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Definizione di bosco e foresta

La nozione di territorio boschivo deve intendersi in senso normativo e non naturalistico, in quanto finalizzata ad evitare deturpamenti "a macchia" di aree boschive

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titolo:IL CODICE DEI BOSCHI E DELLE FORESTE
anno:2018
pagine: 1593 in formato A4, equivalenti a 2708 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 35,00

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AMBIENTE --> BOSCHI E FORESTE

Una zona boschiva è tale per le caratteristiche che la stessa possiede, a prescindere da una sua riproduzione in una cartografia, la quale assume un connotato descrittivo delle aree aventi, per diretta ed espressa previsione normativa, i requisiti strutturali per essere qualificate come "boschi".

La disposizione contenuta nell'art. 10, commi 1 e 2, della L.R. Sicilia n. 16 del 1996, depone univocamente nel senso di ritenere efficace ope legis il vincolo di inedificabilità sul bosco, prevalendo quindi sulle previsioni contenute negli strumenti urbanistici comunali generali ed attuativi.

La inedificabilità sul bosco prevista dall'art. 10, commi 1 e 2, della L.R. Sicilia n. 16 del 1996 è operativa anche in assenza di apposito provvedimento amministrativo di visualizzazione del relativo vincolo sugli elaborati grafici del P.R.G.; e la relativa valutazione sulla effettiva natura delle aree boscate non presenta alcun "effetto costitutivo" del vincolo boschivo, ma meramente "dichiarativo" e con funzione di ricognizione della presenza, in rerum natura, di aree aventi le caratteristiche d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...co".

La zona boschiva è tale per le caratteristiche che la stessa possiede, a prescindere da una sua riproduzione in una cartografia, la quale, pertanto, assume un connotato descrittivo delle aree aventi, per diretta ed espressa previsione normativa, i requisiti strutturali per essere qualificate come "boschi".

Anche a seguito del trasferimento delle competenze amministrative in materia forestale dallo Stato alle Regioni con il D.P.R. 616/1977, le funzioni in materia di protezione e salvaguardia dei beni forestali, in quanto vere e proprie funzioni di polizia demandate al Corpo Forestale dello Stato, sono rimaste di competenza statale.

Poiché a norma del D.Lgs. 227/01 sono qualificati bosco anche le aree forestali temporaneamente prive di copertura arborea e arbustiva a causa di utilizzazioni forestali, avversità biotiche o abiotiche, eventi accidentali, incendi, nonché le radure e tutte le altre superfici d'estensione inferiore a 2000 metri quadrati che interrompono la continuità del bosco, le superfici oggetto di abusivo taglio del bosco, nonché le radure originarie (non quelle create dall'abusivo abbattimento) devono ugualmente riguard... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...osco ex lege.

Il concetto di "bosco" data dall'art. 6 del D.Lgs. n. 227 del 2001 è, per espresso disposto di legge, cedevole rispetto alle eventuali diverse definizioni stabilite dalle regioni con norme già adottate o da adottarsi nei dodici mesi successivi. La disposizione legislativa richiamata, nel fare rinvio alle norme regionali, non richiede che questa assumano veste di norme di legge.

La nozione di "bosco" deve essere riferita non soltanto ai terreni completamente coperti da boschi o foreste di alto fusto, ma anche a tutte le aree parzialmente boscate, a condizione che siano concretamente inserite in un contesto con la preponderanza di vegetazione, anche di tipo arbustivo. Pertanto, a prescindere dalla presenza o meno di alberi di alto fusto, non vi sono dubbi sulla sussistenza di un vincolo boschivo anche qualora l'area fosse coperta solo da vegetazione qualificabile come "macchia".

Il corretto esercizio dei poteri comunali in materia urbanistica ed edilizia presuppone, in taluni casi, l'intervento di altre autorità pubbliche preposte alla tutela di altri valori costituzionalmente protetti, in cui gli interessi pubblici tutelati dalla legislazione in materia d... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...da quella urbanistica, sono nettamente distinti ed autonomi rispetto a quelli privatistici, assentiti nei provvedimenti comunali.

L'istruttoria sulla effettiva consistenza e natura del bosco – in quanto mancata nel corso del procedimento amministrativo – non può essere disposta ex post in sede giurisdizionale: la compiuta determinazione della consistenza e della natura del bosco – in quanto espressione della discrezionalità tecnica di cui sono titolari le competenti amministrazioni – rientra nell'ambito delle loro specifiche responsabilità e non può essere sostituita da un accertamento ex post in sede di giurisdizione di legittimità.

