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IL CODICE DEGLI ABUSI DEMANIALI

TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> REATI

Riguardo agli abusi paesaggistici, il principio di offensività opera in relazione alla attitudine della condotta posta in essere ad arrecare pregiudizio al bene protetto, in quanto la natura di reato di pericolo della violazione non richiede la causazione di un danno e la incidenza della condotta medesima sull'assetto del territorio non viene meno neppure qualora venga attestata, dall'amministrazione competente, la compatibilità paesaggistica dell'intervento eseguito.

Il reato paesaggistico è configurabile anche se la condotta consista nell'esecuzione di interventi senza autorizzazione i cui effetti, per il mero decorso del tempo e senza l'azione dell'uomo, siano venuti meno, restituendo ai luoghi l'originario assetto.

Il reato paesaggistico si perfeziona con il porre in essere interventi in zone vincolate senza il controllo e la autorizzazione amministrativa indipendentemente dal risultato sulle bellezze naturali, sicché è irrilevante, ai fini dell'integrazione della fattispecie, la mancanza di danno ambientale attestata dalle autorità competenti alla tutela del vincolo.

Il reato paesaggistico, al parti di quello urbanistico, è reato permanente ma la permanenza cessa con l'ultimazione del opere oppure con la sospensione volontaria o ex auctoritate dei lavori, con il sequestro pe... _OMISSIS_ ...onuncia della sentenza di primo grado.

I destinatari del precetto di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 169 vanno individuati non solo nei soggetti proprietari del bene vincolato o negli altri soggetti ad essi equiparabili, ma anche in coloro che, con la propria condotta, anche in concorso con altri, possono materialmente incidere sulla cosa protetta o comunque trasgredire le prescrizioni indicate.

Il reato di cui all'art. 169 del D.Lgs. n. 42 del 2004, considerata la sua natura, va collocato tra i reati formali di pericolo presunto e si perfeziona con la sola realizzazione degli interventi non autorizzati, indipendentemente dal pregiudizio arrecato al bene tutelato e dal conseguimento della prescritta autorizzazione in un momento successivo all'esecuzione delle opere, sempre che sussista un minimo di idoneità offensiva della condotta tale da incidere sul bene tutelato, nel senso della diminuzione del godimento estetico complessivo.

In caso di reati paesaggistici, la verifica dell'offensività specifica della condotta tenuta è riservata al giudice penale con valutazione ex ante e tale verifica deve essere diretta ad accertare non già se vi sia stato un danno al paesaggio ed all'ambiente, bensì se il tipo di intervento fosse astrattamente idoneo a ledere il bene giuridico tutelato.

Il reato di abusivo intervento su beni culturali, previsto e punito dal D.... _OMISSIS_ ...è reato formale di pericolo presunto, sicché esso è integrato dal compimento dei lavori e delle opere senza il preventivo controllo amministrativo diretto ad evitare possibili pericoli e danni, che si consuma, perciò, anche se la condotta non produce concretamente una lesione del valore storico-artistico della cosa, sempre che non si tratti di interventi che, secondo una valutazione ex ante, siano talmente trascurabili, marginali e minimi da escludere in radice anche il solo pericolo astratto di una lesione dell'interesse protetto e perciò la necessità stessa della preventiva autorizzazione.


TITOLO PAESAGGISTICO --> ABUSI PAESAGGISTICI --> REATI --> RAPPORTO CON REATI EDILIZI

L'esecuzione di opere abusive in zona soggetta al vincolo paesaggistico costituisce l'elemento differenziale tra il fatto di reato (meno grave) previsto dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, comma 1, lett. b), rispetto al fatto di reato (più grave) previsto dal D.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, comma 1, lett. c), e da ciò discende l'obbligo della contestazione di tale elemento differenziale all'imputato.

La rimessione in pristino stato delle aree o degli immobili soggetti a vincoli paesaggistici, pur se accompagnata dalla successiva demolizione del manufatto abusivo, non estingue il reato edilizio ma, esclusivamente, la contravvenzione paesaggistica prevista da... _OMISSIS_ ...2, art. 181, comma 1.

Non è applicabile analogicamente all'art. 44 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 la disciplina dettata in materia di reati paesaggistici dal D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1 quinquies, la quale ha una funzione premiale, diretta ad incentivare il recupero degli illeciti minori e a far riacquistare alla zona vincolata il suo originario pregio estetico.

La sanzione ex art. 181 co. 1 bis del D.Lgs. n. 42 del 2004 concorre con quella edilizia, non potendo ritenersi assorbita in quest'ultima, attesa la diversa obiettività giuridica e la diversa condotta punita, che va individuata, nel reato edilizio, nella esecuzione di un'opera senza permesso di costruire posto a prevalente tutela dell'assetto urbanistico e, nel reato paesaggistico, senza la autorizzazione della competente autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico-ambientale.

I reati in materia edilizia possono concorrere con quelli in materia paesaggistica, essendo i primi posti a prevalente tutela dell'assetto urbanistico, e i secondi del patrim... _OMISSIS_ ...

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