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La portata dell'accordo di programma nelle varianti urbanistiche

L’accordo di programma, alla luce della normativa speciale dettata per Roma Capitale, è caratterizzato da procedure più agevoli e semplificate, per la realizzazione degli interventi che richiedono l’azione integrata e coordinata di più amministrazioni.

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PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> ACCORDO DI PROGRAMMA --> EFFETTO DI VARIANTE URBANISTICA

L'accordo di programma, previsto dal della L. 8 giugno 1990, n. 142, art. 27, comma 5-bis, che coinvolge più amministrazioni, ove l'intervento involga variegati interessi pubblici alla cui tutela è preposta ciascuna di esse, ha ad un tempo effetti d'imposizione del vincolo preordinato all'esproprio e di dichiarazione di pubblica utilità, quindi va collocato nella fase attuativa (scilicet espropriativa) delle scelte urbanistiche, e non può di conseguenza determinare la condizione del bene agli effetti espropriativi, pur se ad esso è associato l'effetto di variante dello strumento urbanistico.

Agli effetti della determinazione delle indennità di espropriazione, non costituisce vincolo conformativo del diritto di proprietà delle aree interessate la sopravvenuta approvazione dei progetti attraverso l'accordo di programma, la cui efficacia di variazione degli strumenti urbanistici opera nel limitato senso di registrare nel piano regolatore generale una puntuale destinazione a servizi con scorporo delle aree interessate dalla zona in cui sono comprese. Diversa è l'ipotesi in cui il cont... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...accordo di programma abbia comportato una variante sostanziale nella disciplina urbanistica della zona interessata dall'opera pubblica, la cui esecuzione, dunque, non contraddice alla disciplina del territorio organizzata in sede di pianificazione generale.

Alla luce della normativa speciale dettata per Roma Capitale (Legge 15 dicembre 1990 n. 396), l'accordo di programma costituisce lo strumento privilegiato ed ordinario, in quanto caratterizzato da procedure più agevoli e semplificate, per la realizzazione degli interventi che richiedono l'azione integrata e coordinata di più amministrazioni, conseguendo alla sua approvazione la variante al piano regolatore generale, senza che riveli in senso ostativo la dimensione delle aree.

Legislatore ha consentito che, attraverso l'accordo di programma, si potessero conseguire una serie di effetti, come la dichiarazione di pubblica utilità e la variazione degli strumenti urbanistici, i quali, in una situazione ordinaria, dovrebbero essere oggetto di appositi procedimenti amministrativi.

L'art. 34, comma quarto, del d.lgs. n. 267/2000 riconduce all'accordo di programma approvato dal presidente della Regione gli effetti propri dell'intesa prevista dall' art. 81 del D.P.R. n. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uanto alla variazione degli strumenti urbanistici.

L'art. 34, comma quarto, del d.lgs. n. 267/2000, riconduce all'accordo di programma approvato dal presidente della Regione, gli effetti propri dell'intesa prevista dall' art. 81 del d.P.R. n. 616/1977, quanto alla variazione degli strumenti urbanistici.

Poiché strumento di semplificazione dell'azione amministrativa in presenza della prevalente esigenza di garantire in tempi rapidi la realizzazione delle opere pubbliche, il legislatore ha consentito che, attraverso l'accordo di programma, si potessero conseguire una serie di effetti, come la dichiarazione di pubblica utilità e la variazione degli strumenti urbanistici, i quali, in una situazione ordinaria, dovrebbero essere oggetto di appositi procedimenti amministrativi.

Ragioni di ordine sia testuale che sistematico inducono a ritenere che una variante urbanistica sia legittimamente conseguibile attraverso lo strumento dell'accordo di programma di cui all'art. 34 del d.lgs. n. 267/2000, solo se volta al raccordo tra piano ed opera pubblica. Va pertanto affermata l'impossibilità di variazioni urbanistiche attuabili mediante tale procedura semplificata se riferite ad aree diverse da quella deputata alla realizzazio... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ra pubblica o almeno non preordinate alla pianificazione di attività comunque complementari rispetto all'attuazione dell'intervento primario.

L'accordo di programma concernente l'approvazione di progetto definitivo per la realizzazione di opera pubblica (infrastrutture viabilistiche) approvato dalla Regione e ratificato dai consigli comunali dei Comuni interessati, comporta variante allo strumento urbanistico con la conseguenza di rendere l'approvazione del progetto definitivo conforme alle previsioni del P.R.G. e, come tale, con natura ed effetti di dichiarazione di pubblica utilità come specificamente previsto dagli artt. 34 comma 6° d. lgs. n. 267/00 e 12 d.p.r. n. 327/01.

