Concessione di beni del demanio marittimo: inquadramento normativo delle fattispecie

L'intero articolato codicistico attinente all'istituto della concessione di beni del demanio marittimo risulta in buona misura fondato sulla bipartizione dei manufatti da realizzare nell'area concessa e da questa sostanziale distinzione (opere di "difficile rimozione" e opere di "facile rimozione") derivano le differenti procedure da attuare per la corretta amministrazione della materia [1].

Come è noto, le condizioni aprioristicamente necessarie per la scelta della tipologia dell'atto amministrativo necessario a regolamentare il rapporto concessorio si desumono dal combinato disposto degli articoli 36 del codice della navigazione e 8 e 9 del relativo regolamento di esecuzione.

Tralasciando le opzioni legate alla sola durata... _OMISSIS_ ...a concessione, di scarso rilievo per quanto in attuale trattazione, si pongono in evidenza le differenze afferenti alla natura delle costruzioni: laddove sia prevista la realizzazione di opere inamovibili deve sempre farsi ricorso alla redazione di un "atto pubblico" [2] o, come usualmente definito, "atto formale".

La circostanza dell'inamovibilità mette in luce due aspetti: il primo, di ordine schiettamente formale (scelta della tipologia del titolo amministrativo necessario a regolamentare la concessione), incide soprattutto sull'attività dell'amministrazione concedente; il secondo, di ordine sostanziale, investe invece in modo significativo la sfera del concessionario.

Infatti il principio generale dell'accessione di cui a... _OMISSIS_ ... del codice civile, viene – dall'articolo 49 del codice della navigazione [3] – in primis, circoscritto – nel suo automatismo [4] – alla sola ipotesi delle "opere non amovibili" e, secondariamente, ampliato (con specifica deroga alle previsioni dell'articolo 936 cod. civ.) con esclusione del diritto all'indennizzo al momento dell'acquisizione dei manufatti tra i beni statali.

Le facoltà attribuite all'amministrazione concedente e allo Stato le potestà statali nella questione vengono poi ribadite dall'articolo 31 del regolamento [5].

Effettuate queste necessarie premesse, si deve tuttavia osservare che non esiste una norma di legge o comunque regolamentare che definisca le caratteristiche tecniche delle opere app... _OMISSIS_ ...na o all'altra categoria. Tale lacuna a livello normativo, in un ambito di tale rilievo, è stata colmata soltanto mediante l'emanazione di successive circolari ministeriali.

La prima di tali direttive è la nota circolare del Ministero della marina mercantile n. 53, serie II, del 18 luglio 1962, secondo la quale – sulla base di un parere reso dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici [6] – gli impianti realizzati nell'ambito delle concessioni demaniali marittime possono essere distinti in tre categorie principali:


permanenti («edifici costruiti col sistema tradizionale, a struttura unita a fondazione profonda o isolata o diffusa, saldamente collegata con il terreno»);
inamovibili («st... _OMISSIS_ ... in muratura, in cemento armato, in sistema misto, con elementi di prefabbricazione di notevole peso la cui rimozione comporti necessariamente la distruzione sostanziale del manufatto»);
amovibili o di facile sgombero o a carattere transitorio o semipermanenti («opere le cui strutture possono essere effettuate con montaggio di parti elementari come quelle ad esempio costruite con strutture prefabbricate a scheletro leggero di cemento armato, normale o precompresso, di acciaio, di legno o altro materiale leggero, con o senza muri di tompagno, costruite con copertura smontabile, fondazioni isolate o diffuse, che possono essere ricostruite altrove, con semplice rimontaggio e senza che la rimozione stessa comporti la distruzione parziale o totale de... _OMISSIS_ ...uo;).

Tale tripartizione è stata successivamente ribadita dall'allora competente Dicastero della marina mercantile con circolare n. 271 del 27 maggio 1991, previa conferma del Consiglio superiore dei lavori pubblici: infatti, tale consesso, in data 24 ottobre 1990, pur riconoscendo l'incontrovertibile evoluzione della tecnica costruttiva verificatasi nel corso degli anni, ha ritenuto di non ravvisare «motivi concreti per rivedere o aggiungere ulteriori specificazioni a quanto a suo tempo fu detto. Ulteriori aggiunte infatti potrebbero risultare non solo affatto chiarificatrici, ma addirittura rappresentare un appesantimento al giudizio logico, proprio del tecnico, che deve valutare, sulla base delle proprie conoscenze ed in modo non equivoco, alla lu... _OMISSIS_ ... e netta distinzione di legge».

L'Amministrazione centrale dello Stato era comunque già intervenuta sulla questione con la circolare n. 97 del 12 novembre 1966, con la quale si era affermata la possibilità di disciplinare con licenza anche le concessioni relative alla costruzione di manufatti non rientranti a pieno titolo nella tipologia della facile amovibilità, purché si trattasse di «impianti che non rivestano una loro ben definita individualità, dal lato giuridico, economico e comunque commerciale, individualità che sola, potrebbe giustificare come agevole e proficua la acquisizione delle stesse allo Stato, al termine della concessione» [7].

In altri termini era stato stabilito il principio di una sostanziale assimilazione... _OMISSIS_ ...t;difficile rimozione", la cui acquisizione non fosse stata ritenuta economicamente vantaggiosa per lo Stato, a quelle di "facile rimozione".

Con la circolare n. 120, serie I, del 24 maggio 2001 [8], il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha ulteriormente e dettagliatamente precisato le tipologie delle opere in relazione alla forma dell'atto con cui disciplinare le differenti concessioni:

TIPOLOGIA
DEFINIZIONE
FORMA
CONCESSIONE
A
Costruz... _OMISSIS_ ...ura ordinaria con solaio in cemento armato semplice o misto.
ATTO FORMALE
B
Costruzioni in muratura ordinaria con solaio in pannelli prefabbricati su piattaforma in cemento armato. ATTO FORMALE


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