DEMANIO BENI PUBBLICI

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L’autorizzazione amministrativa alla coltivazione di una cava

L’autorizzazione alla coltivazione di cava deve prendere in considerazione e ponderare adeguatamente tutti gli interessi in concreto coinvolti, in primis quelli ambientali: in ciò si differenzia dall’autorizzazione paesaggistica, che solo deve vagliare la compatibilità con il vincolo paesaggistico.

Il provvedimento di decadenza della concessione per attività estrattive

La mancanza di disponibilità dell'area obbliga la P.A. ad emettere un provvedimento di decadenza della autorizzazione alla coltivazione della cava.

Norme regionali in materia di autorizzazioni e concessioni per l’attività estrattiva

Il controllo dell'amministrazione sull'attività di recupero e ricomposizione ambientale delle cave abbandonate è volto ad evitare che l'intervento non debordi nell’esercizio surrettizio di quella che in realtà è una nuova cava, vale a dire affinché non si usi dell’apparenza del recupero ambientale come mero pretesto per quella che in realtà è un’ulteriore estrazione.

I casi in cui cave e miniere fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato

Le cave fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato solo quando la disponibilità ne sia sottratta al proprietario del fondo ad opera dell'Autorità mineraria (art. 826 c.c.). Laddove ciò non sia avvenuto, una cava di proprietà dell'amministrazione comunale rientra nel patrimonio disponibile di quest'ultima, senza che neppure l’attività di recupero ambientale da svolgere nell’area possa incidere sulla predetta qualificazione.

Funzioni e competenze in materia di rilascio di concessioni di beni del demanio marittimo

A seguito dell’entrata in vigore del D.lgs. n. 112/1998 spettano alle Regioni e agli enti locali le funzioni e le competenze in materia di rilascio di concessioni di beni del demanio marittimo e di zone del mare territoriale, conseguentemente rientra nella competenza dell’amministrazione comunale e non del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’adozione dei relativi atti.

Il soggetto attivo nell'occupazione abusiva di demanio marittimo ex art 1161 co. 1 c.n.

Del reato di occupazione abusiva ex art. 1161 c.n. deve essere chiamato a rispondere chi. al momento dell'accertamento, abbia la materiale disponibilità del bene demaniale, in via immediata ovvero in via mediata attraverso il manufatto sullo stesso realizzato, in quanto l'illecito consiste nel mantenere la zona demaniale indisponibile agli usi cui è deputata.

Il sequestro preventivo di un manufatto abusivo realizzato sul demanio marittimo

Al fine di impedire il protrarsi di una illecita occupazione di suolo pubblico che la sottrae alla fruizione pubblica è certamente possibile procedere al sequestro di opere realizzate sul demanio marittimo e non rimosse nel termine prescritto.

L'elemento oggettivo del reato di cui all'art. 1161 del codice della navigazione

Il reato di cui all'art. 1161 c.n. si configura anche in caso di occupazione protrattasi oltre la scadenza del titolo, a nulla rilevando l'esistenza della pregressa concessione e la tempestiva presentazione dell'istanza di rinnovo, atteso che va qualificata come arbitraria qualsiasi occupazione di spazio demaniale marittimo in assenza di un valido titolo concessorio.

Elemento soggettivo e buona fede nei reati di cui all''art 1161, co. 1, codice della navigazione

Pur essendo necessaria, per integrare il reato di abusiva occupazione di spazio demaniale, la consapevolezza dell'abusività da parte dell'agente, è sufficiente a escludere la buona fede nell'occupazione di un bene pubblico, ovvero a integrare l'elemento soggettivo del reato nella forma colposa, l'assoluta mancanza di iniziativa nell'acquisire informazioni, nel caso ad esempio di notevole risalenza del venir meno del titolo concessorio.

Innovazioni abusive sul demanio marittimo ex artt. 54 e 1161 co 1 del codice della navigazione

L’innovazione cui fa riferimento l’art. 54 cod. nav. assume una connotazione specifica che conduce a ritenere legittime installazioni accessorie che non costituiscono un'alterazione sostanziale al complesso della concessione o una modifica nell'estensione della zona demaniale, e sono compiute solo al fine di una migliore fruizione del bene in concessione, assumendo rilievo a tal fine anche la manifesta irrilevanza quantitativa.

Il momento consumativo nei reati su area demaniale ex artt. 54 e 1161 del codice della navigazione

La permanenza del reato di cui agli artt. 54 e 1161 cod. nav. (occupazione di area demaniale marittima per una superficie maggiore di quella autorizzata) cessa o con il venir meno dell'abusiva occupazione attraverso l'effettivo sgombero dell'area, o con il rilascio di concessione demaniale in sanatoria, ovvero, in assenza di tali circostanze, con la sentenza penale di condanna di primo grado.

Prescrizione nel reato di abuso demaniale ex art. 1161 del codice della navigazione

Il termine di prescrizione del reato di abusiva occupazione di spazio demaniale (artt. 54 e 1161 c.n.) non decorre dalla data dell'accertamento ma dalla data di rilascio della concessione o da quella dello sgombero, individuandosi in tale momento la cessazione dell'illegittimo uso e godimento di fatto del bene demaniale, ovvero con la sentenza penale di condanna di primo grado.

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