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IL CODICE DEL DEMANIO MARITTIMO, FLUVIALE E LACUALE

DEMANIO E PATRIMONIO --> ACQUE --> CATEGORIE DI BENI --> ACQUE MINERALI E TERMALI

Dalla previsione generale di cui all’art. 97 del T.u. dell’ambiente n. 152/2006, ("le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo il criterio di solidarietà") deriva che la risorsa idrica va considerata prioritariamente un bene comune, anche se di esso può essere ammesso un utilizzo economico, e si evince che l’uso collettivo dell’acqua pubblica fa sempre premio sull’uso privato.

Le concessioni demaniali aventi ad oggetto acque minerali devono necessariamente essere precedute dalla valutazione di impatto ambientale, in particolare nelle ipotesi di rinnovo della concessione, reputandosi necessario il vaglio di permanenza della compatibilità con mutamenti delle condizioni territoriali ed ambientali eventualmente sopravvenuti.

La materia delle acque minerali è estranea alla materia delle acque pubbliche rientrando, invece, in quella delle miniere.

Le scelte operate con il d. lgs. 176/2011, in materia di acque minerali, sono perfettamente compatibili con il regime di liberalizzazione delle attività economiche introdotte con l'art. 3 d.l. 138/2011 e con l'art. 34 d.l. 201/2011, poiché queste norme ... _OMISSIS_ ...a di semplificazione possa prevalere la finalità di assicurare la tutela della salute dei consumatori di acque minerali che, nell'ordinamento nazionale, costituisce un interesse generale, costituzionalmente rilevante, in quanto species del più ampio genus della salute del singolo individuo e della collettività di cui all’art. 32 Cost..

Il d. lgs. 176/2011 di recepimento della diretttiva 2009/54/CE pone una disciplina di principio nella materia delle acque minerali, che non modifica il riparto delle funzioni amministrative tra Stato, Regioni ed enti locali in materia, come delineato sia dalle disposizioni della legge 59/1997 e del D. Lgs. 112/1998 sia nella l. cost. 3/2001, in particolare all’art. 118 Cost..

Le disposizioni di cui all'artt. 7, co. 1, lett. a), e all'art. 23, co. 1, lett. a), del d.lgs. 176/2011 devono essere intese, nella parte in cui rinviano alla parte III del d. lgs. 152/2006, come prescrittive del limite minimo di protezione rispetto al quale le Regioni possono prevedere l’applicazione di misure più rigorose nell’ambito dell’esercizio delle loro competenze in materia di tutela della salute e dell’alimentazione.

Tra acque minerali ed acque termali non sussiste una differenza ontologica: i diversi termini fanno riferimento all’uso che delle stesse viene fatto.

Il bene della vita “acque minerali ... _OMISSIS_ ...o da due distinti punti di vista, quello dell’uso o fruizione e quello della sua tutela: il primo è di competenza regionale residuale, mentre la tutela delle stesse acque è di competenza esclusiva statale.

Qualora l’attività di estrazione dell’acqua minerale, in costanza dello svolgimento del rapporto funzionale, comporti disfunzioni nell’assetto idrogeologico dei luoghi, l’Autorità competente deve intervenire imponendo all’impresa concessionaria l’adozione di opportune misure in grado di neutralizzare dette disfunzioni, essendo immanente al rapporto concessorio il potere di revoca per sopravvenuti motivi di int... _OMISSIS_ ...

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