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Rapporto tra la determinazione giudiziale dell'indennità di espropriazione di terreni edificabili ed il valore del suolo denunziato ai fini ICI

Il giudice non può rilevare d'ufficio l'eventuale discordanza tra indennità di espropriazione e valore del suolo denunciato ai fini ICI, che può assumere rilievo solo su eccezione dell'espropriante.

Le valutazioni espresse dal C.T.U. non hanno efficacia vincolante per il giudice

Non vi è contraddizione tra l'utilizzazione di dati acquisiti con il mezzo di una consulenza tecnica, e la loro correzione critica su singoli punti, motivata con il riferimento a elementi non considerati dal consulente.

All'espropriando sono concesse due azioni per chiedere la determinazione della giusta indennità

L'iniziale di occupazione, se non sono stati annullati tutti gli atti a decorrere dalla dichiarazione di pubblica utilità, diviene illegittima solo successivamente, ed in ragione degli ulteriori vizi del procedimento, normalmente collegati alla mancata tempestiva emanazione del decreto di esproprio; ne consegue che la domanda relativa al quinquennio anche se qualificata come risarcimento, afferisce alla liquidazione di indennità di occupazione legittima.

La domanda di condanna della P.A. al risarcimento danni per procedura espropriativa illegittima

La richiesta di una corretta determinazione dell’indennità, sul presupposto che i provvedimenti espropriativi possano essere giudicati legittimi, non si pone in contraddizione con la contestazione radicale dell’intera procedura, che potrebbe arrecare alla parte un vantaggio che essa considera maggiore, e cioè il recupero del bene, con la sua rimessione in pristino, o almeno un risarcimento pieno del danno conseguente al sacrificio derivante dalla sua perdita illegittima.

Impossibile la conversione dell’azione indennitaria in risarcimento del danno da occupazione acquisitiva

Nel caso di sopravvenienza nel corso del giudizio del rituale e tempestivo decreto di espropriazione, la domanda risarcitoria del danno da occupazione illegittima si converte automaticamente in quella di opposizione alla stima.

La diversità del petitum del giudizio risarcitorio e quello indennitario esclude l'interferenza fra i giudizi

L’azione giudiziale di opposizione alla stima innanzi alla Corte d’Appello ai sensi dell’art 54 d.p.r. 327/2001, ha petitum e causa petendi del tutto distinta dal ricorso giurisdizionale amministrativo, diretto ad ottenere una pronuncia costitutiva di annullamento degli atti del procedimento ablatorio, potenzialmente idonea a consentire la stessa tutela risarcitoria per equivalente o in forma specifica.

Determinazione giudiziale dell'indennità dovuta al fittavolo del terreno espropriato

Le impugnazioni, inerenti al mancato od inadeguato riconoscimento dell'indennità aggiuntiva ex art. 17 comma 2 L n. 865/71, sono soggette, in difetto di diversa previsione, al termine di decadenza di trenta giorni stabilito dalla citata L. n. 865 del 1971, art. 19, per l'esperimento della relativa opposizione alla stima.

Condizioni per l'esperibilità dell'azione di determinazione dell'indennità da occupazione provvisoria

L'indennità di occupazione è dovuta per il fatto stesso che quest'ultima sia stata autorizzata in via d'urgenza; ciò implica che il giudice adito, per riaffermare la vigenza del suddetto principio, non è tenuto alla disapplicazione del provvedimento che abbia disposto l’occupazione omettendo la determinazione dell’indennità.

Autonomia della domanda per ottenere il riconoscimento dell'indennità di occupazione legittima

La domanda ad oggetto l'indennità di occupazione, fondandosi su di un diverso "petitum" e su diversa "causa petendi", non può ritenersi implicita in quella avente ad oggetto l'indennità di espropriazione, e deve pertanto essere tempestivamente formulata, in via autonoma, con l'atto introduttivo del giudizio di opposizione.

Soggetti ammessi a partecipare al giudizio di determinazione dell'indennità

L'intervento del conduttore del bene espropriato nel giudizio di opposizione alla stima promosso dal proprietario, è autonomo, e legittimato passivo risulta esclusivamente l'espropriante.

Piano casa: demoricostruzione nella Regione Campania

L'art. 5 della L.R. Campania 19/2009 non consente di demolire il fabbricato e di ricostruirne la volumetria con una dislocazione in fabbricati distinti realizzati in diversa area di sedime, in quanto tale norma non ha l'intento di stravolgere la nozione stessa di intervento di demolizione e ricostruzione con il possibile esito di moltiplicare gli immobili insistenti sull’area d’intervento.

Il Piano casa in Campania: mutamento della destinazione d'uso

Il mutamento di destinazione d'uso da residenze turistico-alberghiere ad abitazione ai sensi dell'art. 7, co. 6-bis, L.R. Campania 19/2009 è ammesso anche qualora la destinazione alberghiera sia «esclusiva», posto che in questo caso il requisito della «prevalenza» risulta posseduto in maniera assoluta.

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