Questioni emergenti sulle concessioni del demanio marittimo

A seguito dei nuovi orientamenti consequenziali agli atteggiamenti assunti dall'Unione Europea, alle recenti pronunce giurisprudenziali e soprattutto all'intervenuta abrogazione del secondo comma dell'articolo 37 del codice della navigazione [1], pare evidente che le concessioni demaniali marittime, una volta giunte a naturale scadenza, non potranno più essere rinnovate sic et simpliciter in favore del precedente concessionario.

In altri termini, l'amministrazione concedente non potrà che attuare ogni forma di pubblicità opportuna a far sì che chiunque sia interessato all'ottenimento di una concessione possa liberamente presentare la propria "candidatura" proponendo le soluzioni ritenute più opportune per la migliore utilizzazione del pubblico... _OMISSIS_ ...imo.

A questo proposito può essere utile l'apertura di una piccola parentesi per rammentare che, fino al momento in cui non saranno adottate modifiche normative, la destinazione fondamentale del demanio marittimo non è finalizzata allo sfruttamento commerciale o all'attività imprenditoriale, ma rimane quella – storica – del "soddisfacimento dei pubblici usi del mare da parte della collettività".

Secondo la visione del legislatore del 1942, l'uso pubblico dei beni demaniali marittimi non doveva presumere un carattere assoluto di continuità e di esclusività ed era quindi ammissibile che, quando non si configurasse danno per la collettività, alcuni beni potessero essere temporaneamente destinati ad utilizzazioni diverse median... _OMISSIS_ ...(nel prosieguo del tempo, in realtà, l'utilizzazione del demanio attraverso il rilascio di provvedimenti concessionari – soprattutto per il notevole sviluppo delle attività economiche lungo l'intero litorale nazionale –, ha avuto una diffusione che, a ben vedere, ha notevolmente ampliato il pensiero primitivo).

Tale concezione è resa manifesta anche dalla formulazione dell'articolo 37 del codice della navigazione laddove stabilisce che «in caso di più domande di concessione, è preferito il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell'amministrazione [concedente], risponda ad un più rilevante interesse pubblico» [2].

... _OMISSIS_ ... breve inciso e tornando al nucleo di quanto in trattazione, si deve rammentare che, assai prima delle recenti posizioni comunitarie, la giurisprudenza amministrativa aveva sempre precisato che, in caso di rinnovo di concessione, la precedenza da attribuire al precedente concessionario (il cosiddetto "diritto di insistenza") di cui al secondo comma della norma citata, dovesse avere carattere sussidiario rispetto ai criteri principali e generali, contemplati nel primo comma (cioè, appunto, la più proficua utilizzazione della concessione demaniale e il migliore uso della stessa nel pubblico interesse) [3].

Anche la Corte dei conti aveva avuto modo di specificare che «l'attività istruttoria prevista dall'articolo 37 del codice della navigazione e ... _OMISSIS_ ...8 e 18 del relativo regolamento (acquisizione di pareri tecnici e procedura concorsuale aperta a tutti gli interessati) va effettuata anche in caso di rinnovo del beneficio al precedente titolare in quanto quest'ultimo non vanta alcun diritto ad un automatico rilascio di un nuovo provvedimento, ma esclusivamente una prelazione da esercitare peraltro sulla base della nuova offerta più vantaggiosa, per l'amministrazione» [4].

Pertanto, è palese che nell'originario enunciato dell'art. 37 sono contenuti due criteri «l'uno sussidiario dell'altro, posti in via gradata e quindi per poter passare al secondo, occorre la perfetta equiordinazione rispetto al primo e cioè che tutte le domande siano sullo stesso piano quanto ad assicurare il pubblico interesse ... _OMISSIS_ ...izzazione della concessione» (cfr. Cons. St., sez. VI, 24 aprile 1995, n. 354). In ogni caso, si è ricordato in apertura del presente paragrafo che la completa abrogazione del cosiddetto "diritto di insistenza" si è ormai concretizzata, cosicché i parametri di riferimento per la comparazione restano – sempre e soltanto – quelli contenuti nel primo comma dell'articolo de quo.

Quel che preme sottolineare in questa sede è che il disposto dell'ultima parte del successivo secondo comma [5] ha una enunciazione tale che il ricorso alla procedura di licitazione privata può avere luogo in funzione puramente residuale. A tale circostanza consegue l'impossibilità che venga invocato quale indirizzo generale e/o principale per l'assegnazione del... _OMISSIS_ ...(o meglio, come appare più corretto enunciare, per la scelta del soggetto concessionario).

L'esclusione della necessità di attuare una gara formale ogni qual volta si giunga alla scadenza di una concessione, come accennato, non significa né che si possa prescindere dall'idonea pubblicizzazione della procedura relativa al rinnovo, «in guisa da consentire alle altre imprese interessate la conoscenza del presupposto notiziale necessario al fine di esplicare, in una logica di "par condicio" effettiva, le "chances" concorrenziali in contrapposizione al titolare della concessione scaduta o in scadenza» [6], né che si possa prescindere da una selezione al cui esito «occorre dar conto dell'istruttoria compiuta e delle ragioni dell... _OMISSIS_ ...n riguardo sia, in positivo, al/ai prescelto/i, sia per così dire, in negativo, ai "bocciati"» [7].

Tuttavia si ribadisce che, senza un'ulteriore modifica della norma, il criterio della maggior offerta economica, non sembra poter assurgere ad una preminenza rispetto alle "garanzie di proficua utilizzazione" ed al "più rilevante interesse pubblico", nonché – per il solo caso di rilascio di nuove concessioni ad uso turistico-ricreativo – all'installazione di "attrezzature non fisse e completamente amovibili".

Coerentemente, soltanto qualora le specificate e prevalenti ragioni di preferenza non sussistano ovvero le varie domande presentate risultino perfettamente equivalenti, risulter... _OMISSIS_ ...indispensabile il ricorso alla licitazione privata.

Con specifico riferimento al settore delle concessioni balneari, è di tutta evidenza che le sbandierate affermazioni circa la messa all'asta di tutte le concessioni alla loro scadenza ed il ventilato pericolo della loro aggiudicazione da parte di soggetti che siano in possesso di riserve di liquidità particolarmente cospicue (ipotizzando l'inserimento nel settore di società controllate da soggetti dediti al riciclaggio dei proventi da attività criminose), alla luce della vigenza delle norme dianzi rammentate, appaiono come destinate a colpire l'immaginazione collettiva piuttosto che basate su dati obiettivi.

Dato per scontato che l'"interesse pubblico" nell'a...


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