DEMANIO BENI PUBBLICI

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Il demanio lacuale

I laghi appartengono al demanio idrico sia per quanto riguarda l'acqua sia per quanto concerne il terreno che la stessa ricopre durante le piene ordinarie.

Categorie di beni appartenenti al demanio idrico

Le "acque pubbliche", a cui si riferisce il R.D. n. 1755 del 1933, art. 17, come modificato dal D.Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, sono quelle sotterranee e superficiali, messe a disposizione dalla natura, a cui gli enti pubblici abilitati non abbiano ancora conferito - sulla base dei poteri ad essi conferiti dalla normativa vigente - una destinazione particolare.

Demanio marittimo e norme regionali: riparto delle funzioni amministrative

Dall'attuale quadro normativo in materia si evince come alle Regioni risulta conferito il potere di gestione del demanio marittimo, fatti salvi i poteri delle Autorità Portuali alle quali va attribuita la categoria di enti pubblici non economici che svolgono attività di natura pubblica nella gestione del demanio marittimo.

I beni appartenenti al demanio marittimo

La generale individuazione legislativa dei beni del demanio marittimo è contenuta nell'art.822 c.c., che indica: il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti, e più specificamente nell'art.28 cod. nav., secondo cui appartengono al demanio marittimo: a) il lido, la spiaggia, i porti e le rade; b) le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell'anno comunicano liberamente col mare; c) i canali utilizzabili ad uso pubblico

Fruizione del demanio marittimo: spiagge libere attrezzate e balneazione

Il lido del mare è quella porzione di riva a contatto diretto con le acque del mare, da cui resta normalmente coperta a mezzo delle mareggiate ordinarie, sicché ne riesce impossibile ogni altro uso che non sia quello marittimo; la spiaggia è costituita non solo da quei tratti di terra prossimi al mare che siano sottoposti alle mareggiate straordinarie, ma comprende anche l'arenile, cioè quel tratto di terra che risulti relitto in seguito al naturale ritirarsi delle acque.

L'elemento oggettivo nel reato di cui all'art. 1161 co 1 c.n.

Costituisce illecita occupazione del lido del mare ex art. 1161 c.n. collocare stabilmente i propri ombrelloni benché non ancora noleggiati dai bagnanti da parte del privato autorizzato solamente a mantenervi depositi di ombrelloni e sdraio, da collocare sulla spiaggia solo dopo essere stati noleggiati.

Elemento soggettivo e buona fede nel reato di cui all'art 1161 co. 1 c.n.

Il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale marittimo, essendo contravvenzionale, è punibile anche a titolo di colpa.

Le innovazioni abusive nel reato di cui all'art 1161 co. 1 c.n.

Va qualificata "innovazione" rilevante ai fini della sussistenza del reato di cui all'art. 1161 c.n., comma 1, n. 1), la realizzazione di un gazebo anche non ancorato a terra a servizio di una attività di alaggio di imbarcazioni.

Momento consumativo nel reato di cui all'art 1161 co. 1 cod.nav.

Il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale marittimo ha natura permanente e cessa solo quando vengano meno l'uso ed il godimento illegittimi.

Determinazione del canone per le concessioni del demanio marittimo

Ai fini della determinazione del canone demaniale marittimo, le aree destinate a somministrazione di alimenti e bevande non possono ritenersi servizi pertinenziali ad attività proprie dello stabilimento balneare.

La concessione di canone ricognitorio o agevolato in tema di demanio marittimo

L'istituto del canone ricognitorio o agevolato postula che l’occupazione dell’area, che comporta la sua sottrazione all’immediato uso pubblico, sia comunque funzionale allo stretto perseguimento di una finalità a valenza pubblicistica, oppure all’esercizio di servizi di pubblica utilità, in entrambi i casi privi di reddittività o proventi.

Demanio portuale: il caso del porto franco di Trieste

Ai sensi del Memorandum di Londra del 1954, lo Stato italiano ha l'obbligo di mantenere il regime del porto franco di Trieste nei suoi principi fondanti che emergono dal Trattato di Pace del 1947 (allegato VIII), ma resta libero di rideterminarlo e di definirlo a seconda delle circostanze e delle mutevoli necessità.

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