L'offerta e la cessione del materiale pornografico

Le fattispecie tipizzate dall’art. 600 ter, quarto comma, del codice penale: l’offerta e la cessione del materiale pornografico L’art. 600 ter, quarto comma, c. p., rappresenta la norma di chiusura dell’intero e articolato sistema piramidale, a livelli decrescenti di disvalore [108], che il legislatore ha predisposto per contrastare l’aberrante fenomeno della pedopornografia.

La norma in parola punisce colui che, al di fuori delle ipotesi di cui ai commi primo, secondo e terzo del medesimo articolo, offre o cede ad altri, anche a titolo gratuito, il materiale pornografico realizzato utilizzando minori di anni diciotto.

Con la novella del 2006 la tutela è stata ulteriormente anticipata prevedendo la condotta di offe... _OMISSIS_ ...lata nella precedente formulazione legislativa [109]. Come sostenuto da autorevole dottrina l’offerta deve avere il carattere della serietà. Colui che offre il materiale pedopornografico, infatti, non dovrà essere un semplice millantatore e dovrà quantomeno potersi procurare il materiale con facilità [110]. In difetto, invece, si potrebbe paventare un contrasto con il canone di offensività.

Inoltre, tale riforma ha eliminato l’avverbio «consapevolmente» che aveva la funzione di escludere la rilevanza penale del dolo eventuale, cosicché l’agente doveva essere pienamente cosciente della minore età del soggetto coinvolto nella produzione del materiale pornografico [111]. Ora, invece, è sufficiente che il soggetto attivo abbia il semp... _OMISSIS_ ...ccetti il rischio che il materiale sia stato prodotto mediante l’utilizzo del minore [112].

L’area dell’incriminazione, pertanto, risulta adesso maggiormente estesa.

Il reato in esame si connota rispetto agli altri di cui allo stesso articolo per il minore rigore sanzionatorio che deriva dal carattere del tutto episodico delle condotte incriminate.

L’art. 600 ter, quarto comma, c. p., infatti, delinea una fattispecie residuale in cui trovano collocazione tutte le altre condotte di cessione, siano esse a titolo gratuito che oneroso, di materiale pornografico realizzato con lo sfruttamento sessuale di minori che non rientrino nelle fattispecie di cui ai commi precedenti. Si riferisce ai soli casi di cessione ... _OMISSIS_ ...poradica, anche a titolo oneroso, attuata in favore di singoli e determinati soggetti, che non si inseriscano in una vera e propria attività di commercio o di indiscriminata diffusione a terzi, come la distribuzione, divulgazione o pubblicizzazione [113].

Quando si riscontrano, pertanto, gli estremi delle altre condotte sanzionate dall’art. 600 ter, c. p., non vi sarà alcun margine di applicazione per la fattispecie in esame [114]. Si tratta, infatti, di una condotta più limitata rispetto alla commercializzazione di cui al secondo comma dell’articolo in questione, in quanto non implica alcuna organizzazione, nemmeno embrionale, da parte del soggetto attivo. Si pone all’uopo l’esempio del privato che, disponendo del relativo materiale de... _OMISSIS_ ..., anche a titolo gratuito, ad un conoscente. Inoltre, si tratta di una cessione che interessa soggetti ben determinati e non una collettività indistinta di destinatari come avviene nelle diverse ipotesi di cui al terzo comma del medesimo articolo.

L’offerta o la cessione del materiale pedopornografico, quindi, si connotano per il trasferimento del prodotto nell’ambito della disponibilità di una persona determinata. Come sostenuto da autorevole dottrina tale condotta si concreta, dunque, in uno scambio individuale per cui la cessione de qua è meramente «privata», mentre le condotte tipizzate dall’art. 600 ter, terzo comma, c. p., sono destinate ad una pluralità di soggetti [115].

Nonostante i tratti distintivi della ... _OMISSIS_ ...sione di cui al quarto comma dell’art. 600 ter, c. p., possano prima facie apparire facilmente delineabili rispetto alle diverse ipotesi di divulgazione, distribuzione e diffusione di cui al terzo comma del medesimo articolo, i primi approcci giurisprudenziali avevano evidenziato qualche incertezza soprattutto con riferimento alle fattispecie di trasmissione del materiale pornografico per via telematica.

Un primo e ormai risalente orientamento giurisprudenziale aveva ritenuto che l’utilizzo delle chat-line comportasse automaticamente l’applicazione dell’art. 600 ter, terzo comma, c. p., sull’assunto di una presunzione di diffusività del materiale ad un numero sempre indeterminato di utenti [116]. Questa impostazione, però, venne b... _OMISSIS_ ... in discussione sia dalla giurisprudenza che dalla dottrina, le quali rilevarono come una tale argomentazione fosse viziata da una conoscenza errata dei fenomeni di comunicazione elettronica [117].

Secondo l’attuale giurisprudenza si può parlare di cessione realizzata attraverso una chat-line laddove il trasferimento di materiale pedopornografico si verifichi in capo a singoli e determinati soggetti all’interno di una comunicazione privata tra due utenti. Anche qualora ci si trovi nell’ambito di una chat-line, infatti, andrà comunque verificato se il programma consenta a chiunque si colleghi la condivisione di cartelle, archivi e documenti contenenti le foto pornografiche minorili, in modo che chiunque possa accedervi e prelevare direttamente... _OMISSIS_ ...ve, invece, il prelievo avvenga solo a seguito della manifestazione di volontà dichiarata nel corso di una conversazione privata si versa nella più blanda ipotesi di cui al quarto comma [118].

Conclusivamente, come rilevato da certa dottrina possiamo pertanto distinguere una serie di ipotesi suscettibili di verificazione in tema di comunicazioni telematiche pedopornografiche [119].

Qualora le immagini illecite siano propagate in incertam personam ad un sito accessibile a tutti, al di fuori di un dialogo privilegiato, o inviate ad un gruppo o lista di discussione, da cui chiunque le possa scaricare, sarà configurabile il delitto di divulgazione o distribuzione ai sensi dell’art. 600 ter, terzo comma, c. p. [120]

Se invece il ... _OMISSIS_ ...ornografico sia allegato ad una e-mail ad un soggetto determinato sarà ipotizzabile il reato di cui al quarto comma dell’articolo in parola.

Infine, nel caso in cui dette immagini siano trasmesse utilizzando canali telematici di discussione quali, per esempio, le chat-line occorre distinguere prevalentemente due ipotesi.

La prima riguarda i casi in cui il trasferimento del materiale avviene tramite le chat-line cd. aperte, nelle quali il soggetto agente interagisce con una pluralità di altri utenti. In tal caso, come abbiamo più volte evidenziato, sussiste il più grave reato di cui al terzo comma dell’art. 600 ter, c. p.

La seconda, invece, riguarda le ipotesi di connessione riservata tra due utenti per cui ris...


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