Poiché la natura di zona boscata è determinata dalla presenza effettiva di bosco fitto di alto fusto o di bosco rado, indipendentemente dal dato che la zona sia riportata come tale dalla Carta tecnica regionale, per bosco e macchia mediterranea, meritevole di tutela ai sensi della L. 8 agosto 1985, n. 431, art. 1, lett. g), si intende anche quella caratterizzata dalla assenza di alberi di alto fusto.

La nozione di territorio boschivo ex D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 227, penalmente tutelato ai sensi dell... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...el D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, deve intendersi in senso normativo e non naturalistico, in quanto finalizzata ad evitare deturpamenti "a macchia" di aree boschive.

Mentre la disciplina forestale tutela il bosco in quanto tale, cioè quale elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico e per la salvaguardia ambientale del territorio della Repubblica italiana, la disciplina paesaggistica tutela il bosco in quanto espressione dei valori naturali ed estetici del territorio.

Le finalità di salvaguardia del territorio e delle sue entità naturalistiche indispensabili alla vita non possono essere ristrette a limitate ipotesi di particolari tipi di bosco e di pascoli, ponendosi una simile conclusione in evidente contraddizione con la vigente disciplina generale in materia forestale, che ammette l'estensione della tutela addirittura alla sola sterpaglia.

Il giudice amministrativo non può essere chiamato ad esaminare, indicandone eventuali effetti, la distinzione botanica tra piante di minor valore, destinate alla produzione di legname (bosco ceduo), e piante da frutto; e ciò in quanto la tutela di un bosco mediante il vincolo viene apprestata dall'ordinamento quale bene ambie... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...riamente considerato, poiché comprendente molteplici aspetti di utilità pubblica (qualitativi arborei, di stabilità geologica, o di fruibilità del verde), il cui concorso non permette quindi di operare logiche distinzioni all'interno di un bene tutelato perché complessivamente ritenuto di utilità per la comunità locale.

Non spetta al proprietario dell'area procedere ad una soggettiva valutazione delle caratteristiche della vegetazione al fine di individuarne la riconducibilità alla definizione di "macchia mediterranea" così come definita dal D.Lgs. 227/2001.

La formulazione letterale della definizione di bosco operata dal D.Lgs. 227/2001 vi fa rientrare sia la vegetazione arborea, sia la macchia mediterranea come tale, indipendentemente dal suo carattere arboreo o arbustivo, sicché non si dovrebbe più distinguere tra "macchia alta", di predominanza arborea, e "macchia bassa", di natura arbustiva".

L'elemento oggettivo del delitto di incendio, di cui all'art. 423 c.p., è costituito dall'esigenza di tutelare il patrimonio boschivo nazionale, inteso come... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... di entità naturalistiche ritenute indispensabili per preservare il bene primario ed insostituibile della vita; e fra tali entità sono da ritenere ricomprese anche le estensioni di terreno con caratteri di boscaglia, macchia mediterranea e sterpaglia, atteso che anche tali tipi di terreno svolgono una funzione indispensabile, similmente ai boschi ed alle foreste, per preservare gli equilibri climatici.

L'art. 423 bis c.p. deve essere coordinato con il testo della legge quadro in materia di incendi boschivi, ossia la L. 21.11.2000, n. 353, per cui l'incendio boschivo deve essere inteso alla stregua di un fuoco con suscettività ad espandersi su aree buscate, cespugliate o arborate, comprese eventuali strutture e infrastrutture antropizzate poste all'interno delle predette aree, oppure su terreni coltivati o incolti e pascoli limitrofi a dette aree.

Mentre la disciplina normativa forestale tutela il bosco in quanto tale, cioè quale elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico e per la salvaguardia ambientale del territorio della Repubblica italiana, la disciplina paesaggistica tutela il bosco in quanto espressione dei valori naturali ed estetici del territorio.

In linea con quanto disposto dall' art. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lett. b) d.lg. 8.6.2001 n. 227, la nozione di bosco deve essere riferita non soltanto ai terreni completamente coperti da boschi o foreste, ma anche, per identità di ratio, a tutte le aree parzialmente boscate, a condizione che siano concretamente inserite in un contesto forestale.