Per effetto dell'art. 34 del T.U. n. 267/2000, l'accordo di programma per l'attuazione di opere pubbliche o di pubblica utilità ratificato dai Consigli dei Comuni interessati e approvato con decreto dal Presidente del Regione, costituisce variante allo strumento urbanistico.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> ACCORDO DI PROGRAMMA --> EFFETTO DI VARIANTE URBANISTICA --> MOTIVAZIONE

La variante urbanistica adottata in sede di accordo di programma avente ad oggetto non un terreno determinato bensì i... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... complessivo di un'ampia zona del territorio comunale (nel caso specifico variante propedeutica a PIP) non deve essere accompagnata da particolare motivazione.

Se è vero che la disciplina in tema di Accordi di programma ex art. 34, d.lgs. 267 del 2000 (diversamente da quella di cui al d.P.R. 447 del 1998 in tema di insediamenti produttivi) non impone che tra i presupposti di ammissibilità della proposta di variante urbanistica figuri l'insussistenza, in altre zone del territorio comunale, di aree caratterizzate da tipizzazione omologa a quella propria del proposto intervento, nondimeno, i principi di buona amministrazione, economicità e del minimo mezzo, richiedono che una valutazione di congruità (ed una conseguente motivazione) venga effettuata nelle ipotesi in cui la tipizzazione e l'estensione delle aree già esistenti risultino congrue rispetto al proposto insediamento.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> ACCORDO DI PROGRAMMA --> EFFETTO DI VARIANTE URBANISTICA --> OPERE FERROVIARIE

La Conferenza di servizi promossa ex 9, comma 2, della L. 340 del 2000 convocata e presieduta da R.F.I., non si identifica con la conferenza convocata per verificare la possibilità di concor... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ordo di programma, contemplata dall'art. 34 del T.U. 267 del 2000; in particolare per effetto del tuttora vigente comma 3 dell' art. 25 della L. 210 del 1985, richiamato dalla citata L. n. 340/2000, l'accordo ivi previsto assume "diretta efficacia di variazione degli strumenti urbanistici", ossia non necessita di essere direttamente recepito dal Consiglio Comunale.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> ACCORDO DI PROGRAMMA --> EFFETTO DI VARIANTE URBANISTICA --> PIP

Deve ritenersi che allo strumento dell'accordo di programma possa farsi ricorso nel caso di progetto per la realizzazione di un P.I.P. compotante variante agli strumenti urbanistici, trattandosi di un programma di intervento che richiede l'azione integrata di Comuni, Province, Regioni, Amministrazioni pubbliche ed altri soggetti.

PIANIFICAZIONE --> VARIANTE URBANISTICA --> ACCORDO DI PROGRAMMA --> EFFETTO DI VARIANTE URBANISTICA --> RATIFICA

Il Consiglio comunale, nell'ipotesi in cui le opere progettate comportino la variazione dello strumento urbanistico, deve ratificare l'adesione del sindaco all'accordo di programma, a pena di decadenza, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data del provvedimento di approvazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...do, ai sensi dell'art. 34 del D.lgs. 267/200 (in Abruzzo dalla data di notifica all'amministrazione comunale del decreto di approvazione). Il quinto comma, del citato articolo, quindi, stabilisce una espressa e tassativa ipotesi di decadenza della disposta variazione in ipotesi di non tempestiva approvazione.

Deve riconoscersi effetto sanante alla ratifica da parte del Consiglio comunale intervenuta in via successiva alla formazione dell'accordo, comportante variazione degli strumenti urbanistici (art. 34, comma 5, D.Lgs. N. 267/00).

Nel caso di accordo di programma comportante variante allo strumento urbanistico, non si rende necessaria la preventiva autorizzazione del Consiglio Comunale al fine di legittimare l'adesione sindacale all'accordo, in quanto l'autorizzazione consiliare è normativamente richiesta (sub specie di ratifica) in via successiva alla formazione dell'accordo comportante variazione degli strumenti urbanistici (art. 34, comma 5, d.lgs n. 267/2000).

La mancata ratifica da parte del Consiglio Comunale dell'accordo di programma comportante variante urbanistica, impedisce che lo stesso produca efficacia, sia volendo ricondurre la fattispecie a ipotesi di nullità per violazione di norme imperative ex art. 1... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rt. 34, 5° comma del D.Lgs. n. 267/2000), sia volendo configurare ipotesi di atto stipulato da falsus procurator non ratificato ad opera del soggetto interessato (Consiglio Comunale), sia infine considerando la ratifica una condicio juris sospensiva, che se non verificata, comporta l'inefficacia dell'accordo sottoscritto dalle parti.

La mancata tempestiva ratifica da parte del Consiglio comunale comporta la decadenza dell'adesione del Sindaco all'accordo di programma (diniego per silentium).


 
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