Legittimati gli intestatari del terreno ad impugnare il provvedimento acquisitivo dell'immobile

Sintesi: Alla proprietà del terreno accede per regola generale (art. 934 cod. civ.) quella delle opere sullo stesso esistenti, sicché, in assenza di elementi in contrario, le risultanze catastali concernenti il terreno devono considerarsi sufficienti a dimostrare il diritto anche sull'edificio su di esso esistente; sussiste pertanto la legittimazione degli intestatari del terreno all'impugnazione del provvedimento acquisitivo ex art. 42 bis DPR 327/2001 dell'intero immobile.

Estratto: «Il collegio osserva che la messa in dubbio del titolo proprietario delle ricorrenti da parte del Comune attiene alla circostanza che esse risultano intestatarie catastali dell'area sulla quale sorge il Castello in questione, ma non dell'edificio, che, invece, non ris... _OMISSIS_ ...to in catasto.Al riguardo, basta rilevare che alla proprietà del terreno accede per regola generale (art. 934 cod. civ.) quella delle opere sullo stesso esistenti, sicché – in assenza di elementi in contrario, che il Comune avrebbe l'onere di dedurre e provare (cfr. Cass., I, 22 marzo 2007, n. 6980) – le risultanze catastali concernenti il terreno devono considerarsi sufficienti a dimostrare il diritto delle ricorrenti anche sul Castello. E d'altronde di ciò appare, in realtà, ben consapevole lo stesso Comune, che – per l'appunto - ha condotto il procedimento di acquisizione oggetto del presente giudizio nei confronti degli intestatari catastali del terreno, considerandoli espressamente titolari anche del Castello, salvo poi a contestare... _OMISSIS_ ...ddittoriamente – la loro legittimazione all'impugnazione del provvedimento conclusivo.Quanto poi all'asserita necessità che l'impugnazione del provvedimento di acquisizione sia contestato da tutti i comproprietari del bene appreso, è sufficiente richiamare l'insegnamento della giurisprudenza in senso opposto, nel senso cioè che anche il singolo comproprietario del bene espropriato è legittimato ad impugnare l'atto ablativo dello stesso, dovendosi gli altri comproprietari considerare cointeressati all'azione (v. C.S., IV, 12 maggio 2011, n. 2871).»

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