Le concessioni demaniali e la Corte Costituzionale

Leggi regionali e vaglio costituzionale Come facilmente intuibile, la situazione conseguente alla cronologia dei fatti schematicamente riepilogati nel primo paragrafo, ha creato un clima interno di vera e propria fibrillazione tra i titolari di concessioni di stabilimenti balneari, le cui associazioni di categoria hanno tentato di porre in essere numerose azioni di sensibilizzazione nei confronti delle varie rappresentanze politiche parlamentari.

Se, in ambito nazionale, le risposte di «appoggio» sono state molteplici ed eterogeneamente diffuse, ma non hanno condotto ad atti ufficiali ritenuti confacenti alle esigenze della categoria, molte Regioni hanno invece provveduto ad emanare atti legislativi [41] con i quali, partendo dai precetti normati... _OMISSIS_ ...omento vigenti e «sfruttando» le facoltà offerte dall’esclusiva competenza alle stesse attribuita in materia di turismo, si è cercato di fornire garanzie al contesto concessorio corrente.

I testi delle leggi regionali all’uopo predisposte, seppur differenziantisi nelle modalità redazionali, perseguono le medesime finalità e racchiudono numerosi punti comuni che possono essere riassunti nella previsione – a determinate condizioni – di un prolungamento (in forma di proroga oppure di rinnovo automatico) dei rapporti in regolare corso di validità fino ad una durata ventennale.

Anche in tale circostanza, il Governo ha dato dimostrazione del sostanziale appiattimento della posizione italiana nei confronti dell&rsquo... _OMISSIS_ ...endo singoli giudizi di costituzionalità sulle norme regionali a causa, in particolare, della rilevata violazione degli articoli 117 della Costituzione e 43 del Trattato CE.

Le decisioni della Corte sono state concordi nell’accettare le censure sottoposte alla sua attenzione, talché è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale di tutti i dispositivi regionali afferenti la proroga o l’automatismo del rinnovo oggetto di impugnativa.

La motivazione fondamentale, esplicitata nella prima pronuncia [42] e richiamata in quelle successive [43], si è basata sul riconoscimento della violazione dell’articolo 117 della Carta Costituzionale, «per contrasto con i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario in tema... _OMISSIS_ ...stabilimento e di tutela della concorrenza. Infatti la norma regionale prevede un diritto di proroga in favore del soggetto già possessore della concessione, consentendo il rinnovo automatico della medesima. Detto automatismo determina una disparità di trattamento tra gli operatori economici in violazione dei principi di concorrenza, dal momento che coloro che in precedenza non gestivano il demanio marittimo non hanno la possibilità, alla scadenza della concessione, di prendere il posto del vecchio gestore se non nel caso in cui questi non chieda la proroga o la chieda senza un valido programma di investimenti».

Di particolare interesse è il rimando ad una precedente pronuncia della Consulta secondo la quale «la previsione di una proroga dei rappor... _OMISSIS_ ...n corso, in luogo di una procedura di rinnovo che «apra» il mercato, è del tutto contraddittoria rispetto al fine di tutela della concorrenza e di adeguamento ai principi comunitari» [44]: da ciò si deduce che mentre la proroga accordata dalla legge nazionale risponde ai criteri di ragionevolezza per la disciplina medio tempore del settore, quella prevista dai legislatori regionali non soddisfa i medesimi parametri.


Le motivazioni della Consulta Obiettivamente la posizione assunta può apparire incoerente soltanto nella misura in cui non si consideri la riserva assoluta delle potestà statali in materia di concorrenza, di cui all’articolo 117, lettera e) della Costituzione, e delle conseguenti esclusive facoltà di intervento a c... _OMISSIS_ ...tore nazionale, in caso di innovazioni di sistemi o di regimi, per realizzare gradualità di attuazione e modalità di adattamento temporanee e transitorie [45].

E nella sentenza n. 213/2011 si definisce chiaramente che le regole disciplinanti «l’accesso ai relativi beni da parte dei potenziali concessionari sono aspetti che rientrano nella materia della tutela della concorrenza, attribuita alla competenza esclusiva dello Stato, di cui l’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009 è espressione».

Tuttavia, dal complesso dei principi enucleabili dalle pronunce della Corte, non possono che sorgere interrogativi circa la legittimità degli ulteriori provvedimenti normativi, adottati a livello statale, che hanno differito al 202... _OMISSIS_ ...elle concessioni in essere.

È bensì vero la Consulta, in vigenza del termine (31 dicembre 2015) indicato dalla legge n. 25/2010, ha espressamente riconosciuto al legislatore di avere lecitamente agito per «rispettare gli obblighi comunitari in materia di libera concorrenza e (…) consentire ai titolari di stabilimenti balneari di completare l’ammortamento degli investimenti nelle more del riordino della materia, da definire in sede di Conferenza Stato-Regioni» [46].

Ma è altrettanto fondato supporre che l’ulteriore norma di dilazione, qualora sottoposta al vaglio costituzionale, visti gli indirizzi in più occasioni espressi dal Giudice delle leggi, potrebbe essere considerata come artatamente diretta a posti... _OMISSIS_ ...squo;adeguamento ai canoni comunitari e, conseguentemente, porsi in aperta contraddizione con le premesse di disciplina medio tempore che costituiscono uno dei presupposti del dispositivo del decreto n. 194/2009 (come convertito).

Nulla più che una traslitterazione del principio fissato dalla sentenza n. 1/2008, visto che, in quel caso, si giungeva ad affermare che «la previsione censurata, in effetti, anziché aprire gradualmente il mercato interno (…), proroga irragionevolmente queste ultime di dieci anni decorrenti dalla data di scadenza di ciascuna concessione. La norma, dunque, lungi dal costituire uno strumento indispensabile per tutelare e promuovere la concorrenza, contrasta con i principi comunitari e contraddice apertamente il fine (... _OMISSIS_ ... concorrenza), che pur afferma di voler perseguire» [47].

E, per l’appunto, il periodo di congelamento cui è stato sottoposto l’attuale assetto concessorio risulta molto vicino ai 10 anni ritenuti «irragionevoli» dalla Corte.

Allo stato attuale, si tratta comunque di semplice ipotesi, priva di alcuna influenza sul quadro giuridico in vigore che rinvia ogni possibilità di intervento regionale nella subiecta materia al concerto da attuarsi «in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281», ai fini dell’emanazione del decreto legislativo – previsto dall’articolo 11, comma 2, della legge n. 217/2011 [48] – avente ad oggetto... _OMISSIS_ ... il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime.