNA VOLTA INTERVENUTA LA CESSIONE VOLONTARIA --> INDENNITÀ

Sintesi: E' precluso alle parti impugnare sotto qualsiasi profilo l'indennità convenuta con la cessione volontaria essendo la stessa determinata sulla base di criteri inderogabili: siffatta regola conosce una duplice eccezione nell'ipotesi in cui la stessa legge preveda espressamente la possibilità di un futuro conguaglio come esemplificativamente si è verificato con la L. n. 385 del 1980, art. 1, ovvero quando future integrazioni siano previste dallo stesso contratto di cessione, con la necessaria conseguenza in tal caso possono essere fatti valere soltanto nei li... _OMISSIS_ ...isione contrattuale (art. 1372 cod. civ.).

Estratto: «Questa Corte, fin dalle pronunce meno recenti ha specificato che la cessione volontaria costituisce un contratto c.d. ad oggetto pubblico che si inserisce necessariamente nell'ambito del procedimento di espropriazione che l'espropriando ha il diritto di convenire in seguito ad un subprocedimento predisposto dalla L. n. 865 del 1971, art. 12 e ad un prezzo pur esso predeterminato in base a criteri inderogabili stabiliti dalla legge che costui può soltanto accettare (o rifiutare); e che ha anche l'effetto di porre termine al procedimento,eliminando la necessità dell'emanazione del decreto di espropriazione (richiesto, invece, nel caso di mancata accettazione dell'offerta) e dello svolgimento del subproc... _OMISSIS_ ...erminazione dell'indennità definitiva (Cass. 17102/2002;8970/2001; 14901/2000).La sua conclusione comporta come necessaria conseguenza la preclusione alle parti di impugnare sotto qualsiasi profilo l'indennità convenuta: come si ricava dalla L. art. 19 che la prevede soltanto contro la stima definitiva determinata dalla Commissione provinciale, che nel caso non c'è mai stata; ovvero quale autonomo rimedio per la determinazione giudiziaria dell'indennità di esproprio, a segu...


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