Il bosco coincide con ogni terreno coperto da vegetazione forestale arborea, associata o meno a quella arbustiva, da castagneti, sughereti o da macchia mediterranea, purché avente estensione non inferiore ai 2.000 metri quadrati, larghezza media non inferiore a 20 metri e copertura non inferiore al 20 per cento.

Al bosco sono assimilate anche altre superfici di estensione inferiore a 2.000 metri quadrati che interrompono la continuità del bosco medesimo.

L'art. 1, comma 1226, della legge n. 296 del 2006, è costituzionalmente legittimo poiché la competenza in materia di ZPS e ZSC è esclusivamente statale e il decreto ministeriale 17 ottobre 2007, recante i criteri minimi uniformi, è vincolante per le Regioni ordinarie.

La questione se un uliveto possa essere considerato "bosco" o area assimilabile allo stesso o area arborata va risolta alla luce... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ativa in materia (artt. 3 e 4 della L.R. Lazio n. 39 del 2002 e art. 2 D.Lgs. n. 227 del 2001), laddove nessuna delle fattispecie ivi descritte indica comprese nelle stesse le coltivazioni di ulivo e tanto meno qualifica queste ultime come vegetazione arborata rientrante nel patrimonio forestale, selvatico, naturalistico (protetto dall'art. 2 della Legge n. 353 del 2000).

Sullo stesso bene della vita, boschi e foreste, insistono due beni giuridici: un bene giuridico ambientale in riferimento alla multifunzionalità ambientale del bosco, ed un bene giuridico patrimoniale, in riferimento alla funzione economico produttiva del bosco stesso.

La nozione di territorio coperto da bosco nella legislazione paesaggistica e in particolare nella legge Galasso, deve essere ricavata non solo in senso naturalistico ma anche normativo, riferendosi a provvedimenti legislativi, nazionali e regionali, ad atti amministrativi generali o particolari, sicché non è possibile adottare, alla luce della ratio della legge n. 431 del 1985, una concezione quantitativa e restrittiva del bosco.

In materia di protezione delle bellezze naturali, alla nozione di territorio coperto da bosco di cui alla legge n. 431 del 1985 può... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...condotta solo una parte della c.d. macchia mediterranea, e in particolare quella con caratteristiche di macchia alta cioè interessata dalla predominanza, rispetto ai sottostanti cespugli, di alberi di medio fusto (quali lecci querce da sughero, carrubi, olivastro e simili) o di essenze arbustive di elevato sviluppo (quali corbezzoli, alterni, filliree e simili) con esclusione di quelle altre forme di associazione vegetale che vanno sotto il nome di macchia bassa e di macchia rada o gariga.

Secondo quanto previsto dal R.D. n. 3267 del 1923, costituisce bosco il terreno vincolato a scopi idrogeologici, nel quale si trovano piante forestali già adulte o in via di accrescimento in numero adeguato, a prescindere dalla densità delle medesime.

A norma dell'art. 7, R.D. n. 3267 del 1923, realizza una trasformazione colturale rilevante l'estirpazione delle piante boschive e l'aratura del terreno, comportando sostituzione della coltura in atto con altra, che non deve necessariamente essere arborea, ma può ben essere di qualsiasi genere.

Si deve ritenere manifestamente infondata, in riferimento agli art. 3 e 24 cost., la questione di costituzionalità dell'art. 183 r.d. 30 dicembre 1923, n. 3267... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...pone al regime dell'utilizzazione controllata i terreni boschivi e montani, a tutela dell'ambiente, in quanto tale regime si riferisce a tutti coloro che abbiano, a vario titolo, dei suoli nella zona (che per ragioni di interesse generale è particolarmente tutelata), per cui la limitazione è ob rem e non pone problemi di diseguaglianza, mancando, appunto l'identità di situazione di partenza con la generalità dei cittadini.

Le carte topografiche prodotte in giudizio costituiscono idonea prova della esistenza del vincolo idrogeologico su un terreno, dal momento che l'attività amministrativa di imposizione del vincolo si concreta proprio nella indicazione su di una mappa catastale, o, in mancanza, su di una carta dell'Istituto geografico militare possibilmente in scala da 1 a 10.000, dei terreni da comprendersi nella zona da vincolare, descrivendone i confini.



 
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