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Leggi e normative regionali sulla valutazione dell'impatto ambientale di piani e progetti

Alcune procedure previste dalle leggi regionali del Veneto e della Sicilia, e relative alla procedura di V.I.A. di piani e progetti, fermo restando che la materia, rientrando nella «tutela dell’ambiente», è di competenza esclusiva dello Stato.

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titolo:VIA e VAS - valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica
anno:2018
pagine: 306 in formato A4, equivalenti a 520 pagine in formato libro
formato: pdf  
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PROCEDURA --> VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE --> REGIONI E PROVINCE

La «tutela dell'ambiente» rientra nelle competenze legislative esclusive dello Stato e, pertanto, le disposizioni legislative statali adottate in tale ambito fungono da limite alla disciplina che le Regioni, anche a statuto speciale, dettano nei settori di loro competenza, essendo ad esse consentito soltanto eventualmente di incrementare i livelli della tutela ambientale, senza però compromettere il punto di equilibrio tra esigenze contrapposte espressamente individuato dalla norma dello Stato.

Non è necessario che la legge regionale ripeta il divieto di esentare dalla verifica di assoggettabilità i progetti che ricadono anche solo parzialmente nelle aree naturali protette.

Le Regioni, al fine di individuare i progetti esenti da verifica di assoggettabilità, debbono ritagliare, all'interno di una delle categorie di opere elencate nell'allegato IV del D. Lgs. 152/2006, una sottoclasse di progetti, specificandone le caratteristiche sotto una molteplicità di aspetti – quali, ad esempio, la localizzazione, le dimensioni, la tipologia, la durata, e così via – in relazione ai criteri indicati nell'all... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lo scopo di assicurare che l'opera esentata da verifica esibisca un ridotto impatto ambientale; è dunque insufficiente un'individuazione dei progetti da esentare basata soltanto sulla dimensione quantitativa degli stessi.

È incostituzionale la norma regionale che, genericamente, consente siano esenti da verifica di assoggettabilità ai fini V.I.A. gli impianti mobili per il recupero di rifiuti non pericolosi provenienti da operazioni di costruzione e di demolizione a condizione che la campagna abbia durata inferiore a novanta giorni, nonché gli impianti mobili di trattamento di rifiuti non pericolosi a condizione che la campagna abbia durata inferiore a trenta giorni.

La disciplina della VIA rientra senza alcun dubbio nella materia «tutela dell'ambiente», di competenza esclusiva dello Stato.

La normativa sulla valutazione d'impatto ambientale attiene a procedure che accertano in concreto e preventivamente la "sostenibilità ambientale" e, quindi, rientrano nella materia della tutela dell'ambiente, sicché, seppure possano essere presenti ambiti materiali di spettanza regionale, deve ritenersi prevalente, in ragione della precipua funzione del procedimento in esame, il titolo di legitt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...atale ed il legislatore regionale non può ridurre lo standard di tutela fissato dal legislatore statale.

La normativa in materia di v.i.a. attiene a procedure che accertano in concreto e preventivamente la «sostenibilità ambientale» e rientrano nella materia della tutela dell'ambiente, sicché, seppure possono essere presenti ambiti materiali di spettanza regionale deve ritenersi prevalente, in ragione della precipua funzione cui assolve il procedimento in esame, il citato titolo di legittimazione statale di cui all'art. 117, co. 2, lett. s) Cost..

PROCEDURA --> VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE --> REGIONI E PROVINCE --> FRIULI VENEZIA GIULIA

È incostituzionale l'art. 113 L.R. Friuli Venezia Giulia 17/2010, che, nel sostituire l'art. 10 L.R. Friuli Venezia Giulia 43/1990, non prevede che al progetto da sottoporre a v.i.a. sia allegato anche l'elenco delle autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, n.o. ed assensi comunque denominati, già acquisiti o da acquisire ai fini della realizzazione e dell'esercizio dell'opera o intervento, difformemente da quanto previsto dall'art. 23, co. 2, d. lgs. 152/2006.

È incostituzionale l'art. 115, co. 1, 2 e 3 L.... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...enezia Giulia 17/2010, che, sostituendo l'art. 14 L.R. 43/1990, relativo alla pubblicità del progetto e dello studio di impatto ambientale, prevede una disciplina che ritarda la pubblica conoscenza del procedimento di v.i.a., e quindi anche la possibilità di partecipazione e decisione informata del procedimento medesimo.

PROCEDURA --> VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE --> REGIONI E PROVINCE --> VENETO

È costituzionalmente illegittimo l'art. 7 comma 2, della legge della Regione Veneto 26 marzo 1999, n. 10 (Disciplina dei contenuti e delle procedure di valutazione d'impatto ambientale), nella parte in cui esclude dalla procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale le strade extraurbane secondarie di dimensioni pari o inferiori a 5 km, a far tempo dal 31 luglio 2007, data di entrata in vigore delle disposizioni contenute nella parte seconda del d.lgs. n. 152 del 2006.

Nella Regione del Veneto il parere della Commissione tecnica provinciale per le attività di cava (CTPAC) è necessario per tutti i procedimenti per il rilascio delle autorizzazioni o delle concessioni per le nuove attività di cava, nonché per l'ampliamento delle esistenti, e non ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...hé il progetto di coltivazione, non essendo sottoposto alla procedura di VIA, si svolga secondo il modulo autorizzatorio ordinario di cui alla L.R. 44/1982.

Nella Regione del Veneto il Presidente della Commissione VIA regionale deve essere di diritto il massimo dirigente regionale in materia ambientale: è dunque illegittimo il parere espresso con differente composizione.

L'art. 18 L.R. Veneto 10/1999, nel prevedere che l'Amministrazione procedente possa richiedere integrazioni al progetto oggetto di v.i.a. per una sola volta, e che tali integrazioni debbano essere presentate, a pena di decadenza, entro 90 giorni dalla richiesta, sottrae all'autorità amministrativa ogni discrezionalità sul punto, che non sia la facoltà di richiedere integrazioni, e pertanto non consente alla P.A. di prorogare il termine.


 
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