Sanabilità degli abusi edilizi realizzati nelle fasce di rispetto

ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCE DI RISPETTO CIMITERIALI

L’esistenza del vincolo cimiteriale nell’area nella quale è stato realizzato un manufatto abusivo, comportando l’inedificabilità assoluta, impedisce il rilascio della concessione in sanatoria ai sensi dell’art. 33, l. n. 47 del 1985, senza necessità di compiere valutazioni in ordine alla concreta compatibilità dell’opera con i valori tutelati dal vincolo.

Il vincolo derivante dalla fascia di rispetto cimiteriale per un progetto di ampliamento non ha valore di inedificabilità assoluta ai fini del condono ex art. 33. L. n. 47 del 1985, ma ha valore di inedificabilità relativa ex precedente art. 32.

... _OMISSIS_ ... cimiteriale preclude la sanabilità dell'opera ai sensi della L. n. 47 del 1985 solo nella misura in cui derivi immediatamente dalla legge, in relazione alla presenza di cimitero già esistente, mentre la stessa efficacia non va riconosciuta al vincolo urbanistico di inedificabilità esteso alla futura fascia di rispetto, connessa alla localizzazione di un nuovo cimitero o al previsto ampliamento di uno preesistente.

L’accertata sussistenza del vincolo cimiteriale impedisce la formazione del silenzio assenso in relazione a domande di condono aventi ad oggetto opere in contrasto con tale vincolo di inedificabilità assoluta.

Il vincolo cimiteriale preclude la sanabilità dell'opera abusiva solo nella misura in cui derivi immediatamente dalla le... _OMISSIS_ ...ne alla presenza di cimitero già esistente, mentre la stessa efficacia non va riconosciuta al vincolo urbanistico di inedificabilità esteso alla futura fascia di rispetto, connessa alla localizzazione di un nuovo cimitero o al previsto ampliamento di uno preesistente.

Ai fini della reiezione della domanda di condono edilizio è sufficiente la constatazione circa la realizzazione di nuovi manufatti nell’ambito della fascia di rispetto cimiteriale.

È illegittimo il diniego di condono di opere che sia motivato sulla base del fatto che l'intervento era stato realizzato in fascia di rispetto cimiteriale, occorrendo piuttosto una valutazione in concreto in ordine alla compatibilità dell'intervento con le esigenze tutelate dall'art. 338 R.D. 1265/... _OMISSIS_ ...RLF| In sede di condono di opere insistenti su fascia di rispetto cimiteriale la P.A. è tenuta a valutare se ed in quale misura l'opera in questione venga effettivamente a concretizzare una lesione per il vincolo cimiteriale di inedificabilità e, più in particolare, se le opere da sanare possano aggravare il peso insediativo dell'area con la realizzazione di volumi edilizi tali da considerarsi nuove costruzioni.

L’ampliamento di un edificio, ancorché costituente ripristino del fronte dello stesso così come esisteva prima degli anni ’70, è precluso dalla valenza di vincolo di inedificabilità assoluta del cimitero, senza che occorra il parere dell’autorità sanitaria o l’accertamento dell’interesse pubblico leso in concreto d... _OMISSIS_ ... della distanza minima.

L’evidenziata localizzazione dell’opera all’interno della fascia di rispetto ed il richiamo all’art. 338 del r.d. n. 1265/1934 costituiscono sufficiente motivazione del diniego di condono.

ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ESISTENZA DI VINCOLI --> FASCE DI RISPETTO FERROVIARIE

E' legittimo denegare il condono se l'opera edilizia, benché realizzata in un periodo in cui il PRG non prescriveva una specifica distanza dalle reti ferroviarie, ricada comunque nella fascia di rispetto di cui al d.P.R. 753/1980 (norma sovraordinata al PRG) e RFI abbia espresso parere contrario alla sanatoria edilizia.

ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> CONDONO --> ES... _OMISSIS_ ...OLI --> FASCE DI RISPETTO STRADALI

In tema di autostrade, l’ampiezza della fascia di rispetto che rileva ai fini del condono edilizio non è quella vigente ratione temporis all’atto della realizzazione dell’immobile (nella specie ex art. 9, co. 1, L. n. 729/1961), bensì quella determinata al momento della valutazione della compatibilità (nella specie con riferimento al disposto dell’art. 28 D.P.R. n. 495/1992).

In tema di condono, non presenta alcun profilo di manifesta irragionevolezza il ritenuto pericolo per la sicurezza stradale in caso di strutture metalliche di altezza non esigua, trattenute al suolo da blocchi prefabbricati e aventi la funzione di contenimento di materiali ghiaiosi e sassosi, il tutto post... _OMISSIS_ ...que metri dal ciglio stradale, vale a dire in posizione che ben può farne presumere la pericolosità per la circolazione dei veicoli.

In relazione alle opere realizzate su aree sottoposte a vincolo dopo la loro esecuzione, il comma 2 dell’art. 32 della legge n. 47 del 1985 prevede, alla lett. c), che sono suscettibili di sanatoria (fatte salve le fattispecie previste dall’art. 33, di disciplina delle opere in contrasto con ben individuati vincoli imposti prima della esecuzione delle opere stesse), le opere in contrasto con le norme del D.M. 1 aprile 1968, n. 1404, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 13 aprile 1968, e con gli articoli 16, 17 e 18 della legge 13 giugno 1991, n. 190, e successive modificazioni, sempre che le opere stesse non ... _OMISSIS_ ...inaccia alla sicurezza del traffico.

Il contrasto con il D.M. n. 1404 del 1968 di opere insistenti su aree vincolate dopo la loro esecuzione non costituisce una circostanza di per sé ostativa alla sanatoria, bensì – a tali fini – è anche assolutamente necessario che sia stato accertato che le opere stesse costituiscano minaccia alla sicurezza del traffico.

Nell'esprimere il parere ai fini del condono edilizio, gli enti preposti alla mobilità (e, in particolare, l’Anas) devono operare nel rispetto di ben determinati obblighi e segnatamente: dell’obbligo di accertare l’epoca di introduzione di vincoli precipuamente inerenti le aree site nelle fasce di rispetto stradale o autostradale, così come delineate... _OMISSIS_ ...ente alla data di realizzazione delle opere, poiché rivestente sicura influenza ai fini dell’edificabilità o meno dell’area; dell’obbligo di verificare l’insistenza dell’opera al di fuori del perimetro dei “centri abitati”, in relazione, tra l’altro, non all’epoca di realizzazione del manufatto ma alla realtà effettivamente esistente al momento del decidere; dell’obbligo di valutare in concreto - in relazione alle ipotesi in cui le opere insistano su aree vincolate dopo la loro esecuzione, a cui è riconnessa la piena operatività del disposto di cui all’art. 32 l. 47/1985 - se la costruzione per la quale è stata presentata domanda di condono edilizio rappresenti o meno una minaccia per il traffico.

... _OMISSIS_ ...sista un vincolo di inedificabilità assoluta (nella specie ex art. 26 del d.P.R. 495/92) sorto prima della realizzazione dell’opera abusiva, il condono edilizio previsto dalla L. 326/2003 deve ritenersi a priori precluso.

L’art. 32 L. 47/85 consente di condonare opere realizzate in violazione del d.m. 1.4.68, relativo alle distanze da osservarsi dal nastro stradale, soltanto qualora si tratti di vincoli imposti dopo la realizzazione di opere da condonare.

In materia di condono di un fabb...


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