DEMANIO BENI PUBBLICI

Stai vedendo 1-12 di 441 risultati

Definizioni e natura del canone concessorio

Il canone demaniale rappresenta il corrispettivo del godimento del bene pubblico, poiché l’attribuzione a privati dell’utilizzazione di beni del demanio o del patrimonio indisponibile della Stato o dei Comuni, quale sia la terminologia adottata dalla convenzione ed ancorché essa presenti elementi privatistici, è sempre riconducibile, ove non risulti diversamente, alla figura della concessione-contratto.

La determinazione del canone per le concessioni demaniali marittime

Il codice della navigazione, all’art. 39, afferma che «la misura del canone è determinata dall’atto di concessione», e, successivamente, che «nelle concessioni a enti pubblici o privati, per fini di beneficenza o per altri fini di pubblico interesse, sono fissati canoni di mero riconoscimento del carattere demaniale dei beni».

Il canone dovuto per la concessione di occupazione del suolo pubblico

Il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche è stato istituito dall’art. 63 del d.lgs. n. 446/1997, che ha previsto come sia le province sia i comuni abbiano potestà regolamentare in materia di canone per l’occupazione del suolo pubblico.

I canoni concessori nelle ipotesi di servitù di elettrodotto e per gli impianti di telecomunicazioni

Il canone concessorio per le servitù di elettrodotto o per le condutture elettriche non può che essere quello stabilito dal legislatore statale, anche in considerazione del fatto che l’art. 1 sexies del D.L. 239/2003 afferma testualmente che «la costruzione e l’esercizio degli elettrodotti facenti parte della rete nazionale di trasporto dell’energia elettrica sono attività di preminente interesse statale», con ciò evitando ogni possibile margine di discrezionalità in capo alle varie P.A.

L'imposizione di canoni concessori per l'utilizzo del demanio idrico

L’imposizione di canoni di concessione per il demanio idrico è prevista dalla legge statale – D.lgs. n. 112 del 1998 – che conferisce alle Regioni non solo le funzioni inerenti alla gestione dello stesso, ma altresì i compiti amministrativi di determinazione e di introito dei canoni.

Concessioni demaniali marittime: durata ed effetti alla scadenza

La disciplina dei termini di scadenza delle concessioni demaniali marittime incide sull’ingresso di altri potenziali operatori economici nel mercato e rientra, pertanto, nella materia della “tutela della concorrenza” di competenza esclusiva dello Stato; sono quindi inibiti alle Regioni interventi normativi diretti ad incidere sulla normativa statale, finanche in modo meramente riproduttivo della stessa.

Durata e scadenza delle concessioni cimiteriali

Tutte le concessioni cimiteriali cessano una volta soppresso il cimitero, salva la possibilità prevista dall’art. 92 del d.P.R. n. 285/1990 di avere un posto corrispondente nel nuovo cimitero per i soli titolari di concessioni non ancora scadute, ovvero «all’interno» dei 99 anni di durata legale prevista.

La qualificazione della concessione amministrativa e la natura del rapporto concessorio

I beni demaniali non possono essere oggetto di compravendita, né possono essere usucapiti (il possesso prolungato nel tempo di un bene demaniale non spiega alcun effetto giuridico), né, parimenti, possono essere oggetto di espropriazione forzata. Possono invece essere oggetto di diritti a favore di terzi, ma solo nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano.

Tipologia e durata delle concessioni amministrative

Non esiste alcuna norma di legge che imponga (o meno) una durata prestabilita che possa essere applicata a tutte le tipologie di concessioni amministrative, ma esistono diversi limiti di durata a seconda della tipologia di concessione amministrativa di cui si tratta.

La successione, il subentro e il subingresso nel rapporto concessorio

L’autorizzazione della p.a. rappresenta il presupposto necessario e indefettibile al fine del perfezionamento (e della perdurante efficacia) dell’affidamento di un’area demaniale in concessione a un soggetto diverso rispetto al concessionario.

Esercizio del diritto di prelazione e retratto in materia agraria

Ai fini dell'esercizio del diritto di prelazione in materia agraria, non rileva la contrapposizione tra "area edificabile" (per la quale non è ammesso tale diritto) e "area non edificabile" (con riguardo alla quale esso è consentito), bensì quella tra aree destinate ad usi "agricoli" e aree destinate, invece, ad "utilizzazione" diversa (ovvero edilizia, industriale o turistica), ancorché non edificabili, purché non suscettibili di utilizzazioni economiche per effetto dello sfruttamento agricolo.

L’affidamento della strada a terzi e la responsabilità ex art. 2051 c.c.

L’affidamento in appalto o in gestione della strada vale come prova liberatoria della responsabilità in capo alla Pubblica Amministrazione proprietaria oppure continua a permanere qualche profilo di responsabilità?

Pagina 1 di 37 1 20