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Diniego del provvedimento


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titolo:IL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO nel governo del territorio
anno:2018
pagine: 709 in formato A4, equivalenti a 1205 pagine in formato libro
formato: pdf  
prezzo:
€ 25,00

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La motivazione vera e propria di un diniego è costituita dalle ragioni in diritto esposte per giustificare la determinazione negativa, con esclusione delle "criticità" che appaiono frutto più di ipotesi che di effettivo approfondimento istruttorio: se l'amministrazione vuole considerarle a loro volta ragioni di diniego, ha l'onere di qualificarle come tali.

Ove l'atto soprassessorio determini un'interruzione del procedimento, rinviando il soddisfacimento dell'interesse pretensivo ad un accadimento futuro ed incerto nel quando, assume un contenuto sostanzialmente reiettivo dell'istanza del privato, poiché determina un arresto a tempo indeterminato del procedimento amministrativo, con immediata capacità lesiva della posizione giuridica dell'interessato.

E' illegittima l'emanazione di atti che si accomunano per l'esprimere una condotta sostanzialmente orientata piuttosto al risultato negativo che alla corretta valutazione di compatibilità con le norme e gli strumenti di governo del territorio, frazionando nel tempo l'esposizione delle ragioni di diniego e non consentendo al richiedente di conoscere quali fossero le univoche ed effettive ragioni – in ipotesi anche più d'una - poste a fondamento dello... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... />
Il potere di dichiarare, in limine e per ragioni di ordine meramente formale, 'irricevibile', 'inammissibile', 'improcedibile' o 'manifestamente inaccoglibile' una istanza del privato rinviene il suo generale fondamento normativo nell'art. 6, comma 1, lett. a, della l. n. 241/1990.

È legittimo, e non viola l'art. 10-bis legge 241/1990, l'adozione di un provvedimento di diniego sottoposto alla condizione sospensiva della mancata presentazione di tali elementi in un termine prefissato, come è avvenuto nel caso in esame.

In caso di lotto intercluso o in altri analoghi casi nei quali una zona risulti totalmente urbanizzata, attraverso la realizzazione delle opere e dei servizi atti a soddisfare i necessari bisogni della collettività - quali strade, spazi di sosta, fognature, reti di distribuzione del gas, dell'acqua e dell'energia elettrica, scuole, etc. - la astratta mancata previsione di standard, ovvero la omessa adozione di uno strumento urbanistico esecutivo non può ritenersi più assolutamente ostativa al rilascio della concessione edilizia; pertanto, non può più essere consentito all'Ente locale trincerarsi dietro l'opposizione di un rifiuto che sia basato sul solo argomento formale del... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...attuazione della strumentazione urbanistica di dettaglio.

Nel caso di zone parzialmente urbanizzate, il diniego al rilascio della concessione edilizia per mancata previsione di standard o per omessa adozione di uno strumento urbanistico esecutivo può essere opposto soltanto nel caso in cui l'Amministrazione abbia adeguatamente valutato lo stato di urbanizzazione già presente nella zona e abbia congruamente evidenziato le concrete e ulteriori esigenze di urbanizzazione indotte dalla nuova costruzione. Peraltro, ciò vale solo nell'ipotesi eccezionale che si sia già realizzata una situazione di fatto che da quegli strumenti consenta con sicurezza di prescindere, in quanto risultano oggettivamente non più necessari, essendo stato pienamente raggiunto il risultato cui sono finalizzati.

Il provvedimento di diniego di accertamento in conformità, per il suo carattere vincolato, non necessita di altra motivazione che non sia quella della rispondenza o meno dell'opera alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie e della stretta osservanza delle limitazioni dalle stesse poste in tema di volume, altezza, densità, distanze degli edifici.



 
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