AMBIENTE PAESAGGIO

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Lo screening dell'impatto ambientale prodotto dagli impianti di produzione di energia anche da fonti rinnovabili

L’art. 27, co. 43, della legge n. 99/2009 ha modificato l’Allegato IV della Parte seconda del D.Lgs. n. 152/2006 nel senso di limitare la verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale ai soli impianti industriali non termici per la produzione di energia, vapore ed acqua calda aventi potenza complessiva superiore a 1 MW: pertanto, devono ritenersi cessati ex lege gli effetti dei provvedimenti regionali che abbiano sottoposto a v.i.a. progetti di impianti di potenza inferiore.

Valutazione dell'impatto ambientale derivante da impianti di produzione e trasformazione

Né il D. Lgs. 259/2003 né la legge 36/2001 prevedono la necessaria sottoposizione a valutazione di impatto ambientale dei progetti per la realizzazione di stazioni radio base per telefonia mobile. In assenza di una previsione legislativa a tanto abilitante, l'obbligo di assoggettare a V.I.A. tali impianti non può essere introdotto in via autonoma dai Comuni in sede regolamentare, neppure enfatizzando l'esercizio delle proprie competenze in materia urbanistica.

Sottoposizione del progetto relativo ad un'infrastruttura energetica alla procedura di V.I.A.

L’obbligo di sottoposizione del progetto alla procedura di VIA, o nei casi previsti, alla preliminare verifica di assoggettabilità alla VIA, attiene al valore della tutela ambientale, che nella disciplina statale rappresenta, anche in attuazione degli obblighi comunitari, un livello di tutela uniforme e si impone sull’intero territorio nazionale, pur nella concorrenza di altre materie, di competenza regionale, comprese la «produzione», il «trasporto» e la «distribuzione nazionale dell’energia».

V.I.A.: pareri, presupposti e rapporto con il Titolo Peasaggistico

Per le opere autorizzate prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. n. 152/2006, le procedure di v.i.a. e di a.i.a. erano separate, pertanto le questioni relative all'a.i.a. non sono di competenza della Commissione Tecnica V.I.A., che, di conseguenza, non può esprimere pareri sulle prescrizioni contenute del decreto a.i.a..

Leggi e normative regionali sulla valutazione dell'impatto ambientale di piani e progetti

La «tutela dell’ambiente» rientra nelle competenze legislative esclusive dello Stato e, pertanto, le disposizioni legislative statali adottate in tale ambito fungono da limite alla disciplina che le Regioni, anche a statuto speciale, dettano nei settori di loro competenza, essendo ad esse consentito soltanto eventualmente di incrementare i livelli della tutela ambientale, senza però compromettere il punto di equilibrio tra esigenze contrapposte espressamente individuato dalla norma dello Stato

Lo screening preliminare dell'opera e la verifica di assogettabilità alla procedura di V.I.A.

La procedura preliminare di screening prevista dall’art.20 del d.lgs. n.152 del 2006 persegue lo scopo di verificare l’assogettabilità di un’opera alla procedura di VIA, nel senso che ove l’opera abbia un’astratta rilevanza nel contesto ambientale, per essere ricompresa negli elenchi allegati alla legge, la verifica preliminare serve a incanalare un progetto verso la valutazione vera e propria dell’impatto ambientale, o diversamente, ove l’opera risulti priva di rilevanza, di esentarlo dalla VIA

Le norme in materia di V.INC.A. (art. 5 D.P.R. 357/1997)

Il piano paesaggistico non deve essere sottoposto a V.INC.A., in quanto esso ha la finalità di evitare la negativa incisione sui luoghi dal punto di vista paesaggistico e quindi di tutelarne l'integrità.

Procedura di V.I.A. per l'attività estrattiva e mineraria

La v.i.a. sulla ricerca mineraria è diversa alla v.i.a. sulla coltivazione di una risorsa mineraria, poiché tali attività sono distinte e producono impatti diversi sull'ambiente: pertanto, gli elementi di criticità individuati con riferimento alla fase di ricerca non transitano in via automatica alla fase di coltivazione, che ha particolarità sue proprie e proprie criticità.

Obiettivi e funzioni della procedura di valutazione di impatto ambientale

La valutazione di impatto ambientale ha il fine di sensibilizzare l'autorità decidente, attraverso l'apporto di elementi tecnico scientifici, idonei ad evidenziare le ricadute sull'ambiente derivanti dalla realizzazione di una determinata opera.

Vincolo di inedificabilità storico archeologico e artistico

Non può essere fatto risalire al decreto di apposizione del vincolo archeologico l’effetto di impedire completamente l’edificazione del suolo. L’impossibilità di edificazione, può emergere solo all'esito dello svolgimento delle indagini scientifiche. Inoltre, se è vero che il vincolo di inedificabilità previsto dal d. lgs. 42/2004 non è astrattamente qualificabile come assoluto (non potendosi teoricamente escludere un'attività edificatoria ...

Valutazione di impatto ambientale, cumulo tra progetti

La valutazione cui l’Amministrazione è chiamata in relazione alla sottoposizione a VIA di una modifica progettuale non può esaurirsi nell’esame della modifica proposta quale fatto a sé stante, avulso dal contesto edilizio e ambientale di fondo, bensì deve tenere conto della sua interazione con gli insediamenti preesistenti.

Condizioni per il recesso e la risoluzione di contratto agrario

L'esperimento della preventiva procedura amministrativa di cui L. n. 203 del 1982, artt. 5 e 46 è condizione di proponibilità dell'azione di risoluzione del contratto agrario per grave inadempimento del concessionario, anche nei confronti dei chiamati successivamente in causa a seguito di integrazione del contraddittorio.

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