AMBIENTE PAESAGGIO

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Giurisdizione sulle controversie relative alle concessioni di attività minerarie

Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo in ordine ai rapporti derivanti da concessioni di attività minerarie (compreso l'emungimento di acque minerali), laddove un ente pubblico territoriale abbia provveduto a disciplinare l'esercizio dell’attività medesima.

Rapporti tra gli strumenti urbanistici e la pianificazione di settore delle attività estrattive

L’attività di apertura e coltivazione di cava, pur comportando la trasformazione del territorio, non è subordinata al controllo edilizio comunale, giacché la compatibilità della coltivazione della cava con gli interessi urbanistici è oggetto di accertamento da parte della Regione al momento del rilascio dell’autorizzazione per lo sfruttamento dei giacimenti.

Pianificazione regionale e comunale delle attività estrattive

Se la disposizione contenuta nel Piano regionale per le attività di cava non ancora approvato non può essere utilizzata quale parametro di valutazione diretta della legittimità degli atti, la stessa, però, deve essere utilizzata quale misura della relativa ragionevolezza, che risulta viziata da eccesso di potere nella misura in cui si presenta come irragionevole e contraddittoria.

Piani Regionali delle Attività Estrattive

Il PRAE quale atto di programmazione settoriale, è espressione del potere amministrativo di pianificazione ed ha come funzione principale quella della localizzazione territoriale delle attività e di fissazione dei relativi criteri di sfruttamento attraverso il contemperamento di tutti gli interessi, pubblici e privati, coinvolti a vario titolo nell’attività di coltivazione della cava. Pertanto contro di esso non possa essere promosso alcun sindacato di legittimità costituzionale.

La valutazione di impatto ambientale nell'ambito dell'esercizio di attività estrattive

Un'analisi dell'impatto ambientale connesso alla dismissione delle opere e degli impianti destinati alla attività di coltivazione mineraria non può ritenersi esigibile nello studio di impatto ambientale prodotto ai fini della v.i.a. necessaria per la concessione di coltivazione mineraria, dato il lungo lasso di tempo intercorrente tra v.i.a. e conclusione dell'attività estrattiva e la possibilità che si rendano disponibili tecniche più efficaci dal punto di vista ambientale.

Il reato di distruzione o alterazione delle bellezze naturali di cui all'art. 734 cod. pen.

Il reato di distruzione o alterazione delle bellezze naturali, previsto dall'art. 734 cod. pen., ha natura permanente, ma la permanenza cessa, nell'ipotesi di costruzione o demolizione abusiva in luoghi soggetti alla speciale protezione dell'autorità, all'epoca di ultimazione dell'attività edilizia o del sequestro che la inibisce.

L'estinzione dei reati negli abusi paesaggistici

L’autorizzazione paesaggistica in sanatoria ex art. 181, co. 1ter, d.lgs. 42/04, può essere chiesta solo per opere di minimo impatto ambientale.

Il rapporto con i reati edilizi negli abusi paesaggistici

I reati in materia edilizia possono concorrere con quelli in materia paesaggistica, essendo i primi posti a prevalente tutela dell'assetto urbanistico, e i secondi del patrimonio ambientale.

Art. 181 d. Lgs. 42/2004: reati di abuso paesaggistico

Il reato formale e di pericolo previsto dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181, si perfeziona mediante l'esecuzione di interventi (anche non edilizi) potenzialmente idonei ad arrecare nocumento alle zone vincolate in assenza della preventiva autorizzazione e senza che sia necessario l'accertamento dell'intervenuta alterazione, danneggiamento o deturpamento del paesaggio, in quanto per la sua configurabilità, è sufficiente che l'agente faccia del bene protetto dal vincolo un us ...

Il sequestro penale nei reati commessi in zone sottoposte a vincolo paesaggistico

Con riguardo ai reati paesaggistici, la sola esistenza di una struttura abusiva ultimata non integra di per sé i requisiti della concretezza ed attualità del pericolo ai fini del sequestro, in assenza di ulteriori elementi idonei a dimostrare che la disponibilità della stessa, da parte del soggetto indagato o di terzi, possa implicare una effettiva lesione dell'ambiente e del paesaggio.

Legislazione regionale in materia di interventi forestali

I boschi e le foreste costituiscono un bene giuridico di valore primario ed assoluto: la tutela ad essi apprestata dallo Stato, nell'esercizio della sua competenza esclusiva in materia di tutela dell'ambiente, costituisce un limite alla disciplina che le Regioni e le Province autonome dettano nelle materie di loro competenza. Ciò peraltro non toglie che le Regioni, nell'esercizio delle specifiche competenze costituzionali possano stabilire anche forme di tutela ambientale più elevate.

Definizione di bosco e foresta

Una zona boschiva è tale per le caratteristiche che la stessa possiede, a prescindere da una sua riproduzione in una cartografia, la quale assume un connotato descrittivo delle aree aventi, per diretta ed espressa previsione normativa, i requisiti strutturali per essere qualificate come "boschi".

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