AMBIENTE PAESAGGIO

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Vincolo di inedificabilità storico. archeologico e artistico

Ai fini della tutela vincolistica su beni archeologici, l'effettiva esistenza delle cose da tutelare può essere dimostrata anche per presunzione ed è ininfluente che i beni tutelati siano stati portati alla luce o ancora interrati, essendo sufficiente che il complesso risulti adeguatamente definito e il vincolo archeologico appaia adeguato alla finalità di pubblico interesse al quale è preordinato.

Oggetto della tutela del Codice dei beni paesaggistici

Oggetto della tutela del Codice dei beni paesaggistici non è, in generale, la cosa in quanto tale, ma il valore paesaggistico del quale essa è portatrice.

Partecipazione degli enti locali alla pianificazione paesaggistica

Il D. Lgs. 42/2004, a seguito delle modifiche apportate dal D. Lgs. 63/2008, tra i beni paesaggistici soggetti all’obbligo di pianificazione congiunta, non indica zone umide diverse da quelle incluse nell’elenco previsto dal D.P.R. 448/1976, adottato in esecuzione della cosiddetta Convenzione Ramsar sulle zone umide di importanza internazionale.

Rapporto tra piani paesaggistici e vincoli urbanistici

Ai sensi dell’art. 145, comma 3, del d.lgs. n. 42/2004, gli strumenti urbanistici comunali non possono contemplare condizioni peggiorative rispetto alle disposizioni del Piano paesistico ma possono disciplinare le aree vincolate con previsioni che tutelano in modo più favorevole il paesaggio e/o l’ambiente.

Il piano per il parco: strumento urbanistico di valenza ambientale

Il piano per il parco è uno strumento urbanistico di valenza ambientale, idoneo ad esplicare un’immediata efficacia precettiva di carattere prevalente sia nei confronti di singoli soggetti privati interessati all'edificazione, e sia rispetto alle stesse competenze dei Comuni in materia urbanistico-edilizia impongono un immediato ed inderogabile regime di tutela dell'area interessata.

Autorizzazione paesaggistica come presupposto del titolo edilizio

La disciplina urbanistica e quella paesaggistica si completano in vista della tutela integrata del territorio: ciò, del resto, è confermato dalla stessa relazione procedimentale che si instaura tra il titolo edilizio e quello paesaggistico, essendo quest’ultimo atto presupposto e necessario per il valido ed efficace rilascio del primo.

La potestà legislativa dello Stato e degli enti locali sulla tutela del paesaggio

Ancorché la tutela paesaggistica apprestata dallo Stato costituisca un limite inderogabile, va esclusa l’illegittimità di norme regionali che non deroghino, in pejus, agli standard fissati a livello statale, bensì stabiliscano norme di tutela più rigorose, salvo il sindacato di ragionevolezza.

Procedimento di sanatoria e condono dell'abuso paesaggistico

Sino all'entrata in vigore della L. n. 308 del 15 dicembre 2004 era annessa, alla esecuzione di opere in assenza della necessaria autorizzazione paesaggistica, la sanzione della rimessione in pristino ovvero, alternativamente, quella del pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il danno arrecato ed il profitto conseguito mediante la trasgressione, secondo quanto l’autorità preposta alla tutela del vincolo riteneva più opportuno a protezione dei beni tutelati.

L'annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche da parte della Sopraintendenza

L'esercizio del potere di annullamento del nulla osta paesistico può avere ad oggetto solo la esteriore legittimità della procedura e dell’atto recante il nullaosta, non potendo la Soprintendenza disquisire nel merito della scelta dell’amministrazione locale di voler ritenere compatibile l’opera realizzanda con il rispetto del vincolo paesaggistico imposto sull’area di interesse edilizio.

Rapporti e interrelazione tra abusi e sanzioni di natura edilizia e paesaggistica

L’avvenuta edificazione di un'area o le sue condizioni di degrado non costituiscono ragione sufficiente per recedere dall'intento di proteggere i valori estetici o paesaggistici ad essa legati, poiché l'imposizione del vincolo costituisce il presupposto per l'imposizione al proprietario delle cautele e delle opere necessarie alla conservazione del bene e per la cessazione degli usi incompatibili con la conservazione dell'integrità dello stesso.

Strumenti di pianificazione territoriale nella tutela delle acque e nella difesa idrogeologica

In sede di approvazione del piano di tutela delle acque le regioni possono predisporre le misure di salvaguardia necessarie alla tutela qualitativa e quantitativa del sistema idrico.

Il divieto di incremento dei volumi esistenti a tutela del paesaggio non distingue tra volumi tecnici e di altro tipo

Il divieto di incremento dei volumi esistenti, imposto ai fini di tutela del paesaggio, preclude qualsiasi nuova edificazione comportante creazione di volume, senza che sia possibile distinguere tra volume tecnico ed altro tipo di volume.

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